Ilaria Castagnacci, tra sogno e realtà

Ilaria Castagnacci, tra sogno e realtà

Il mondo della realtà ha i suoi limiti; il mondo dell’ immaginazione è senza limiti  (J. Rousseau).

 

Parlare al cuore delle cose è il modo migliore per stare al mondo. Entrare nelle favole, volerne capire le trame, entrare nelle scene ad una ad una e accorgersi che cambiamo anche noi a seconda della lettura, delle pagine, della vita che ci scorre dentro. Sì, perché tutto è vita se riusciamo a dare il giusto senso a ciò che facciamo, è vita soprattutto se crediamo in noi stesse. E chi più di una donna ha bisogno di entrare nelle favole, chi più di una donna ha bisogno di un fiore che sboccia? Noi donne, poi, siamo capaci di aspettare di vedere la luna scivolare nel buio della nostra camera, siamo capaci di aspettare il vento che ci spettina i capelli e l’ anima. Noi donne siamo semplicemente capaci di andare oltre l’ ordinario per arrivare allo straordinario.  Ci piace esplorare, andare oltre, oltre noi stesse per arrivare alle favole lì dove ogni idea sposa il sogno e ogni sogno è felice di ritrovare la sua idea. Sembra un gioco di parole, appunto. Le donne in effetti sono così, sono giochi di parole, disegni, spazi infiniti, illustrazioni.  Ciò che di bello ha una donna è che sa stare in piedi tra sogno e realtà, reggendosi alla perfezione, se pur, talvolta, barcollando un po’. Perché poi è la vita che ti porta ad oscillare fra emozioni, situazioni, circostanze varie ed eventi di ogni genere. Una donna è mutevole, in continua metamorfosi, e il bello di una donna è che sa farsi strada tra le nuvole, sa lavarsi il viso sotto la pioggia, sa ridere e piangere insieme. Perché il bello di una donna è proprio il suo barcamenarsi tra sogno e realtà. Una donna sa disegnare i suoi contorni, sa incorniciarli perché sa perfettamente dove arriva l’onda del mare. Ed è così che si riesce a vivere a modo proprio, seguendo le  proprie passioni perché si può saper far tutto dell’ ordinario ma si è completi solo se si arriva allo straordinario per toccare con mano la pelle dei sogni.  Ilaria Castagnacci ha quarantacinque anni e vive nel suggestivo territorio dei castelli romani, precisamente a Marino. La sua è una storia lineare come un disegno che si traccia a matita ma è anche una storia briosa, colorata e armoniosa come un’ illustrazione. Perché, in fondo, che cos’ è la vita senza una passione vera e senza un’ illustrazione? Senza quel fil rouge che ci riannoda ai nostri giorni per arrivarne alla pura essenza? Bisogna avere l’ardire di stravolgere i piani e stravolgersi e meravigliarsi per meravigliare. Ilaria si racconta con semplicità ed efficacia, in una storia tutta da assaporare perché lei per prima riesce ad assaporare le cose, immergendosi nei colori e nelle emozioni.  Ilaria vive con il marito Daniele, suo figlio Giulio di quattro anni e mezzo e Tobia, il loro cane. Giulio  è un bimbo coreano adottato dalla coppia ed è al centro della sua ispirazione di donna, di mamma e di professionista. Ilaria ammette di avere uno spiccato senso dell’ humor e pur considerandosi molto attaccata alla realtà, riesce a distaccarsene, poi, attraverso le sue illustrazioni. Ilaria oggi è un’ apprezzata illustratrice in itinere. Ciò che colpisce della sua personalità è la sua volontà di vivere una vita disegnata con matite colorate, proprio come in quel disegno della citta capovolta e fantastica che ha voluto disegnare alle scuole medie. E già da allora si percepiva quel quid in più, quel suo voler addormentarsi tra i colori per sognare meraviglie. Proprio come Alice nel paese delle meraviglie. Alice, difatti, è il suo personaggio preferito perchè come lei, riesce a stare sospesa tra sogno e realtà. Il mondo delle favole e dell’ illustrazione l’ hanno condotta nella ritrattistica con quel pizzico di sfondo onirico che la caratterizza. I ritratti di famiglia le hanno permesso di entrare in punta di piedi nelle storie degli altri, storie che delinea con tenerezza, curando dettagli e particolari che fanno la differenza. E poi, si sa, da cosa nasce cosa e come un albero che dà i suoi frutti perché bene tenuto e coltivato, così la passione ripaga offrendoli sempre di più in termini di idee e contenuti. Partendo, poi, da un’ illustrazione su carta, Ilaria arriva nei suoi ambienti preferiti come la natura che riesce ad aprirle la mente per inventare altro. E così senza voler lasciare niente a metà, ha inteso anche materializzare le sue illustrazioni attraverso bijoux e oggetti d’ arte che partono proprio da quell’ elemento naturale che è la carta per arrivare ad ascoltare sempre una musica nuova. Perché la vita di un’ illustratrice è così, in una continua volontà di rendere la vita più romanzata, poetica, a due passi dalla luna. Difatti ciò che colpisce delle illustrazioni di Ilaria è il suo voler lasciare le tracce di una storia, tracce, orme  che preserva e immortala nei suoi tratti e nelle sue emozioni. Non a caso il suo brand prende il nome di Le Orme d’ Ilaria. Intanto  del suo modus operandi affascina appunto il voler celebrare le emozioni sia attraverso le sue illustrazioni, frutto di libero pensiero, che attraverso i suoi ritratti, passando di matita in matita, di colore in colore. Ciò che piace di Ilaria è il suo voler mettersi in discussione, scrivendo nuove pagine della sua vita, non volendo lasciare niente al caso. Perché il caso va spesso governato e diretto da noi che vogliamo lasciare le nostre impronte nella terra, lanciando sempre uno sguardo al cielo. Di Ilaria piace quel suo voler trovare un continuo equilibrio ed armonia, quel suo voler sostare e perdersi tra i colori e i sogni…Tutto ciò delinea una personalità in continuo divenire. Perché la vita di una illustratrice non stanca mai chi la vive, figuriamoci chi la contempla. Di Ilaria piace quel suo vivere in maniera libera e  “spettinata” con il vento tra i capelli e nel cuore, proprio come appaiono anche i suoi personaggi. Piace quel suo voler inoltrare messaggi come rotoli di carta in una bottiglia tra le onde del mare… Affinchè le emozioni arrivino a destinazione. Piace quel suo ondeggiare e voler conoscere le onde per meglio cavalcarle, quel suo alzare lo sguardo al cielo alla ricerca di quelle nuvole con forme diverse, strane, buffe ma sincere. Proprio come appare lei, Ilaria, diversa e sincera.

Raccontati tra vita, passioni, lavoro, famiglia…

Ho iniziato fin da piccola a disegnare, mia nonna diceva che sono nata con la matita in mano, ho frequentato una scuola media con indirizzo artistico e poi mi sono iscritta al Liceo classico, continuando a frequentare lo studio di un pittore, amico di famiglia. Ho imparato la tecnica della calcografia, poi ho continuato a partecipare a dei laboratori estivi con stage di disegno e fumetto con la sceneggiatura di Luca Raffaelli. Intanto le mie opere furono selezionate per una mostra a Forte dei Marmi, avevo diciassette anni… Poi mi sono iscritta all’ istituto europeo di design, a Roma,  con indirizzo illustrazione.

Come nasce la tua passione per il disegno e l’ illustrazione?

Intanto  crescendo mi ha sempre appassionata più l’ illustrazione che la pittura in senso classico. Mi facevo comprare libri della Walt Disney dove era illustrato il percorso creativo e la nascita dei personaggi con schizzi vari per far capire come i disegnatori creavano i loro personaggi! Ho una predilezione per le illustrazioni perché sono legate a storie, a delle frasi…

La tua fonte di ispirazione?

Mi ispiro  a quello che vedo, mi guardo molto intorno, osservo i visi delle persone, mi piace osservare le loro espressioni, poi mi ispira la campagna, la natura che mi apre la mente e mi fa arrivare in altre dimensioni.

Qual è la tua favola preferita e a quali favole solitamente ti ispiri?

La mia favola preferita è Alice nel paese delle meraviglie perché ha tanti personaggi buffi con situazioni e ambientazioni  diverse ed è una favola che sembra sospesa tra sogno e realtà. Mi ispirano le favole di Cappuccetto rosso e Pinocchio, Biancaneve mi ha fatto sempre un po’ di tristezza…-sorride-.

Che cosa realizzi particolarmente e che cosa ti commissionano di più?

Illustrazioni, oggetti d’arte e bijoux illustrati, partendo da un’ illustrazione su carta. Devo dire che i ritratti di famiglia sono  quelli che mi commissionano di più…Ascolto le loro storie, le loro passioni, guardo le loro foto e mi lascio ispirare. Espongo le mie creazioni nei negozi di Roma e nelle Marche; a Senigallia  le espongo   in maniera permanente in una corniceria artistica dove hanno dedicato uno spazio specifico agli illustratori.

Come definiresti il tuo stile creativo?

Onirico, uno stile tra sogno e realtà perché i miei personaggi possono camminare tra le nuvole, possono parlare con un gatto, camminare su un filo, prendere una bacchetta magica e fare cose impossibili…Anche se sono una persona sognante, sono anche molto legata alla realtà, attraverso la mia famiglia, la storia degli altri e attraverso le mie stesse scelte di vita!

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe creare delle illustrazioni personalizzate per eventi, partecipare ad una mostra nelle Marche e pubblicare un libro in collaborazione con una mia amica psicologa sul tema delle adozioni, io naturalmente mi occuperò della parte illustrativa..

Il tuo primo disegno realizzato a matita?

Un disegno che mia mamma ha ancora incorniciato, un disegno realizzato alle scuole medie con matite colorate. Ho rappresentato una città fantastica  e tutta colorata con le case al contrario e un viale in prospettiva…Il colore mi tranquillizzava oggi come allora!

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono molto mamma, quando non disegno mi occupo di mio figlio, sono determinata ed emotiva, vivo  insieme questi due lati del mio carattere e cerco di equilibrarli.  Mi piace la positività delle persone, la assorbo tutta insieme al sentimento di libertà.  Come creativa sono curiosa, mi piace sperimentare nuove tecniche e materiali, tutto con la stessa passione di sempre.

Se dovessi  creare una favola illustrata, quali personaggi inventeresti?

Mi piacerebbe illustrare una storia con al centro il mondo animale, inventando la storia di un bambino che potrebbe essere mio figlio perché i bambini riescono a dire e a fare cose con quella naturalezza che noi adulti non riusciamo ad avere…

Un tuo motto?

Goditela la vita! Lo diceva sempre anche la mia nonna…

 

Per info: 335-8759152 ; pagina facebook Le Orme d’ Ilaria ; www.leormedilaria.it

 

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