Ida Magliocchetti, tutto quello che resta è creatività

Ida Magliocchetti, tutto quello che resta è creatività

Creare è dare una forma al proprio destino (Albert Camus).

Il tempo e lo spazio sono i capitoli sorprendenti dello stesso libro, un libro che va letto quando si vuole, quando lo si sente e soprattutto quando se ne ha più bisogno. Il lato più entusiasmante di tutto ciò è che quel libro lo scriviamo noi attraverso le nostre emozioni, il nostro vissuto, le nostre sensazioni e sentimenti più reconditi. Quindi anche se avremo tralasciato qualche pagina, prima o poi quel libro salterà fuori come un promemoria a ricordarci di soffermarci di più lì dove ci saranno stati dei vuoti o delle impasse. Purtroppo o per fortuna, tutto torna, anche se pensiamo di aver fatto tutto o adempiuto a tutto, c’ è sempre quella virgola da spostare o quel punto affermativo da ricalcare. Ed è bello e giusto che sia così, è giusto portare sotto il braccio il nostro libro o il nostro diario, è giusto rivederlo e rivederci. Così da appuntare i nostri progressi e poter essere finalmente soddisfatti di noi, del nostro percorso e delle mete raggiunte.  Siamo come gli alberi e le foglie che si muovono al vento, attaccati alla terra ma fluttuanti come l’aria. Ci lasciamo andare al flusso, al movimento, agli accadimenti, belli o brutti che siano, pur provando a dirigerli. Difatti solo se riusciamo ad essere artefici  del nostro percorso di vita, riusciremo a guardarci allo specchio con maggiore considerazione ed entusiasmo.  Perché, si sa, la vita è sorprendente e non si può mai sapere quello che ci capita ma, comunque sia, occorre avere lo spirito dell’ accoglienza. Come il mare che accoglie le sue onde e come il cielo che accoglie la luce e il buio, bisogna essere grati alla vita per il solo fatto di averci proposto i campi da coltivare e i frutti da raccogliere. Ecco che, se pur dovessimo trovarci al bivio, sarà proprio quella indecisione iniziale ad aprirci la mente. A farci ritrovare in un  modo o nell’ altro,   in qualunque spazio e tempo. Ma questo anche perché ci saremo fatte accompagnare dal sentimento di meraviglia, armonia e bellezza. Meravigliarci oggi come ieri sarà il nostro ingrediente più importante, quello essenziale, che ci permetterà di continuare a stupirci per piccole e grandi cose. In questo modo arriveremo a scoprire sempre nuovi mondi con entusiasmo e passione, comunicandoci nuovi orizzonti per poi trasmetterli anche agli altri.  E che sia piccolo o grande il nostro operato, l’importante è che ci avremo provato e soprattutto avremo provato a sentirci interiormente.  Come è accaduto a  Ida Magliocchetti, una donna di cinquantaquattro anni, di origine napoletana ma che vive ad Ostia. Una vita la sua, ricca di esperienze e sfumature dal punto di vista lavorativo, nonché caratterizzata da una splendida tradizione familiare. Mamma siciliana e papà romagnolo, nonna di Civitavecchia, a suo tempo, proprietaria di una trattoria l’hanno condotta alla passione per il cibo e la buona  cucina tradizionalista.  Con il tempo, poi, è stata quella che ha apportato una ventata di novità attraverso l’arte dolciaria.  Intanto, da ragazza, si è trovata a fare prima la guida turistica, poi la ragazza immagine per poi lavorare in uno studio legale e occuparsi successivamente nel campo della psicomotricità. Come una di quelle torte decorate e a più piani, una vita variegata e a tutt’ oggi costellata  da varie esperienze lavorative. Ma necessarie  a capire e  a carpire, poi, la  sua vera essenza futura. Scoprendo, poi, che tutto quello che resta è creatività, la parte più autentica di noi. E così è stato. Se è vero come è vero, che il meglio deve ancora arrivare, è  appunto arrivato un momento nella vita di Ida, un momento topico nel quale si è interrogata, facendo quattro chiacchiere con se stessa con il risultato di non venire meno alle promesse che si era fatte un tempo. Una personalità  sensibile dal punto di vista artistico e creativo, in lei si attua il binomio di rispetto per le proprie idee e per le idee altrui. E la volontà di resistere agli urti della vita seguendo il proprio istinto  e la propria inclinazione. Quindi dopo essersi sperimentata in vari ruoli, non ha resistito al richiamo della creatività. E ha tirato fuori le competenze e le risorse maturate nel tempo per incanalarle nell’ arte del cake design. Una passione che l’ ha letteralmente travolta fino poi a voler fondare, a suo tempo, una scuola e un’ associazione a tutt’ oggi attiva,  presente sul suo territorio e sempre alla ricerca di nuove idee e progettualità. Ida, intanto,  dà proprio l’ idea di una donna che vuole ascoltarsi fino in fondo. Intelligente, dotata di senso critico, volitiva, curiosa, versatile, riesce a comunicare nel modo giusto perché ha saputo analizzarsi nel tempo per tirar fuori le sue vere risorse unite ad ulteriori esigenze interiori. Una persona che ha saputo prendere il meglio da ogni esperienza di vita, non tradendosi mai, nella volontà crescente di trasformare le sue emozioni concretizzandole e trasmettendole nel frutto della sua creatività. Ciò che piace di Ida è la sua continua sete di conoscenza. Ida è riuscita a colorare la sua vita e già questo è degno di stima ed approvazione ma lo è ancora di pìù nel momento in cui regala agli altri gioia e colori nuovi attraverso le sue dolci creazioni. Oggi è una stimata cake designer ma anche una donna apprezzata per il suo coraggio di mettersi continuamente in discussione. Difatti dice di voler dedicare il suo tempo alla ricerca di nuove tecniche nel campo del cake design in  continua evoluzione. Ida è una donna che non lascia niente al caso, al contrario, cerca di essere artefice del suo destino.  Nella nuova consapevolezza che appunto  tutto evolve e si rinnova, traendo il meglio dal passato, dalle sue radici e origini. Ida ha saputo leggersi dentro, venendo incontro alle sue esigenze per creare armonia intorno a sè. Perché solo se si è in pace con se stessi, lo si può essere con il mondo. Perché solo riuscendo ad arredare e decorare le nostre case interiori, le nostre stanze, compresa la nostra cucina ricca di profumi e  sapori, riusciremo a mettere la famosa ciliegina sulla torta.

Il tuo excursus di vita e lavoro? Raccontati…

Nasco come operatore turistico, ho studiato presso la scuola sperimentale di Napoli. Essendo una scuola innovativa all’ epoca, si poteva lavorare come guida turistica. Negli anni  ’80 ci fu il boom turistico, si lavorava pe Pompei, Ercolano, io accompagnavo questi gruppi nelle visite. Poi ho fatto anche la ragazza immagine, la hostess per pubblicità e congressi…con una madre possessiva non è stato facile fare ciò che piaceva a me e meno a lei. Ho lavorato in uno studio legale,  poi sono arrivati i figli e   ho pensato di più alla famiglia. Una volta diventati più grandi, ho voluto dare una svolta alla mia vita: mi sono voluta iscrivere a psicomotricità dell’ età evolutiva, riuscendo così a laurearmi e a lavorare nel campo.  Per cinque anni ho lavorato presso i centri di riabilitazione poi, per esigenze familiari, mi sono dovuta trasferire a Ostia e ho cambiato completamente vita. E da qui che è nata l’esigenza di provarmi in un campo tutto nuovo che è quello del cake design, un campo che mi ha permesso di liberare la mia fantasia… Mi sono  voluta impegnare a conoscere questo  settore attraverso corsi e fiere. Io vengo da una famiglia di tradizioni, mia nonna di Civitavecchia aveva una trattoria e quindi mi sono avvicinata sin da piccola al mondo della cucina e della buona tavola. Intanto mio padre,  da buon romagnolo, cucinava i tortellini, il cibo è sempre girato intorno a me. Io invece sono stata quella che ha tirato fuori le crepes, la pasta sfoglia: la mia famiglia mi ha dato la spinta emotiva e io ho proseguito.  Si può dire che rappresento un po’ la cucina moderna, ho poi iniziato a fare le torte per gli amici, per i bambini di amici…

I tuoi migliori anni? Quelli più formativi come donna e come lavoratrice?

Ogni periodo è stato per me formativo, ma penso che gli anni che mi  hanno vista all’ inizio nel mondo del cake design sono stati davvero formativi perché ho conosciuto gente di tutto il mondo…

Quando è nata l’ esigenza di raccontarti attraverso la creatività ?

Ho portato sempre dentro di me questo lato creativo, in passato ho disegnato, ho dipinto… Ho sentito la creatività dentro di me ma anche l’ esigenza di incanalarla e di darle un nome…

Quando e come nasci come creativa?

Prima  di tutto ho voluto inserirmi nel campo della comunicazione creando un logo tutto mio che  mi rappresentasse. Da qui è nato Smoothly,  cercavo un logo e un nome simpatico  che avesse una sonorità e che non fosse esplicito e specifico di sole torte ma anche d’ altro, ossia di eventi e di feste in genere.  Con il prezioso apporto dell’ esperta di comunicazione Simona Tomei, è  nato il magazine Cake design Italia.   Il lavoro è cominciato a crescere e, a suo tempo, ho aperto una scuola e un’ associazione, la Smoothly cake and more e la Smoothly cake design and events. Molti maestri di cake design sono passati per la mia scuola  ed è stato un momento altamente formativo, però adesso sento l’ esigenza di rinnovarmi  e di acquisire nuovi metodi e tecniche, tenendo fermi i principi e le finalità della mia associazione. Intanto collaboro sempre con la pasticceria di Ostia più rinomata, l’ “Arlecchino” oramai da circa sette anni…

La torta che ha avuto più successo di pubblico?

Ne ho realizzate talmente tante, più di cinquecento…Ad esempio, sono legata in particolar modo ad una torta che ha partecipato ad un concorso della Fiera di Milano per cake design tenutasi poi a Roma per l’ evento Wedding cake. Era  caratterizzata dal wafer paper con cui ho realizzato i fiori  oltre che con  ghiaccia… L’ effetto era simile ad un vestito da sposa  con un effetto delicato e fluente. Diciamo che di questa ho un buon ricordo perché l’ho creata esclusivamente per me!

Che cosa provi quando decori una torta? Ti sembra di colorare anche un po’ te stessa?

Sì, in effetti, esprimo anche tanto di me, amo il mio lavoro, quindi per me è un momento di gioia, amo molto le torte colorate dei bambini, entro nel loro mondo creativo… Certo, senza colori non saprei vivere, però sono incline anche  a toni come l’oro e l’argento ma se posso spaziare, lo faccio volentieri…

Come eri da bambina? In che modo sei cambiata negli anni?

Da bambina ero chiusa, da adolescente aggredivo la vita, oggi penso di essere una persona ottimista, versatile, curiosa, estrosa…

Come ti definiresti come creativa?

Come creativa non ho trovato un mio stile particolare, forse perché mi piace spaziare e sperimentarmi e  per adesso non mi piace caratterizzarmi in pieno.

Altre passioni di vita?

Adoro gli animali, intanto ho Ella, la mia cagnolina che adoro, con lei passeggio tanto, poi adoro i viaggi con mio marito…

Prossimi progetti?

Vorrei sperimentarmi in nuove tecniche  e prodotti nuovi come l’art gel e la pasta flessibile, un’ evoluzione dell’ art gel…

Un tuo motto di vita?

Carpe diem! Non bisogna restare indifferenti, la vita è sempre in evoluzione, quindi, il più delle volte, bisogna cogliere l’ attimo!

 

 

Per info: pagina facebook  Smoothly ;  Cell: 346-6094039

 

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