Giuseppina Soria, un arcobaleno dentro

Giuseppina Soria, un arcobaleno dentro

Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini ( Frida Kahlo).

 

Sul filo dei ricordi viviamo non per tornare indietro ma per andare avanti. E…tutto ciò che viviamo potrebbe diventare acqua, aria e fuoco nelle nostre mani solo se lo vogliamo. Perché bisogna fare tesoro di ciò che impariamo, di ciò che condividiamo, di ciò che siamo. Viviamo o ci lasciamo vivere? Questa è la differenza. Come pensiamo di raccogliere i nostri frutti? Perché non sappiamo mai cosa la vita ha in serbo per noi, noi non possiamo fare altro che viverla ma viverla anche e soprattutto con il nostro tocco d’ ali, con il profumo della nostra essenza, avvicinandoci alla luce. Sempre. Anche quando tutto sembra tradirti, anche quando pensi che la meta sia vicina ma poi ti accorgi che ci vorrà tanta strada per continuare il cammino. Non sempre poi è facile far parte di questa altalena che è la vita: da bambine ci saltavamo sopra, ignare di quanto potesse accaderci. Ci bastava dondolarci più che mai fino ad arrivare all’ infinito magari guardando il mare che per noi era un altro mistero, qualcosa di magico, di inarrivabile. Crescendo, ci accorgeremo che se qualcosa si romperà, non sempre sarà facile aggiustarla come una bambola di pezza da ricucire. E qui salterà fuori tutta la nostra capacità di apprendimento, la nostra crescita e maturità tanto da …diventare donne. Sì, in una parola donne. Perché le donne sono quegli esseri fragili e forti che si costruiscono nel tempo, quegli esseri che riescono a mettere in piedi i loro pezzi e incollarli. Perché ci sono donne che pur accettandolo, non si rassegnano all’ imprevisto ma vogliono cavalcare l’ onda, sfidare la vita e sentirsi comunque e sempre baciate dalla fortuna. Perché  tutto dipenderà da come accoglieremo ciò che la vita ha in serbo per noi, con quale stato d’ animo l’ accoglieremo… Conoscere una donna come Giuseppina Soria, Pina per gli amici, non può che far piacere agli occhi e al cuore. Basta guardare il suo sorriso e accorgersi che sprigiona gioia di vivere da tutti i pori della pelle. Una pelle che ama il mare e il sole. Originaria di Sapri,  di quello spicchio di Cilento ricco di tradizioni e storia locale, Pina ha incarnato tutti i tratti della donna mediterranea non solo nella fisionomia ma anche in una mentalità che non lascia spazio al pessimismo e allo scoraggiamento. Pina oggi vive insieme alla sua bella  famiglia a Castello D’ Argile in provincia di Bologna con suo marito Donato e i suoi tre figli: Biagio di trentun’ anni, Mirco di ventinove e Cristina di diciotto anni.  Pina ha seguito suo marito per lavoro,  così un po’ per caso, un po’ per necessità e si è come lasciata andare in una nuova avventura a due, in un luogo sconosciuto che poi l’ ha accolta e abbracciata come sperava. Oramai nel suo amato Cilento, scende d’ estate a farsi baciare la pelle dal sole del Sud. Difatti Pina conserva tutto lo spirito e la solarità della donna del Sud, tenace, forte, volitiva, è una donna che non si arrende. Come non si è arresa nemmeno dinanzi alla sua malattia rara e… come se volesse conoscerla per capirla di più, ha voltato pagina cercando di superare questo colpo basso della vita attraverso il suo amore per la creatività. Un amore scoppiato all’ improvviso e poco alla volta come capita tra un uomo e una donna. Una passione  creativa che ha voluto fino a farsi travolgere quella per la porcellana fredda e dalla quale non sa più separarsi. Pur lavorando prima in un’ azienda, poi facendo la cuoca e oggi la bidella, Pina non ha mai tralasciato di conoscere tempi e modi di una tecnica affascinante quanto duttile e ricettiva come la porcellana fredda. E la creatività così l’ ha aiutata a riappropriarsi di una parte di sé che le serviva come il pane, come il mare, come il cielo. Tanto da intravedere un arcobaleno dentro di sé. E da qui si è buttata a capofitto nella sua avventura come ci si può buttare in un campo di fiori e raccoglierli uno ad uno. Per sentirsi e per ascoltare la propria presenza nella natura.  Ecco Pina ha voluto sentirsi, ha voluto darsi tutta quella fiducia che sente di meritare. Si è portata avanti con i suoi sogni e il suo mondo magico è comparso così all’ improvviso come un arcobaleno e un cielo pieno di stelle. Così da poter esprimere un desiderio: quello di vivere di colori e di creatività, di costruirsi sempre più un’ isola felice dove poter approdare sia nei momenti felici che nei momenti di sconforto. Perché per una donna avere uno spazio proprio è fondamentale, salutare, indispensabile.  Pina è una donna intelligente, comunicativa, lungimirante, empatica, solare. E…dalla pasta di zucchero alla pasta di mais, il passo è stato breve. Ha seguito dei corsi e ha conosciuto degli artisti argentini che le hanno fatto conoscere i cosiddetti duendes, quei folletti che affascinano per espressività, tenerezza e magia intrinseca. Tra rose e giacinti, adesso la sua passione più grande sfocia proprio nella creazione di questi folletti insieme alla volontà di voler apprendere sempre più lo stile realistico che una tecnica come la porcellana fredda restituisce ogni volta in maniera spontanea. Ma naturalmente bisogna avere coraggio,  destrezza, abilità, tutte doti che Pina ha sviluppato nel tempo. In un tempo che ha fatto suo e dal quale riesce ad intravedere ricordi misti a sogni. E dal suo laboratorio vola con la fantasia fino a sognare il mare della sua terra che ha impressa negli occhi e nel cuore. Donne come Pina anche se tra difficoltà e ostacoli, riescono a vedere la luce ed è questo che la contraddistingue. E tutto ciò ci fa capire che conta soprattutto quanto spirito mettiamo nelle cose, quanta cura e amore. E quindi si evince che non sono importanti le parti da dover sostenere quanto lo stato d’ animo, il carattere che una persona può avere. Non è importante il contorno quanto la sostanza, la forza d’ animo che può raggiungere confini mai visti prima. E le donne che riescono ad avere quel tocco d’ ali in più e un arcobaleno dentro, sono salve davvero.

Raccontati tra passioni, vita,  lavoro  e famiglia…

Sono originaria di Sapri, un luogo meraviglioso del Cilento, mio marito si è trasferito per lavoro e siamo capitati in provincia di Bologna. Oramai è da tanto che viviamo a Castello d’Argile, ci simo ambientati benissimo. D’ estate torno dai miei cari, a Sapri. Ho tre figli oramai grandi… Intanto da ragazza avrei voluto frequentare il liceo artistico, ma ho studiato ragioneria. Poi ho aspettato che i miei figli crescessero e sono andata a lavorare in un’ azienda che fa pasti per mense fino poi a diventare cuoca. Oggi lavoro come  bidella in un asilo nido. Purtroppo nel 2016 mi sono ammalata di una malattia rara e devo dire che la creatività mi ha aiutata tanto a non abbattermi e addirittura a trovare la mia dimensione. La stessa malattia mi porta tanto a stare con me stessa, cerco di conviverci come meglio posso. Intanto ho sempre dipinto a olio, sono una paesaggista… con l’ arrivo dell’ ultima figlia mi ero un po’ fermata fino poi a continuare a fare dolci e torte decorate…

Quando nasce la passione per la porcellana fredda?

Facevo top cake e devo dire che mi dispiaceva buttare un fiorellino o altro in pasta di zucchero e pensavo proprio ad un modo per non buttare via niente… Ho frequentato dei corsi in porcellana fredda perché si avvicinava molto al mio modo di intendere una determinata forma artistica, tant’ è che me ne sono innamorata e non ho più lasciato questa tecnica. E così ho avuto la fortuna di conoscere degli artisti argentini attraverso una scuola online e qui ho imparato lo stile realistico. Realizzo fiori come rose, ciclamini, giacinti, piante grasse ma devo dire che la mia peculiarità e  passione è il duende, un folletto così espressivo, buffo e tenero di cui mi sono innamorata a prima vista! Poi mi affascinano fate e sirene, insomma quel mondo fatato e magico nel quale fa bene rifugiarsi…per staccare da tutto.

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?

I miei figli, decisamente, sono i miei figli la mia forma d’ arte più bella, la mia famiglia che mi aiuta e mi comprende…

Che cos’ è per te la creatività?

Quando creo non penso a niente, io non sono una che si abbatte e quindi vado spesso nel mio laboratorio, creo e mi rilasso.  Creare per me è circondarmi di luce e colori, creare è una ruota luminosa che gira e si diffonde, quando creo vedo un mondo pieno di arcobaleni, ho il mio arcobaleno dentro… Mi piace ampliare la mia conoscenza, mi piace fare del mio,  riesco a creare qualcosa di mio dopo aver imparato le basi e le tecniche, questo sicuramente. Sono in continua evoluzione. Con il lockdown non mi sono spenta, anzi ho dato il meglio di me!

Altre passioni di vita?

Cucinare, ho più di cinquecento libri di cucina, adoro la cucina tradizionale, mi piace guardare film romantici e d’azione, visitare posti nuovi, viaggiare… Mio padre è di origine spagnola, quindi ho un legame particolare con la  Spagna…

Prossimi progetti?

Sto imparando a vivere giorno per giorno, “qui e ora”…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una persona empatica, solare, positiva, determinata, testarda, generosa… Sono una creativa curiosa, voglio sempre imparare tanto.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

Mi fanno star male la falsità, l’ approfittarsi delle persone… Mi fa star bene la condivisione, l’ allegria, stare in mezzo alla gente, la fiducia negli altri, il dialogo, la confidenza, il rispetto, la solidarietà.

Un tuo motto di vita?

Domani sarà migliore di oggi!

 

Per info: cell: 393-9115478 ; pagina facebook Un pizzico di creatività

 

 

 

2 pensieri riguardo “Giuseppina Soria, un arcobaleno dentro

  1. Non conosco personalmente Pina ma solo tramite social e dalle lunghe telefonate …..devo dire che nell’intervista combacia perfettamente con la mia impressione che mi ero fatta di lei soltanto parlandoci …..bellissima persona molto positiva ……un ok anche per l’articolo…..🙏

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