Silvia Romagnoli, quando lo stato d’animo è una conquista personale

Silvia Romagnoli, quando lo stato d’animo è una conquista personale

Quando nessun essere umano ti  cerca  accarezza un albero,  bevi a fontana, guarda le cose che stanno nel mondo come se il tuo sguardo potesse salvarle ( da La cura dello sguardo di Franco Arminio).

 

Una vita scorre tra le mani, la testa e il cuore. Sono tante le sorgenti alle quali attingiamo l’acqua, sono tanti i sentieri che percorriamo prima di arrivare alla meta prefissata. A quel luogo di appartenenza, alle nostre radici, al nostro intimo sentire ed esplorare le cose del mondo. Tutto è molto soggettivo, tutto passa per la mente e arriva al cuore. Come un soffio di vento, un fascio di luce che illumina i nostri giorni. E non sapremo mai dove andremo e chi vorremmo essere se non riusciremo ad avere quel coraggio di guardaci dentro. Tra rigore e passione, tensione e distensione, Eros e Thanatos. Nella differenza tra costruzione  e creazione, una differenza forte e labile nello stesso tempo ma c’ è chi se ne accorge prima perché vive nella verità. Una cosa costruita si può ammirare  e basta, una cosa creata si può amare ancor prima di essere creata. E questi sono i nostri passaggi interiori, quella maniera assoluta che ci invita a fare due chiacchiere con noi stessi per capirci, comprenderci e conoscerci di più. “ Nosce te ipsum”, diceva Socrate e non c’ è verità più grande.  Intanto si possono fare giri immensi ma poi torniamo sempre nel punto di partenza, quel punto che ci vuole persone nuove, rigenerate, attente al nostro equilibrio interiore. Perché non possiamo  dare pace e serenità agli altri se  non ce l’ abbiamo noi per prima. Nel corpo, nell’ aria che respiriamo c’ è energia a cui attingere, l’ ispirazione, la fiducia, la luce giusta che va regolata in un verso o nell’ altro. Basta chiudere gli occhi e ascoltarsi mentre il mondo fuori può anche far rumore, ribellarsi, strepitare.  Noi continueremo ad ascoltarci. Questo ed altro ancora ha fatto suo Silvia Romagnoli, una donna che si cerca, si trova  e si ritrova ogni volta.  Ben consapevole del suo percorso interiore, ben consapevole del fatto che per stare bene bisogna ascoltarsi, malgrado i tumulti del mondo. E ben consapevole che il proprio stato d’ animo è una conquista personale. Silvia Romagnoli vive a Roseto degli Abruzzi con la sua bella famiglia, con suo marito Pierluigi Troilo, un apprezzato psicologo e counselor, con la sua figlia Clara di quindici anni, Sofia di quattordici e Massimo di dieci anni. Silvia ha origini emiliane, è originaria di Ferrara ma è arrivata in Abruzzo per lavorare nell’ azienda di famiglia. Laureata in Economia  a Bologna, i suoi interessi sono stati comunque altri, tanto che poi hanno bussato alla sua porta con risolutezza e determinazione. Finchè Silvia non l’ha aperta per riascoltarsi. Silvia dà la sensazione di essersi risvegliata in un campo di margherite, di essersi lasciata andare alle sue emozioni e sensazioni fino a scoprirsi una persona diversa. Fino  a lasciare un luogo per ritrovarsi in un altro più a misura del suo intimo sentire, più in assonanza con le sue potenzialità e creatività. E la somiglianza armonica di colori  e forme ha preso piede nella nuova passione creativa per il mondo dei fiori. Diventiamo alberi se lo vogliamo  e mettiamo i nostri petali a primavera, ci sentiamo spogli in autunno ma continuiamo a vederci in sintonia con la natura che può insegnarci grandi cose. La natura ci parla di bellezza, di verità, di trasparenza. Per sentirci persone autentiche, incontaminate, rigenerate, bisogna ascoltare la  propria voce nell’ alternanza delle stagioni, nel ciclo naturale, nel ritmo che fa parte del nostro spirito. In un gioco introspettivo che ci colmerà di luce nuova. Ecco Silvia sembra voler assumere queste connotazioni, sembra voler uscire dal mondo per entrare più pulita, più consapevole, più vera. Una donna comunicativa e riservata nel contempo,  una donna capace di slanci ma anche di riflessioni e di momenti di meditazione per entrare in maggiore contatto con se stessa. Versatile, intelligente, sensibile ma anche determinata nel voler seguire nuovi parametri di vita per arrivare alla sua oasi felice in una prospettiva tutta nuova. Silvia, come da un oblò vede il suo mare, la sua montagna, i suoi paesaggi che poi diventano paesaggi interiori. Tra salite e discese, gorgheggi di ruscelli e natura tutt’ intorno.  In un viaggio che è soltanto suo e che si evolve perfino in una forma di atarassia. Così appare oggi Silvia anche se ammette di essere solo all’ inizio del suo viaggio, come è giusto che sia. Perché non si finirà mai di conoscersi ma è bello ed entusiasmante averne imboccato la strada che ci porterà in quel campo fiorito…  Silvia Romagnoli ha così aperto il suo laboratorio che prende il curioso nome di Flower Bar, un nome che è tutto un programma perché sta ad indicare un punto particolare, non un tipico negozio di fiori  bensì una sorta di “bar” dove si può trovare tutto già pronto come le sue fantastiche composizioni di fiori artificiali e stabilizzati. Sì perché Silvia ha voluto portare avanti una nuova cultura dei fiori.  Una svolta in questo settore, un cambio di rotta che sta avendo le sue risposte e riscontri positivi. Il fiore stabilizzato è un tipo di fiore che nasce per decorazioni di interno, un fiore che arreda e che regala emozioni infinite. Proprio perché non appassisce subito ma continua a resistere nel tempo insieme alle sue sfumature di colore  e particolarità.  Silvia ha voluto dar vita  a questa filosofia del tutto nuova perché sono fiori quelli stabilizzati ed artificiali  che si prestano alla creatività, fiori che si lasciano lavorare ed abbellire nelle composizioni. Perché Silvia si diverte lavorando, si diverte  a creare con decoupage e decorazioni in quello che è il suo stile personale, romantico e retrò. Un modo per fermare il tempo come in una fotografia, un modo per valorizzare i fiori da un altro punto di vista. Per dipingerli  e fermarli come in un quadro d’ autore. Fiori che sono un’ esplosione di colori, forme, sensazioni, emozioni, fiori che non muoiono ma che restano impressi e che regalano un’ immagine diversa. Un modo per sperare che non tutto finisca  ma che possa essere fermato  e celebrato insieme al nostro sguardo.  Un modo per ripararci nella bellezza.

Raccontati tra vita, passioni, lavoro…

Da Ferrara sono arrivata in Abruzzo con mio marito, siamo venuti  a lavorare nell’ azienda della mia famiglia e oggi viviamo a Roseto degli Abruzzi. Devo dire però che dopo una laurea in economia a Bologna, i miei interessi sono sempre stati altri: le lingue, le decorazioni, i viaggi…Fino a che ho preso coraggio e non ho voluto lavorare più in azienda. Ho  iniziato  a fare tutt’ altro,  ho partecipato ad un master in counselor, ho ripreso le lingue… Intanto  mi è sempre piaciuto il mondo del wedding e ho iniziato a fare la wedding planner ma poi ho voluto decidere di entrare personalmente in un mio mondo e quindi di entrare nel mondo dei fiori.  Anche mio marito da ingegnere è diventato psicologo, ci siamo dati il giusto input a vicenda…

Quando nasce la tua passione per i fiori e quando hai deciso di fare la fiorista?

Dal wedding al settore dei fiori il passo è breve, ho iniziato poi facendo decoupage e decorazioni per arrivare alle composizioni già pronte e ai fiori artificiali e stabilizzati. Mi piace decorare e riciclare, dalle scatole ai vasi alle bottigliette. I materiali utilizzati sono la carta, il vetro, il legno, il plexiglass. Ho acquisito nel tempo una nuova consapevolezza che mi ha portato a seguire le mie potenzialità e il mio estro creativo.

Quando nasce The Flower Bar e perché questo nome?

The Flower Bar nasce nel 1919. Volevo un po’ distinguermi dal tipico negozio di fiori, poi mi piace molto la lingua inglese e l’ idea che il mio punto vendita sia un po’ come un bar dove si trova tutto pronto e quindi  con composizioni già pronte…

Perché hai scelto di lavorare solo con fiori artificiali e stabilizzati?

Talvolta il fiore vero dà meno soddisfazioni, devi scartarlo, pulirlo, cambiare l’ acqua, c’ è tanto spreco… Ho scelto i fiori stabilizzati per arrivare ad una via di mezzo ossia il fiore stabilizzato non è altro che un fiore vero che viene tagliato dalla pianta e trattato dai produttori con glicerina e altre sostanze; è un fiore  che può durare anni ed  è biodegradabile. Si tratta di un fiore che nasce per decorazioni d’ interno e di solito viene inserito in scatole di plexiglass.

Che cosa provi quando crei la tua composizione?

Sto avendo una buona risposta…mi dà tanta soddisfazione e gioia, è un piacere personale, è un’ espressione della mia creatività. Mi emoziono io per prima, faccio cose che piacciono a me, ogni cosa deve piacere ed emozionare prima di tutto me per emozionare gli altri  e comunicare meglio. Naturalmente le mie sono composizioni  personalizzate che  consiglio al cliente a seconda del mio gusto artigianale.

Prossimi progetti?

Adesso sto lavorando per implementare le pagine social, mi piacerebbe avere una sorta di e-commerce e vorrei  riprendere il prodotto per il matrimonio in modo diverso, proponendo anche qui fiori e composizioni stabilizzate.

Come ti vedi fra dieci anni? Pensi di lavorare ancora in questo settore?

Penso di volermi fermare in questo settore e consolidare questo mio percorso formativo…

Che cosa ti ispira ed emoziona in genere?

Mi emozionano i miei figli, i viaggi, i contatti con  la gente, il buon cibo, il buon vino, vedere cose nuove, mi emozionano la natura, i paesaggi dell’ Abruzzo come quelli americani…mi emoziona la vita!

Il tuo fiore preferito?

La rosa in assoluto ma anche la peonia…

I tuoi colori preferiti?

Amo molto il rosa, il beige, il bianco, il rosso…amo meno i colori freddi.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una persona tranquilla, determinata, comunicativa e riservata nello stesso tempo. Come creativa mi piace scoprire e sperimentare il nuovo, vado dove mi porta l’ istinto creativo…Il mio stile è romantico, vintage, retrò.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena che cosa ti fa star male e rattrista?

In questo periodo, dati anche i tempi che viviamo, sono proiettata più all’ interno di me stessa che all’ esterno…il mio stato d’animo dipende soprattutto da me ed è una conquista personale. Cerco di stare più tempo con me stessa per conoscermi e capire meglio gli altri. Il sentimento che mi fa star bene è la pace interiore come anche i sentimenti della solidarietà, la generosità, l’ accoglienza. Sto cercando di trovare una sorta di quadratura del cerchio e cerco di non farmi scalfire dai sentimenti negativi. Ma c’ è ancora tanto da lavorare…

Un tuo motto?

Fai le cose con amore!

Per info: 392 – 9365416; pagina facebook The Flower Bar;   www.theflowerbar.it

 

 

 

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