L’ architettura è un fatto d’ arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi ( Le Corbusier)
Liberarsi, lasciare libero il nostro flusso di coscienza, liberare la luce dentro di noi. Questi sono i primi passi per arrivare alla verità, alla nostra verità. La vita è fatta di incastri, di lettere e numeri che si susseguono ma la vera vita è semplicemente e puramente quell’ attimo di luce che scorre dentro di noi. Tra gioie e dolori, rumore e silenzio, tensione e distensione, rigore e passione, viviamo i nostri giorni. Con il vento che ci spettina l’ anima e ci accarezza il viso, nonostante tutto, nonostante noi. “Panta rei” diceva Eraclito ed in questo movimento, in questo continuo divenire ed intrecciarsi di eventi e storia, c’è una mistura di colori e luce, la nostra luce. Anche se talvolta sembra scomparire all’ orizzonte, la luce all’ alba tornerà a svegliarci e a suggerirci, raccontarci nuovi modi di amare la vita. Occorre scrivere per vivere, occorre disegnare, cantare, perdersi per ritrovarsi. Sempre. Tutto ciò anche per evitare che il passato non si perda nel caos ma lasci le sue tracce, i suoi segni nei nostri passaggi. Per far ciò bisogna andare oltre il foglio bianco, bisogna scrivere la nostra storia per lasciare tracce di noi che possano resistere al tempo e alle intemperie. E per salvarsi bisogna scrivere una storia di luce, una storia che sia un mezzo potente e travolgente per rinascere e rinascere ancora. Ecco, poi si ha bisogno di arrivare alla verità. Le parole scritte sono magia come un disegno è magia, come un’ architettura, un paesaggio, la natura è magia. Tutto lo è se riusciremo a coglierne la meraviglia assoluta. Siamo un viaggio infinito, un’ architettura, un dialogo, un libro da rileggere, da ritrovare, da imparare. Maria Acrivoulis è una donna dalla forte personalità, una donna dallo sguardo attento e sensibile, nonché un architetto delicato e appassionato. Una donna che ama la luce e la verità. Di padre greco e madre pugliese, Maria Acrivoulis incarna tutta la mediterraneità, tutto il sogno mediterraneo che non è fatto soltanto di pareti imbiancate e di cupole celesti ma di luce, illuminazione e giusta ricerca del materiale. La Grecia e la Puglia viaggiano in lei tra l’ alternanza di eventi, talvolta lieti, talvolta dolorosi come quello della scomparsa della cara sorella Arianna. Intanto il poeta libanese Khalil Gibran diceva: “ Il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la nostra intelligenza”. Ecco, Maria è riuscita ad attraversare un dolore grande, arrivando a toccare l’ infinito. Ciò vuol dire aver raggiunto l’ apice della propria coscienza e del sublime. E solo grandi uomini e grandi donne riescono a ricacciare il rancore e a continuare a nutrirsi d’ amore, nonostante tutto. Maria Acrivoulis è un apprezzato e noto architetto e interior designer. La sua carriera è stata costellata da successi e riconoscimenti che le hanno permesso fino a tutt’ oggi di illuminare il suo cammino di donna e professionista. Maria Acrivoulis nasce a Bari nel ’71 e oggi vive a Roma. Il suo excursus di vita e di studi inizia con gli studi classici a Bari nel quartiere murattiano, innamorandosi, poco alla volta, di tutti gli angoli di una città in continua evoluzione. Una città, Bari, che trasuda storia, colore, calori, tradizioni e luce. E proprio questo connubio tra la Puglia e la Grecia le hanno permesso di mettere a punto il suo modus operandi che si è delineato grazie alle sue innumerevoli esperienze sul campo, arrivando ad un perfetto equilibrio tra rigore e passione, ragione e sentimento. Perchè alla base dei lavori di Maria Acrivoulis, sia interni che esterni, sia pubblici che privati, risiede la volontà di comunicare emozioni. Lungimiranza, acume, determinazione, forte sensibilità, e positività delineano insieme ai suoi lavori una personalità in itinere. Donna di spessore e di grande garbo, elegante nei modi oltre che nell’anima, Maria Acrivoulis si racconta sfogliando le pagine della sua vita. I suoi bozzetti realizzati a mano sono la quintessenza del suo operato, della sua filosofia di vita e della sua grande professionalità. Tramite i bozzetti che sono le tracce di un passaggio e di una volontà di costruzione, vuole esprimere al cliente l’ emozione degli ambienti nei quali soggiorneranno e vivranno. Perché in un casa, in un ufficio, in un edificio viaggiano le nostre emozioni insieme alle nostre gioie e fatiche quotidiane. Quindi tutto va concepito, ideato e realizzato a misura d’uomo, tenendo presenti aspettative ed esigenze personali. E Maria è un architetto d’ altri tempi, una donna che lancia uno sguardo al futuro, tenendosi ben salda al presente. Un architetto Maria Acrivoulis, che si sporca le scarpe di calcestruzzo nei cantieri per seguire più da vicino i lavori e gli operai che lavorano. La sua progettualità si differenzia e si distingue per la costante ricerca del materiale giusto, dal legno alla pietra al marmo, per la ricerca dei materiali naturali e per mettere al primo posto la luce, sempre disegnando case e ambienti dallo spirito mediterraneo. Tutto ciò nella coerenza e nel rispetto dei suoi sentimenti e quelli degli altri. Gli incontri con architetti importanti hanno fatto il resto, ma lei, Maria, è stata sempre attenta e partecipativa. Ha saputo cogliere le occasioni che le si sono presentate di volta in volta, ha saputo fiutare il vento della sua stessa passione già da quando era immersa tra fogli e disegni per cercare di entrare alla facoltà di architettura. Maria Acrivoulis ha saputo conoscersi, aspettarsi, rigenerandosi ogni volta di luce nuova. Quella luce che trascolora sulle cose e sulle cose del mondo. Quella luce che è soffio vitale, che è arte e contemplazione, bellezza, incanto e meraviglia. Maria si porta dietro un bagaglio di grande esperienza nel settore. Ultimo è l’ incarico come presidente nazionale dell’ AIDIA (associazione italiana donne ingegneri architetti). La storia di Maria Acrivoulis si svolge intorno alla sua Bari, il suo cuore pulsante, una città in continua evoluzione che ieri era la “Bari vecchia”, un po’ come nella “Città vecchia” di Umberto Saba e nella canzone di De Andrè. La sua Bari resta pur sempre la sua memoria storica. Una città cresciuta insieme a lei, quindi, le sue corse in bicicletta pedalando tra la facoltà di architettura e lo studio di un noto architetto, per arrivare ad essere quella che è oggi. Tra colori, sentimenti, emozioni, Maria Acrivoulis ha saputo disegnare il bozzetto della sua vita di donna e professionista. Ecco perché questa è una storia di luce.
Raccontati tra origini, carriera, famiglia e passioni…
Ho dentro di me una parte poetica legata alla mia origine greca perché ho padre greco, un uomo di spirito che ha dentro di sé tutta la cultura greca, mi ha sempre ispirata; ho madre pugliese, una donna molta attiva, un esempio di donna intraprendente, una dirigente amministrativa nelle scuole, ha sempre lavorato nonostante abbia avuto quattro figli… In me ci sono la Grecia e la Puglia che metto nei miei lavori, c’ è la luce, la ricerca e l’ utilizzo dei materiali naturali, dal legno alle pietre… Cerco di disegnare case e ambienti dallo spirito mediterraneo che pone al centro l’ illuminazione naturale e la ricerca giusta del materiale. Tutto anche nella scelta dei colori che tendono ad esaltare la naturalezza dei materiali che utilizzo e la luce.
Gli anni più formativi della tua vita professionale?
Dopo gli studi classici, ho studiato a Bari, nel borgo murattiano, nel quartiere ottocentesco, ho iniziato così ad innamorarmi di questa città, in particolar modo di Bari vecchia e del centro storico. Il liceo mi ha dato quella capacità di interpretazione della realtà, stavo sempre con la matita in mano…La facoltà di architettura a Bari era a numero chiuso, quindi ho dovuto studiare durante tutta l’ estate: questa è stata la prima scelta molto importante della mia vita. C’ è da dire che mio padre era venuto in Italia a studiare ingegneria proprio a Bari negli anni’ 60, ha sempre amato questo settore tanto da donarmi un suo compasso bellissimo insieme ad un suo vecchio libro di disegno con le pagine ingiallite, un libro che per me è stato come un Vangelo e che ancora oggi conservo con amore. Sono stata tutta l’ estate in Calabria a disegnare vicino al mare…Poi devo dire che sono stata colpita dal fatto di essere riuscita ad entrare nella facoltà di architettura. E intanto lavoravo tra lezioni private di matematica e come disegnatrice negli studi di architettura.
Gli incontri importanti della tua vita?
Una facoltà quella di architettura influenzata da personaggi del calibro di Franz Prati, architetto e artista i cui disegni hanno influenzato molto il mio lavoro, Francesco Moschini, storico dell’ architettura e attualmente Accademico Nazionale di San Luca, da Amerigo Restucci, architetto e docente di Storia dell’ Architettura, da Angelo Ambrosi, architetto e docente, autore di diversi restauri mirabili in Puglia, correlatore della mia tesi di laurea insieme al prof Radicchio, mio mentore e maestro.
Quali esperienze importanti hai maturato negli anni universitari per arrivare ad oggi?
Ho partecipato ad un concorso per il suk di Beirut…come facente parte dello studio dell’ architetto Radicchio. La facoltà di architettura era nell’ antico monastero di Santa Scolastica che va verso il mare, io andavo in bici dalla facoltà allo studio dell’ architetto Radicchio, lavorando e studiando fino a sera. Un’ altra grande esperienza a seguire è stata l’associazione e rivista “Integra” della quale sono stata responsabile per il settore architettura e che ha condizionato positivamente la mia formazione di studi. Si è trattato di un’importante integrazione e associazione tra architetti e ingegneri. Nel ’98 mi sono laureata in architettura a Bari. Ho continuato a lavorare a Bari, poi la realtà barese mi stava stretta e sono arrivata a Roma. Nel 2000 ho aperto il mio studio e mi occupo di ristrutturazioni, di lavori pubblici e privati, partecipando a vari concorsi all’ interno del mio studio.
Qual è l’ anima delle tue opere?
I bozzetti, tramite i bozzetti a mano, voglio esprimere al cliente l’ emozione degli ambienti in cui vivranno. I bozzetti danno l’ idea di quella che sarà l’ emozione di come vivere un ambiente: è questo che deve fare un architetto, seguire passo dopo passo i lavori, seguire l’ impresa con cui deve esserci una grande sintonia per arrivare poi a risultati emozionanti e unici. C’ è, poi, la necessità di uno studio tecnico che fa la differenza anche nei colori, nelle luci e nella scelta dei materiali.
Un tuo motto di vita?
Non sprecare mai un giorno della tua vita!
Per info: www.acrivoulis.it ; www.acrivoulis.net ; tel 06 4554 0972; pagina facebook: Studio Acrivoulis ; instagram: acrivoulis.architettura.design