Cristina Scafidi, come la speranza sono i sogni

Cristina Scafidi, come la speranza sono i sogni

Accendi un sogno e lascialo bruciare in te ( W. Shakespeare).

 

Si vive una sola volta, questa  può essere una certezza o una magra consolazione ma sta di fatto  che diventa importante giocare bene le carte della nostra vita. Fino a che punto siamo artefici del nostro destino? Il più delle volte ci siamo posti questa domanda. Poi ci vediamo crescere, pur notando che alcuni accadimenti vanno un po’ da sé e che possiamo essere artefici della nostra vita fino ad un certo punto. Ma sarà proprio quel certo punto che ci salverà. Perché prenderemo in mano le redini della nostra vita e non ci daremo per vinte, anche quando tutto sembrerà crollarci intorno. Poi si sa, proverbiale è la forza delle donne, quelle che non hanno niente a cui aggrapparsi se non ai sogni, che diventano i nostri compagni più sicuri, di giorno e fino a sera. Sì perché quando una giornata va male o addirittura un pezzo di vita, i sogni ci vengono incontro come cavalli bianchi sui quali salire per andare lontano. Noi donne siamo così, siamo forti e fragili ma sicuramente creature vere che hanno bisogno di verità e amore per creare meglio. Nonostante le prove, le continue prove che la vita vorrà darci, non bisogna avere paura di sognare perché sognare è un po’ come sperare e amare. E non si potrà andare avanti davvero senza questi due ingredienti importanti. Come la speranza sono i sogni, quei sogni che ci fanno andare avanti. E anche se non vediamo l’ alba e la notte è lunga, sarà tempo di ascoltarci davvero. Perché le prove della vita ci pongono davanti al nostro specchio interiore e non possiamo barare o far finta di niente. Essere sincere, trasparenti e oneste è ciò che più ci farà andare avanti perché ci mettiamo in ascolto con quella parte più profonda di noi. E le donne per questo hanno una maggiore sensibilità e capacità di cura. Hanno bisogno del loro rifugio per creare, sognare e amare. Come le trame di una maglia che si fila e lavora così cerchiamo di filare la nostra vita e ogni catenella si incrocia all’ altra giorno dopo giorno, mese dopo mese e anno dopo anno. Cresciamo e ci accorgiamo però di non esserci tradite mai. Di non averla data vinta e di non essere cambiate perché la vita ci voleva diverse. Cristian Scafidi è una donna che è rimasta sempre se stessa nonostante problematiche, vicissitudini e ostacoli. Cristina ha cinquantadue anni  e non li dimostra affatto in quanto a bellezza ed entusiasmo. Delicata, positiva e forte nello stesso tempo, ha bisogno di fidarsi un po’ di più degli altri ma poi quando intuisce che ne può valere la pena, si scioglie e riesce a regalarti anche un pezzo di sé. In termini di emozioni e confidenze. Cristina vive  a Roma , nel bel centro  e le è capitato anche di fare incontri importanti come quello con la showgirl Antonella Mosetti che negli anni è diventata sua amica. Come anche l’ incontro con Madre Teresa di Calcutta che le è rimasto nel cuore. Sposata con Fabrizio, ha due figlie, Sara di venticinque anni e Camilla di ventidue anni. Cristina è una donna che assorbe molte emozioni per la sua sensibilità innata, una donna che vive e si lascia vivere. Non per completa rassegnazione ma per accettazione. Questa filosofia di vita l’ ha aiutata a crescere e maturare nel tempo. E L’ ha aiutata ad avere la cosiddetta coperta di Linus, qualcosa di magico che la proteggesse dalle avversità della vita. Ma ciò che l’ha aiutata profondamente è il suo voler aggrapparsi ai sogni, sempre e  comunque. Come se volesse salire su una scala  a pioli verso le nuvole e sentire più forte la primavera nell’ aria. Anche quando è venuta a mancare sua mamma a soli quarantasette anni per un tumore, anche quando è mancato suo papà due anni fa. Cristina, intelligente, versatile, aperta e comunicativa qual è, ha rincorso quella parte di sé che le profumava l’ anima e che potesse dare più senso alle sue giornate. Cristina è una sintesi tra la bellezza e la fatica della sua quotidianità. Si è adattata a fare di tutto nella sua vita lavorativa, dalla cameriera alla gestione di un call center, avendo qui un ruolo di responsabilità. Ma ciò che affascina della personalità di Cristina è il suo aver voluto trovare rifugio in se stessa, il suo volersi ascoltare costantemente per brillare di più ai suoi occhi e di conseguenza agli aocchi degli altri. Perché si sa, se non ci vogliamo bene prima di tutto noi, nessuno può farlo al posto nostro. Oggi a causa del lockdown ultimo, Cristina ha perso il lavoro. Lavorava in un autosalone ma dati i tempi, il titolare ha dovuto licenziarla. Ma Cristina non si è arresa neanche davanti a questa difficoltà, e cosa si fa per reagire? Aggrapparsi ai sogni, appunto. Cristina ha dalla sua una grande passione per l’uncinetto, passione trasmessale anche da sua mamma Adele la quale realizzava meravigliose coperte all’ uncinetto. Cristina la guardava incantata e già ad otto anni cominciava a realizzare le sue catenelle ma soprattutto aveva già iniziato a capire che per salvarsi nella vita, occorreva avere una passione. E che grande o piccola che sia, bisognava coltivarla come una piantina nell’ orto di casa. E così è stato perché la passione per l’ uncinetto o per il crochet come dir si voglia, l’ ha aiutata in alcune fasi della sua vita, come nell’ età difficile dell’ adolescenza e dopo la maternità. Quando voleva riappropriarsi appunto della sua parte più vera ed unica per ascoltarsi e riascoltarsi di nuovo. Difatti Cristina è infaticabile ed oggi riesce a lavorare per dieci ore di fila anche quando le mani le fanno male. Ma quello che prova in termini di emozioni, la ripaga di sicuro. Così per continuare imperterrita a realizzare i suoi maglioni, come top e abiti  estivi che fanno sognare. Fino ad arrivare a quella coperta di stelle, a quella coperta che protegge  davvero i nostri sogni, la nostra essenza, la nostra vita. Le passioni poi sono doni da regalare agli altri, sempre e inevitabilmente. Perché sarà inevitabile la dedizione come il voler rifugiarsi in una piega, in un angolo e in una catenella. E fra le maglie morbide dei suoi manufatti, in questa tensione e distensione, nel suo rigore e nella sua passione, Cristina fila i suoi sogni come  a creare la speranza in un futuro migliore.

Come è stata la tua vita a tutt’ oggi?

Sicuramente una vita difficile che non mi ha risparmiato dolori e sacrifici. Mi sono adattata a fare qualsiasi tipo di lavoro, dalla cameriera al gestire un call center. Oggi ho perso il mio lavoro di impiegata  e a causa del lockdown sono stata licenziata. Sarei maestra d’asilo ma non sono riuscita  d inserirmi bene in graduatoria ed ecco perché mi sono rifugiata nella passione per l’ uncinetto. Poi ho perso mia mamma che aveva quarantasette anni per un tumore e mio padre da due anni…

Come hai fatto per reagire?

Mi sono aggrappata ai sogni, mi davo sempre un obiettivo…per risalire.

Che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?

La giornalista sportiva, la maestra d’asilo, la ballerina ma più di ogni cosa, mi sarebbe piaciuto fare la mamma…

Come nasce dunque la tua passione per l’ uncinetto?

Mia mamma Adele faceva le coperte all’ uncinetto e io sin dagli otto anni realizzavo catenelle infinite. Oggi sono un’ autodidatta, poi volevo vestirmi diversamente dagli altri, il top che avevo io non ce l’ aveva nessuno… Come vedo un gomitolo, già immagino quello che potrebbe diventare, così nell’ età adolescenziale così dopo la maternità quando ho iniziato a fare maglioni e centrini.

Che cosa realizzi di solito?

Maglioni, top, borse, abiti estivi, cappelli, braccialetti…

Ultima creazione realizzata?

Ho appena finito un top estivo in cotone.

Un  tuo ricordo tra i più belli?

Presso un centro per ragazze madri, ho visto Madre Teresa Di Calcutta, non dimenticherò mai l’ emozione grande che ho provato! Sembrava una nonnina delle fiabe, aveva carisma, si vedeva che era un essere a parte!

Prossimi progetti o…sogni?

Mi piacerebbe aprire laboratori per insegnare l’arte dell’ uncinetto e per valorizzare questi antichi lavori…

Il miglior complimento ricevuto?

C’è  stato chi mi ha detto che il mio è un lavoro raffinato e chi mi ha detto che nel mio lavoro c’è  precisione e passione.

Che cos’ è per te la creatività?

Non ho dubbi: la creatività è un dono che viene unito alla passione. Questa mia passione per  l’ uncinetto  mi dà la possibilità  di ascoltarmi. Mi sento emozionata,  il mio è un trasporto emotivo come quando guardo il mare e mi sento in estasi. Alle volte lavoro per dieci ore al giorno, ho le mani che mi fanno male ma continuo…

Altre passioni di vita?

Leggo molto, soprattutto saggi, guardo tanta tv, mi appassionano i triller, i docufilm. Mi piace comunque la casalinghitudine, ne ho fatti di viaggi ma mi piace sempre tornare a  casa…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Molto positiva, costante, coerente, vado fino in fondo. Come creativa sono puntigliosa ma anche molto rispettosa nel confronto con le altre creative anche se noto competizione e non sono ricambiata con la stessa collaborazione.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

L’ ingiustizia sociale mi fa star male  e mi rattrista, non ce la faccio a vedere persone per strada che soffrono la fame e il freddo, proprio non ce la faccio. Poi sono felice con poco: con la pace, il silenzio, l’ ordine,  vorrei mettere a posto tutta  casa come tutto il mondo…

Un tuo motto di vita?

Non sognare la vita ma vivi i tuoi sogni!

 

Per info: cell: 391-4867186; pagina facebook Cristina Scafidi crochet

 

 

 

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