Le emozioni, a volte, sono così forti che lavoro senza saperlo. I colpi arrivano come parole ( Vincent Van Gogh).
Scrivere, dipingere, amare sono un po’ quei sentimenti che si vogliono tenere stretti tra le dita come in una volontà di esplorazione, una richiesta da parte della vita di appartenersi, di appartenersi di più. C’è qualche impulso misterioso che ti concede quel pezzo di carta o quella tela sulla quale lasciare le tue impronte, i tuoi passaggi su questa terra. E ti senti libero, ti sembra di danzare con i colori, di aggrapparti a quel filo, a quell’ aquilone che da bambino ti conduceva nei boschi e nei prati dell’anima. Si prova un brivido, uno stupore, una meraviglia, poi caos e tranquillità insieme. Un “caos calmo”, appunto, quell’ ossimoro che poi ti accompagnerà per sempre. Non puoi fare a meno di attaccare la tua crosta di colori al cielo e tra le nuvole, non puoi fare a meno di interpretare la vita a modo tuo. Che cos’ è l’ arte? Un passaggio obbligato verso l’ infinito, si vive due volte attraverso l’arte che è un frammento di sogno e di memoria, è cambiare colore ogni volta che lo desideri in una sensazione di appartenenza, di radice, di origine. Perché la vita è un continuo movimento da cercare insieme all’ arte e all’ arte di vivere. E quando l’ arte chiama, bisogna seguirla come è accaduto a Vincenzo Pinto, un artista dei nostri giorni che vive attraverso le sue percezioni artistiche. Vincenzo Pinto vive a Torre del Greco con sua moglie Isabella e sua figlia Lavinia. Non riuscendo a vivere quella normalità che non sia arte, ha stabilito, nel tempo, quel contatto con il proprio io, restando nel proprio regno fatto di colori, sogni, turbinii emotivi, tensione e distensione, rigore e passione. Sì, perché è questo che trapela dalle sue opere: questa sincera esposizione dei profili umani che si appoggiano ad una metafisica che fa ricordare De Chirico. Questa volontà di esprimere l’ essenza intima della realtà che più che descritta, sembrerebbe rincorsa, interpretata, filtrata. Mani, gambe e piedi che fluttuano nell’ aere e che sembrano arrivare dall’altra parte della riva. Dietro sipari che si aprono e chiudono per arrivare di più al sogno e all’ immaginazione. Vincenzo Pinto è un artista di grande spessore perché sa raggiungere punte di surrealismo insieme ad una pittura metafisica che raggiunge la sua personale percezione del reale. La sua arte è simbolo, sogno, è quel restar sospesi tra cielo e terra in una dimensione onirica insieme a figure che non hanno spazio e tempo ma che comunicano emozioni autentiche e che inducono alla riflessione. Come se il solo vivere non bastasse più perché occorrerebbe vivere con l’ arte e per l’ arte. In un incanto materico, i suoi sono soggetti marini che insieme a bolle d’acqua, esprimono il desiderio di andare oltre la realtà e di arrivare a quel sogno d’ amore che è tanto facile e difficile da raggiungere. E poi statue, mezzi busti, clessidre a farci comprendere l’ importanza del tempo e il nostro essere divisi a metà, in un dilemma da svelare e che può ripagarci soltanto se saremo fedeli a noi stessi. E poi ci sono le mani, soprattutto le mani che nella pittura di Vincenzo Pinto sono un po’ il filo conduttore, il suo liet motiv prezioso e pulito. Un modo per comunicare la fragilità dell’ essere umano ma anche quell’incoraggiamento ad andare oltre, oltre se stessi, il proprio immaginario e la propria condizione e dimensione umana per arrivare nudi e puri al cospetto dell’ arte. Simboli tenuti insieme da una pelle interiore, da un io che non vuole farsi sopraffare dagli stereotipi ma che vuole uscire fuori allo scoperto e ha bisogno di una luce nuova per farlo. Bolle d’ acqua che volano in uno scenario che supera i confini della realtà, insieme al nostro più intimo sentire: croci, prati e pezzi di fotografia e mani che continuano a cercarsi…E in mezzo questa voce a farci comprendere che niente è perduto e tutto può ricominciare perché è tanta la materia prima e il magma artistico per esprimere emozioni e sentimenti. Perché poi così è l’ arte e così è la vita. E Vincenzo Pinto mentre le accomuna, intende vedere il mondo dalla sua finestra interiore, per conoscersi, quasi per psicoanalizzarsi, per poi arrivare ai profili del sublime. L’artista Pinto non si accontenta della sola materia che comunque ringrazia ma vuole scavare con le sue mani e arrivare alla sua sorgente, al suo più intimo sentire. Lo fa come se giocasse con i simboli, come se si lasciasse cadere per poi sentirsi essere sollevato dall’ arte stessa, da una magia che lo potrà condurre lontano. Come se volesse allontanare per un attimo lo sguardo per poter amare di più in uno spazio e tempo dettato dal proprio io interiore in una metafisica che cambia ogni volta e che ti permette di riflettere sulla personale condizione umana. Come se la memoria del tempo andato volesse rincorrere il presente, tra barchette di carta in un mare di velluto rosso per ammorbidire i pensieri e per arrivare a sera con una maggiore percezione di sé. Come se giorno e aurora si rincorressero tra sera e notte in un solo tempo che sia il proprio tempo interiore, tra emozioni e sentimenti. Vincenzo Pinto ha avuto nel corso degli anni notevoli apprezzamenti attraverso la sua partecipazione a gallerie ed eventi d’ arte di respiro nazionale ed internazionale. Recensito da critici d’ arte del calibro di Vittorio Sgarbi e Paolo Levi, ciò che piace della personalità dell’artista Pinto è l’ essere rimasto fedele a se stesso, senza tradire la sua parte più autentica. Questo perché ha da sempre percepito questo connubio tra arte e arte di vivere.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
I miei studi sono stati diversi da quelli del mondo dell’arte, ho studiato ragioneria e poi ho lavorato un po’ come ragioniere ma devo dire che non mi piaceva stare tra carte e conti, poi, ironia della sorte, ho sposato una commercialista… Intanto ho iniziato a lavorare in una piccola fabbrica, poi come addetto ai materiali in un’ altra fabbrica ma era un lavoro che non mi soddisfaceva. Avevo sempre il desiderio di voler fare qualcos’ altro, poi ho iniziato a vendere pietre preziose…un lavoro che ho intrapreso a ventitrè anni e che dura ancora oggi!
Come nasce invece il tuo percorso pittorico e artistico?
Tutto è nato un po’ per caso, e un po’ per necessità…Io ho sempre disegnato, poi il mio percorso artistico devo dire che nasce da uno stimolo che mi ha trasmesso mio padre: aveva costruito una panca per metterci dentro i miei giochi di bambino, disegnandovi su i personaggi della Disney. Ancora oggi mi ricordo il primo tratto che mi insegnò mio padre per fare il becco di paperino…Mi ha sempre dato consigli e da qui è nata la mia passione per il disegno. Poi ho trovato una cartellina che mio nonno teneva gelosamente custodita con dentro miei disegni, dai personaggi della Walt Disney a soggetti marini. Ed ecco che ho voluto iniziare a disegnare, giusto così, per rilassarmi, poi, ci si è messo il destino a farmi incontrare le persone giuste. Difatti otto anni fa abbiamo acquistato una casa nuova e per arredarla ci siamo rivolti ad un mobilificio della zona il cui proprietario ha una galleria d’ erte. Ho iniziato ad acquistare quadri ed è stata proprio questa frequentazione con l’ amico gallerista che mi ha portato alla conoscenza dell’ arte. Avere queste opere a casa mi ha spinto a voler provare, mi ha illuminato e mi ha fatto capire che mi sarei potuto esprimere prima a matita e poi con i colori e la pittura. Nel 2013 ho comprato due tele, ed è così che mi sono appassionato al mondo pittorico senza del quale oggi non saprei vivere…
Che cos’ è la pittura per te?
All’ inizio era un modo per rilassarmi, poi, nel tempo, è diventato un modo per conoscermi meglio. Oggi per me la pittura è di vitale importanza, un modo per aiutare me stesso e gli altri, aiutandomi a vivere meglio. Ciò che dipingo viene ad essere ciò che sono!
La tua fonte di ispirazione?
La vita stessa è la mia fonte di ispirazione. Può ispirarmi il mare, il mio stesso stato d’ animo, poi i sentimenti e le emozioni… Penso che occorra un’ educazione ai sentimenti e solo ascoltandosi, si possono conoscere le dinamiche interiori.
Quali sono i messaggi che vuoi inoltrare attraverso il tuo percorso artistico?
Il messaggio resta quello di voler veicolare emozioni e colori…amo molto i colori…Ma il messaggio più importante resta quello di guardarsi dentro e anche un’ opera d’ arte ti permette di farlo!
Hai partecipato a mostre importanti da Palermo a New York e sei stato recensito da firme autorevoli come Vittorio Sgarbi e Paolo Levi, come hai vissuto questo successo di pubblico?
Naturalmente ho provato un’ intima soddisfazione ma è proprio questo che mi spinge a voler proseguire, comprendendo che la strada che ho intrapreso è davvero quella giusta!
Come ti definiresti come uomo e come artista?
Sono una persona tranquilla ma anche determinata…Come artista mi sento in continua evoluzione perché mi sento sempre alla ricerca di qualcosa di diverso ogni volta, alla ricerca della perfezione, e quindi penso che in questo modo la mia ricerca non finirà mai!
Altre passioni di vita?
Mia moglie e mia figlia, poi i viaggi che aprono la mente… Il mio viaggio in Polinesia è stato fonte di ispirazione per molto tempo!
La vita è…arte?
La vita è tutta arte, dipende dal nostro sguardo personale. La vita è un capolavoro quando lascia un segno!
Prossimi progetti?
A fine ottobre parteciperò ad una mostra a Ferrara, una mia opera parteciperà ad una collettiva e l’ altra al premio Vittorio Sgarbi.
Quali sono i sentimenti che ti raccontano e appartengono?
L’ amore, l’ amicizia, la sincerità, rendere felici gli altri…
Un tuo motto di vita?
Avere il coraggio di guardarsi dentro e permettere agli altri di guardarti dentro!
Per info: cell: 349-2619879; facebook Vincenzo Pinto; instagram pinto_inart