Elisabetta Mariani, come le donne sono le pietre

Elisabetta Mariani, come le donne sono le pietre

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce ( Martha Medeiros).

 

Tutta la vita è nelle nostre mani, nel nostro sguardo, nel nostro cuore.   E… quando le mani tremano in cerca di qualcosa o qualcuno, il nostro sguardo è fermo ad osservarne il cammino. Mentre il cuore volteggia dentro il nostro essere in movimento. Abbiamo bisogno di essere modellati, plasmati come la cera che si scioglie e lascia  la sua impronta, il suo messaggio nella materia.  E magari, subito dopo, ci accorgiamo che non abbiamo bisogno soltanto di materia ma di essenza, di sostanza vitale che possa rendere i nostri giorni più preziosi, più veri, più sensazionali. Abbiamo bisogno di cambiare la nostra pelle e noi donne questo lo sappiamo. Abbiamo bisogno di cambiare  i nostri vestiti, il nostro look, il nostro sguardo, il nostro sorriso.  E abbiamo bisogno di dare un’ anima alle cose. Perché siamo fiori che brillano al sole e si muovono al vento e abbiamo bisogno di rinnovarci insieme all’ alternarsi delle stagioni. Abbiamo bisogno di luce intorno e dentro di noi ma anche di essere scosse, stimolate da qualcosa più grande di noi. Come un’ idea da plasmare e veder crescere nelle nostre mani. Abbiamo bisogno di vederci allo specchio della nostra interiorità  e percorrere fino in fondo la nostra idea insieme al nostro sentire che la caratterizza e la rende unica e particolare. Noi donne abbiamo bisogno di cambiare vita prima che la vita cambi noi. Abbiamo bisogno di sentire emozioni  e sensazioni sulla nostra pelle per arrivare alla pelle dei sogni. Ed è così che si creano opere d’ arte, proprio quando si ha voglia di ascoltarsi di più e di rischiare, vestendosi di colori nuovi e raggiungendo così il centro del proprio essere donna. Insieme alla stessa idea da nutrire, partorire e lanciare nel mondo. E quando la luce si spegne e scende la sera, noi donne amiamo pensare alle nostre metamorfosi, a come poter cambiare il giorno come se fosse un vestito nuovo affinchè non si spenga la luce dentro di noi. E combattiamo e soffriamo per questo, per questo nostro perderci per poi ritrovarci. Tutto però in nome della verità, dell’ onestà di intenti e nel rispetto di se stesse.  Come vera e sincera con se stessa è Elisabetta Mariani. Una donna in continuo divenire Elisabetta, una donna che vuole guardare al vero, al bello come si può guardare il mare, l’ infinito, il colore infinito del mare. E le paure cominciano  a scomparire quando la bellezza e la volontà di creare bellezza, incanto e stupore diventa ragion d’ essere e di esistere. E si diventa pietra preziosa poco alla volta perché prima di tutto si sceglie di essere pietra grezza, quindi imprecisa, imperfetta. Come le donne sono le pietre. E proprio così appare Elisabetta, forte e fragile perché appunto non si sente particolarmente rifinita pur aspirando alla compiutezza, ad arrivare a chiudere i suoi cerchi per poi aprirne altri. Sempre in continua ricerca di se stessa così come ricerca i materiali per  i suoi bijoux emozionali perché è proprio la sua essenza ad arricchirli di  contenuto oltre che di materia. E sembrano   tali manufatti sembrano parlare al posto suo perché sanno di mare, di terra, di frutti, di fiori e hanno tutta la naturalezza, la bellezza e la preziosità di ciò che rispecchia il proprio modo di essere e di pensare. Elisabetta adora il mare come le sfumature del cielo e della terra e le racchiude nel colore come nella pietra di  anelli, pendenti, orecchini, bracciali, rosari… Elisabetta Mariani ha cinquantadue anni, è milanese doc, e vive a Villasanta in provincia di  Monza insieme a suo marito Marco che oggi lavora nel campo delle multinazionali. Elisabetta incoraggiata a cambiar vita anche da suo marito, oggi sembra essersi ritrovata insieme ad una nuova consapevolezza. E ha cambiato vita voltando pagina, con un coraggio nuovo che vien soprattutto da se stessa.  Perché ogni cosa non può che sorgere dal nostro intimo sentire, da quella voce che ti dice di provarci, di credere nelle tue risorse e in quella marcia in più. Prima Elisabetta ha lavorato in un’ azienda di informatica, ma dopo aver maturato esperienza, sentiva di non maturare e crescere più come donna e di cominciare a spegnersi come una candela che illumina comunque una carta e una penna… Ed ecco che poi ha avuto quell’ impulso  improvviso ed ha iniziato a scrivere di sé, ascoltando i suoi sospiri, insieme alle sue propensioni e aspettative. E così ha lasciato tutto ed è andata via. Come quando non ce la fai a sentire sempre le stesse cose e ti senti logorare dagli stereotipi, come quando hai il coraggio di lasciare un biglietto e prendere il primo volo per Parigi o Londra. Insomma come quando hai bisogno di cambiare aria perché quella di prima ti soffocava. Fino a non far uscire la vera te stessa.  E così Elisabetta si è rimessa in discussione, si è licenziata dal suo vecchio lavoro e nel 2013 è nata la sua vera se stessa insieme a mimìétoile, il nome del brand dei  gioielli artigianali che cura nel suo laboratorio in casa. Manufatti che mostrano cura dei dettagli, raffinatezza, buon gusto e ricerca dei materiali giusti.  Tutto è iniziato assemblando metalli e pietre dure e decorando sfere di legno, poi il desiderio di unire i colori alle pietre è cresciuto dentro di lei. Ed è così che ha preso per mano la sua bambina che adesso non nasconde più. E la natura, come il mare e come i sentimenti veri ispirano le sue opere e il suo modus operandi. La lastra e il filo di metallo e poi la cera persa sono le  tecniche  scelte  ma non solo, sono la sua acqua, il suo fuoco, la sua aria. Perché quando si dà l’ anima alla materia,  non si può che parlarci in un dialogo infinito. E davvero come le donne sono le pietre perché insieme alle loro cose da creare, riescono ad avere la volontà di ritrovare i loro viaggi, i loro sogni e progetti. Difatti nell’ opera creatrice non c’è solo l’ inizio ma anche la fine. C’ è un percorso, una ragione di vita insieme alle mani che tremano. Per aver trovato quell’ emozione giusta, quel sorriso che ti arriva ad illuminare il viso, quell’ aura che ti avvolge… E allora, da quel preciso momento, decidi di essere diversa ogni giorno di più, fino a creare e a…crearti.

Raccontati tra lavoro, vita, passioni…

Ho lavorato in aziende di informatica con varie mansioni, intanto ho preso il diploma di maturità scientifica per iscrivermi a Scienze biologiche ma è prevalsa subito la voglia di indipendenza e così ho iniziato a lavorare subito… anche perché c’ è da dire che alla fine degli anni ’80 era più facile trovare lavoro. Sono stata una segretaria addetta alle vendite, da qui ho lavorato all’ ufficio acquisti, al marketing e in amministrazione sempre in aziende di informatica. Poi non ce l’ ho fatta più, non mi sono più sentita al posto giusto nel momento giusto ed è venuta fuori la mia voglia di libertà che si è concretizzata nelle mie creazioni artigianali fatte di attese, aspettative…fino ad arrivare al risultato finale.

Quando nasce quindi mimìétoile?

Nasce nel 2013 nello stesso momento in cui mi sono licenziata perché non mi piaceva quello che facevo, perché sentivo di non avere niente in comune con i colleghi, mi stavo spegnendo ma poi c’ è sempre qualcosa o qualcuno che ti ridà la giusta spinta anche se quella principale parte da noi! Ho iniziato ad assemblare metalli e pietre dure e a decorare sfere di legno. E da qui sono venuti fuori i miei gioielli artigianali. Ho iniziato ad investire nel mio progetto e passione che si sono uniti al buon gusto e alla capacità di mettere insieme colori e pietre. A Firenze ho frequentato un corso di gioielleria contemporanea presso  Alchimia, scuola  che mi ha dato le basi per utilizzare la lastra e il filo di metallo, fasi importanti in oreficeria. Così iniziai a comprare il materiale per  lavorare la lastra e il filo continuando ad associare la passione per l’ assemblaggio a pietre dure.  Ho continuato ad approfondire la tecnica orafa, ho frequentato dei corsi presso la Scuola orafa Ambrosiana a Milano per lavorare la cera imparando la tecnica della fusione  “a cera persa”. Tutto questo è mimìétoile, il nome mi è stato ispirato dalla mia nipotina che si chiama Stella…

Che cosa realizzi precisamente e con quali materiali e tecniche?

Creo anelli fatti con pietre grezze,  bracciali, pendenti, orecchini, rosari… Quest’ ultima è una tecnica orafa che permette l’ inserimento di una pietra con l’altra e l’ utilizzo dell’ argento. Per quanto riguarda le tecniche, sono stata subito affascinata dalla tecnica di fusione a cera persa, un’ antica tecnica scultorea presente sin dall’ età del bronzo e che consiste nel modellare un blocco di cera e, attraverso questa tecnica, il  metallo prende il posto della cera che si scioglie. Intanto utilizzo molto pietre preziose come gli opali, piccoli diamanti, l’ argento  come anche il bronzo, un materiale povero che mi piace molto…

Il bijoux più richiesto?

Gli anelli perché riesco con gli anelli  ad esprimermi di più, in questi  è custodita  la mia vera essenza, le mie emozioni…

La tua fonte ispiratrice?

Il mare, principalmente il mare, la natura, i viaggi…

Che cosa ti emoziona  veramente?

La mia città, i miei nipoti, cucinare, avere ospiti per i quali cucinare…

Prossimi progetti?

Questo è un periodo difficile, non riesco  a fare progetti, mi piacerebbe fare un viaggio o partecipare ad una fiera…

Che cosa provi quando crei?

Sicuramente un grande stimolo, parto da un’ idea, da un suggerimento di una cliente, da un mix di emozioni…Sento crescere in me qualcosa, mi piacciono poi le cose imperfette e imprecise e mi piace che si evolvano durante la fase creativa.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Passionale, emotiva, trasparente… La mia fragilità è l’estrema sensibilità. Mi sento una pietra grezza, non mi sento particolarmente rifinita,  sono in continuo divenire…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti intristisce?

Mi intristisce l’ abbandono, il vuoto, l’ incompiuto, l’ indifferenza, il silenzio.  Mi fa star bene la convivialità, gli amici, i progetti, il mare…

Un tuo motto di vita?

Se non puoi svelarti al mondo, fallo con una metafora!

 

Per info: cell: 346-2462118 ; pagina facebook mimìétoile

www.mimietoile.it

 

 

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