Maria Buonanno, nell’ impronta del tempo

Maria Buonanno, nell’ impronta del tempo

Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni ( Fabrizio Caramagna).

Che cos’ è il tempo? Questo enorme contenitore dove infiliamo dentro i nostri giorni insieme ai nostri pensieri, i nostri progetti, i nostri sogni… Noi siamo il tempo che viviamo perché poi sarà proprio il tempo che ci dirà se abbiamo agito bene o male, sarà il tempo a partecipare alla nostra scelta, a scandirci i passi nella terra… Quella terra che ci ha fatto nascere e quella terra che abbiamo scelto per viverci. Il tempo è un dono, ci viene regalato ampiamente, sta a noi coglierne le sfumature, i ricami, le patine antiche. Ciò che lasceremo nel tempo sarà proprio la nostra impronta nell’ impronta del tempo. Il tempo passa e lascia le sue  tracce, le sue impronte, un po’ come il vento che muove la sabbia e le onde del mare. Tutto è un passaggio su questa terra.  Ma noi sapremo valorizzare ciò che facciamo, sapremo dare giusto valore al tempo che viviamo? Ci poniamo mille domande alle  volte, quando la risposta sarebbe custodita nella nostra interiorità perché non c’ è tempo senza tempo interiore.  Ad analizzarci siamo soprattutto noi donne, noi che abbiamo l’ assillo del tempo che passa e non siamo sempre quegli automa che vorrebbero farci essere. Tra casa, lavoro, famiglia, aspettative private, non  si riesce sempre bene ad incasellare tutto.  E magari si soffre per questo perché vorremmo  sicuramente lasciare tracce diverse di noi, un’ immagine diversa dal solito e vorremmo farlo soprattutto per noi. Per sentirci in sintonia con ciò che viviamo, con il rumore come con il silenzio.  Trovare quell’ equilibrio interiore non è da tutte perché la vita ti mette a dura prova, tra ostacoli esterni, dinamiche familiari, speranze disattese o delusioni.  Ma noi donne sappiamo bene che dobbiamo farci forza perché non meritiamo di restarcene appartate in un angolino e sentirci soffocare… Meritiamo di uscire all’ aria aperta, di parlare, di farci sentire, di dialogare, di esprimere le nostre sensazioni ed emozioni, meritiamo di sentirci parte di un tutto. Noi  donne  abbiamo bisogno di sognare più di ogni altra cosa. Possiamo pensare a tutto, alla casa, ai figli, al lavoro, ma non potremo sopportare che qualcuno ci privi dei nostri sogni e della capacità di sognare. Perché il tempo tesse la trama insieme ai sogni e alle speranze. Maria Buonanno è una donna che ha inteso in pieno l’ importanza del tempo,  dando la sensazione di volerlo ottimizzare al meglio e di non lasciare niente al caso. Maria ha trentatrè anni, è nata a Napoli ma ha sempre vissuto a  Verona. Poi ha conosciuto il suo amore napoletano in vacanza a Vieste ed ironia della sorte, adesso vive in provincia di Napoli. Ha una figlia, Gaia di sette anni, suo marito Valentino è un rappresentante di materiale elettrico ed è il suo primo fan, incoraggiandola in tutti gli aspetti della vita e nel suo lavoro di restyling di mobili e quant’ altro. Maria appare subito decisa e motivata  nel raccontarsi e non parla bensì danza con le parole, per far capire e trasmettere tutto il suo entusiasmo, ricordando le tappe di un lavoro che oggi le restituisce  quella soddisfazione che cercava dentro di sé e fuori. Ciò che piace di Maria è la sua chiarezza e trasparenza nel raccontarsi, con quel filo di ironia che non guasta, riesce a farti vedere le cose mentre ne parla.  Tutto ciò denota passione, professionalità, serietà, competenza, gusto e raffinatezza nelle scelte che si trova a fare di frequente. Maria a ventitrè anni circa è andata via da Verona dove aveva frequentato una scuola di estetista, poi una volta arrivata a Napoli, ha continuato a lavorare fino a quando la passione per l’ arte e il fai da te è esplosa completamene, cambiando tutte le carte in tavola. Maria nel rispetto che ha di se stessa e degli altri, prima si è ascoltata, analizzata profondamente e poi si è imbarcata in questa sua nuova avventura, seguendo sia corsi di restyling che di tappezzeria. Maria ha una passione per quell’ arredamento vintage, quel pezzo antico da recuperare e da rivitalizzare.  Ha i classici occhi a cuoricino quando ne vede uno e già ne immagina la trasformazione. Il gusto per l’ antico l‘ ha condotta al restyling e al recupero, nel rispetto di quella che è l’ impronta del tempo. Maria adora l’ antico per valorizzarlo non per relegarlo in un angolo bensì per dargli una nuova vita, una nuova luce e unicità. Sin da ragazzina aveva un debole per le cose rotte che tentava in tutti i modi di aggiustare. Oggi Maria nel suo laboratorio recupera di tutto, dalla bottiglia in vetro alla credenza perché la missione è sempre la stessa: ridare smalto e impreziosire l’una cosa e l’ altra, perché quando si è appassionati al proprio lavoro, non ci sono preferenze se non quelle di ridare al tempo la migliore ricompensa. Appassionata, matura e responsabile, Maria colpisce per il suo modo di porsi nei riguardi del cliente e delle persone in genere, consapevole che le cose migliori si fanno nel rispetto e nel dialogo reciproco. Maria piace perché si prende cura delle cose come delle persone, sia quindi del mobile da recuperare, delle patine antiche che del cliente da consigliare e accompagnare nella scelta giusta.  Il risultato finale non sarà soltanto il voler risaltare la bellezza del pezzo ma anche il sorriso e la soddisfazione che leggerà nel viso del suo committente. Questo significa lavorare bene e pensare di poter raggiungere vette sempre più alte. Maria è una donna che deve a se stessa la sua versatilità e quella luce che le fa brillare lo sguardo ogni volta che è a contatto con il legno, con i materiali, con i colori… Questo perché Maria riesce a calarsi nell’ impronta del tempo. Intanto ciò che desidera scorgere in giro fa rima con sincerità e chiarezza, e lei per prima desidera ancora stupirsi come faceva da bambina davanti a quel vaso rotto di cui amava rimettere in piedi i pezzi.  Maria continua a lavorare, a sognare e a lavorare sognando. A sognare un futuro migliore per sé e i suoi cari, e soprattutto desidera tramettere agli altri questo suo senso di gratitudine  e riconoscimento per quanto è stato e vorrà ancora essere,  ecco che il tempo è amico di chi vuole esserlo. Ecco che Maria riesce ad instaurare un buon rapporto con se stessa e con gli altri perché ama ciò che fa e si vede. Il resto, come è giusto che sia, lo dirà proprio il tempo…

Raccontati tra vita, famiglia e lavoro…

Sono andata via a ventitrè anni da Verona, ho fatto la scuola di estetista e ho lavorato in questo settore, poi mi sono sposata e sono ritornata a  Napoli, qui ho fatto la promoter  per agenzie assicurative e per un’ azienda di prodotti per bambini.  Intanto ho sempre avuto una passione per l’ arte e il “fai da te”, quindi ho seguito un corso di restyling e di tappezzeria…  per poi aprire  un mio laboratorio…

Che cosa avresti voluto fare da grande?

Quello che sto facendo…perché il lavoro di restyling mi permette di lavorare in autonomia e di conciliare con le esigenze familiari.

La prima cosa recuperata?

Un vaso in terracotta.

Come nasce la tua passione per il restyling e lo shabby?

Nasce dalla profonda esigenza di voler  recuperare, trasformare e rimpreziosire quel mobile vecchio che è da buttare, nasce dall’ esigenza  di valorizzare ciò che è vecchio e dare vita a qualcosa di unico. Mi piace personalizzare e rendere unico il pezzo in questione… Da ragazzina mi piaceva aggiustare le cose rotte, mi pitturavo la bicicletta o aggiustavo un vaso rotto…

Che cosa recuperi?

Dagli armadi alle credenze alle bottiglie in vetro, dal portapane alla sedia alla cucina…  Solitamente vado a fare il sopralluogo e consiglio il cliente anche in relazione alla propria casa…

Come definiresti il tuo stile?

Raffinato, elegante, un vintage  molto o poco invecchiato…

Ultima opera realizzata?

Un mobile soggiorno a muro con un po’ di decapatura, con uno stencil sulle ante…

Tra le fasi di lavorazione di restyling, quale preferisci?

Preferisco la fase  finale, quando devi sfumare quell’ angolo o risaltare il difetto di quel mobile o la sua bellezza, sia che abbia un fregio o meno….

Prossimi progetti?

Dovrei operare un restyling ad un pianoforte da reinventare con una base chiara… Cosa devo fare lo capisco strada facendo… Intanto mi piacerebbe diventare rivenditore di prodotti per il restyling, riuscire ad organizzare fiere e corsi specializzati con continui aggiornamenti perchè quello del restyling e dello shabby è un mondo in continua evoluzione…Le tecniche sono tante a seconda del mobile: l’ invecchiamento a cera come il lavaggio a spruzzo come anche la pasta materica…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una persona riservata, autonoma, lunatica, esigente, con uno spirito più settentrionale  che meridionale e con uno spiccato senso critico, come creativa faccio di tutto per essere soddisfatta del mio lavoro ed accontentare il cliente.

E come mamma come sei?

Questa volta lo facciamo dire a mia figlia Gaia, che è una bambina gaia di nome e di fatto…Gaia, come è la tua mamma? -Mia mamma è brava, è come una maestra…-Ecco mi vede così -sorride, scherzandoci un pò-.

Che cosa ti trasmette pace  e serenità?

Stare vicino al mare mi trasmette pace e serenità come la mia famiglia…

Quali sentimenti ti fanno stare bene e male?

La sincerità e la genuinità mi fanno star bene, al contrario, mi fanno stare male la falsità l’ ipocrisia, devo dire che in questo periodo di quarantena si è veramente capito chi ti vuol bene e chi invece si è dimostrato indifferente alla tua vita…

Un tuo motto?

Nella vita e nel lavoro sono i dettagli a fare la differenza.

 

Per info: cell: 349/2571860; pagina Facebook La Bottega dello Shabby

 

 

 

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