Roberto Sinzu, storie quotidiane da un angolo della Sardegna

Roberto Sinzu, storie quotidiane da un angolo della Sardegna

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’ arte che si possa desiderare ( Andy Warhol)

 

Seguire il ritmo dei propri passi tra la sabbia, nel mare, tra ciò che si fa, tra ciò che parla di noi…Tra i nostri sospiri, battiti e respiri e stare sempre con le vele spiegate, con il cuore in ogni progetto, in ogni cosa che succede. Vivere come se fosse ogni giorno l’ ultimo, seguendo le nostre impronte, secondo una geografia dell’anima. Non tradendosi mai ma restando a disposizione di sé e degli altri. E poi sentendosi in sintonia con la natura, ascoltarne il battito, proteggendola e amandola fino in fondo non solo a parole ma con i fatti. Affinchè si possa davvero seguire il volo degli uccelli, raccogliere i frutti maturi, bagnarsi in un mare pulito che sia solo il nostro. Ma questo sentire dipenderà esclusivamente da noi, da quanta cura e attenzione poniamo alle nostre azioni quotidiane per lavorare giorno per giorno ad un mondo migliore. Ognuno di noi ha il potere di creare un mondo migliore perché è pur vero che la terra appartiene a noi ma sempre seguendo il nostro sguardo e paesaggio interiore, riusciremo a fare grandi cose. La terra ha bisogno di noi e noi della terra in un binomio inscindibile tra ambiente e cultura. Perché non c’ è ambiente senza cultura e viceversa. L’ acqua, il mare, le spiagge, il verde sono forze preziose per un cambiamento sociale, risorse da utilizzare e salvaguardare saggiamente. Perché il contrario può portare al conflitto, all’ impoverimento culturale, al degrado ambientale. Ed è così che possiamo arricchirci come privarci di beni e risorse che guardano al futuro solo se noi avremo la capacità di guardare realmente al futuro. Perché cultura è tutto: mare, terra, ambiente insieme alle nostre case, alla gente, insieme alla storia e alle tradizioni locali. Aristotele paragonava non  a caso il filosofo al contadino perché la coltura è cultura, appunto. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Roberto Sinzu, assessore all’ ambiente e alla cultura del comune di Calasetta, di quell’ angolo suggestivo della Sardegna ricca di humus, storia e tradizioni locali. L’ intervista si apre a ventaglio su argomenti di grande attualità come l’ erosione marina, la pulizia delle spiagge, l’ impatto ambientale e la salvaguardia del territorio. Roberto Sinzu è una persona di spessore, una persona  che al di là della sua carica di amministratore comunale, è una persona attenta, aperta al dialogo, disponibile nel trovare soluzioni per il bene collettivo. Intanto ha veramente  a cuore le sorti della sua Calasetta, un comune di circa tremila abitanti della provincia del Sud Sardegna. Situata sulla punta settentrionale dell’ isola di Sant’ Antioco, è un luogo di grande suggestione, basti pensare alle sue quattro spiagge che ogni anno sono oggetto di attenzione e vanno salvaguardate nel migliore dei modi. Roberto Sinzu, intanto, è un osteopata e un fisioterapista, una carriera la sua maturata a Milano, città che gli ha dato la possibilità di ampliare i suoi orizzonti sia lavorativi che  umani. Appassionato di filosofia zen e meditazione, oggi ha il suo studio privato a Sant’ Antioco. In contemporanea, nel 2009-2010, è iniziata la sua avventura politica interessandosi sempre e comunque del comune di Calasetta con annesse problematiche del paese. Ed è così che a luglio del 2019 è stato eletto  in lista civica,  fino a diventare vicesindaco e poi assessore. A tutt’ oggi, insieme all’attuale  amministrazione si batte per il problema spiagge pulite, un problema delicato perché comprende la giusta manutenzione delle spiagge insieme al problema dell’erosione e dell’ impatto ambientale. Un’ amministrazione che porta avanti il tema ambientale alla stregua di un tema culturale, come è giusto che sia.  Lungimirante, sensibile, attento,  con spiccate doti comunicative, perseverante, Roberto Sinzu dà molta importanza all’ opinione pubblica affinchè ci sia una sinergia e una sempre maggiore sensibilizzazione alle attuali tematiche. Anche se non mancano polemiche di ogni tipo, si dice fiducioso perché ha potuto notare un lento e graduale miglioramento sia per quanto riguarda la risposta dei cittadini sia per un interesse maggiore da parte delle nuove generazioni. Pur ammettendo che la problematica covid negli ultimi anni ha pregiudicato le relazioni sociali a causa di una mancata condivisione. Tuttavia il tema ambiente e cultura continuano ad essere sentiti secondo una prospettiva generale, se pur nell’opinione individuale che va sempre ascoltata. L’ abbinamento ambiente-cultura però continua ad essere necessario per aprire varchi nuovi e dialoghi incessanti. Perché partendo dal mare nostrum, dalle nostre coste fino alle nostre tradizioni, tutto è cultura, tutto è un lavoro culturale che Roberto Sinzu non smette di riconoscere, potenziando le varie attività sullo stesso territorio del quale è profondamente innamorato. E considerando la bellezza dei paesaggi che il territorio offre, non ne sarà così difficile la salvaguardia,  la tutela e la promozione, soprattutto se nel tempo si riuscirà ad avere un dialogo e una partecipazione collettiva. Roberto Sinzu  crede in tutto ciò come una musica che potrà comporsi da sola, in modo del tutto naturale. Attraverso storie quotidiane da un angolo della Sardegna…

Raccontati tra esperienze di vita e lavoro…

Sono un osteopata e fisioterapista, sono arrivato a Milano, alla Statale di Milano per la formazione di fisioterapista…Dopo il triennio ho trovato subito lavoro, ho iniziato a lavorare presso la Fondazione Don Gnocchi. Poi ho deciso di lasciare Milano per tornare  a casa…Gli anni trascorsi a Milano sono stati importanti per la mia formazione lavorativa e umana. Ho imparato tanto, ho fatto esperienza della tecnica shiatsu, della filosofia zen sempre attraverso la meditazione e un percorso personale.  Ma nel 2003 ho voluto   cambiare e ho deciso di tornare in Sardegna. Ho creato uno studio di fisioterapia convenzionato ASL a Sant’ Antioco dove attualmente lavoro.  Poi è iniziata l’ avventura politica nel 2009-2010: mi si propose di diventare segretario del partito democratico a Calasetta,  mi candidai anche per le provinciali,  devo dire che ebbi un buon seguito anche se non  fui eletto… Poi mi sono sempre interessato a ciò che accadeva a Calasetta e alle problematiche del paese. Dal 2010 ho portato avanti diverse battaglie a livello ambientale  dall’ erosione costiera alla pulizia delle spiagge. Nel 2019, a luglio, sono stato eletto come lista civica,  oggi sono vicesindaco e poi assessore all’ambiente e alla cultura.

La domanda sorge spontanea: qual’ è il programma e le iniziative che sono state rese note?

La valorizzazione  e la pulizia delle spiagge, salvaguardando l’ impatto ambientale. Si sono utilizzate ruspe e una pulizia pesante che  ha spesso portato all’ erosione a causa della posidonia, una pianta acquatica che si deposita sulle spiagge, una pianta comunemente diffusa nel mediterraneo. Le parti della posidonia staccate e macerate dall’ acqua, spesso sono depositate dal moto ondoso a riva in masse globose.  Quindi si sta pensando ad interventi meno invasivi ma nello stesso tempo efficaci. Ponendo sempre l’ accento sul binomio ambiente-cultura. Calasetta  ha quattro bellissime spiagge compresa la spiaggia con torre sabauda, è un unicum in tutta la Sardegna…  Noi appena ci siamo insediati, abbiamo contattato l’ università di Cagliari, un gruppo di ricerca che si occupa di arenili,  in questo modo  hanno potuto appurare che le spiagge come quella sotto torre era in gravi condizioni di erosione. Bisogna pulire con dovuti modi poiché le ruspe provocano un abbassamento dell’ arenile; pur non toccando la posidonia in acqua, secondo la normativa regionale, dobbiamo far fronte al problema spiagge pulite con minore impatto possibile. Siamo intenzionati, attraverso appalti pluriennali, a finanziare mezzi idonei per la pulizia delle spiagge.

Quali sono i sentimenti che possano aiutare a valorizzare e promuovere il vostro territorio?

Certamente resta molto importante il sentimento di condivisione, il problema covid non ha aiutato molto in tal senso, si è interrotta la condivisione con la gente mentre ci sono stati ruoli scoperti in vari uffici con grandi difficoltà da superare. Speriamo in un prosieguo che favorisca la condivisione e la partecipazione collettiva.

Quali progressi sono stati intravisti in seno all’ amministrazione comunale per quanto riguarda la sensibilizzazione all’ambiente, al verde pubblico e alle zone demaniali?

Si è potuto notare un miglioramento della raccolta differenziata, secondo l’ ordinanza plastic free anche all’ interno degli uffici comunali. Si è avuto modo di notare una partecipazione dei cittadini che si sono preoccupati e occupati, facendosi carico di situazioni isolate, pulendo e addobbando i quartieri con una certa sensibilizzazione al verde pubblico. Per quanto riguarda le zone demaniali, la mancanza di fondi non ci ha permesso di valorizzare il territorio. Dal faro di “Mangiabarche” inizia una zona demaniale lungo la costa e una zona militare da valorizzare, ci sono alcune postazioni con mitragliatrici antiaeree della seconda guerra mondiale…

Come vengono sensibilizzate invece le nuove generazioni?

Dai ragazzi delle scuole medie alle scuole superiori, le nuove generazioni vengono sensibilizzate non solo all’ambiente ma anche alla vita pubblica e sociale.

Una definizione personale  della parola cultura?

La parola cultura converge con i sentimenti di conoscenza, sensibilità, consapevolezza, rispetto. Tutto ciò collegandoci anche alla storia locale, alla storia dei nostri avi, attraverso testimonianze recenti. Affinchè si abbia la consapevolezza dell’ importanza del tesoro che abbiamo ricevuto per poter poi ridarlo alle nuove generazioni così come l’ abbiamo ricevuto! Per far questo bisogna arrivare ad un lavoro introspettivo e abbandonare l’ ascia di guerra… partecipazione e condivisione sono le parole che  arrivano al concetto iniziale di cultura!

Altre passioni di vita?

La fotografia poi amo la musica, suono la fisarmonica, faccio parte del gruppo delle serenate di Calasetta, questo mi lega al territorio e alle tradizioni…Mi sarebbe piaciuto fare il musicista…

Un tuo motto di vita?

Carpe diem! Vivere ogni giorno come se fosse l’ ultimo, stare in ogni passo, essere in ogni istante…

 

 

 

4 pensieri riguardo “Roberto Sinzu, storie quotidiane da un angolo della Sardegna

  1. Dialogando si sommano le idee,le più assurde cadono,altre si tirano indietro,altre ancora si definiscono meglio!

  2. Il dialogo è il percorso migliore per arrivare alla verità,chi crede di avere già le risposte giuste si perde le obiezioni,le domande,le alternative,rimanendo chiuso in una convinzione sterile!

  3. Il dialogo è un grande valore che ci permette il confronto,lo scambio paritario delle nostre opinioni e della discussione senza preconcetti!

  4. Il motivo principale per cui “condividere”è importante risiede nel fatto che solo condividendo è possibile far scoprire e conoscere soluzioni,strategie,risorse con le quali migliorare la realtà che ci circonda..condividere ci aiuta sempre prima di tutto a cambiare le cose..bella intervista,complimenti! ❤

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