La mente è una specie di teatro dove le diverse percezioni fanno la loro apparizione, passano e ripassano, scivolano e si mescolano con un’ infinita varietà di atteggiamenti e di situazioni…( David Hume)
Viviamo, cadiamo, ci sbucciamo le ginocchia come da piccole e continuiamo a rialzarci. Ci addormentiamo con i sogni stretti al petto, ascoltando i battiti del nostro cuore che ci invitano a provarci e riprovarci ancora. Riprovare e rimetterci in cammino, magari per una strada che non pensavamo fosse nostra ma che una volta imboccata, ci avrebbe dato la possibilità di rivedere le stelle e rivedere anche noi insieme alle stelle. La vita, quindi, può essere magia solo se lo vogliamo, solo se ci lasciamo accarezzare da quel raggio di sole che è dentro di noi ma che dovremmo riuscire a vedere anche attraverso le nuvole. Tutto, poi, è vita: il sole, il vento, la pioggia e bisogna imparare a danzare sia quando il tempo è bello, sia quando è uggioso e brutto. Ma soprattutto bisogna imparare a danzare dentro di noi, per scoprire che sotto lo strato profondo della nostra corazza, ci siamo sempre noi con un altro io pronto a venirci incontro. Per fare questo, per cercare di essere sereni e perché no?, anche felici, bisogna aprire il sipario dei nostri sogni e arrivare fino in fondo, fino in fondo alla conoscenza di noi. Bisogna rompere il ghiaccio, romperci anche dentro per poi ricostruirci e andare incontro a nuove avventure. Siamo acqua trasparente, luce che illumina, fuoco che riscalda, dentro di noi scopriremo un mondo, un mondo unico, solo se avremo il coraggio di guardarci dentro. E come una lattina o una bottiglia di plastica sospinta dal vento, abbiamo bisogno di essere raccolte, accolte, capite. Giorgia Distefano ha trentadue anni, vive a Trezzano su Naviglio con il suo Antonio, un illusionista creativo. Entrambe persone versatili, hanno trovato la loro dimensione nel mondo dello spettacolo, della magia e della creatività. Giorgia, dopo aver frequentato il liceo artistico, ha trovato una compagnia teatrale per la quale ha curato la scenografia. Attiva nel sociale, brillante, di grande sensibilità, Giorgia si è fatta conoscere attraverso mostre ed iniziative che hanno riscosso successo ed apprezzamenti nel tempo. Ma Giorgia è rimasta sempre fedele a se stessa, raggiungendo una maggiore consapevolezza. E poi…talvolta la vita è quel trucco che si utilizza a teatro, quel trucco che ricade nelle nostre mani, possiamo dipingere i volti ma non il nostro cuore. Quello salterà sempre fuori per dirci qualcosa di giusto o sbagliato. Ciò che conta è andare verso il bene anche se le emozioni sono un fiume in piena e non sempre si riesce a stare a galla. Allora ben venga tutto, quella bottiglia di plastica, quel pezzo di carta o cartone, tutto può essere utile per dare una nuova vita a se stessi e alla materia stessa. Giorgia si occupa di riciclo creativo e definisce la sua arte concettuale, perché il suo non è soltanto un modo per seguire i suoi impulsi e le sue idee ma è anche un modo per mettere insieme i suoi pezzi, per conoscersi di più attraverso il suo stesso percorso creativo. Ed ecco che la musica comincia a diffondersi nell’ aria ed ecco che si ricomincia a danzare sotto la pioggia o sotto il sole, poco importa. L’ importante è sentirsi vivi, comprendersi, prendersi per mano, fidarsi di sé. Perché noi saremo quelle persone con le quali vivere e convivere per sempre. E dopo una lunga analisi introspettiva, Giorgia sta raggiungendo il suo equilibrio, aiutata e supportata dal suo stesso modus operandi, dal suo fare artistico, dalle sue passioni ed emozioni. Perché ci confida che sente i palpiti nella materia mentre la crea e ricrea: anche un pezzo di carta sente che potrà dare quell’ emozione giusta che potrà servire a qualcosa. Nel rispetto della materia, Giorgia sta imparando a comprendere e valutare le sue capacità e potenzialità. Ecco perché il trinomio emozione-materia-arte conducono lontano, verso opere eccezionali e progetti grandiosi. Come quello della Casa di Babbo Natale, una manifestazione che è arrivata alla sua quinta edizione e di cui Giorgia è la protagonista indiscussa. Questo perché la Casa di Babbo Natale è un po’ la sua casa, tutta costruita, creata e ricreata attraverso quello che è il riciclo creativo, attraverso la forza e la pazienza di assemblare pezzi di plastica a rifiuti dorati… In questo modo Giorgia dà un senso ai suoi giorni assemblando anche pezzi della sua vita. Perché l’ arte salva, ha davvero un potere salvifico: l’ arte ti fa toccare la luna e ti fa arrivare sulle nuvole, ti fa giocare, ti prova, ti modella. Ed ecco che vedi che tutte le cose hanno un’ anima, perché l’ arte marchia a fuoco le idee, ti accarezza le corde del cuore, ti mischia nella folla delle emozioni. Fino ad arrivare ad essere tua, ad appartenere a te stessa. Come in un sogno, una magia, l’ arte ti libera e ti salva.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Ho praticato danza per quattordici anni…Mia mamma, intanto, ha sempre cucito costumi per il saggio di danza. Non ho più ballato per un problema alle articolazioni, intanto, ho trovato una compagnia teatrale dove sono stata un “trovarobe” (n.d.r. aiutante del direttore di scena che provvede all’ allestimento del materiale scenico) e ho curato la scenografia fino ad appassionarmi tanto a questo lavoro. Per quanto riguarda gli studi, mi sarebbe piaciuto frequentare una scuola psico -pedagogica ma poi ho optato per il liceo artistico che mi è piaciuto e mi ha aperto gli orizzonti ma mi è sempre rimasto il pallino per la psicologia e l’ analisi introspettiva…Mi sono per prima analizzata e fatta analizzare poi ho trovato l’ arte in generale che mi ha aiutato e continua ad aiutarmi a risolvere i miei problemi psicologici. La mia, difatti, è un’ arte concettuale perché ho bisogno di concetti per esprimermi appieno.
Come si è evoluta la tua passione scenografica fino ad arrivare al riciclo creativo?
Ho creato, a Trezzano sul Naviglio, dove vivo, la Casa di Babbo Natale, un’ enorme scenografia voluta e ideata da me…Dal “truccabimbi”, mi hanno proposto di dare il via a quest’ opera tutta in riciclo creativo: dal trono di Babbo Natale con bottiglie di plastica ai rifiuti dorati ai mobili di carta e cartone. Questa iniziativa è arrivata al suo quinto anno e sto già lavorando all’ edizione 2021 coadiuvata dallo sponsor Amsa e dal patrocinio del comune. Devo dire che si tratta di un evento di cui vado fiera!
Altre recenti manifestazioni di cui sei stata protagonista?
Sì, si è trattato della mostra che ho tenuto a Trezzano a giugno, una mostra dal titolo “Le Quattro Stagioni”. Sono quattro statue che rappresentano l’ autunno, l’ inverno, la primavera e l’ estate…Sono statue personificate e create con pezzi di plastica, carta, rifiuti che grazie al loro colore mi hanno ridato le sfumature giuste di cui avevo bisogno…
Che cosa pensi del riciclo creativo?
Nel rispetto del materiale, tendo a dare al materiale stesso una nuova vita. Cerco di entrare in simbiosi con il materiale, con la sua naturale potenzialità e purezza fino a dargli una nuova possibilità. Mi adopero con il materiale come faccio con me stessa, dandomi altre possibilità…il riciclo creativo è un modo per conoscermi, entro in simbiosi con il materiale e con le caratteristiche del materiale fino a voler comprendere le mie capacità e potenzialità.
A che cosa ti ispiri quando crei i tuoi manufatti?
Mi ispiro tendenzialmente all’ aspetto psicologico che può avere anche un oggetto, mi ispiro ai fatti della vita quotidiana e alle relazioni emozionali. Lavoro tanto sulle emozioni. Nelle scuole lavoro con i bambini, spiego loro cosa sono le emozioni… Scriviamo una lista alla lavagna delle emozioni, le esaminiamo, facciamo anche un po’ teatro… “Che colore pensi che abbai la gioia? E…la rabbia?” Pongo loro queste domande, poi arriviamo alle creazioni. Realizziamo scaccia-pensieri, manufatti per allontanare i pensieri negativi…
Prossimi progetti?
In questo momento mi sto dedicando anima e corpo alla Casa di Babbo Natale 2021: occorre un mese per allestirla mentre ai componenti lavoro tutto l’ anno!
Altre passioni di vita?
Ho una forte propensione al canto, suono in un gruppo musicale, organizziamo serate e spettacoli di magia con il mio compagno…
I tuoi ricordi d’ infanzia e i tuoi giochi?
Giocavo con i numerini e giocavo con i volantini della pubblicità o con un pacco di documenti, giocavo a fare la maestra…avevo già individuato nella materia uno scopo di vita- sorride-.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Mi piace essere sincera, mi piace ascoltare, mi piace sostenere le persone, in merito al lato artistico, sono una visionaria, un’ artista emozionale…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa stare bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi piace e mi rasserena l’ ascolto, mi piace stare con le persone che siano leggibili e trasparenti…Mi rattrista la chiusura mentale, le persone che non hanno predisposizione all’ascolto…
Un tuo motto di vita?
Ricordati che avere un pensiero positivo è sempre una scelta!
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