“Ma accorgersi che si era capaci di inventare qualcosa; di creare con abbastanza verità da esser contenti di leggere ciò che si era creato; e di farlo ogni giorno che si lavorava, era qualcosa che procurava una gioia maggiore di quante ne avessi mai conosciute. Oltre a questo, nulla importava” (E.Hemingway).
Sentire la poesia nelle cose, nelle persone, nei tratti e nei passaggi di vita. Stare fuori sull’ uscio di casa e ascoltare il fruscio del vento, quella voce che parla e che è un tutt’ uno con la natura. Fino ad avvertirne l’ eco lontana e vicina, fino ad avvertire quei brividi sulla pelle, fino a sentire di essere chiamati altrove, per altre avventure, per altri viaggi, oltre se stessi. Uscire fuori al vento, sotto la pioggia o sotto il sole e sentire gli umori della natura, ammirare il profilo delle nuvole di sera e di notte al chiaro di luna, abbracciarsi nello stupore e nei dipinti di un tramonto che inonda la campagna. Possiamo far parte dello spettacolo della natura sempre che lo vogliamo: è la natura che ci aiuta a migliorarci, a calmare le nostre onde interiori, è la natura che, foriera di bellezza e umiltà, ci invita ad esser sempre in simbiosi affinchè possa esserci un progetto in comune, una sintesi, una crasi che ci avvicini al sublime. Sentire l’odore del mare, avvolgersi di stupore e fantasia al solo guardarlo da lontano, magari con gli occhi di un bambino che prova meraviglia già ad immaginarlo o a disegnarlo. Trattenere la magia di un pezzo di carta, un pezzo di legno o un pezzo di ferro tra le nostre mani, trattenere la musica nella mente e nell’ orecchio, tornarci sopra, ritornare a sentire quelle sensazioni uniche che ci volevano libere. La felicità va imparata, va coltivata, va anche organizzata. Puntare alla luna, se non altro, si atterrerà sulle stelle, godere di se stessi e dei propri sogni, ecco, questo potrebbe migliorare la nostra vita. Credere nei nostri gesti quotidiani, nella nostra volontà e capacità di crescere, scavare nella terra, sporcarsi le mani ma trovare quel seme che farà germogliare i suoi frutti. Ci sono donne che hanno dentro quella volontà, quel senso innato di voler prendersi cura delle cose e delle persone, di guardarsi dentro per sciogliere i nodi della propria essenza, di rompere il guscio della propria sapienza per metterla a disposizione degli altri, di meravigliarsi e meravigliare, sentirsi per sentire e creare. Quando le cose vanno guardate con lo spirito giusto, con coraggio, lealtà, libertà e sapienza, non possono che susseguirsi idee e progetti che si rincorrono. Tutto in nome della bellezza, dell’arte e dell’afflato della natura. Alba Rita Trombini è una donna di cinquantotto anni, originaria di Ravenna, felicemente sposata con un figlio di tredici anni, Gregorio, che è l’amore della sua vita oltre che sua continua fonte di ispirazione. Alba Rita ha lavorato come consulente in ambito scolastico e museale, oltre che in quello della comunicazione e in materia psicologica trattandola nello specifico come percezione della creatività. Ha lavorato nei musei etnografici e storici, aiutando il pubblico ad interagire con gli oggetti. Studi classici prima e studi in Storia dell’ arte antica per poi perfezionarsi in didattica dei musei tenendo laboratori negli stessi musei per sviluppare la propria creatività. Naturalmente da tutte queste premesse ed approfondimenti è poi sorta la sua impresa, proprio dall’ esigenza di vedere nascere il frutto del proprio costante lavoro negli anni. Nasce così HOMEART Studio, una fucina di idee e creatività che si sviluppa nei filoni dell’ arte, del design e della consulenza. Oggi Alba Rita tiene mostre in prestigiosi spazi espositivi e accompagna e guida le persone a sentire o anche a percepire la chiave di lettura per abitare al meglio le proprie case, valorizzando e cambiando in virtù di un mood individuale e di un proprio stile di vita. Questo per sentirsi a proprio agio in ambienti cuciti e realizzati secondo la propria voce interiore e la personalità di ognuno, nella relazione emotiva che scatenano gli spazi e gli oggetti. Per far tutto ciò, bisogna essere vocati al bello e al vero, dedicarsi ampiamente a coltivare la propria essenza, interrogarsi, cercare di capirsi per capire gli altri. Alba Rita ha doti introspettive e comunicative, riesce ad entrare in punta di piedi nelle case degli altri, sa ritrovare quello spazio perduto riuscendo a rivalutarlo insieme ai suoi abitanti, riuscendo a sentire quel richiamo o quella musica passando dalla filosofia dell’ “horror vacui” all’ “horror pleni”, per arrivare ad un equilibro interiore che poi possa trasmettersi esteriormente. La sua maturità artistica accumulata negli anni, la sua sensibilità non comune insieme alla gentilezza d’animo, la sua capacità di entrare nella testa e nel cuore degli altri, fanno di lei una donna realizzata, anche se quando si guarda all’ arte e all’amore per l’arte, non ci può ritenere mai totalmente arrivati. Poiché sarà proprio quel senso artistico che indurrà ad andare lontano per affrontare meglio il mondo e guardarlo con occhi diversi, con occhi che si astraggono dalla realtà per riempirla e sanarla con la leggerezza e la fantasia… Alba Rita Trombini ha il privilegio di saper ascoltare i richiami della natura, di saper aspettare quell’ onda che si infrange sullo scoglio, quella luce che inonda gli spazi abitativi che altro non sono che i nostri spazi interiori, creando una relazione e una sinergia tra luoghi, oggetti e persone. Alba Rita è tenera e delicata come la carta e tenace e forte come il ferro, entrambi elementi che predilige e che si adopera a trasformare in opere d’ arte. Il mare con la sua luce, i suoi segreti, il suo calore è il suo elemento naturale, la sua musa ispiratrice, la sua linfa vitale. Solida, gentile, evanescente e concreta nel contempo, oggi ha provato a porre i suoi oggetti in ferro in riva al mare per sentire la risacca del mare ed inondarsi di energia positiva ma anche per assistere al miracolo della natura. Come la natura riesca a prendere il suo scalpello, a levigare le cose e come semplicemente il tempo riesca a consumare dando nuovi contorni e luci, come il tempo riesca semplicemente ad amare. La semplicità, la grazia, la purezza di intenti fa il resto. Ricerca, attenta lettura della vita mista anche a leggerezza, oltre a guardare il mondo da dentro per poi proiettarlo fuori contraddistinguono Alba Rita Trombini. Un’ artista che vuole sentire il vento sulla propria pelle, l’ aria, la luce per poi farne poesia.
Il tuo excursus artistico e di lavoro fino ad arrivare ad Homeart studio?
Dopo varie esperienze maturate in ambito scolastico e museale e poi in ambito della comunicazione e psicologia come percezione della creatività, ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio, ossia ho voluto capire e dare un resoconto a me stessa riguardo alla mia creatività…Ed ecco che dieci anni fa nasce Homeart Studio attraverso tre filoni: l’arte, il design e la consulenza. Nel primo atto creativo corrispondente all’ arte, realizzo pannelli decorativi con le tecniche del collage e del mosaico. Strada facendo, mi sono appassionata al design di complementi d’ arredo, in special modo tavoli, sculture luminose, consolle…Per quanto riguarda la consulenza, avendo esplorato il rapporto tra casa e psiche, ho elaborato una tecnica di indagine su come ci sentiamo nelle nostre case e che cosa fare per sentirci meglio. Ho semplicemente intrapreso un dialogo interiore per allestire i nostri spazi domestici attraverso gli studi di psicologia ambientale con professionisti del settore. Oggi accompagno le persone a sentire qual è il loro stile e che cosa li rispecchia per cambiare ciò che si può nel momento della ristrutturazione delle proprie case, affinchè non ci si trovi in case tutte uguali ma in case che siano lo specchio della propria spiritualità e della propria voce interiore.
Tra gli ambiti descritti della tua progettazione, a quali ti dedichi oggi con maggiore frequenza?
Mi dedico in particolar modo al recupero di oggetti e mobili, al design e alla consulenza. Oltre la carta, lavoro il ferro. A settembre dello scorso anno, a Forlì, ho tenuto una mostra dal titolo “Il mare intorno” con delle installazioni in ferro e sei metri di diametro dedicati al mare, la mia grande fonte di ispirazione. Realizzo i prototipi con un vecchio fabbro, in questo modo, ciò che piace al pubblico, viene poi realizzato dalle ditte specializzate del settore. Sia le sculture che gli arredi che le finiture mi comportano un discreto lavoro fisico. Sono sculture e perlopiù tavolini in ferro che lascio ossidare vicino al mare anche per ascoltare la risacca che sembra un insieme di tamburi del mare, un “ocean drum”… Lascio i miei pezzi sul bagnasciuga, poi li porto via umidi e insabbiati, li lascio in giardino e poi comincio a notare delle colorazioni… Intanto ad Aprile dello scorso anno, al Fuorisalone del Mobile di Milano, presso la galleria “Rossana Orlandi” di Milano, ho presentato il tavolo “Gregorius” che prende il nome da mio figlio e “Francy”, che prende il nome da mio marito Francesco per un’ opera di scultura astratta …Poi ho partecipato ai laboratori di Dario Biagioni, conosciuto dai più come il “falegname dell’ anima”: insieme abbiamo avviato un lavoro sul colore, su come il colore possa incidere sull’ emotività.
La tua prima opera realizzata?
Vivendo in simbiosi con il mare, come prima opera, ho voluto rappresentare la bassa marea attraverso un tappeto di cuori con mosaici in carta…
Opere in carta prima e ferro dopo: due materiali agli antipodi, come è avvenuta la scelta di entrambi?
Intanto ho sempre amato la carta sin da piccola sempre attraverso collage e mosaici. Ora come ora, con carte prodotte a mano e carte da parati e le rispettive texture, fodero le porte e le ante degli armadi con lo stesso procedimento dei pannelli decorativi. Il ferro è arrivato un paio di anni fa: ho voluto creare sculture da esterno lasciando che il tempo creasse i colori che voleva con ossidazioni e patinature naturali. Mi piace la capacità del ferro di cambiare nel tempo, il ferro che cambia sotto la pioggia, la neve, il sole…
Ti senti più carta o ferro?
Mi sento più carta decisamente ma il ferro mi ha fatto scoprire sfumature di me che non conoscevo: mi sono scoperta più duttile anche attraverso l’ idea di farmi sorprendere da questo nuovo materiale. Mi ha dato la spinta ad andare oltre l’apparente staticità delle cose…Mi sento luminosa e libera come la carta ma concreta e solida come il ferro, ho imparato negli anni a concentrarmi sulle soluzioni, non sui problemi.
Che cosa è la casa per te?
Per me la casa è tutto: è il mio mondo, è mare, è cuore, è meditazione, è sentimento…La casa permette di ascoltare se stessi e gli altri, è un misto di rifugio, nido, è ciò che custodisce gli affetti. Per me è diventata poi una rampa di lancio per i miei progetti, la mia casa è un laboratorio di idee…
Prossimi progetti?
Una nuova collezione di arredo e una nuova mostra, lì dove di sicuro unirò il ferro alla carta…
Altre passioni di vita?
La natura, i viaggi con la famiglia, la musica…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Intanto sento di vivere tre vite in una, quella che vivo adesso è la vita che avrei voluto vivere a sei anni…ho allargato il mio percorso ma sono arrivata dove volevo. Come creativa mi sento un’ esploratrice, mi sento accogliente e materna nei riguardi delle persone verso le quali riservo cure e premure. Mi sono conosciuta attraverso la psicanalisi e oggi ho maggiore consapevolezza di me e dei miei confini interiori…
Un sogno da realizzare?
Fare un film…Ho scoperto la fotografia e mi piace perché mette a fuoco la nostra interiorità nei confronti dell’ ambiente.
Un tuo motto di vita?
Il futuro è molto più luminoso di quello che pensiamo, sono convinta che il cambiamento arriverà da dentro…
Per info: www.homeart.it ; cell: 347/9455305