L’ arte di preparare dolci è molto più che saper eseguire ricette alla perfezione: è un vero e proprio gesto d’ amore ( Ernest Knam).
La vita può essere una fiaba non soltanto per i contorni che può assumere ma per i sentimenti che ne possono trasparire e per la delicatezza con la quale si può trattare la trama. Non è tanto importante avere, quanto essere… Essere persone migliori, solidali, semplici, delicate, attente alla comunicazione, a ciò che ci può venir detto. Starà a noi filtrare tutto con la nostra benevolenza e, con i tratti giusti, sfumare quel quadro che ci è posto davanti. Perché è davvero tutto come un grande quadro d’autore, e ognuno avrà la sua bella tavolozza e sceglierà i colori che più gli piacciono, quelli che saranno affini alla propria personalità e al proprio modo di vedere le cose. Ed è così che torneremo ad essere bambini, mentre ci prepariamo una tazza di cioccolata calda quando fuori piove… Ricorderemo quando la nostra mamma la preparava per noi per farci riscaldare e rianimare magari dopo un brutto volto a scuola. Ricorderemo d’ improvviso quando i nostri quaderni profumavano di marmellata all’amarena e quando, da piccole, preparavamo i nostri pasticcini coadiuvate dalle nostre nonne mentre provavamo a girare le creme fumanti nei pentoloni…Ricorderemo quando le nostre mamme ci permettevano di pasticciare in cucina per preparare i dolci a Natale, quando tutto era una festa perché c’ era quel sentimento giusto che dosava gli ingredienti. Con la farina della fiducia che è gradevole sentire scivolare tra le mani, con quella pasta che si modella di bellezza e delicatezza che si lascia lavorare, fino a sentire un’ emozione tattile che ti invoglia a continuare… E faresti per ore ed ore crostate, biscotti, torte per poterne vedere l’ effetto finale, per quel lavoro manuale che apre la porticina del tuo essere e lo allieta. Per quella fragranza che ti fa sentire tutto il calore del mondo, mentre quel dolce profumo di casa risveglia in noi l’ amore, l’ affetto e il bene che è il cardine essenziale di una famiglia. Questi sentimenti così dolci, così delicati, così veri e sentiti animano le giornate di Silvia Morello, una donna che è riuscita a creare armonia dentro e fuori di sé. Una donna che dopo aver percorso delle tappe, sembra essere arrivata al cancello del suo giardino incantato, entrando a far parte della sua favola un po’ come Alice nel paese delle meraviglie. Ma questa volta è lei stessa a creare le sue meraviglie, fino a dipingere perfino una graziosa casetta sulla frolla, fino a crearne una bicicletta per uscire fuori in campagna, fino a creare bottoni per cucirli ai suoi vestiti… Vestiti che sono i suoi sentimenti, il suo modo di vedere la vita in technicolor e di non spaventarsi di fronte alle avversità, anzi, di trovarne un rimedio infallibile che possa far rima con armonia, benessere interiore, dolcezza. Quella che scioglie tutti i nodi, quella che prima o poi ti fa capire di essere sulla strada giusta perché è tanto l’ amore che riesci a donare, tanto che trabocca e devi farne necessariamente un capolavoro e… sono proprio il cuore e la testa che ti chiedono di andare oltre. Silvia Morello di origine leccese, ha quarantasei anni, vive a Grugliasco in provincia di Torino, è felicemente sposata con Massimiliano, un imprenditore di una ditta di produzione. Un amore libero e bello il loro, così dolce ed unico che risveglia il desiderio di celebrarlo. Ed ecco che Silvia dopo ore trascorse nello studio legale dove lavora, torna a casa, indossa il suo grembiule e comincia a fantasticare fino a non vederci più, restando così abbagliata dalla sua passione per la frolla artistica. Sì, proprio la folla che con quell’ unico ed inconfondibile profumo, con quel dolce e rassicurante profumo di casa, ti riporta indietro nel tempo e ti fa ricordare e sognare, sognare e ricordare. Silvia è una donna affabile, gentile, profonda e delicata proprio come la sua pasta frolla. Ed è proprio questo mix che contraddistingue la sua personalità in continua evoluzione che affascina, quel suo modo di essere e di fare che è pura essenza creativa. Ci sono donne nate per creare e Silvia è una di queste. Non contenta delle sue buone frolle da mangiare, ha voluto renderle anche gradevoli agli occhi. Ed è così che la sua passione per la frolla artistica ha origini lontane. Nasce in cucina quando preparava da mangiare a suo papà Ottavio o quando mamma Mimma la lasciava pasticciare per la preparazione di dolci. Si è sentita amata Silvia, nonostante la separazione dei suoi genitori, così benvoluta da tutti anche sul lavoro che non poteva che creare le sue frolle, tra l’ altro richiestissime. Quindi è la vita che sceglie per noi quando abbiamo la grazia di andarle incontro con quel lieve passo di danza concedendole tutta la nostra fiducia e la nostra buona disposizione d’ animo, tanto da ripagarti poi con quelle doti che non pensavi nemmeno di possedere. E così che Silvia, da ragazzina, ha iniziato prima a dipingere, poi è passata al taglio e cucito ma poi si è lasciata avvolgere dagli effluvi, dalle fragranze tanto da voler prima frequentare un corso di cucina insieme a suo marito a Torino e poi un corso di pasticceria. Ma a frullarle nella testa, sarebbe appunto un divertente gioco di parole, erano e sono sempre le frolle. Tanto da farne quadretti artistici perché la frolla artistica ti dà la possibilità di dare vita a meravigliose creazioni…Ed è cosi che Silvia ha creato il suo marchio Frolla & Co. e ha iniziato a farsi conoscere. Garbata, spontanea, calorosa, ironica, Silvia ha creato nelle sue frolle fiabe per bambini come le tipiche masserie del Salento che fanno parte delle sue origini familiari, come anche i mattoncini della Lego… Insomma nella frolla di Silvia Morello c’è un mondo. Un mondo magico che ti rapisce per la sua poesia, per quel suo quadro naif che riesce a tirar fuori, per la sua passione, per l’ astrazione dalla realtà, per i sentimenti di tenerezza che trasmette giocando e pasticciando con i colori, con i sogni, con la vita. Perché la vita è proprio quella tavolozza di colori, sta a noi prendere i pennelli e dipingerla in tutte le sue sfumature e gradazioni. Perché la vita va amata al di là di ciò che possa offrirci. E proprio questa maturità e questa consapevolezza ed atteggiamento interiore, fanno di Silvia una persona unica, una donna che piace perché riesce ancora a guardare il mondo con gli occhi di un bambino…
Raccontati tra vita, famiglia, lavoro…
-La vita è sempre un pasticcio-, sorride. Sono di origine leccese, i miei si sono separati quando ero ragazzina, e quindi mia mamma poi si trasferì a Torino, dopo gli studi, l’ ho raggiunta, per questo mi trovo qui ora e non mi dispiace affatto perché qui ho conosciuto mio marito… Ho due fratelli Mauro e Pierpaolo che adoro. Mia mamma non è stata la tipica mamma chioccia, piuttosto mi ha dato il giusto senso di autonomia… Mio padre Ottavio lo vedo poche volte in un anno, da lui ho ereditato la vena artistica, ha sempre creato di tutto con il legno, il ferro, le pietre… Intanto a Lecce mi sono diplomata come analista di laboratorio presso un istituto professionale, poi una volta arrivata a Torino, ero disorientata, e ho preso il classico anno sabbatico e poi ho trovato lavoro presso lo studio legale dove lavoro ancora…
Che cosa avresti voluto fare da grande?
Il chimico o lo psicologo, sono sempre stata attratta dal camice bianco…anche se il pensiero fisso è stato sempre quello della pasticceria.
Come nasce la tua passione per la frolla artistica fino a creare Frolla & Co.?
Da piccola facevo i pasticcini con il Dolce forno, mia mamma mi faceva pasticciare, è lei che mi ha insegnato a cucinare e a preparare dolci…cucinavo anche per il mio papà, la pasta veniva male, si incollava puntualmente ma lui era dolcissimo e non mi diceva niente… Crescendo ho sempre fatto torte, soprattutto crostate, il mio logo è nato a dicembre dello scorso anno, mio fratello Pierpaolo mi ha sempre incoraggiata a proseguire, poi, a Torino, ho frequentato un’accademia di cucina insieme a mio marito e successivamente un corso di pasticceria. Poi ho notato che nel tempo le mie specialità restano sempre le frolle…Ho iniziato così ad appassionarmi alla frolla artistica, iniziando a vedere tutorial vari, a seguire dei corsi a tal riguardo e poi ho iniziato a comprare degli stampini; utilizzo colori in polvere, quelli che si utilizzano per le creme e la pasta da zucchero…
Perché hai scelto questa forma di espressione?
Ho iniziato con la pittura, mi è piaciuto anche fare taglio e cucito ma non sentivo quel calore familiare, ecco perché ho pensato al cibo, perché è condivisione e nello stesso tempo permette di liberare la creatività… Ed ecco perché ho voluto esprimermi con le frolle perché risvegliano in me l’amore, l’affetto e il profumo di famiglia, fin dall’ infanzia…
Le fasi di lavorazione della frolla artistica?
Le fasi di lavorazione assomigliano un po’ a quelle della frolla tradizionale, però, per la frolla artistica, bisogna ridurre di più il burro e aumentare lo zucchero. In questo modo l’ impasto è più solido tanto da incollare, poi, i pezzi con il cioccolato fondente. Prima realizzo il progetto a mano, poi lo porto su una carta millimetrata, e modello la pasta con un taglierino, coloro la frolla prima di cuocerla a forno bassissimo e per molto tempo…
Che cosa ti ispira?
Mi ispirano le fiabe, gli animaletti, il Salento con le sue masseria ma anche cose della vita di tutti i giorni, bottoni, mattoncini della Lego…
Prossimi progetti?
-Sto progettando la mia camera da letto in frolla-, sorride di gusto. Intanto organizzo feste di compleanno e festicciole per le mamme dell’ asilo… Mi piacerebbe aprire un piccolo laboratorio di pasticceria a Torino, magari quando andrò in pensione…
Il miglior complimento ricevuto?
“ Ma tu sei un’ artista” , mi dicono spesso, per me questo è il miglior complimento che si possa ricevere, proprio perché ho sempre visto l’ arte come una cosa gigante…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Fondamentalmente buona, comprensiva, solidale, generosa, sul lavoro sono rigida e dura, sono più salata che dolce. Come creativa, mi piace sperimentare, cambiare, essere aperta al confronto…
Che cosa ti rattrista e che cosa ti rende felice?
A Torino fa molto freddo d’ inverno e il mio pensiero va alle persone che dormono per strada, mi rattrista la povertà e la solitudine, le cose semplici invece mi rendono felice…tornare a casa dopo il lavoro e trovare mio marito lì ad aspettarmi mi rasserena e mi rende felice…
Un tuo motto di vita?
Non sentirsi mai inferiori e mai superiori!
Per info: pagina facebook Frolla & Co.