Fabrizio Mastrogiovanni, come radici nella terra

Fabrizio Mastrogiovanni, come radici nella terra

Lo sai, seguo il consiglio: ogni volta che passo davanti ad un mandorlo in fiore mi tolgo il cappello ( Ermanno Olmi).

Siamo radici nella terra, siamo radici che vogliono affondare nella terra per creare un legame stretto con la stessa. E c’ è chi sente davvero il bisogno di salvarla per salvarsi. La terra è un bel posto e bisogna preservarla lottando per lei perché poi ti ripagherà con altrettanti frutti e premi preziosi. Ma per far questo bisogna praticare l’ umiltà, scendere fin nelle radici della terra, nell’ humus, nel terreno che non a caso ha la stessa derivazione della parola umiltà.  La terra è semplicità e umiltà perché si lascia vivere, si lascia lavorare e amare disinteressatamente. Che cos’ è camminare se non entrare nella natura? Bisogna camminare lentamente, avvertendo il nostro passaggio su questa terra, percependo la natura con tutti i nostri sensi, solo così si può entrare nello spirito degli alberi, dei fiori, dei fiumi, dei boschi, del mare. Bisogna fare in modo che l’ uomo e la natura si incontrino e che tra di loro resti l’ incontro di un sodalizio imperituro. La natura va venerata perché la natura siamo noi.  Siamo come radici nella terra, quella terra che ci ha generato e che ha bisogno del nostro passaggio rispettoso, della nostra passione e dedizione nei suoi confronti. Non si può vivere a metà e non si può lasciare niente al caso, quando si sente l’ odore del vento misto all’ odore degli alberi… Bisogna tirar fuori l’ anima da qualcosa che possa appartenerci per sempre! In questo modo andremo incontro alla meraviglia perché noi per primi ci meraviglieremo. E anche combattere per i nostri ideali non sarà così difficile quando guarderemo il mare, le sue mille sfumature e quell’ albero di ulivo che sembra parlarci, tale e tanta è la sua imponenza e la sua caparbietà a resistere, malgrado tutto. Ecco, ci piacciono questi alberi di ulivo secolari che sono veri e propri monumenti della natura come ci piacciono le persone che li proteggono. Perché proteggere e tutelare la natura è come difendere la nostra vita, la nostra terra e la vita e la terra dei nostri figli. Gli scenari, in questo modo, si apriranno sempre nuovi, sempre diversi ai nostri occhi. E come in un sipario che si apre e chiude, saremo anche noi attori e registi di quella vita, di quella storia da raccontare per lasciare un’ impronta di sé. Fabrizio Mastrogiovanni ha quarantanove anni e vive a Collepasso in provincia di Lecce; sposato con Annalisa, ha tre figli:  Giuliano di diciannove anni, Mariapia di diciassette e Adele di sette anni. Una famiglia con valori la sua, in un contesto territoriale che ha tanto da dare e da dire. Difatti Fabrizio, pur lavorando nel settore tecnico, ha a cuore il suo territorio, tendendo a valorizzarne la tutela ambientale e coinvolgendo artigiani e imprenditori che credono nel recupero del legno di ulivo. E Fabrizio Mastrogiovanni è sicuramente un grande esempio da seguire perché cerca da tempo di creare la giusta sinergia con le istituzioni per un maggiore sviluppo economico e lavorativo. Il Salento, poi, è una terra ricca di suggestioni, una terra magica, e solo guardando il mare, la natura, si ha come la sensazione di entrare in un museo a cielo aperto. Sono i luoghi che fanno ricchi gli uomini, ma ricchi interiormente. Sono quei luoghi che sanno di antichità, antichi mestieri, tradizioni, cultura millenaria, sono quei luoghi che ti vengono incontro per parlarti di storie passate che creano un ponte con il presente. Fabrizio è una persona attiva sul suo territorio, instancabile, tenace, lungimirante, una persona schietta, diretta e che ama la semplicità, l’ autenticità e la genuinità, andando dritto al cuore delle cose. Appassionato di teatro e di artigianato locale, il suo fulcro è l’ attività associativa, in un punto di confronto e ritrovo importante per discutere, lavorare, creare e valorizzare il proprio territorio. E Fabrizio ama profondamente la sua terra, parla di un albero di ulivo o dell’altro come se fossero persone, come se contenessero tutta la saggezza e i misteri del mondo. Perché è davvero così, un albero di ulivo va capito e rispettato come una persona anziana che ha vissuto, sofferto e gioito. Ed ecco che a Fabrizio non poteva solo bastare ammirarli e contemplarli gli alberi  di ulivo in tutta la loro bellezza e magnificenza. Ha pensato anche di salvarli, con lungimiranza, cura, passione e amore. Sì, perché poi è proprio l’ amore per la propria terra e le proprie radici che ci permette di fare cose che non pensavamo di fare ma che avevamo dentro e che qualcosa o qualcuno ha tirato fuori. Come un soffio di vento che arriva all’ improvviso e spalanca tutte le finestre e scuote le fronde degli alberi, la passione prima o poi esplode. Come appunto è successo a Fabrizio che oltre ad essere impegnato attivamente per il suo territorio attraverso progetti culturali e sociali, ha voluto anche lanciare uno sguardo all’ ambiente circostante e vedendo gli alberi di ulivo secchi e senza vita, ha voluto dare loro una seconda possibilità. La sua è una filosofia delle piccole cose e da qui è nata anche la sua passione per l’ artigianato. Tutto nasce da un’ attenta ricerca e studio dell’ ulivo salentino. Da un anno circa, poi, Fabrizio ha voluto trarre oggetti dal legno d’ ulivo salentino abbinandolo anche ad altri legni pregiati. Dell’ulivo gli piace la sua resistenza nel tempo e anche se non è molto semplice da lavorare, tutto ciò lo affascina ancora di più, attirando la sua attenzione sin dal taglio fino al tornio. E proprio Fabrizio ci racconta entusiasta di come l’ albero di ulivo abbia al suo interno  quelle particolari venature che danno forma a svariati disegni che sembrano raccontarti una storia, la storia della loro terra, e la forza della natura. Ogni disegno è unico al mondo come ogni oggetto e pezzo di ulivo. Non si troverà mai un pezzo uguale all’ altro come un ulivo uguale all’ altro. Questo e altro ancora è quello che ha assorbito ed interiorizzato Fabrizio Mastrogiovanni e già nel suo cognome c’ è un segno del destino.  Nella meravigliosa cornice salentina, questo mood oggi fa parte del brand da lui ideato e che prende il nome di Ulivi Monumentali del Salento. Perché gli alberi sono monumenti e la natura è un monumento da salvare!

Racconta per prima cosa chi sei e da dove vieni, che cosa pensi e che cosa sogni…

Sono originario di Collepasso, in provincia di Lecce, sono diplomato in telecomunicazioni, ho iniziato a lavorare nel settore tecnico come impiantista elettronico e poi mi sono orientato sui sistemi di automazioni per porte. Mi interesso di teatro, seguo corsi, faccio parte di una compagnia e di un’ associazione teatrale, Giullari A Corte di cui sono presidente e che esiste dal 2013.  Abbiamo organizzato concorsi teatrali tra cui un concorso nazionale. Ogni estate organizziamo spettacoli teatrali per valorizzare il nostro territorio.

Come nasce esattamente la tua passione per il teatro?

Una passione per il teatro la mia, che nasce da un regista e presidente di un’ associazione teatrale…Una passione nascosta che è uscita fuori nel tempo, abbiamo organizzato teatro per la scuola e per il nostro territorio. Mi piacciono le associazioni perché lavorano in maniera concreata sul territorio, faccio parte di più associazioni… Sono sempre stato legato al mio territorio portando avanti progetti culturali e imprenditoriali.

Quando  e come nasce la tua creatività?

Nasce da quando ero piccolo, mi è sempre piaciuto disegnare con la matita, già il mio cognome ha origini artigianali, – sorride- anche questo è stato uno dei motori che mi ha spinto a fare artigianato. Mi è sempre piaciuto essere un imprenditore,  sono appassionato d’ arte,  mi affascinano il metallo, le pietre, il legno. La mia curiosità consisteva nel sapere come erano concepiti tutti gli oggetti…Ho lavorato anche la terracotta e ho dipinto a su tela, anche i miei insegnanti mi hanno aiutato a creare…

Come nasce la tua passione per il legno salentino e l’ artigianato?

L’ obiettivo principale del legno per me è quello di recuperare l’ ulivo salentino. Negli ultimi anni il Salento è cambiato completamente, prima era popolato di ulivi che oggi sono secchi. Questi alberi di ulivo non producono più olive, sono diventati a rischio di incendio, ed è per questo che ho voluto creare oggetti artigianali per dare nuova vita ai miei alberi. Il mio obiettivo è di selezionare alberi di ulivo parzialmente secchi per dargli una nuova vita. Questi alberi hanno mille anni, ecco perché si chiamano ulivi monumentali. Non bisogna utilizzarli come legna da ardere ma come oggetti d’ arte che possono durare nel tempo.

Che cosa realizzi con il legno salentino?

Il legno d’ ulivo salentino è al centro dei miei manufatti. Con i più comuni attrezzi di falegnameria, realizzo ciotole, tazzine da caffè, lampade, anelli, montature per occhiali, sculture, pumi salentini…L’ ulivo tagliato nella maniera giusta è un capolavoro della natura. Quando cresce, all’ interno, si creano delle venature che danno forma a tanti disegni che sembrano raccontarti una storia.   Questi ulivi sono monumenti da tutelare, cerco di abbinare il legno d’ ulivo all’ ebano come al pino, all’ abete, al noce, al carrube…L’ulivo è durissimo e resistente nel tempo e non è molto semplice da lavorare, a me invece piace lavorarlo ed è una peculiarità…

Come definiresti il tuo stile?

Uno stile neoclassico, mi piacciono le cose semplici e funzionali…

Prossimi progetti?

Sto cercando di creare un gruppo di lavoro per la tutela del nostro territorio, io voglio dare il mio contributo personale… Vorrei coinvolgere artigiani e imprenditori che credono nel recupero del legno d’ ulivo. Tutto ciò creando una sinergia  con le istituzioni per il settore lavorativo ed economico.

Che cosa ti piace della tua terra e come la vivi?

Mi piace il mare, abbiamo coste bellissime, i boschi, raccolgo funghi e ho praticato pesca sportiva e amatoriale. Adoro il barocco leccese, la pietra leccese…Le città di Galatina e Otranto sono i miei posti del cuore…

Che cos’ è  per te la creatività?

Per me è raccontare ciò che si ha nella mente, il proprio stato d’animo. Mi soffermo a guardare il pezzo di legno che mi ispira per poi tirar fuori la forma con la mia immaginazione. Mi sento in compagnia del mio pezzo di legno come se fosse un interlocutore…

Che cosa ti piacerebbe che si dicesse di te in futuro, quali tracce ti piacerebbe lasciare?

Mi piacerebbe che si dicesse che sono un’ amante della mia terra e delle persone che ci vivono.

Un tuo motto di vita?

Non perdere mai il gusto nella semplicità delle cose!

 

 

Per info: cell: 320 -7296537; pagina facebook Ulivi Monumentali del Salento

 

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