Renato Gonzo, partire da un’ immagine per arrivare alla vita

Renato Gonzo, partire da un’ immagine per arrivare alla vita

Sii come la fonte che trabocca e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua ( P. Coelho)

 

Bisogna fare per sé e per gli altri qualcosa di unico, di straordinario, qualcosa che vada appunto oltre l’ ordinario. Bisogna sintonizzarsi con la parte più profonda di noi e solo da lì, come da una miniera d’ oro, estrarre le nostre risorse e potenzialità. Ma per arrivare a questo, bisogna ascoltarsi costantemente, semplicemente  e umilmente. Perché, poi, tutto torna e anche noi faremo un gran giro per ritornare al punto di partenza… In quel punto magico dove sentiamo i nostri palpiti, i nostri impulsi e slanci verso qualcosa di diverso, di incredibile e unico. Bisogna provare, toccare la materia, affondare le mani nella terra, in tutto ciò che può diventare prodigioso. Perché si parte sempre da un profondo sentire per poi arrivare  a creare qualcosa con le mani, la mente  e il cuore. Ma solo partendo dalle mani, dal lavoro delle mani, si potrà instaurare un dialogo insieme ad un filo conduttore che potrà arrivare lontano. Oltre le nuvole. Nel nostro spazio più sincero. Bisogna accarezzare le cose con le mani, sentirle proprie, dargli un’ anima. Un po’ come avviene con le parole che hanno un potere salvifico a seconda di come si utilizzano, così bisogna accarezzare il nostro incontro con la materia per rendere tutto più tangibile ma anche più vero e meraviglioso. Tutto ciò per porre l’ accento  sull’ effetto della trasformazione che deriva dalla nostra personale lettura delle immagini. Ecco perché diventa fondamentale ascoltare, vedere, capire le cose guardandole appunto da un’ altra prospettiva. Solo se riusciremo a guardare veramente le cose, riusciremo anche a trasformarle e a  renderle uniche. E se poi riuscissimo a catturare le immagini attraverso l’ andirivieni dei giorni e degli eventi attraverso anche la nostra operosità  e progettualità, diventeremo davvero padroni di noi stessi! Attraverso la capacità individuale di interpretare la propria vita. Una vita che propone sfumature, colori, sfaccettature…Starà a noi cogliere quelle giuste ogni volta come foglie che cadono dagli alberi con le loro venature,  la loro storia e linfa vitale. Renato Gonzo accarezza il cuoio come se accarezzasse il viso di un bambino, come si accarezzano le parole, con rispetto e gentilezza. Per veicolare messaggi importanti, per sentirsi al posto giusto nel momento giusto e trasmettere sempre energia positiva. Renato ha sessant’ anni e vive a Grigno in provincia di Trento insieme  a sua moglie Daniela, poi ci sono i suoi figli,  Francesco di ventinove anni e sua figlia Chiara di ventisette anni. Renato è una persona solida, concreta, attenta, lungimirante con un’ onestà di fondo che contraddistingue la sua vita lavorativa e sociale. A Renato piace soffermarsi sulle immagini per arrivare alla trasformazione, alla vita interiore ed artistica. Di Renato piace la sua capacità di adattamento, il suo bagaglio a mano carico di valori e buoni sentimenti, il suo aspirare a dare un aspetto nuovo ad una società che sta soffrendo perché non riesce a ritrovarsi. Renato è un artigiano del cuoio e non  a caso il suo laboratorio prende il nome di CuoioVivo dando così molta importanza alla manualità e agli antichi mestieri. Ecco, ciò che propone è appunto un bagno di umiltà,  un ritorno all’ antico, al valore delle origini. Renato si batte per questo, assumendo anche un ruolo nella politica del suo paese che tanto ama, trasmettendo  un messaggio di positività e lasciando intravedere nuovi orizzonti attraverso una vita semplice che sa di storia vera. E non c’ è storia più bella e vera di quella del lavoro delle proprie mani perché noi ci trasformiamo attraverso la materia e attraverso il lavoro antico delle mani! Intanto Renato è stato un geometra ed ha lavorato in una ditta di costruzioni per ventinove anni, poi, dopo un fallimento della stessa impresa, si è trovato a fare i conti con se stesso. Soprattutto con la parte più profonda di se stesso, quella che ci parla di potenzialità e di risorse in più. Ed è così che la vita ti porta a fare giri immensi per condurti anche al punto di partenza…Difatti c’ è un detto popolare che dice: ‘impara l’ arte  e mettila da parte!’ La storia di vita  e lavorativa di Renato è singolare quanto affascinante! Durante il servizio militare Renato conobbe un commilitone che aveva portato da casa pezzi di cuoio per lavorarli artigianalmente, spiegando che si trattava di una passione tramandatagli da suo padre.  Renato, incuriosito, ha assistito ad alcune fasi di lavorazione ed è così che dopo aver perso il suo lavoro ordinario, si è tuffato in un lavoro straordinario fino a fondare il suo laboratorio. CuioVivo è una realtà artigianale molto apprezzata poiché il nostro artigiano non lavora soltanto la pelle e il cuoio ma gli parla, lo accarezza…ed è così che il pezzo artigianale acquista quel valore unico come è giusto che sia. Dalla concia vegetale,  una produzione toscana di alta qualità, si arriva a prodotti di grande pregio e originalità. Difatti Renato Gonzo ama distinguersi e traboccare di istinto creativo e così dalle borse si arriva ai contenitori per bottiglie e quant’ altro. Ma ciò che Renato più cura sono i modelli che trasforma di volta in volta fino ad arrivare ai colori e alle loro sfumature. In una simbiosi perfetta tra arte, manualità ed ispirazione che viene soprattutto dalla natura ma anche dalla gente, dalle radici e dalle proprie origini. Perché è qui che sta la vera forza: valorizzare ciò che si fa insieme alla propria terra di appartenenza. E quell’ immagine che è rimasta impressa da bambino, quell’ emozione che gli è rimasta dentro, si scopre pian piano, nel tempo e nel proprio spazio interiore e tutto diventa arte  e arte di vivere. Perché, poi, siamo parte di un tutto, solo se lo vogliamo. Perché bisogna sempre partire da un’ immagine per arrivare alla vita.

Raccontati tra emozioni, passioni, esperienze di lavoro…

Sono molto legato al mio paese, ho sempre vissuto in immagini di me stesso…Una volta un’ insegnante di disegno portandoci in giro ad osservare la natura,  mi disse: ‘Prova  a vedere un albero, il fusto  e le foglie da una prospettiva diversa, in chiave e in una immagine diversa da quella che vedi…’Quindi ho vissuto tra immagini e paese, il mio, che è un piccolo borgo sotto i duemilacinquecento abitanti…Intanto, poi, la mia vita lavorativa è stata un po’ strana, fatta di casi ed eventi che si sono susseguiti… Mi è sempre piaciuto il disegno tecnico, per  ventinove anni ho lavorato come geometra all’ interno di un’ impresa di costruzioni, ho gestito la produzione e mi sono occupato della gestione dei trasporti sempre all’ interno dell’ azienda. L’ impresa è stata rilevata e quindi mi sono trovato senza lavoro e qui ho dovuto mettere  a fuoco le mie potenzialità…C’ è da dire che durante il militare ho conosciuto un commilitone che aveva il papà che era un artigiano del cuoio. Si portava il cuoio da casa e lo lavorava e io ero lì  a guardarlo meravigliato… Poi anch’ io ho voluto provarci ed eccomi qui: dal 2014 ad  oggi sono un artigiano del cuoio…Ho aperto il mio laboratorio che prende il nome di CuioVivo di Renato Gonzo.

Che cosa realizzi in particolar modo?

Borse, cinture particolari, vasi, portabottiglie artigianali,  tendo a creare cose diverse, mi piace distinguermi, non utilizzo macchine,  realizzo tutto a mano…

Perché hai scelto il cuoio come materiale per le tue creazioni?

Perché il cuoio è vivo, mentre  lo lavori, ti risponde. Anche il legno è così…  Tendo a mettere insieme i vari prodotti della natura: il legno, la pelle, il cuoio, le pietre, il granito…La concia vegetale, poi, è un materiale bello da lavorare fino al… colore!

Quale fase di lavorazione è la più affascinante per te?

La manipolazione è per me la parte più affascinante, consiste nel sagomare il cuoio rispetto a ciò che voglio creare…Si immerge il cuoio nell’ acqua che lo ammorbidisce, poi lo si sovrappone ad una sagoma.  Intanto mi piace trarre dalle immagini qualcosa di diverso, mi piace che il modello si trasforma in qualcosa di diverso da ciò che all’ inizio avevo concepito.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe mettere su un laboratorio che punti alla manualità… Ho tenuto dei laboratori con i bambini dell’asilo, mi piacerebbe rifarli, creando rete e associazione!

Che cosa ti piacerebbe che si dicesse di te ?

Mi piacerebbe che si dicesse che sono una persona semplice che vuole dare l’ impronta della manualità nella ricerca delle immagini…

Che cos’ è per te la creatività?

La creatività come l’ artigianato salvano il mondo, bisognerebbe tornare alla manualità che è vita vera, quella di una volta…

La tua fonte di ispirazione?

La natura, le foglie, gli alberi, gli abitanti dei paesi piccoli, la creatività in genere e l’ esperienza del vivere sin da bambino…

Come ti senti quando dai vita alle tue creazioni?

Son in pace con me stesso soprattutto quando creo i modelli, mi nutro di modificazione e trasformazione fino all’ uso del colore!

Un tuo motto di vita?

Le cose succedono, tutto succede, bisogna solo andare avanti!

 

Per info: cell: 348-7322747; pagina facebook CuoioVivo ; www.cuoiovivo.it

 

 

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