La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono ( Isabel Allende).
La vita lascia i segni, le sue tracce nel tempo. La vita regala amore. Ci guida, ci prende per mano, poi sta a noi sollevare il capo verso il cielo. Sta a noi ripartire. Questi tempi odierni di grande incertezza e precarietà di certo non aiutano ma c’ è pur sempre qualcosa che ci fa tremare e che ci scuote dal profondo, dall’ intimo di noi stessi. Ci saranno sempre coriandoli di luce che ci verranno a cercare per farci capire che c’ è uno spiraglio mentre la vita toglie e dà. Ma naturalmente sta anche a noi essere artefici dei nostri giorni, delle nostre azioni e dei nostri sentimenti. Perché saranno proprio i sentimenti ad arrivare lontano. E quando ci si sentirà stanchi e indifesi, è proprio lì che bisognerà prendere in mano quel pennello per dipingere, quella penna per scrivere e quel filo per cucire la trama dei sogni, i nostri. Bisognerà pur sempre continuare a sognare, sperare e aver fiducia in un mondo migliore. Ma talvolta, appunto, dobbiamo cercarlo noi un mondo da cambiare e il miglior cambiamento può avvenire dentro di noi. Sicuramente. Da qui parte la rivoluzione che poi sfocia nell’ atto creativo. In qualcosa che meraviglierà noi per primi. Si cresce, si migliora, si fa esperienza e si fa tesoro anche dei ricordi, quelli buoni, quelli che aprono il cuore. Perché creare è un po’ come amare, tutto sul filo dei ricordi e delle esperienze. Anno dopo anno, si acquista maggiore consapevolezza ed è bello fermarsi su quella famosa panchina e alzare lo sguardo al cielo per vedere la luce dietro le nuvole. Ed è bello e gratificante sapere che proprio noi siamo riusciti a dare nuovi colori alla nostra vita. Perché ci si trova sempre a scegliere da che parte andare, quindi occorre sempre indossare il nostro abito interiore e sapere chi si vuole essere veramente. Magari per una donna è un po’ più difficile e complesso perché la donna contiene dentro di sé un universo di sentimenti, alle volte contrastanti. Quindi ha bisogno prima di sciogliere i suoi nodi e di dipanare la sua matassa e poi di lanciarsi comunque in nuove avventure. Una donna è quella persona che si analizza spesso, quella persona che porta il peso delle cose e della vita ma lo fa con delicatezza perché è quella persona che riesce a piangere e sorridere insieme. Monica De Chirico è partita proprio dalla trama dei sogni, dalle salite, discese e risalite. Fino a cucire poco alla volta sia il suo mondo interiore che esteriore. Molto esigente nei confronti di se stessa ma anche molto empatica, comunicativa, volitiva anche se non nasconde le sue fragilità insieme alla sua volontà di arrivare lontano. Perché quando hai dentro quel fuoco sacro, non puoi che sentirlo fino ad assistere alla tua vera natura. Monica vive a Casorate, nella campagna milanese, in quel parco agricolo a Sud di Milano che è quel pezzo di oasi tranquilla dove poter respirare e tirar meglio il fuori di sé. Perché si sa la natura, il connubio con la natura aiuta a ritrovarsi e a ritrovare la nostra essenza e la nostra parte migliore. Monica è molto legata alle sue radici e alla sua zona di provenienza e soprattutto dimostra grande rispetto e fierezza nei confronti della sua famiglia d’ origine. Ed è proprio quel filo dei ricordi che apre a ventaglio la sua storia. Una storia dal sapore nostalgico, una storia fatta di cose semplici e di valori antichi. Ma certamente una storia privata e familiare che l’ ha nutrita e cullata fino ad offrirle la base e la giusta dimensione umana per ripartire e riprendere il cammino con nuove idee e progettualità. Di Monica piace la sua voglia di meravigliarsi, di voler trovarsi un rifugio accogliente e morbido come la lana e liscio e delicato come il velluto. Monica intanto ha una personalità spiccata e complessa, si distacca dai soliti schemi, pur essendo sincera e trasparente. Questo perché ha molto da dare e da dire di sé. Monica ha cinquantacinque anni e vive con suo marito Marco, consulente di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Ha due figli: Valentina di trentasei anni e Nicola di quindici. Intanto suo marito è un suo grande fan, un bel rapporto il loro, un rapporto fatto di aiuto reciproco e scambio di idee. Ma è proprio sul filo dei ricordi che si apre la storia della Merceria Adele, nome dato in omaggio e in memoria a sua mamma Adele. Due figure importanti, quindi, quella della mamma e di sua nonna Dorina che le ha inculcato l’ arte del cucito e del lavoro a maglia. Un lavoro caratterizzato da pazienza e da buoni sentimenti. Sua mamma Adele lavorava in Via Monte Napoleone come bustaia, era una sarta che realizzava busti e bustini, tutto su misura. E così quando Monica ha rilevato la merceria, non poteva che darle il nome di “Merceria Adele. Molto preziosi poi sono stati gli insegnamenti di suo papà Franco, un fotografo pubblicitario tant’ che per prima, da ragazza, ha voluto intraprendere studi di grafico pubblicitario con indirizzo in fotografia vetrinistica. Quindi tutto torna. Difatti Monica non si è accontentata di stare soltanto dentro la sua merceria ma ha voluto renderla un luogo creativo, dive si potesse respirare la gioia della creatività. Sin da piccola si è dimostrata molto incline alle attività artistiche, quindi non si può che continuare a creare e la vita non può che essere creata a propria immagine e somiglianza. Ci sono donne che hanno bisogno di scoprirsi, di fare un lungo viaggio all’ interno di se stesse, di avere bisogno di storie da raccontare, le proprie. Perché non si vive di solo pane ma si ha bisogno di andare oltre e quindi Monica ha sentito dentro di sé un richiamo, frutto di ricordi ed esperienza ed ha volto così cucirsi addosso il suo mondo creativo. Nella merceria Adele c’ è di tutto, oltre ai tradizionali prodotti, si possono trovare i suoi manufatti come cuscini, borse, in particolare coffe, lavori a maglia, tutto in uno spazio per sognare e coccolarsi. Persona sensibile, garbata e premurosa, ciò che piace di Monica è il coraggio e l’ umiltà di riprovarci. Sempre. Piace il voler seguire il suo istinto, in una terra che le appartiene da sempre e che le dà input sempre nuovi. Delicata e forte come un po’tutte le donne che hanno questa mistura magica dentro di sé, Monica continua ad accarezzare i suoi sogni ma ciò che ha di bello è che sa aspettare il bene, quel bene che si trasforma nelle sue mani e arriva nelle mani degli altri. Perchè attraverso il suo cucito creativo è come se volesse cucire la sua vita…sul filo dei ricordi.
Raccontati tra vita, passioni, lavoro…
Ho studiato come grafico pubblicitario volendo specializzarmi in fotografia vetrinistica. Non ho potuto subito manifestare quello che mi sarebbe piaciuto fare per esprimermi ma sin da ragazza sono stata uno spirito creativo, ho partecipato ad attività artistiche e creative come anche il teatro ed ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi…Ed è così che ho lavorato in un negozio della grande distruzione per venti anni, però sono arrivata a non farcela più, avevo ritmi molto impegnativi per gestire lavoro e famiglia. Successivamente, quindi, ho voluto rilevare una merceria che prende il nome di Merceria Adele, in memoria di mia mamma Adele che era una sarta molto conosciuta e apprezzata nonchè una bustaia, ossia colei che realizza busti e bustini, tutto su misura. A lei piaceva ricamare, cucire di tutto…Oggi devo dire che sono anche contenta dell’appoggio di mio marito che mi aiuta nel negozio: serve le clienti, insieme facciamo dei lavoretti, mi ha aiutato anche a lavorare a maglia…Siamo molto legati, ci aiutiamo e consigliamo molto.
Come nasce quindi la tua passione per il cucito creativo?
Ho avuto la passione per il cucito sin da piccola, lavoro oggi in collaborazione con un’ azienda … Io e mio marito Marco tenevamo corsi in azienda come nel negozio, purtroppo interrotti dalle restrizioni covid…Poi ho continuato con il cucito creativo, ho sempre avuto tante idee…Sono sempre stata creativa sin da piccola, facevo la scenografa, la costumista, raccattavo costumi a casa di tutti e poi li modificavo, facevo il vestitino alle Barbie…Mia nonna Dorina cuciva e lavorava a maglia e mi facevo aiutare, da lei ho imparato tanto…
Che cosa realizzi esattamente?
Lavori a maglia, realizzo fiori, cuscini, borse con materiali e tessuti per l’ abbigliamento e l’ arredamento, dal cotone al velluto alla lana.
Che cosa ti piace della tua zona di appartenenza?
La zona dei Navigli, il duomo di Milano, il duomo sotto la neve mi commuove…le continue scoperte… Come la scoperta ultima del cosiddetto glicine di Leonardo, nella zona Bocconi, a quindici minuti dalla scuola di mio figlio.
Che cosa provi quando crei i tuoi manufatti?
Creo pensando molto alle mie clienti, è un bene da un lato perché provo molto soddisfazione quando ho un riscontro positivo, dall’ altro vorrei liberarmi di più e creare per il solo gusto di farlo.
Prossimi progetti?
Sperando che le cose vadano un po’ meglio anche da parte delle aziende che si sono dovute fermare come anche da parte delle clienti, mi diletto con il mio cucito creativo…
Che cosa ti ispira in genere?
La natura aiuta a rilassarmi ispirandomi anche, poi mi ispirano semplicemente un colore, un particolare, un po’ tutto…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Con il tempo sono diventata più comprensiva, tollerante, empatica e mi dispiace che ci sia poca empatia in giro… Sono una donna che ha preso consapevolezza della sua vita in tarda età. Come creativa sono umile, contenta di come sono diventata, potrei essere più competitiva in quella che è una sana competizione ma ho imparato ad accettarmi.
Che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti amareggia in genere?
Mi rasserenano le persone sincere e che mi fanno stare bene, le persone libere, le persone che si raccontano, le persone che si adoperano anche per gli altri. Di contro, mi fanno stare male le persone bugiarde, prepotenti, arroganti, poi il mondo della politica che non ci fa sentire al sicuro…
Un tuo motto di vita?
La verità sempre, anche se fa male.
Per info: cell: 344-2216506; pagina facebook ADELE Merceria