La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia (C. G. Jung).
Viviamo per completarci, per completare quel puzzle che avevamo iniziato da bambini. Ci accorgiamo che manca un pezzo, non riusciamo a trovarlo, impieghiamo un po’ di tempo, poi lo troviamo. E sorridiamo alla vita, ci sembrerà più bello svegliarci e cominciare a lavorare, a vivere, a sognare. Quando riusciremo ad inserire quel tassello, quel pezzo di puzzle che mancava da tempo, sarà davvero entusiasmante vivere. Perché poi come si fa a vivere senza provare ad inseguire i propri sogni? Così, in maniera del tutto semplice, come arriva il tempo, come arriva la pioggia, come ci riscalda il sole. In maniera del tutto semplice arrivano le idee una dietro l’ altra come portate da ali di farfalla. Perché fresche, genuine, vere saremo state noi. Noi donne che non avremo avuto paura di partire o ripartire da zero per toccare i sogni, per inseguirli dentro e fuori di noi e vederli realizzati. Perché avremo avuto la pazienza di aspettare, di andare oltre, oltre ogni ostacolo. E così saremo riuscite anche ad arrivare a sera, a sentirci libere nel pensare alla nostra idea che si sviluppa pian piano e diventa prima uno schizzo, poi stoffa, poi pelle. E con il tempo potrebbe arrivare ad essere qualsiasi altra cosa. Quei pensieri che si appuntavano di notte su un quaderno, prendono vita. E qui sta la magia, una magia che, con il senno di poi, abbiamo creato e voluto noi. Noi, solo noi, con le nostre mani e con la nostra innegabile voglia di sognare. Perché noi donne siamo così. Siamo tutto e il contrario di tutto, vorremmo il sole quando c’ è la pioggia e la pioggia quando c’ è il sole. Siamo proprio come una borsa convertibile, double face e questo lo sappiamo bene, ma ne soffriamo e ne gioiamo. Questo ed altro ancora ha scoperto Patrizia Funghetti, una creativa davvero speciale perché vicina al mondo delle donne, alle loro esigenze ed aspettative. Donne sempre di corsa: abbiamo bisogno di uno zaino per stare più comode, per poter inserire dentro il nostro mondo e abbiamo anche bisogno di una pochette per serate che non avevamo previsto. Insomma noi donne siamo davvero mutevoli ed in continuo movimento. Ci muoviamo insieme al nostro sentire più profondo, alle esperienze di vita e poi riusciamo anche a ripartire da zero per toccare i sogni. Partire e ripartire ma sempre con quella voglia di fare e quel quid in più che ci illumina gli occhi un giorno come un altro. Perché alle volte può essere anche una persona conosciuta o sconosciuta a darci quell’ idea giusta che cercavamo da tempo. Poi tra donne talvolta è così, si crea un circolo di energia positiva insieme ad un turbinio di emozioni che poi verranno sciolte e dipanate poco alla volta. Come i fili di una grande maglia che ci copre ma che deve essere scucita per farne un’ altra. Proprio così, di cucito e recupero creativo si occupa Patrizia, dopo aver maturato varie esperienze di vita. Tutte sempre utili perché tutte propedeutiche l’una all’altra. Patrizia ha quarantaquattro anni, due gatti, il compagno Roberto e Loris, suo figlio di quattro anni, di lui dice: “ è stato il più bel regalo per il miei quarant’ anni”. Patrizia vive a San Mauro Pascoli in provincia di Forlì, famoso borgo dove è vissuto il grande poeta Giovanni Pascoli. In un territorio come quello romagnolo in continuo fermento creativo, Patrizia sembra assorbirne costantemente emozioni, influssi, storia e tradizione. Fino poi a diventare una creativa a trecentosessanta gradi. Perché i veri creativi sono anche quelli che si inventano un lavoro e lo conducono a braccetto con la loro passione. Difatti per Patrizia sono imprescindibili entusiasmo, passione, estro ed ingegno. Tutto comincia di pari passo con la sua passione per il riciclo ed il cucito creativo. La sua vita è cosi cambiata all’ improvviso ma poi forse all’ improvviso non proprio, perché tutto corrisponde anche alle nostre personali volontà ed aspettative. Perché è importante sognare quanto volere e guardarsi dentro per capire davvero che cosa si vuol fare da grandi e chi si vuole essere. Patrizia sembrerebbe averlo capito attraverso i suoi occhi sgranati sul mondo come quelli di una bambina della quale conserva un entusiasmo e una freschezza nuovi. Ricettiva, curiosa, entusiasta, attenta, positiva ma anche sensibile e riservata, Patrizia è partita da zero e dopo aver maturato varie esperienze, si è lanciata nella sua avventura che prende il nome di Punto Zero Lab. Affascinata dalla fisica quantistica e dalla teoria del punto zero, l’ energia più bassa conosciuta nell’ universo, le è venuta l’ idea insieme all’ ardire di partire davvero da zero. Punto Zero Lab è il suo laboratorio che si trova a Bellaria- Igea Marina e Patrizia si trova a fare anche una bella passeggiata prima di raggiunge il suo rifugio creativo. Dagli zaini alle borse convertibili alle pochette, nel suo laboratorio si trova di tutto. Quel tutto che è creatività scelta e voluta in armonia con le esigenze del cliente che sogna di rivedere sotto un’ altra forma un suo capo che pensava di aver perso per sempre. E invece… si trasforma sotto i suoi occhi. Ecco che l’ istinto creativo in questo modo ha una marcia in più perché non si crea solo per se stessi ma anche in corrispondenza della propensione e del gusto degli altri. E così che nasce un nuovo modo di intendere il lavoro creativo ed artigianale e tutto ciò non può che avere un valore aggiunto. Partendo dai propri sogni, si arriva ai sogni degli altri. Patrizia Funghetti ha dalla sua quell’ aria sognante e tenera e concreta e solida nello stesso tempo. Ma soprattutto quello che traspare è la sua passione e curiosità per il mondo della moda, anche se il suo stile, come ammette, è ancora in fase di definizione. A Patrizia piace sperimentare per vivere una creatività che segue le sue ragioni in maniera unica e libera. Si sa, poi, nel fatto a mano, irrompe quella volontà di vedere subito il prodotto finito, come in un bel film di cui si conosce la trama, ma che si aspetta comunque di rivedere il lieto fine… Ed è così che si riparte da zero per toccare i sogni.
Raccontati tra vita, lavoro, famiglia…
Ho frequentato un corso di stilista e modellista che mi ha dato tanto a livello professionale… Poi ho iniziato subito a lavorare. A quattordici anni, per dieci stagioni estive, ho lavorato come barista, mi è sempre piaciuto lavorare in mezzo alla gente… Ho poi lavorato in una fabbrica di accessori per calzature a ventisei anni, doveva essere un lavoro temporaneo, invece vi ho lavorato per quattordici anni…
Che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?
Quello che sto facendo…
Come nasce la tua passione per il cucito ed il recupero creativo?
Da quando andavo a scuola, avevo una macchinetta per cucire che tuttora va benissimo. Sin da ragazzina, ho sempre fatto da me tante cose, camicie, gonne, pochette, borse. Le mie esperienze di lavoro pregresse mi hanno tirato fuori un nuovo modo di vedere le cose in maniera decisamente più creativa, e ho iniziato a pensare a un mia tendenza handmade. Ho iniziato cercando i materiali che mi piacevano come la pelle e il tessuto e ho pensato poi agli abbinamenti… L’ input è arrivato poi da una signora che mi ha portato dei pantaloni in pelle per poterli recuperare e farne qualcos’ altro, da qui è nata una borsa cartella e da qui è partita la mia idea di recupero creativo insieme allo stesso cucito creativo. Mi piacerebbe che più gente avesse questa idea del riciclo e del riciclo creativo. Cucito e recupero creativo poi vanno a braccetto.
Quando nasce Punto Zero Lab e perché questo nome?
Mi ha sempre affascinata la fisica quantistica e la teoria del punto zero, l’ energia più bassa conosciuta nell’ universo… Da qui il nome del mio laboratorio Punto Zero Lab nato nella scorsa estate a Bellaria, e devo dire che sono molto soddisfatta di quanto finora realizzato.
Che cosa hai realizzato finora?
Le borse convertibili, da quando sono diventata mamma, la comodità non ha prezzo… Poi zaini, pochette, shopping bag, bauletti…
Come definiresti il tuo stile?
Il mio stile è ancora in via di definizione, forse potrei definirlo un country raffinato, mi piacciono catene, borchie, strass. Mi piace il mimetico, mi piace anche creare dei contrasti: abbinare il pizzo alle borchie, lo stile moderno all’ antico… Con il recupero, è il capo stesso a suggerirmi una forma e cerco così di smontare il meno possibile.
Il lavoro più difficile che ti è capitato di portare a termine?
Da un cappotto di camoscio ho creato uno zaino, – sorride- pensavo fosse più difficile recuperare da uno stivale, invece…
Il miglior complimento ricevuto?
Mi ringraziano dicendo: “era proprio come l’ immaginavo, proprio come avrei voluto che fosse, mi hai letto nel pensiero”.
Prossimi progetti?
Penso di realizzare a breve una borsa convertibile più easy che possa servire per un’ emergenza eventi, quando si è invitati a cena all’ improvviso e lo zaino si trasforma in pochette.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Riservata, faccio fatica a parlare di me, mi hanno detto che sono un tipico Pesci, sensibile, leale, romantica. Come creativa sono abbastanza incostante ma lavoro bene nel mio disordine creativo. Mi piace molto sperimentare e progettare, sto bene tra le mie bozze, per poi passare subito alla pratica, taglio e cucito viene da sé.
Altre passioni di vita?
La lettura mi rilassa tanto, mi piacciono i gatti, i tatuaggi, la natura, le colline… Sono al confine tra Romagna e Marche, ci sono paesi medievali molto belli e ricchi di storia da visitare. Mi piacciono i bauli con i lucchetti o le chiavi, uno è nel mio laboratorio al posto della classica scaffalatura.
Come ti senti quando lavori ai tuoi manufatti?
Realizzata e divertita, è una passione vera, non ho l’ impressione di lavorare…
Che cosa ti emoziona e ti fa star bene e che cosa ti rattrista?
La mia famiglia mi fa star bene, organizzarmi e riuscire a trovare il tempo per la mia famiglia così come lavorare ai mie progetti. Sto ben quando noto sentimenti positivi di solidarietà come la condivisione. L’aggressività non mi piace, non mi è mai piaciuta, anche quando si deve esprimere un parere, non è detto che bisogna assalire con le parole anzichè trovare una forma di dialogo civile e costruttivo.
Un tuo motto di vita?
Chiedi e ti sarà dato!
Per info: cell: 329/ 2771510; pagina facebook Punto Zero Lab
Un pensiero riguardo “Patrizia Funghetti, ripartire da zero per toccare i sogni”