L’ arte del filo, un mondo da scoprire

L’ arte del filo, un mondo da scoprire

“ Il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la nostra intelligenza” (K. Gibran).

Scendiamo, saliamo le scale della nostra vita, nasciamo senza sapere niente di quanto potrà accaderci nella vita. Stiamo magari  ad adocchiare quell’ uovo sul ciglio della strada che prima o poi si romperà…C’è chi è più guardingo, più diffidente per paura di scottarsi  anche con quel raggio di sole che si è sempre voluto ma che poi si rivela troppo cocente. Perché la vita è un po’ così, agrodolce, prodiga nel suo dare gioie e dolori, è un fiume in piena e non si sa quante pietre si troveranno a farci sbucciare le ginocchia. Così come avveniva da bambine, piangevamo ma ci rialzavamo comunque…Avevamo come una spinta emotiva ad andare avanti, a voler scoprire, a voler scoprire il mondo e sognare di volare…Ecco, si dovrebbe essere così, si dovrebbe ritornare ad essere bambini per vedere il mondo con occhi nuovi, diversi, cangianti. Perché il cambiamento come il dolore, come la stessa trasformazione,  fa parte solo ed esclusivamente di noi. Dovremmo abbracciarlo, condividerlo, accettarlo, farlo nostro per migliorare. C’è chi poi riesce ad essere se stesso fino in fondo e chi ha bisogno di addentrarsi nei meandri e analizzarsi per scoprirsi, per aversi e riaversi. Poi c’ è il passato, il vissuto personale: siamo un po’ciò che viviamo o ci capita di vivere insieme a ciò che sempre speriamo. Sempre attaccati ad un filo per non cadere giù. Sempre attaccati a quel filo di speranza e di condivisione, di bellezza e libertà per volare più alto. Ci sono donne, poi, che non riescono ad essere se stesse se non attraverso una passione, un’ arte, un quid in più che possa aiutare a liberarle dalle paure, dalle incertezze, dalle perplessità. Daniela è una di queste donne aiutate dalla propria passione.  Originaria di Verona, una città che detta fascino antico tra contaminazioni moderne, Daniela ha trentuno anni,  ha Manuel, il suo  bel bambino di tre anni che è la sua ragione di vita, la  sua gatta Fefè e Denis, suo marito che la segue nel suo percorso di donna,  mamma e lavoratrice. Ha l’ appoggio della sua famiglia d’ origine da cui ha ereditato una passione che l’ ha salvata proprio in quel momento di smarrimento e sfiducia. Sua nonna Silvia era un’ appassionata di sartoria e lavorava all’ uncinetto. Si sa, dalle nonne si ereditano le passioni più belle, solo se si ha la capacità di accoglierle. Daniela si è esaminata a lungo ed è venuto fuori quel filo che l’ ha congiunta al passato ma che le ha reso il presente più soffice e più lieto. All’ uncinetto Daniela realizza meraviglie. Dai cappellini all’ uncinetto per ragazze  che lavorano il fimo agli stessi giacchini e cappellini per bebè, dall’ oggettistica alle bomboniere alle bordure per asciugamani e strofinacci.  Oggi Daniela lavora in un’ azienda di smaltimento rifiuti ma sogna di cambiare completamente stile di vita e lavoro. Sogna di avere il suo cantuccio dove poter dedicarsi esclusivamente alla sua passione per il filo e l’ uncinetto.  Quando si scoprono passioni vere è così, è come un grande amore per il quale saresti disposto a cambiare tutto: a lasciare la propria città e seguirlo anche in capo al mondo. Daniela, oggi, quando parla dei suoi lavori all’ uncinetto si entusiasma, è come se si ricongiungesse  appunto ad un filo delicato e forte nello stesso tempo. Un filo che la tiene unita al passato ma ad un passato che le fa guardare meglio il presente e il futuro. Un passato magari anche  a tratti doloroso ma che l’ ha fortificata nel tempo poiché ne ha tratto esperienze ed insegnamenti di vita. Sensibile, profonda, aperta al confronto ma anche riservata, Daniela ha iniziato a lavorare presto, poi…ad un certo punto si è sentita franare nel corpo e nello spirito con i cosiddetti attacchi di panico. Chi conosce questa sensazione, sa di cosa parlo ma anche chi non la conosce, può immaginarlo. Sembra che il tuo corpo ti tradisca, sembra che ti abbandoni e ti lasci per strada, sembra di morire. Oggi Daniela ne è uscita grazie alla sua buona volontà, alle terapie giuste e anche alla forza, poi, di aggrapparsi a quel filo che le sta facendo scoprire orizzonti nuovi attraverso i suoi bellissimi occhi azzurri e all’ amore per la sua famiglia. Ma vuole appunto lanciare questo messaggio attraverso la sua testimonianza, ossia che dal guscio del dolore se ne può uscire vittoriosi. Perché il dolore ti cambia la pelle e ti dà quella forza in più di inseguire anche i tuoi sogni, la bellezza che c’ è in un sogno. Tutto questo, pensando al lato buono delle cose, al sorriso di un bambino, ad un tramonto, alla tenerezza di un cucciolo. Tutto questo andando avanti e avendo il coraggio di affrontare tutto a testa alta, anche noi stessi, se dovesse occorrere. Tutto questo per capirsi, conoscersi, sperimentarsi di più, attaccati all’ arte che diventa filo e al filo che diventa arte, in un mondo da scoprire e che ci vuole diverse, migliori, autentiche.

La tua vita in questo momento?

Una vita tranquilla e…in netta ripresa.

Il tuo excursus di studi e lavoro?

Sono diplomata in ragioneria con l’ indirizzo di programmatore di computer. Mi sono poi iscritta alla facoltà di Economia e commercio che non ho concluso…

Come mai?

Ho voluto provarmi subito nel campo del lavoro, ho iniziato a lavorare e mi piaceva essere indipendente economicamente…Ho iniziato a lavorare in un’ azienda, poi come cassiera in un supermercato; anche  quando andavo alle scuole superiori, riuscivo a lavorare  e studiare. Questo fino ai diciannove anni, poi nel 2009 ho trovato lavoro in un’ azienda di smaltimento rifiuti…

Che cosa ti ha spinto a scegliere  poi contemporaneamente la strada della creatività e della manualità?

Mia nonna Silvia  era appassionata di sartoria e uncinetto come anche mia mamma…Ho appreso molto da loro, soprattutto da mia nonna…A dire il vero, è successo un episodio nella mia vita dove mi sono sentita persa e disorientata: ho sofferto di attacchi di panico e ho sentito il bisogno di aggrapparmi a qualcosa che mi facesse stare bene, consigliata anche dalla terapeuta. Ed è così che mi sono lanciata nel mondo dell’ uncinetto e dei lavori all’ uncinetto e al punto croce. Ho iniziato a ricordare gli insegnamenti di mia nonna e la tradizione di famiglia, poi, insieme allo stesso appoggio dei miei familiari, sono guarita del tutto. Questo anche iniziando a frequentare un minicorso in una merceria del posto…

Che cosa realizzi perlopiù?

Bomboniere, angioletti, oggettistica, bordure per strofinacci e asciugamani ma anche lavori all’ uncinetto per lavori in fimo…cappellini, giacchini per bebè…

Che cosa provi a vedere nascere e crescere un manufatto tra le tue mani?

Provo un grande slancio, una passione appunto che mi prende dalla testa ai piedi, non percepisco spazio e tempo quanto la grande volontà e bisogno di finire il lavoro e trovarmelo tra le mani. Mi sento libera e gratificata anche da coloro che mi commissionano un lavoro o l’ altro.

Che cosa pensi del lavoro fatto a mano?

Il lavoro eseguito a mano è qualcosa di speciale! Handmade  è una parola, una garanzia.

Un tuo sogno-progetto?

Beh, ad esempio, lasciare il mio attuale lavoro e aprire una merceria dove poter coniugare la mia passione per l’ uncinetto…Mi piacerebbe lavorare in questo campo per sempre anche perché noto un certo ritorno all’artigianato. Se poi c’ è passione vera, tutto ritorna, l’ antico come il moderno  insieme a qualsiasi modo di creare…

Che bambina eri?

Una bambina pressochè tranquilla e giocherellona, a tratti più matura della  mia stessa età…

Oggi che donna sei?

Una donna in continuo movimento, voglio imparare, voglio crescere e fare tesoro delle esperienze della vita, sia positive che negative. Tutto insegna a migliorare, maturare e a continuare a progettare e sognare… Oggi credo di essere diventata una persona solida, aperta al confronto, più versatile. Da piccola ero chiusa in me stessa, il lavoro mi ha svezzata e mi ha aiutata ad aprirmi; sono più socievole, adesso sono anche più chiacchierona e se c’ è qualcosa che non mi va a genio, lo dico e mi esprimo senza alcun timore…Sono diventata più amica di me stessa,  con gli altri, anche se all’inizio sono diffidente, poi cerco sempre di capire i sentimenti  e le emozioni dall’ altra parte…

Che cosa ti fa star bene adesso oltre al tuo mondo creativo?

Mio figlio, il sorriso,  la positività in genere…

Altre passioni di vita?

Camminare, uscire all’ aria aperta. Mi immergo negli spazi aperti delle Prealpi, e a venti kilometri abbiamo il lago di Garda…

Un tuo motto di vita?

Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e ad incidere le tue gioie sulla pietra.

 

 

 

Per info: pagina facebook: L’ arte Del Filo-Daniela;  pagina facebook: Tocco d’ arte per bebè in fimo

 

 

 

 

 

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