Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume. Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori. C’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori; e un sogno di ciò che potrebbe essere visto se la finestra si aprisse (F. Pessoa).
Sedersi su una panchina in un bel pomeriggio autunnale quando il sole tiepido ci scalda il viso e ci irrora gli occhi di luce. Di quella luce cangiante che arriva a mescolare le riflessi e colori caldi. Bere a piccoli sorsi e farsi inondare dai profumi della natura. Osservare quella foglia gialla picchiettata di rosso che va in giro per le strade e che il vento trasporta dove vuole. Nutrirsi di pace, di quella pace che solo la natura sa dare. E farsi trasportare un po’come le foglie in autunno per sentieri diversi, in aurore mai viste prima. E sentire il nostro corpo e la nostra mente fremere alla ricerca di qualcosa che sembra distante ma che è molto vicina a noi. Ed è così che mentre quel sole timido ci accarezza la pelle, arriva un guizzo, un’idea che ci fa sobbalzare e ci invade in un sol colpo. Quell’ idea che è vivificatrice e catartica, tanto da renderci semplici e umili come la terra. Quell’ idea che viene da quanto di più bello c’è al mondo ossia dalla natura e dalle sue bellezze secolari. E noteremo con stupore che se appoggeremo le nostre mani ad un tronco d’ albero, lo stesso ci restituirà quell’ energia in più che non pensavamo di avere, almeno non del tutto. Mentre quel volo libero di una foglia ingiallita dal ritmo del tempo, lascerà in noi quel segno che cercavamo ma non riuscivamo a trovare nell’ immediato. Sì, perché ci vorrà tempo per scoprire l’ incanto e la meraviglia dentro ogni cosa per poi lanciare una stessa nostra canzone, una nostra opera d’arte, un nostro pensiero e messaggio. E per poi arrivare ad assistere all’impronta del tempo nella natura che mostra i suoi volti con l’alternarsi delle stagioni: in autunno con il suo foliage spettacolare, con il suo risveglio in primavera, con il suo tripudio in estate e la sua sobrietà in inverno. Sarà la voce del tempo intriso nella natura che verrà a svegliarci e a farci capire che non è mai troppo tardi se si vuol parlare di bellezza, di arte e verità. Non è mai troppo tardi per calarsi nel mistero della natura in tutti i suoi aspetti e forme. Fino a non saperne più fare a meno. Fino a sentirne il respiro fra gli alberi, la terra, i monti, i fiumi, i laghi. Fino a diventare anche noi quello specchio d’acqua dove si poserà quel fiore che verrà a rompere il silenzio e a vestirci di cambiamento e rinascita. Questo e altro ancora è accaduto a Daniela Spinucci, originaria di Viterbo e che oggi vive a Vitorchiano insieme alla sua famiglia. Insieme a suo marito Fabio, commerciante, i suoi figli Lorenzo e Beatrice e i suoi affezionati cani, Otto e Trilly. La storia di Daniela è fluida come un granello di sabbia che scivola tra le mani e vellutata come un petalo di rosa. Delicata e dirompente nello stesso tempo, piena di quell’ energia che solo la natura sa dare. Daniela per tanti anni ha svolto il lavoro di commessa, poi sono arrivati i figli e capita così di tener sospeso il filo delle proprie inclinazioni e pensieri. Ma poi la vita ti fa fare dei giri immensi per riportarti allo tesso punto di partenza. In quel punto preciso dove la passione la fa da padrone, in quel punto preciso dove si avvertono i suoni e i propri ritmi. Ritmi della propria propensione e del proprio linguaggio interiore. E sarà come volare, sentendosi alleggeriti e liberi come foglie d’ autunno…Daniela ha sempre avuto una passione per la pittura che non ha potuto mai esprimere appieno come la stessa propensione alla creatività. Tant’ è che girovagando di qua e d là, si è imbattuta in una tecnica a dir poco creativa che le ha rivoluzionato letteralmente la vita: l’ecoprinting, una tecnica di stampa naturale con fiori e foglie. Una tecnica di nicchia che racchiude il connubio tra natura, stampa, impronta, colore, tessuto e moda. Una tecnica in stampa naturale dove si utilizzano esclusivamente vegetali come fiori, foglie, bacche, radici, per la realizzazione di stampe su tessuto. Tutto ciò produce effetti di incredibile nitidezza e splendore, dove si possono scorgere perfino trame dei petali e venature dei vegetali utilizzati. L’ecoprinting è ancora una tecnica per poche sperimentatrici e una di queste è la nostra Daniela Spinucci che, in poco tempo ha già riscosso il suo successo di pubblico. Da piccola raccoglieva pigne, sassi, conchiglie, oggi raccoglie foglie e fiori per farne meraviglie e rendere affascinante quel tessuto che diventa moda. Perché la stessa natura è quella moda intramontabile. Oggi Daniela attraverso l’ecoprinting realizza stole in lana e seta e vari abiti, dal casual all’elegante. Partendo sempre dal tessuto di origine naturale come possono essere la lana e la seta, il cotone e la viscosa, la canapa o la fibra di bambù. Daniela Spinucci appare come una persona brillante e serena. Si sente, oggi, una donna ritrovata grazie alla scoperta di questa tecnica artistica. Aperta al mondo e al mistero della natura con tutti i suoi frutti con i quali ha un rapporto di completa dedizione, si immerge nelle bellezze del suo territorio. Sempre attenta ai ritmi della natura e all’ alternarsi delle stagioni, è in simbiosi con il mondo che la circonda. Ma quel mondo che dà serenità. Quel mondo che risponde alla bellezza e ai colori dell’acero, dell’ ippocastano, del noce e che colora adesso la sua vita. Intelligente, sensibile, diretta e disponibile al confronto, Daniela si copre di luce, riflessi, colori sotto una veste nuova. Una veste che non pensava di indossare prima e che oggi è il suo habitus naturale. Questo perché Daniela dimostra massimo rispetto e gratitudine per quanto la natura ci offre. E la stessa natura l’ha voluta premiare lasciando quell’ impronta del tempo nelle sue fantastiche creazioni che sanno di vento, di terra, di sole e di luce.
Raccontati tra esperienze di lavoro e di vita…
Avrei voluto fare il Liceo artistico ma ho optato per il magistrale, anche se successivamente ho frequentato la scuola di oreficeria…Ho poi sempre lavorato come commessa che mi ha permesso di stare a contatto con il pubblico. Mi sono sposata e sono arrivati i figli ma poi ho continuato a fare la commessa. Soltanto dopo alcuni anni è venuta fuori la mia vera inclinazione, così mia figlia mi ha esortata a frequentare una scuola di pittura e in questo modo mi sono riavvicinata alla mia passione. Ho iniziato a lavorare part time e a creare qualcosa di mio… Cercavo intanto un corso di feltro ma al contrario, non trovandolo in quel momento, mi sono imbattuta in un corso di ecoprinting e… la mia vita è cambiata in quel preciso momento!
Parlaci dell’ecoprinting…
Si tratta di una tecnica che nasce in Australia circa venti anni fa, l’ideatrice è l’artista India Flint la quale fece una particolare scoperta…Una gallina aveva deposto delle uova dentro le foglie di eucaliptus, aveva piovuto e si accorse che sulle uova vi era impressa la stampa delle foglie. Da qui le si aprì un mondo e nacque la tecnica dell’ ecoprinting. Si tratta di una stampa vegetale che, a contatto con il tessuto su cui si vuole lavorare, lascia la sua impronta indelebile. I tessuti vengono arrotolati in una presa stretta su un supporto e poi il tutto viene bollito in acqua. Di solito si utilizzano foglie di eucaliptus, noce, acero, castagno, radice di robbia, prunus, rovo e quante altre piante rilasciano il loro colore originale sul tessuto di origine naturale. Intanto la tecnica si è evoluta anche con le tinture naturali come la cocciniglia: ci rifacciamo alla storia dell’ arte tintoria dal Medioevo ad oggi…
Che cos’ è per te l’ ecoprinting?
Da cinque anni a questa parte mi occupo di questa tecnica. Io posso dire che mi ha cambiato il modo di vedere le cose e mi ha dato una nuova energia e sicurezza in me stessa. Mentre da piccola raccoglievo sassi, pigne e conchiglie, oggi sto sempre con il naso all’insù, alla ricerca di foglie e piante. Ho frequentato vari corsi di stampa vegetale come quello di Irit Dulman in Toscana e adesso mi sto specializzando sulla stampa vegetale su pelle. Posso dire che mi piace molto lavorare con le foglie del territorio come il noce, il castagno, l’ippocastano, l’acero, il prunus, la grevillea, la vite americana e canadese…L’ ecoprinting è una tecnica di nicchia, bisogna capirla perché ti ripaga suscitando negli altri interesse, ammirazione e meraviglia!
Progetti o sogni da voler realizzare?
Intanto ho frequentato, da poco, un corso di sapone e cosmesi naturale che si è tenuto a Lisbona, città fantastica… Intanto insegno questa tecnica e poi mi piacerebbe creare una mia linea di moda. Oltre a partecipare a vari eventi, ho scritto anche un manuale di ecoprinting, quindi idee e progetti andranno sempre più a svilupparsi…
Che cosa realizzi?
Stole in lana e seta, abiti, t-shirt, borse in tessuto e adesso anche in pelle, arredo per la casa come tende e cuscini, runner da tavola e quant’ altro.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sono una donna aperta al confronto, curiosa e ottimista e oggi ancora di più da quando mi sono tuffata in questa nuova avventura…
Il vestito con stampa vegetale che più ti assomiglia e vestiresti più spesso?
Il mio tubino nero con foglie beige che sono le foglie di nandina, oxalis e salice piangente. Ha tutta l’aria di un vestito rinascimentale…
I tuoi colori preferiti?
Il rosso e il verde.
Qual è la stagione dell’ anno che più ti ispira?
L’ autunno, decisamente, con la sua vite americana e la quercia rossa…
Il tuo fiore preferito?
L’ orchidea.
Altre passioni di vita?
Viaggiare per quanto sia possibile, la buona cucina, fare dolci…
Un tuo motto?
Il coraggio più grande risiede nell’ essere se stessi. Imperfetti. Originali. Unici. ( A. De Pascalis).
Per info: pagina facebook Daniela Spinucci “Eco-printing e stampa vegetale”; cell: 338-1442952.