“ Lasciati guidare dal bambino che sei stato” ( Josè Samarago).
La creatività è la capacità di trascendere l’ ordinario, è la capacità di pensare fuori dagli schemi per trovare soluzioni o per trovare quella strada che possa arricchirci interiormente e farci liberare il sorriso come ali di farfalla. E… ci ricorderemo di quando eravamo bambine e del mondo che ci costruivamo addosso un po’ come un rifugio, come una capanna, un luogo solo nostro per poter giocare, sperimentare, divertirsi, confrontarsi. Già da piccoli eravamo creativi, però, avremmo voluto qualcosa che ci parlasse direttamente al cuore e che rendesse pure ed uniche le nostre giornate, perché, da bambini, si sa, si vede soltanto il bene: il male come fitta nebbia, non si riesce ancora a distinguere. I nostri nonni ci parlavano con il cuore perché ci volevano bene e volevano proteggerci, così come i nostri genitori. Poi, crescendo, ci siamo accorti che la vita ha in sé quella fetta di male e di bene. E diventa tutto più difficile ed intricato. Come fare, quindi, per mantenere quello sguardo chiaro e incontaminato sulle cose del mondo come quando eravamo piccoli? Come fare per continuare a volare sulle ali della fantasia? Bisognerebbe ritornare bambini avvolgendo il nastro del tempo e riposando nei ricordi, sedersi nei ricordi stessi dell’ infanzia come in un bel prato a primavera. E …ricordarsi un po’ che cosa ci rendeva felici. Ci meravigliavamo certamente per le piccole cose, per le scoperte nuove, o per qualcuno che potesse parlarci al cuore. Come quell’ amichetto che ci sorrideva, quel maestro che ci dava fiducia, quel pupazzo che dormiva con noi di notte o quella bambola che abbracciavamo al ritorno da scuola. Quando la vita, se pur reale, conservava contorni e tocchi surreali, fuori dal tempo. E in quel tempo ci nascondevamo come nel più bel gioco a nascondino e ci svegliavamo ogni volta che qualcuno ci parlava al cuore, raccontandoci favole antiche o moderne. Si, perché i bambini hanno una percezione diversa del mondo, percepiscono le loro personali sensazioni ed emozioni nello stesso caos emotivo e creativo. Ecco, ritornare bambini sarebbe anche immergersi in un caos tutto nuovo che possa poi portarci verso orizzonti mai visti prima. Tutto, però, sarà frutto delle nostra volontà di vedere il lato buono delle cose e di scorgere davvero, in una vecchia cassapanca, quella bambola di pezza che ci fa ritornare il sorriso, un sorriso nuovo che possa parlare al cuore. Come il sorriso di Laura Berti… Simpatica, bella, dinamica, solare è Laura Berti, una donna di quarant’ anni. Vive a Viareggio con suo figlio Andrea di dodici anni. Una separazione alle spalle, Laura sta crescendo da sola suo figlio che è la luce dei suoi occhi. Una donna centrata sul lavoro e che non si ferma davanti agli ostacoli e che è sempre alla ricerca del prossimo progetto. Laura è una persona schietta ed aperta con una propria bellezza interiore che traspare anche dai suoi bellissimi occhi verdi e dal suo sorriso, una finestra aperta sul mondo. Di strada ne ha fatta ma ciò che affascina della sua personalità è l’ aver voluto custodire la sua parte bambina che si traduce nella creatività, nella volontà di sognare e vedere le cose con sguardo gentile e puro. Laura realizza deliziose bambole esclusivamente in pannolenci, un materiale che resta compatto e si presta al cucito e alla decorazione finale. Nel seguire suo figlio Andrea, ha seguito anche il suo istinto e sognatrice e romantica qual è, ha iniziato con il cucire costumi di Carnevale ma nella testa e nel cuore c’è sempre stata la volontà di creare una bambola che parlasse di lei, che compendiasse i ricordi dell’ infanzia e le sue emozioni insieme alla passione per la creatività. Ed è così che in un giorno come tanti, magari un po’ uggioso, uno di quei giorni ai quali vuoi dare senso alla tua vita, incoraggiata anche da suo figlio, si è rifornita di pannolenci ed ha realizzato una bambola che rappresentava una ballerina. Una bambola-ballerina che era un ricordo della sua infanzia. Ed è così che il filo conduttore è sempre rivolto al passato, all’ età dell’ infanzia, quando si voleva esplorare il mondo e tutto ci sembrava fatato come una gran bolla di sapone che non sarebbe mai esplosa. Ma Laura ha davvero a cuore il mondo dei bambini e le sue bambole sono particolarmente felici, perché preferisce che abbiano tutte un abbozzo di sorriso sul faccino: sono tutti sorrisi diversi perché sono tutte prodotte a mano e uniche nel loro genere, senza ripetere nessuno schema stereotipato. Laura non ama la perfezione assoluta perché -dice-, non sarebbe più handmade. Oggi Laura lavora nel settore commerciale ed amministrativo, insomma fa tutt’ altro ma le resta sempre attaccato addosso quel profumo di pannolenci, l’ ago, il filo perché non si vive di solo pane ma bisogna trovare un quid in più alle nostre giornate che si colorano attraverso la passione, la dedizione, l’ emozione per ciò che si fa e si sogna. Perché i sogni ci aiutano se noi li aiutiamo. Laura sembra Alice nel paese delle meraviglie, sembra essersi cucita addosso la sua dimensione di donna e creativa e difatti ammette di sentirsi ancora in quel caos creativo nel quale vuole restare per poi poter mescolarsi ad esso e diventarne tutt’ uno. Fino poi a scoprire la propria identità. Laura è una persona libera, istintiva e dà l’ idea di una donna che balla da sola, sotto la pioggia o sotto al sole. Laura va avanti per la sua strada ma vuole anche arricchire il suo cammino di bellezza, di quel brivido in più, e di nuova consapevolezza. Le bambole parlano di lei, una persona fondamentalmente ottimista, che vuole vedere il lato bello delle cose e che ha bisogno di pensare che ci sia un futuro migliore per tutti, quel futuro che si intreccia alle proprie mani poco alla volta. Come quella bambola con il tutù e con il sorriso magico che ti fa sbattere le ali e sognare. Come quel sorriso che incontri nel volto di un’altra persona e diventa contagioso… Ecco, abbiamo bisogno di contagiarci di felicità e questo è il messaggio che Laura vuole inoltrare attraverso le sue bambole fatte con le mani e con il cuore.
Che cosa avresti voluto fare da grande e che cosa fai adesso?
Avrei voluto fare la stilista di moda. Però tempo fa non era vista bene la mia proposta e mio padre mi distolse da questo e mi indirizzò per un diploma di ragioneria ma devo dire che mi è sempre rimasta la vena artistica. Ho iniziato con un corso di taglio e cucito che mi ha aperto gli orizzonti e con il tempo, mi sono anche resa conto che avrei voluto fare altro, piuttosto che la stilista!
Sei soddisfatta di te e di ciò che stai realizzando?
Non sono ancora soddisfatta perché sono sempre a metà del percorso, per essere soddisfatta, devo fare tante altre cose. Ogni giorno mi piace crescere, non ho individuato ancora che cosa mi piacerebbe fare da grande. -Sorride di gusto-. Ma ho continuamente il pensiero fisso di creare…
Se la tua vita fosse un film, sarebbe?
Mary Shelley, un capolavoro d’amore, una storia di sfide e d’ amore vero.
Raccontati tra vita, studi e lavoro…
Dopo il diploma di ragioneria, ho lavorato presso uno studio commerciale, poi ho fatto la tributarista con un mio piccolo studio privato e ho lavorato per il settore amministrativo di un negozio di gioielleria. Oggi mi trovo a fare ancora questo…
L’ esperienza più importante della tua vita?
La nascita di mio figlio, indubbiamente.
Quando nasce la tua passione per l’ handmade e per le tue graziose bamboline?
Devo ringraziare mio figlio, è nata con lui, nella sua scuola facevano teatro, quindi urgevano i costumi di carnevale. Ho realizzato i costumi per i bambini, e da qui ho continuato a creare, a voler creare… Intanto devo dire che da piccola mi è rimasta nel cuore una bambola di pannolenci. Poi in un giorno di pioggia, anche incoraggiata da mio figlio, ho iniziato a creare una ballerina e ho provato a lanciarla in facebook. Da qui mi sono appassionata, all’ inizio erano tutte ballerine. Poi ho iniziato a fare le bamboline su richiesta secondo i gusti della bambina che mi dava le indicazioni. Certo, mi sono serviti i corsi di taglio e cucito ed un corso personalizzato di sartoria ma poi ho messo in moto tutta la mia fantasia…
Perché realizzi esclusivamente bamboline?
Semplicemente perché mi riconducono alla mia infanzia, perché mi danno gioia e danno gioia alle bambine e mi piace trasmettere loro emozioni, poi voglio che siano sensazioni di felicità… Io voglio che la bambola trasmetta gioia e felicità, la realizzo a mano libera e non seguo nessuno schema!
Quali sono le tecniche e i materiali che utilizzi?
Utilizzo il pannolenci, il feltro tende a sfilacciarsi, quindi utilizzo soprattutto pannolenci poi utilizzo un’ imbottitura certificata e cucio tutto a mano. Intanto cerco di utilizzare il miglior pannolenci, bado molto alla qualità: per i capelli utilizzo una lana morbida e la lycra per il visino, poi il tulle come quello dei vestiti da sposa. Faccio in modo che, al tatto, i materiali siano morbidi e compatti perché risulti una bambolina il più possibile solida per arrivare a non rompersi subito. Per la decorazione dei particolari, utilizzo pittura per tessuti ma il pennello deve essere rigido per seguire bene il tratto!
Che cos’ è handmade per te?
Qualità ed unicità!
Progetti per il nuovo anno?
Mi piacerebbe creare delle bamboline che muovano braccia e gambe e poi …vorrei che i vestitini delle bambole fossero uguali a quelle delle bambine!
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sono tumultuosa, ansiosa, diretta; come creativa mi definirei felice. Mi piaccio come sono e mi piace la mia vita! Sono nata abbastanza allegra, già alzarsi al mattino e cominciare bene la giornata mi dà positività e gioia.
La bambola che più ti assomiglia?
La bambola arcobaleno: ha capelli biondi, un cappellino perché d’ inverno porto sempre il cappello, un vestitino bianco con l’ arcobaleno perché da piccola mi raccontavano la storia dell’arcobaleno.
Altre passioni di vita?
Mi piace camminare sul molo della mia città e in pineta…
Un tuo motto?
Vivi e lascia vivere: se ognuno fa quello che vuole nella vita e lo lascia fare agli altri, fa già molto!
Per info: 391 / 3208774; pagina facebook Sweet doll – handmade