Francesco Mossa, l’abbraccio nella vita e nell’ arte

Francesco Mossa, l’abbraccio nella vita e nell’ arte

“ Alla fine della giornata bisognerebbe chiedersi: quanta luce ho preso oggi, quante persone ho abbracciato? Il desiderio bisogna tenerlo vivo con le nostre braccia, attaccare i respiri che vagano nell’ aria…(Franco Arminio).
I giorni passano veloci e ci si accorge all’ improvviso di essere diventati grandi, ma poi grandi che cosa vorrà dire veramente? Si può crescere, età dopo età, ma l’ essere diventati grandi è una parola che a volte fa sorridere perché non si è mai grandi abbastanza. Ma la vita, stagione dopo stagione, detta le sue leggi e ci chiede di scoprirci fino all’ alba, fino al tramonto e fino all’ alba e al tramonto dei nostri sogni. La forza della vita ci viene incontro in ogni modo, in ogni tempo o luogo. E ci sembrerà di rinascere. Perché accadrà che d’un tratto si spegnerà una luce, accadrà di restare al buio e di non vedere più niente, nessun colore, nessuna sagoma, niente di niente. E sarà proprio questo nostro brancolare nel buio, questo nostro non credere che possa esserci una luce ad accendersi sul nostro corpo e nella nostra anima, sarà tutto ciò la chiave di tutto. Per poi ricrederci ed arrivare a sentirci e scoprirci persone nuove, abbiamo bisogno di spegnerci, di diventare bassi come le formiche nella terra, come un granello di sabbia che scivola nell’ acqua. Solo successivamente il mare ci porterà con sé, nel suo lungo cammino oltre l’orizzonte. Quindi sarà opportuno ascoltare tutti i richiami della vita, riconoscendoli e avendo fiducia nel nostro percorso naturale e nella forza che la vita può donarci, sempre, tutti i giorni. E solo dopo averci creduto, sentiremo quell’ abbraccio che consola, quell’abraccio che scalda, quell’ abbraccio che unirà la nostra anima alle altre. Questo e altro ancora è accaduto a Francesco Mossa, un giovane artista che vive oggi nell’ abbraccio della vita e dell’ arte. Un ragazzo che ha sentito il bisogno di credere in se stesso e pur essendosi spento per un periodo di tempo, ha sentito il richiamo della forza dei sogni e della vita stessa. Francesco ha trent’ anni, è originario di Arzachena, vicino Olbia. Vive nella bellezza della terra sarda che è già un quadro di per sé, tra le meraviglie del mare e la natura incontaminata. Dopo aver studiato rispettivamente presso l’istituto aeronautico ed alberghiero, ha scelto di fare tutt’ altro e di seguire le sue orme artistiche, di seguire il suo istinto che oggi lo vuole insieme ai colori, a quadri, disegni e dipinti. Difatti studia presso l’ Accademia d’arte di Arzachena con il patrocinio del comune. Ciò che colpisce di Francesco è il suo essersi voluto mettere in discussione, il suo aver lasciato tutto per inseguire un sogno o una missione che, alla fine, è la stessa cosa. Il suo essere totale, la sua sensibilità a trecentosessanta gradi che gli fa sentire forte il dolore come il piacere, il bello e il cattivo tempo. C’è stato un periodo della sua vita dove si è spenta la classica lampadina ed è rimasto al buio di una candela, solo con se stesso e con il vento che gli sussurrava qualcosa all’ orecchio. Francesco si dibatteva perché non riusciva ancora a capirne il significato, né le parole giuste che potessero cambiare le pagine alla sua vita. E così ha trascorso un periodo al buio, dove non riusciva ad ascoltare niente, soprattutto se stesso. Un buio che l’ ha inondato chiedendogli di arrivare a contorni surreali. Poi un bel giorno la coscienza ha bussato alla porta del suo cuore, tante volte fino a che l’ ha svegliato, ridandogli quella luce giusta, poco alla volta. L’ essersi riavuto gli ha dato nuova consapevolezza e gli ha fatto scoprire cose che prima non conosceva. Perché toccare il fondo è così, è quasi un passaggio obbligato alle volte ma poi è il solo modo per rivedere la luce. Quella luce che poi l’ ha condotto all’ abbraccio con l’ arte. Ha iniziato a conoscere le persone giuste che hanno creduto in lui e che l’hanno indirizzato verso il campo artistico, un campo vasto come un campo di grano da coltivare. E Francesco ha affondato l’ anima in questo campo ed ha iniziato a raccogliere i suoi primi frutti. Oggi frequenta con entusiasmo l’Accademia d’ arte e si scopre sempre più dedito ed entusiasta verso un mondo che dice di averlo letteralmente salvato dall’ abisso nel quale era caduto. Ma oggi più forte di prima realizza i suoi meravigliosi dipinti su pittura ad olio e tempera ma anche con carboncino, pennarelli, pastelli. Insomma la festa è ritornata negli occhi e nel cuore e la sua stessa intensa e calorosa partecipazione affettiva al suo mondo magico ha ridato significato ai suoi giorni e non solo, alla sua mente che è fervida ascoltatrice delle mode e dei tempi. Difatti Francesco consapevole che lo studio e la conoscenza aprono sempre le porte al futuro, ha uno sguardo attento sulle cose e gli accadimenti della nostra società contemporanea. Sensibile, intelligente, aperto al mondo,versatile Francesco ha iniziato pian piano la sua avventura, assistendo al miracolo della sua rinascita. Francesco ama la vita, il suo è sempre un inno alla vita e mischiandosi ai suoi personaggi, ne vuole sottolineare contorni intimi, rendendo così la realtà più palpabile e vicina a noi, come in un abbraccio, appunto. Un abbraccio che ti libera, che ti porta sulle ali dell’ amore e dell’ amicizia fraterna, un abbraccio che sa di sale e sole. Un abbraccio che non conosce confini come l’ amore e la speranza in un futuro migliore.

Raccontati tra vita, lavoro, studi…

Già dalle elementari avevo una buona mano per il disegno, poi ho frequentato l’Istituto aeronautico per inseguire il sogno di buttarmi con il paracadute…Ho integrato questo diploma con la qualifica di alberghiero, allontanandomi dal mondo dell’arte. Intanto a ventun’ anni, ho auto un periodo buio, ero in cerca di altre dimensioni che poi si sono rilevate vane e sono caduto in una profonda depressione. Continuando a voler ricercare me stesso, mi sono imbattuto in storie mistiche fino ad aver un crollo emotivo. Ho iniziato così un percorso psicologico, un lavoro su me stesso durato un po’ di tempo e grazie a questo percorso mi sono scoperto una persona nuova, arrivando così al campo dell’ arte e della pittura, conoscendo ambienti nuovi e persone giuste, amici artisti che mi hanno aiutato a risalire la china. Definirei questi amici una mamma e un papà artistici e così, sotto la loro guida, ho imboccato questa strada intorno ai ventitré anni, strada che tuttora seguo in maniera approfondita. Difatti dopo un corso di inglese a Liverpool, sono stato incoraggiato anche dalla mia compagna Luisa a frequentare l’ Accademia d’ arte di Arzachena, iniziando con corsi di pittura e fumetto. Ho capito l’ importanza di un percorso artistico fondato sullo studio e sulla conoscenza. Colgo l’occasione per ringraziare tutti e in particolar modo la mia insegnante Fiorella Fiori che segue particolarmente ogni mia fase di crescita artistica…

Quali sono le tecniche e i materiali ai quali ti sei approcciato?

Bombolette spray, pennarelli, pastelli, carboncino, glitter sono i materiali utilizzati, poi le tecniche sono quelle della pittura con tempera e olio su tela e carta. Ho iniziato a fotografare i miei lavori e a farne delle stampe e devo dire che sono entusiasta del risultato ottenuto.

Prossimi progetti?

Ho partecipato a delle estemporanee ma quanto prima mi piacerebbe tenere una mia personale di pittura.

Come ti definiresti come persona e come creativo ed artista?

Penso di essere una persona socievole, divertente, solare… Come creativo, sono una persona serena e ho più autocontrollo grazie alla pittura. Credo che un pittore abbia un rapporto con il divino, mi sento fortunato un po’ come le donne che hanno il potere della creazione…

Che cos’ è per te la pittura e che cosa provi quando dipingi?

Per me la pittura è ossigeno, mi sento ibero, mi sento in contatto con me stesso e sono felice…

Le tue fonti di ispirazione?

Il mare mi dà forti sensazioni ed emozioni, poi mi piace celebrare l’amore e la vita, mi piace esprimere il mio inno alla vita …

Quali sono i sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti restituisce gioia di vivere?

Non sopporto la falsità, i pregiudizi, l’ ipocrisia, i sensi di colpa, la chiusura mentale, la cattiveria; adoro invece l’ apertura mentale, l’amore, la gentilezza, la semplicità l’onestà e la purezza.

Un dipinto al quale resti più affezionato?

“L’ abbraccio”, un dipinto dallo stile realistico che rappresenta l’ abbraccio tra un italo senegalese e un rumeno, due amici ben inseriti nella società che emanano sentimenti di libertà, uguaglianza, fraternità.

Un tuo motto?

Ce la posso fare! Tutti ce la possiamo fare!

 

Per info: pagina facebook Byfrancescomossa; cell: 340/0829422

 

 

2 pensieri riguardo “Francesco Mossa, l’abbraccio nella vita e nell’ arte

  1. Ringrazio Rossella per il bellissimo e commovente articolo.
    Condividendolo ho potuto notare quante persone sono rimaste colpite.
    Grazie ancora Rossella per aver dato luce al mio lavoro.
    Un abbraccio
    Francesco Mossa.
    Fm89art.

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