Katja Gattuso, il tempo per essere e per creare

Katja Gattuso, il tempo per essere e per creare

L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno (Pablo Picasso).

Bellezza e libertà bastano per vivere, lontano da ciò che non è puro, dalla falsità, dalla cattiveria, dalle menzogne. Sarà proprio quel volo a liberarci e ad aprirci gli occhi su nuovi scenari e…a venirci incontro, sarà proprio quella bellezza dimenticata come un libro in un cassetto…Ma non bisogna rinunciarvi, non bisogna pensare che ci sia solo un destino a soffocarci  bensì una luce che possa brillare all’ improvviso e aprirci le porte  a confini diversi, mai visti, mai sognati prima per  timore di ricadere sui nostri passi. Saranno proprio la libertà e la bellezza a salvarci, sentimenti antichi quanto l’ uomo se quell’ uomo anela ad essere libero e a tendere le sue mani al bello, alla sapienza della bellezza e all’arte stessa. Come possiamo aprirci le porte all’ infinito su questa terra e baciarla ad occhi chiusi, fidandoci e ringraziandola? Sicuramente continuando a cercare, cercare, scoprire, essere e vivere. Continuando ad essere liberi e a cercare e volere la bellezza con tutte le nostre forze. I tempi si rincorrono come le stagioni che si abbracciano, quando un albero d’ autunno dà il posto a nuovi germogli per la primavera. Così siamo noi, esseri in continuo cammino, protetti da quella luce che diventa il nostro involucro, la nostra resistenza, il nostro voler anelare al bene. Tutti noi vorremmo che il mondo fosse un posto ospitale, tutti vorremmo qualcuno accanto per la vita, magari qualcuno che possa capirci nel profondo e che possa amarci di un amore sincero e duraturo. Ognuno di noi vorrebbe che un pezzo di cielo potesse entrarci dentro e farsi spazio nel tempo. Sì, perché il tempo non esiste se rapportato al nostro tempo interiore e alla  volontà di scoprirci nuove persone alla ricerca di quell’ essenza che possa connotarci per sempre. Essere o apparire? Questo il dilemma dei nostri giorni, giorni confusi, disordinati, spesso ammuffiti dall’ apparenza, dall’ aridità che corrode e non ci dà il tempo di respirare.   Ecco perché bisogna fermarsi magari su una panchina  nel parco o in pieno centro cittadino, affrontare il caos dentro e fuori di noi e chiederci: chi vorremmo essere in questa vita? E mentre ce lo chiediamo, sarebbe consono cercare il  nostro tempo per essere e per creare. Katja Gattuso  è una donna di quarantacinque anni, originaria di Taurianova.  Oggi vive a Cittanova, in quella meravigliosa e pregnante fetta di Calabria che è fonte di ispirazione continua. Fiera della sua bella famiglia composta dal figlio Matteo di quindici anni, da Samuele, dodici anni, dal marito Giovanni, un noto organizzatore di eventi musicali della zona. Katja l’ ha conosciuto in radio quando faceva la speaker radiofonica e suo marito ricopriva il ruolo di tecnico audio.  Intanto il suo approccio al mondo artistico inizia ancor prima dello stesso diploma d’ arte, quando  intorno ai tredici anni ha iniziato a dipingere e quando suo padre gli comprò colori e tele nuove incoraggiandola a credere in se stessa. Poi, pian piano, è riuscita sin da ragazzina a tenere delle mostre di pittura insieme ad altri pittori di Taurianova. Ha lavorato in radio come anche presso  un’ agenzia di assicurazione ma… ad un certo punto, si è fermata sulla famosa panchina a meditare, a capire e capirsi. Mentre una farfalla colorata si è posata sulla sua spalla ed è poi volata via insieme ai suoi pensieri.  Katja  ha avuto il coraggio di fermare la corsa, di fermare i suoi passi e di interrogarsi sul bello della vita e su che cosa avrebbe potuto fare ed essere. Così, giorno dopo giorno, il vento le ha portato quel guizzo, quel quid in più, quella ragione in più per vivere meglio e in sintonia con se stessa e gli altri. Si è guardata dentro e si è scoperta diversa, avendo il coraggio di guardare oltre l’ apparenza. Katja, dunque, si è sentita libera come non mai e da qui ha inseguito la sua idea di persona nuova. Memore anche delle esperienze maturate in campo artistico, si è rivolta al mondo del modellato, prima iniziando a scoprire  la  semplice pasta di sale  e il fimo per poi approdare alla porcellana fredda, a suo dire, “una pasta bellissima e soave da manipolare”. Una passione travolgente quest’ ultima che oramai dura da più di vent’ anni, tanto da allestire poi un piccolo laboratorio in casa. Il mondo del modellato e della manualità  l’hanno attirata perché aveva bisogno di approcciarsi a qualcosa di più materico e che potesse darle l’ idea della tridimensionalità, a differenza della pittura stessa.  Oggi con le sue mani realizza meraviglie: dai delicati fiori che si prestano molto ad essere modellati per la trasparenza reale che richiamano   alle  stesse bamboline, espressive e deliziose che nascono  dall’ idea dei cartoni animati giapponesi le quali, insieme a dettagli minuziosi, restano manufatti unici e preziosi. Come è unico il suo modo di calarsi nel mondo. Katja si rivede bambina  tra i suoi giochi, i suoi colori, i suoi pennelli, il suo meraviglioso mare di Calabria. Sempre coerente con se stessa, con le sue emozioni, i suoi sentimenti, ascoltando le onde del mare che si infrangono sugli scogli e  diventano musica. Se dovessi definire Katja la definirei con un ossimoro, ossia “caos calmo”, una donna in continuo movimento  interiore, una donna che brilla di luce propria, una donna che si cerca e si trova perché appunto va oltre gli schemi. Una donna  che  si movimenta e si calma da sé, una che sa mettersi in discussione e si ritrova, si tranquillizza al solo pensiero di prendere tra le mani la sua porcellana per lavorarla insieme al suo essere donna e al suo essere creativa. Katja è una persona che riesce a valorizzare il tempo perché attaccata alla vita e al bello che la vita possa offrire insieme al tempo per essere e per creare.  Riesce ad andare oltre l’ apparenza e scavare, scavare fino a trovare quella polvere di stelle, quel tesoro che ha sentito dentro e fuori…Quel tesoro per Katja è  stato suo padre, un appassionato musicista che è venuto a mancare da poco…Un tesoro per l’ eredità  di bellezza e libertà che le ha lasciato.

Come definiresti la tua vita attualmente?

Certamente non mi annoio mai, me ne accadono tante, la mia è una vita movimentata, tutto sommato una vita positiva perché amo il mio lavoro e amo creare…

Il tuo excursus di vita e di lavoro?

C’ è da dire che il mio approccio con l’ arte inizia verso i tredici anni prima ancora del conseguimento del diploma d’arte con indirizzo  di grafica pubblicitaria e fotografia. Il mio papà mi comprò i colori e le tele, è stato il primo a credere in me, mi ammirava e mi incoraggiava tanto… Ho anche tenuto delle mostre di pittura con altri pittori di Taurianova. Intanto ho lavorato in un’ agenzia di assicurazioni e in una radio per ben quindici anni e poi mi sono dedicata al modellato…alle paste modellabili come la pasta di sale e il fimo. Poi mi sono fermata alla porcellana fredda, una pasta che si può lavorare a casa…

Come descriveresti la porcellana fredda?

Parliamo di un impasto di colla vinilica, amido di mais  o  frumina. A questo si aggiunge un po’ di tutto: dalla polvere di ceramica   al succo di limone  o aceto di vino bianco e paraffina liquida  con oli profumati… L’ impasto viene cotto in padella o a microonde, si tratta di un impasto che si prepara in pochissimi minuti. Prima si mescolano gli ingredienti liquidi e poi si incorporano gli amidi; quando l’ impasto è pronto si mescola completamente, poi si rapprende. Si raffredda sul piano di lavoro  e poi si impasta con le mani fino a completo raffreddamento. Dal momento che è una pasta che asciuga all’ aria bisogna raffreddarla e avvolgerla bene in pellicola, non deve prendere umidità e bisogna lasciarla a riposare per ventiquattro ore per poi lavorarla….La scelta della colla è importante e deve essere di ottima qualità, da asciutta e al naturale si presenta un po’ traslucida, se poi viene colorata è bellissima…i colori che utilizzo sono i colori ad olio o pigmenti, la tempera e gli acrilici.

Che cosa ti è piaciuto del mondo della porcellana fredda e perché l’hai scelto?

Come dicevo, ho iniziato con le paste modellabili, dalla pasta di sale al fimo, poi mi sono voluta approcciare su qualcosa di più materico e tridimensionale. La porcellana fredda mi piace perché è duttile e versatile…

Artisti in famiglia?

Mio papà Franco Gattuso era un musicista, suo padre Carmelo credette molto in lui, con il tempo, mio padre diventò polistrumentista e si iscrisse al Conservatorio. Negli anni ’60 fondò un gruppo con i miei  zii, anche loro musicisti: fu il primo gruppo calabrese in assoluto e hanno organizzato anche dei tour all’estero… e negli anni ’80 hanno  partecipato a programmi estivi in  Rai. Anche io ho cantato con mio padre, ho inciso anche io qualche disco, insomma sono sempre stata in ambito artistico e musicale…

Quale eredità spirituale ti ha lasciato tuo padre?

L’eredità che mi ha lasciato mio papà è l’attaccamento alla vita, la sua tenacia nel perseguire i sogni e le passioni. Il combattere fino alla fine.

 

Che cosa realizzi?

Bamboline che nascono dall’ idea dei cartoni animati giapponesi, i fiori che si prestano particolarmente alla lavorazione, bouquet, bijoux e  bomboniere…

Prossimi sogni-progetti?

Sicuramente continuare a produrre porcellana fredda, poi il mio sogno sarebbe quello di organizzare una mostra per le scuole  al fine di far conoscere il mondo della porcellana ai bambini ed, in particolar modo, ai bambini disabili e autistici…Bambini che possano esprimersi attraverso la  materia modellandola e, attraverso la sensorialità, essere aiutati a tirar fuori il loro mondo interiore…

Come ti definiresti come donna e creativa?

In realtà non riesco a definirmi…sono passionale nella vita e nel lavoro…

Le tue fonti di ispirazione?

La musica, le note musicali che toccano le mie corde emotive, la natura…l’apoteosi della bellezza naturalistica, poi il mare, qui è stupendo…

I sentimenti che ti raccontano, che cosa ti fa star bene e che cosa ti rattrista?

Mi rattrista la cattiveria gratuita, la pochezza umana, la futilità. Non ci si occupa dell’ essere umano come si dovrebbe… Mi fa stare bene il sorriso e la salute delle  persone, una giornata di sole, un cucciolo d’ animale… Mi fanno stare bene le persone che sono prive di contaminazioni, distaccate dall’apparire in genere e mi piacciono quelle che mi danno spunto per riflettere e crescere…

Altre passioni di vita?

Vivere la casa, restaurare mobili in stile shabby e provenzale…

Un tuo motto di vita?

Ricavo il mio motto  da una frase di Emily Dickinson, mia scrittrice preferita…Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena  o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.

 

Per info cell: 388/0963625; pagina facebook ART Dimension Creazioni artistiche in porcellana fredda; pagina facebook Porcellana fredda Art Dimension.

 

 

 

 

 

 

 

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