Marianne Prete, come un fiore che spunta dal cemento

Marianne Prete, come un fiore che spunta dal cemento

“ Mettete a profitto tutti i pensieri, tutti i fatti, che vi vengono in mente. Fateli lavorare e produrre per voi. Pensate alle cose non come sono ma come potrebbero essere. Non limitatevi a sognare: siate creativi!” (Robert Collier).

Ognuno di noi vive con una stella che illumina o spegne il suo cammino a seconda delle stagioni, a seconda dei momenti, a seconda degli stati d’ animo. Si avverte quel fruscio del vento dietro gli alberi che sposta un po’le cose e ci fa leggermente trasalire. Poi riprendiamo a stare sulla terra ma di scossoni ce ne saranno sempre man mano che viviamo, man mano che portiamo avanti anche i nostri sogni e progetti. Perché niente, se è vero frutto del nostro operato e dei nostri sacrifici, può essere regalato. Ogni nostro piccolo passo è sempre quella conquista importante se riusciamo a valorizzare ogni cosa, se  riusciamo a guardarci indietro e a scoprire la parte più unica e solida del nostro essere al mondo. Perché anche questo essere al mondo è una questione di conquista continua. E nel tempo ci accorgeremo che non sarà bastato solo vivere per vivere ma occorrerà anche giungere  ad un nostro posto, un nostro profilo pur vivendo semplicemente la vita. Perché proprio la vita ci vuole persone semplici ed in grado di sorriderci e amarci, sempre e il più delle volte. Perché con il tempo ci accorgeremo anche che la vera risorsa sarà quella di essere riusciti a ricordarci come eravamo e a scoprirci che non siamo cambiate ma magari migliorate dalla stessa essenza della vita. Una vita che ci fa respirare la sua aria, ci fa vedere il suo cielo, ci fa toccare quell’ erba tenera vicino casa e poi ci sfida anche  a duello perchè ci vuole forti più che mai. E questa forza se non ce l’ hai subito, l’ acquisti nel tempo. Ti giri intorno, fai qualche piroetta, magari cadi e ti sbucci le ginocchia. Piangi, ridi ma ci sarà sempre qualcosa a farti rialzare, magari non subito, magari dopo un po’ di tempo. Questa forza si chiama forza della vita, un connubio straordinario che tenderà a invaderci, quando meno ce l’ aspettiamo.  Come è accaduto a Marianne Prete, una donna di quarantasette anni, originaria di Casarano in provincia di Lecce. Già a tredici anni, Marianne si è voluta rendere autonoma lavorando in una fabbrica di scarpe,  poi in un laboratorio di borse e, successivamente, in una fabbrica di materassi insieme a suo marito. Oggi invece lavora sempre insieme a suo marito Erminio nella loro merceria tra filati, tessuti ma anche corredini e copertine per neonati. Insieme rincorrono i loro sogni perché i sogni più belli sono dettati dall’ amore che li unisce. Intanto Marianne è il nome di una bambola che amava sua mamma e si può dire che la sua vita sembra proprio uno stralcio di una pagina di un romanzo. Difatti Marianne ci racconta che i suoi genitori emigrarono in Germania per lavoro e furono costretti a lasciarla ai nonni paterni e alla zia. Ma pur non essendo riusciti a completare casa, tornarono dopo sette anni, quando già  Marianne aveva la sua personale percezione di vita. Ed intelligente e sensibile sin da bambina, ha subito compreso il motivo per il quale i genitori furono costretti ad andar via senza di lei. Anche se confessa che la sua vita ha subito un vuoto incolmabile nei primi anni dell’ infanzia, un trauma che si porterà dietro  come anche i suoi genitori, Marianne è riuscita comunque ad incastrare tutti i pezzi come in un mosaico. Fino a crescere e diventare quella persona solida nei valori e ancor più sensibile nei confronti delle dinamiche umane. Solo chi ha sofferto può avere un’ ala in più, come una riserva d’ aria, d’ acqua e di luce. Perché ha quella marcia in più, come se si accendessero più radar: è questo ciò che il dolore regala anche se a distanza di anni, quando si riesce a sublimarlo e a renderlo poesia ai nostri occhi e agli occhi degli altri. E Marianne ci riuscì da bambina come ci riesce ancora oggi. Ciò che affascina della sua personalità oltre ai suoi tratti tipicamente mediterranei e alla sua indiscutibile bellezza fisica è anche la sua bellezza interiore, il suo modo di parlare pacato  e libero.  Marianne è riuscita a vedere la vita dall’angolazione più bella, quella che riserva sorprese gratificanti, quella che se accolta con occhi buoni e grandi, può ancora riservarti meraviglie. Attenta, garbata, intelligente e aperta al confronto,  Marianne ha visto come un fiore che spunta dal cemento, ossia ha voluto vedere che c’ è quell’ angolo di bellezza ad aspettarci, solo se lo vogliamo.  Come un posto segreto che poi si rivela e si grida al mondo, come una canzone che una volta imparata, si vuol cantare per dare gioia anche agli altri.  Come quell’ angolo vicino ad una finestra aperta che assorbe tutta la luce del sole… E solare qual è, Marianne non poteva che scorgere quel fiore che spunta dal nulla, tra la materia e la terra omogenea. Ed è così che ha incontrato il mondo magico della porcellana fredda, un mondo fatto con le mani,  quel mondo che scioglie gli affanni e le preoccupazioni perché il lavoro delle mani è così… Così terapeutico, così fantastico, perché ci libera e ci fa espandere il nostro sentire, ci fa percepire e vedere il mondo un po’ con gli occhi di un bambino.  E difatti, ciò che piace di Marianne è il suo sguardo, proprio come quello di una bambina che lo apre al mondo in maniera sognante, uno sguardo intriso di voglia di fare e di conoscenza.  Ed ecco che oggi con le sue mani attraverso la pasta da modellare e la tecnica della porcellana fredda, realizza e crea magnifici fiori,  fiori che sembrano veri e he ti portano lontano con la mente in universi liberi, dove regna sovrana la bellezza. Fiori che trasmettono incanto, stupore e che li vorresti toccare tanto sembrano reali, ma è proprio questo il fascino e la magia che pervade il mondo della porcellana fredda. Marianne, oltre a questi  manufatti, non si ferma qui, la sua vena creativa la porta anche  a imprimere  immagini su tessuto e a colorarle  e a sfumarle a suo piacimento.  Perché Marianne non sa proprio stare con le mani ferme, deve proprio muoverle alla ricerca di emozioni, quelle che danno vita ad una materia morta e danno vita così dal niente a uno di quei fiori che puoi trovare per strada, proprio perché sarà stata la tua mano ad accoglierli.  E dalle sue mani, attraverso la materia, vede spuntare di tutto, dagli anemoni alle magnolie ai fiori tropicali. Sono fiori che sembrano muoversi al vento e anche se poi fermati in un movimento particolare, si ha la sensazione di essere stati voluti e modellati da chi gli ha dato un’ anima. Marianne ha saputo conservare  quello spirito creativo ed evocativo fin da bambina come uno scrigno prezioso in una cassaforte di emozioni.  Marianne è una donna autentica perché ama le cose semplici e vere della vita insieme a quei valori che i genitori, papà Luigi e mamma Donata le hanno trasmesso e che oggi sono quelle note che è riuscita a suonare nel tempo. Un tempo amico che le è sempre stato accanto perché  Marianne ne è riuscita a cogliere il meglio. E sono queste le donne che ci piacciono…

Raccontandoti, qual è la prima parola che ti viene in mente?

La mia famiglia.  I miei genitori sono emigrati in Germania e quindi mi lasciarono con i miei nonni paterni e mia zia. Poi i miei sono tornati a casa perché dopo sette anni proprio non ce la facevano a stare lontani da me…è stato  traumatico, è quello che si può definire trauma infantile ma poi con il tempo ho sentito e vissuto tutto l’ amore che mi hanno saputo dare…

Come è nata la tua passione per la porcellana fredda?

Molto per caso, sfogliando una rivista, trovai la creativa Maria Grazia Vergari che mi ha aperto un mondo sulla porcellana fredda e per questo la ringrazio…Poi ho seguito anche il corso di Anna Kaplina altrettanto brava e comunicativa…Mi è piaciuta la porcellana fredda perché da una materia morta ossia da un impasto polimerico si dà vita a forme di foglie e fiori. Per me, è come se spuntasse un fiore dal cemento… Poi devo dire che  mi piace  anche creare immagini su tessuto  e mi piace molto  anche diversificare e personalizzare: scarico l’immagine da internet, la stampo, la passo su tessuto e  ne cucio i contorni e poi li sfumo con i colori per dare una forma tridimensionale.

Che cosa realizzi precisamente?

Soltanto fiori per adesso, mi piacerebbe realizzare delle bamboline…

I tuoi fiori preferiti?

Un po’ tutti, l’ anemone, la magnolia, la gardenia, il fiore di loto, poi fiori particolari come i fiori tropicali…

Che cos’ è per te la creatività?

Per me creatività è il lavoro delle mani che creano con passione quello che più si addice alla propria personalità, è un modo per spaziare con la fantasia  e  arrivare ai sogni. Ma più di ogni cosa, per me, creatività è creazione unica delle mani!

Come vivi  le emozioni che ti dà la tua terra d’ origine?

Mi emoziona il luogo, il mare della mia terra. Casarano si trova a trentotto chilometri da Capo di Santa Maria di Leuca, ma devo dire che prima era  un paese industrializzato, adesso  non è più come prima, i giovani vanno via…

Che cosa ti emoziona in genere?

Mi emozionano gli anziani, i bambini, gli animali…

Prossimi progetti?

Parteciperò a dei corsi online, ho tanto da voler apprendere, poi mi piacerebbe spostarmi se vedo l’ utilità e la motivazione giusta.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti rasserena?

Mi intristisce la cattiveria gratuita, la falsità, divento di pietra,  anche perché non sono una persona a cui piace litigare. Poi non mi piace sentirmi tradita in amicizia perché per me è sacra ed è qualcosa che mi fa star bene insieme ai sentimenti di condivisione.

Come ti definiresti come persona e come creativa?

Sono una persona emotiva, sensibile, riservata, come creativa  mi piace sperimentare cose nuove ed evadere con la fantasia.

Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?

Il rispetto per me stessa e gli altri e ad essere autonoma.

Altre passioni di vita?

La cucina napoletana, camminare nella natura come correre in pineta.

I tuoi colori preferiti?

Il  bianco, il rosso, l’ arancio, i vari toni del blu e il turchese.

I tuoi profumi preferiti?

Il profumo del mare come dei prati bagnati, come il profumo del pane e dei biscotti appena sfornati…

Un tuo motto di vita?

Mai dire mai! Non si sa mai dove ci porta la vita…

 

Per info:  Marianne Prete cell : 333-6784948

 

 

 

 

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