Il mondo è fatto così…se non lo allarghi, si stringe… Ora ho il cuore come un pulcino e la punta si solleva, si apre, come se potessi nutrirlo di qualcosa ( Da La cura dello sguardo di Franco Arminio).
Siamo al centro del nostro essere, del nostro cuore, anche se ci allontaniamo un attimo dalla boa, qualcosa ci richiama ad essere ed esistere. Un po’ come una legge della natura, siamo nati per dare un senso alla nostra vita, un po’ come gli alberi che respirano il cielo e le nuvole, noi siamo come sospesi ma il nostro centro sarà sempre il nostro cuore. Un cuore che si inerpica, che diventa piccolo, poi grande, talvolta solitario, talvolta estraneo ai fatti ma che sicuramente ha bisogno di sentirsi vivo e di far parte di una comunità. Nessuno si salva da solo e nessuno si salva senza poggiare le ali sul proprio cuore e su quello degli altri. Il nostro sentire e il nostro cuore sono fatti per volare. C’ è chi fatica ad aprire le ali e chi le apre piano piano e poco alla volta, c’ è chi fa rumore e chi fa silenzio, c’ è chi ha bisogno di cambiare casa, strada, vita. Per riesplorarsi, per comprendersi e amarsi di più. C’ è anche chi ha sentito la volontà di uscire fuori allo scoperto e di imparare di più da se stessi e dalla vita. Quasi come un’ onda che si avvicina poco alla volta, quasi come il respiro del tempo che si sente dentro e fuori di sé, l’ importanza di conoscere se stessi prima o poi prende il sopravvento. Perché è giusto che sia così, è giusto che ci poniamo delle domande e ci diamo delle risposte. Per non vivere una vita “sotto le righe” ma sopra le righe, unica, speciale, autentica. Come uniche e speciali sono un po’ tutte le donne, in particolar modo quelle che non si accontentano, quelle che vogliono conoscersi di più per appartenere di più a se stesse. E attuale continua ad essere il monito “Nosce te ipsum” di socratica memoria. In tempi instabili come i nostri dove le certezze devi trovarle soprattutto dentro di te, occorre avere un rapporto più solidale e duraturo con noi stesse. Questa volontà di libertà interiore, frutto di quel continuo cercarsi e trovarsi, è stata fatta propria da Laura Dimitri, una donna di trentotto anni che aspira a conoscersi sempre più, mettendosi in discussione e arrivando così in territori inesplorati. Laura vive nello splendido territorio leccese e precisamente a Corigliano d’ Otranto con suo figlio Riccardo di dodici anni. Ha un diploma magistrale e una passione per la psicologia, per tutto ciò che sfugge e che la psiche comunque cattura. Persona profonda, sensibile, ma anche lungimirante e attenta ai cambiamenti, Laura è una donna che ha dimostrato e continua a dimostrare tanto a se stessa. Con la volontà di andare oltre il seminato, di voler scoprire che cosa induce ad avere determinati atteggiamenti e che cosa c’ è da fare che ancora non si è fatto. Assetata di conoscenza e non necessariamente di quella conoscenza enciclopedica ma prettamente interiore che gira intorno ad atti quotidiani, parole, pensieri. Laura, ecco, sembra volere analizzare ogni cosa ma non per puntiglio o precisione ma per eccessiva sensibilità e quindi eccessiva cura, insieme alla dedizione ai dettagli e a ciò che deve essere messo in risalto. Si ritiene una persona a metà strada, certamente in perenne ricerca interiore anche se oggi ammette di essere arrivata ad un suo equilibrio e di essere comunque soddisfatta dei suoi cambiamenti. E di come i suoi flussi emotivi l’ abbiano condotta ad essere la donna che è oggi: indipendente, determinata ed anche ironica. Perché come diceva il buon Socrate, ironia fa rima con intelligenza, un modo per partorire la verità. E Laura dà questa sensazione, emana tanto entusiasmo non solo creativo ma entusiasmo emotivo per mettere al centro la sostanza delle cose. L’ ossimoro che più si avvicina alla sua personalità è quello di “caos calmo”. Difatti ammette di essere divisa tra concretezza e sospensione in un misto di contraddizioni che, comunque sia, le permettono di brillare. Perché quando si fanno domande alla vita, si è più belli perché alla ricerca della bellezza e della perfezione. Laura lavora in una compagnia di assicurazioni ma si sente appunto sospesa nel suo duplice aspetto emotivo: realista e poetica, nostalgica e concreta. A fare l’equilibrista tra ciò che ti porta inevitabilmente a stare con i piedi per terra e ciò che ti fa volare con la fantasia. Ed ecco che figlia dei tempi e delle sue stesse emozioni, in un periodo come quello dell’ emergenza covid che ci ha costretti a stare più in casa in compagnia di noi stessi, Laura ha iniziato ad interrogarsi volendosi conoscere di più. Quando la normalità delle semplici azioni quotidiane viene a mancare, con il distanziamento sociale che si è venuto a creare, il vero spazio resta lo spazio interiore. E nel tempo, come ammette anche Laura, si raggiunge una consapevolezza di sé che prima non si riusciva proprio a percepire. Come una luce di una candela accesa che fluttua tra le preti di casa, ti senti più te stessa e hai maggiore percezione delle tue emozioni e sentimenti. Una situazione quella attuale che ci ha invitato a conoscerci inevitabilmente. E così Laura ha intuito di voler dare voce al suo lato nascosto, a quella parte che riesce a parlare di sé ancor più attraverso l’atto creativo. Sempre appassionata sin da piccola di disegni e fumetti giapponesi, ha voluto iniziare a creare qualcosa di proprio in maniera libera ed incondizionata. Ed è sicuramente in questo modo che nascono meraviglie per il cuore e per la mente. Ha conosciuto la resina, un materiale che si presta alle sue magie artistiche dallo stile onirico, cangiante e fantasioso. Quando la materia si mescola ai dettagli, ai pigmenti colorati, si possono intravedere atmosfere che fanno sognare. E per arrivare al sogno, si sa, si passa per se stessi. Sospesi tra terra e cielo, fino a cercarsi per trovarsi di più. Sulle ali di quella libertà che ci porta in confini lontani ed inesplorati che aspettano solo noi, la nostra mente, il nostro cuore, le nostre mani.
Raccontati tra lavoro, famiglia, passioni, emozioni…
Ho un diploma magistrale ad indirizzo socio pedagogico, ero e sono un’ appassionata di psicologia perché sono sempre stata una persona molto empatica, attenta ai comportamenti e alla psiche altrui. Ho sempre avuto un atteggiamento ribelle ma quando sei adolescente non riesci subito ad analizzarti. Da piccola mi sarebbe piaciuto andare nello spazio per volontà di esplorazione. Ho avuto sempre dentro di me una forma di poesia e malinconia, sono figlia di una sensibilità eccessiva. Adoravo disegnare soprattutto i manga, i fumetti giapponesi. Mi è sempre piaciuto il teatro e la pittura e ho anche praticato queste due forme d’ arte, sono sempre stata uno spirito libero. Ho fatto di tutto, dai quattordici anni in poi ho iniziato a lavorare, ho fatto animazione per bambini d’ estate, la barista, la cameriera, ho aperto un negozietto di articoli etnici a diciotto anni: ero la più giovane dell’ imprenditoria femminile. Intanto oggi lavoro in un’ agenzia di assicurazione anche se ho avuto sempre dentro di me quel fuoco sacro per quanto riguarda l’ arte e la creatività.
Come nasce la tua passione creativa?
La mia passione creativa è nata insieme alla mia consapevolezza, ho sentito l’ esigenza di mettere sul campo le mie attitudini tra forme e materiali. Ho sentito il bisogno di esprimermi, superando il confronto con gli altri. Ho sentito la volontà di esprimermi ma temevo il giudizio degli altri. Ma ero io a giudicarmi in prima persona, quindi ho lavorato su me stessa. Adesso sono felice nonostante le difficoltà varie e il periodo storico, ho trovato un centro del mio benessere. Tutto quello che ho fatto me lo sono creato! La situazione di emergenza covid mi ha messa davanti a un muro: mi sono ascoltata profondamente e così mi sto piacendo grazie anche al percorso creativo che sto vivendo dentro e fuori di me.
Come nasce invece la tua passione per le resina epossidica?
La resina è un materiale molto versatile, dalle mille risorse, la puoi utilizzare in mille modi, si può spaziare, non c’ è una tecnica fissa. Con la resina si può riprodurre di tutto: dai complementi di arredo ai bijoux.
E tu cosa realizzi precisamente?
I bijoux perché la lavorazione è minuziosa, io sono un’ amante dei dettagli. Mi piace giocare con i dettagli, dagli acrilici ai pigmenti colorati, ricreando immagini della natura.
Quale fase di lavorazione attira di più la tua attenzione?
Adoro la nascita dell’ immagine: fai la prima passata e dai la profondità, nella seconda, la sfumatura, alla fine della lavorazione, hai il risultato finale. Quindi dall’ immagine si passa alla realtà.
Che cos’ è la creatività per te?
L’ espressione del nostro io interiore, forse una delle cose più belle che abbiamo. La creatività è la base dell’arte. Secondo me, se non hai quella scintilla che accende tutto, non puoi parlare di arte.
Prossimi progetti?
Una collaborazione fotografica per mettere in risalto l’evoluzione delle donne in tutte le sue forme attraverso messaggi legati al mondo femminile, tutto ciò attraverso miei accessori che presenterò personalmente.
Altre passioni di vita?
I tatuaggi, poi sono una sportiva, per dodici anni ho praticato kick boxing e arti marziali e… amo leggere.
I tuoi autori preferiti?
Socrate, Pirandello e Marquez.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Mi sento una donna in continua crescita, consapevole ma in crescita, ho degli obiettivi che voglio raggiungere e sono in continuo miglioramento. Sono determinata, ironica, empatica. Come creativa sono vulcanica e faccio fatica a stare dietro a tutto ciò che mi viene in mente.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?
L’ amicizia e l’ amore mi fanno star bene, la natura, il mare, l’ ascoltarmi…Mi fanno star male lo sfruttamento per il proprio tornaconto e la strumentalizzazione.
Un tuo motto di vita?
W la libertà!
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