Abel Benitez, quando dipingere è un inno alla vita

Abel Benitez, quando dipingere è un inno alla vita

 

Il pittore, a rigore, dipinge con l’ occhio; la sua è l’arte di vedere tutto regolarmente e secondo bellezza (Novalis).

C’ è sempre una tensione che poi si fa seguire da una distensione, c’ è sempre una tempesta, una pioggia scrosciante che poi vedrà la luce del sole. C’ è sempre una notte buia che poi vede l’ alba di un nuovo giorno. Basta sapere aspettare ed essere in grado di ballare sotto la pioggia. E soprattutto basta intravedere i colori, come quelli di un arcobaleno che compaiono in cielo e ti lasciano a bocca aperta.  Perché c’ è sempre l’ altra faccia della medaglia come l’ altra faccia dei colori. Ci sono colori scuri  e poi colori chiari e più accesi, la vita è questa, basta coglierne le sfumature, basta saper giocarci e nuotare nel mare dei colori… Così come facevamo da piccoli, quando tutto ci appariva meraviglioso perché era una scoperta continua, un lento e graduale  avvicinarsi di immagini, di emozioni, di sensazioni uniche mai provate prima. Ecco,  è così che si dovrebbe vivere, come si faceva da bambini con la stessa meraviglia e con la stessa semplicità e naturalezza. Quasi provare a cercare la propria oasi di pace ed estraniandoci da ciò che può far male e che risulta incomprensibile e dannoso per la nostra salute interiore. Vivere come i bambini che fanno della vita un gioco, una continua scoperta  senza malizia, senza sapere che cosa è l’ odio o la prevaricazione. Certo, da adulti tutto diventa una scala da salire, una montagna da scalare, quando si devono far quadrare esigenze economiche e familiari, quando bisogna anche adattarsi a far qualsiasi  lavoro per sopravvivere. Però c’è anche chi vuole vivere  e vuole vivere addirittura a colori, noncurante  di quelli che sono i cattivi sentimenti, soltanto gioioso di cantare la sua canzone  e  di dipingere il suo quadro. Perché qui è riposta la sua vera essenza, la sua vera identità, la sua vera libertà. E le mani vanno da sole, così come prendevano i pennelli a tredici anni perché si voleva esprimere tutto il bello della vita, così oggi capita di voler rivivere le stesse sensazioni e danzarci dentro, sperando in un futuro migliore. In profumi, colori, luci meravigliose che ci inebriano.  Questo è quanto capitato ad Abel Benitez, originario di Cuba e che oggi vive  a  Roma con la sua bella famiglia, con sua moglie Jessica e  il suo figlioletto Brandon  che gli ha dato un nuovo senso della vita e gli ha fatto vedere l’amore in maniera amplificata. Abel ha quarantasei anni ma in quanto ad entusiasmo e gioia di vita, sembra un ragazzino. Questo proprio perché ha conservato dentro di sé  quel bambino che si meraviglia, che scopre e che si lascia illuminare dai colori.  Malgrado tutto, malgrado le difficoltà. Sì, perché Abel una volta arrivato in Italia, ha dovuto adattarsi a qualsiasi tipo di lavoro. Oggi difatti è un metalmeccanico per sopravvivere e un pittore per vivere. Sì, perché è proprio questa la differenza: non si può vivere soltanto una vita piatta, una vita che ti chiede di essere vissuta per quella che è senza variazioni di programma. Abel ha raggiunto la sua passione per la pittura anche grazie a quel grado di umiltà e di sacrificio che ha sempre connotato la sua vita. Ed è stato premiato dalla stessa sua passione per la pittura perché per Abel dipingere è un inno alla vita. Un inno alla gioia e alla vita la sua pittura che trasuda tutta l’energia e il fuoco sacro delle sue origini cubane. Abel ha nel dna questa passione tramandatagli anche dal padre Eugenio che guardava dipingere quando era piccolo. E sorrideva Abel nel guardarlo perché sentiva e percepiva addosso tutto il benessere, il colore, la stessa gioia di vivere di suo padre.  Come anche suo nonno dipingeva e non si possono che portare addosso le proprie origini come radici e appartenenza, come quella diversità che ti caratterizza e che poi  ne caratterizzerà tutta la  vita. Il colore preferito di Abel è il rosso, quel rosso che irrompe per far capire di non mollare, di andare avanti al di là delle pareti grigie, al di là dei pensieri e delle preoccupazioni.  Perché quando si ha voglia di vivere e di vivere a colori, niente  e nessuno potrà fermarti. Neanche i pregiudizi, l’arroganza e la prepotenza. A nessuno può far piacere adeguarsi  a nuovi stili di vita, ma Abel è andato sempre dritto per la sua strada a testa alta e alla fine il suo stile di vita l’ha trovato dentro di sé.  E non c’ è giorno che non pensi alla sua pittura e ad accontentare la sua clientela, puntiglioso e tenace qual è.  Intanto la sua arma più importante è quella del sorriso. “ Se non sorrido, non vivo”, questo è il suo motto.  Maturo, responsabile e schietto, comunicativo ma anche riservato, la sua pittura si dipana pian piano tra i ricordi della sua terra cubana, tra l’amore per la sua terra e l’ amore per la vita. Abel sente l’ amore scorrere tra le sue mani e arrivare al corpo e come una passione tra  un uomo e una donna, la sua pittura è un alternarsi di stati emotivi e di movimenti sinuosi e seducenti. Mentre il ricordo di suo padre è sempre impresso nella sua memoria, vive i suoi giorni italiani  in un futuro che vede possibile ma del quale comunque teme la precarietà. Abel è incoraggiato anche da sua moglie  Jessica  che cura la parte amministrativa e organizzativa della sua attività pittorica e da sua madre Gladis  che gli manda, anche se da lontano, suggerimenti e lezioni. Ed è così che continua imperterrito a ritrarre volti di donne come anche figure astratte dai colori accesi che si accendono sul cuore per voler vedere la  vita a colori. Affinchè tutto possa essere più lieto e affinchè possa trionfare quel bene che ognuno di noi dovrebbe trovare dentro di sé. Abel è riuscito a trovare la sua dimensione per il bene che si porta dentro, per i valori che la sua famiglia d’ origine gli ha trasmesso insieme alla gioia di vivere.  Abel ha saputo danzare sotto la pioggia e adesso si fa illuminare da quel sole che gli rimarrà dentro ad illuminare la sua storia, il suo passato, il suo presente e la sua vita.

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro e passioni…

Ho iniziato facendo un po’ tutti i lavori sia a Cuba e sia una volta venuto in Italia, dai lavori in muratura  all’ animatore in villaggi turistici,  sfilate di moda… Oggi faccio il metalmeccanico ma mi piace vivere a colori, quindi mi sono completamente immerso nel campo della pittura.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Sono originario di Cuba, qui ho frequentato il liceo artistico, sono nato con il pennello in mano… Mio padre  come mio nonno dipingevano, credo che mi abbiano trasmesso questa passione finchè a tredici anni non ho voluto provarci anch’ io. Il mio primo quadro è stato un tramonto sul mare. E da qui  ho voluto sempre coltivare la mia passione per la pittura, oggi, poi, la mia produzione è affiancata da mia moglie Jessica che cura la parte amministrativa e devo dire che negli ultimi anni c’ è stato un considerevole boom di vendite on line e di questo non possiamo che essere soddisfatti.

I soggetti dei tuoi quadri?

Ritratti, nudi ma anche personalizzazioni a seconda del colore e del soggetto che il cliente preferisce… Si tratta di arte moderna, decorativa, astratta. Devo dire che  la cultura europea, all’ interno delle abitazioni,   utilizza  colori pastello,  talvolta tenui e spenti, un mio quadro posto in una parete dà quel tocco di colore che manca. Cerco quindi di dare luce anche esagerando con i colori, ma questo è lo  stile che mi rappresenta!

Le tue fonti di ispirazione?

La famiglia, l’amore per la natura e per la vita, la mia terra, le mie radici…

Altre passioni di vita?

Ballare la danza cubana, stare con la mia famiglia, e fare tutto ciò che sia relax…

Prossimi progetti?

Sono stato presente ad una mostra a Salerno dal titolo “Italy for Cuba”, mi piacerebbe organizzare altre mostre, per adesso mi dedico alle vendite on line.

Come ti definiresti come uomo e come creativo?

Tenace, puntiglioso, buono, solare, se non sorrido, non vivo! Come creativo sono altrettanto preciso, mio padre mi stima molto per questa mia precisione ed organizzazione…

Il tuo colore preferito?

Il rosso, ma anche il blu.

Quali sono i ricordi della tua terra cubana e come ti hanno influenzato nella pittura?

Vedevo mio padre dipingere, mi faceva piacere…certe volte mi appendeva al muro come un cagnolino al guinzaglio, io ridevo tanto… Mia madre invece è la mia critica d’ arte e mi ha sempre ripreso e dato suggerimenti… Poi vivevo molto il mare, la spiaggia, mi rilassa molto la profondità del mare, il rumore… Ho vissuto un’ infanzia felice, penso che vivere un’ infanzia felice sia la base di tutto, dell’ uomo  e della donna che si diventeranno!

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e ti rasserena e che cosa ti rattrista?

L’ onestà, il rispetto, l’educazione, la gentilezza. Anche se  francamente  cerco di starne  fuori il più possibile, non sopporto la falsità, l’ipocrisia, l’arroganza, la cattiveria gratuita  e lo sfruttamento. Penso che come si semina nella vita,  così si raccoglie.  Ogni persona si costruisce da sé per quella che è e riuscirà ad essere!

Un tuo motto?

Essere voluto bene è una benedizione!

 

Per info: 348-5916264; pagina facebook  AB Arte

 

 

 

2 pensieri riguardo “Abel Benitez, quando dipingere è un inno alla vita

  1. Conozco personalmente da anni, a questo meraviglioso artista Abel Benítez e a sua moglie Yesica Sierra. La prima volta che ho visto un quadro suo mi sono INNAMORATA sia del quadro che del suo talento come artista, non sapevo che fosse un pittore così bravo ( quello che conoscevo di lui era come modello ) e quindi mi ha sorpresa con tutte le meraviglie che dipinge, oggi quel quadro è uno dei più amati che ho in casa. E non sarà il mio último acquisto. E loro due insieme fanno una bella squadra, arriveranno lontano ne sono più che certa. 💕

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