“Ho inventato con te la scatola dei desideri non solo per riempire di sogni e fiducia le nostre giornate, ma anche perché è il contraltare di un’altra scatola, non meno importante, quella del dolore” ( Da “Sono cose da grandi” di Simona Sparaco). Il sole filtra dietro i vetri della finestra e si unisce alla nostra immagine fino ad illuminarla. Quando abbiamo il sole dentro ogni cosa si illumina: la nostra casa, le persone che ci circondano. La nostra storia diventa quasi un romanzo, solo se lo vogliamo. Intanto i ricordi, quelli buoni, si tingono dei nostri segni e dei nostri sogni, delle nostre sfide, paure, delusioni, coraggio. Tutto ha un senso, un colore, un volto. Quante volte passeggiamo in compagnia dei nostri ricordi più cari, li teniamo stretti al petto, chiudiamo gli occhi come a volerne sentire il profumo…Quante volte restiamo in silenzio come sopraffatti anche dai ricordi duri come pietra che non vogliono andar via… La memoria siamo noi, è la nostra vita che segue i suoi passaggi, che chiude i sipari per aprirne altri. Tutto diventa teatro e noi, protagonisti o spettatori, dipende. Dipende da quanto credito diamo alla nostra esistenza, da quanta voglia abbiamo di vivere, da quanta importanza diamo alle nostre radici, ai nostri sogni e progetti. La storia che andremo a raccontare ha il volto di una donna, di una donna dai colori chiari dove il sole gioca ancor più con il biondo dei capelli ed il chiarore dei tratti. Si chiama Raffaella Stefania Lombardi e fa dei ricordi e dei sentimenti legati ai ricordi un senso e una ragione di vita. Consapevole dell’effimero e di quanto la vita possa riservarci sorprese nel bene e nel male, ha rinchiuso in una scatola i ricordi che sono diventati fari a guidare ed illuminare il cammino. Raffaella è nativa di Oristano, di quella fetta di Sardegna che dà alle radici e alle memorie la sua benedizione. Come uno scrigno pieno di gioielli preziosi è la sua dedizione e il suo amore in memoria della nonna Elide. Raffaella, quando parla di sua nonna, è come se accendesse una lampada magica a riflettere la sua esistenza, a farla rifiorire come un fiore di pesco a primavera. La nonna era una donna di vecchio stampo che le ha inculcato il bello per la vita e soprattutto il coraggio di viverla. Se pur tra momenti dolorosi, quasi passaggi obbligati, Raffaella ha voluto dare vita ad alcuni oggetti che le sono appartenuti: bambole di stoffa che la nonna cuciva con dedizione, le stesse che adesso desidera profondamente rievocare. Quasi a volersi unire a lei, a cucirle insieme, creando un ponte tra presente, passato e futuro. Tutte le nonne ci lasciano custodire la parte più profonda di noi fatta di insegnamenti, consigli, incoraggiamenti. Se pur si affrontano momenti difficili, sarà la loro memoria a venirci incontro e quanto ci hanno elargito con amore. Raffaella è una donna di quarantanove anni, pacata e determinata nello stesso tempo, gioviale, attenta ai segnali e ai messaggi esterni, sensibile, profonda, intelligente di quell’intelligenza fresca, intrisa di genuinità e autenticità. Le sue bambole riflettono la sua armonia, la sua energia positiva, un mondo di sogni, un mondo di memorie legate al filo dell’immaginazione che trasforma ogni cosa. Lo scrigno dove conserva le sue bambole è visibile sulla pagina facebook: La casetta di nonna Elide. Ed è così che nel cucire, dipingere, tagliuzzare, riempire le sue bambole, ha riempito i suoi giorni. Se pur molto legata alla famiglia d’ origine e alla famiglia che si è creata, attraverso le sue bambole di stoffa, si è unita al tempo, perché ha saputo riempirlo… E spesso il segreto per star bene con se stessi è proprio riappropriarsi del tempo. In questo modo la musica cambia, cambiano i colori, le espressioni a seconda degli stati d’animo. Raffaella trasmette emozioni e sentimenti alle sue bambole che diventano parlanti. Perché parlano della sua vita, della sua infanzia, adolescenza fino a quando è diventata donna. Creazioni che accompagnano un cammino, che regalano messaggi di ottimismo, che ispirano tenerezza, che rilasciano armonia e serenità. Nella sua casa circondata da un bel giardino curato e dai suoi amici a quattro zampe, Raffaella medita, rivolge uno sguardo al cielo, beve il suo caffè e riprende ago, filo e colori. Quei colori che sono quelli di nonna Elide, quei fili, quella pittura che disegna occhi felici, a tratti melanconici ma pur sempre occhi che guardano al futuro e che godono del presente. Non a caso il motto per eccellenza di Raffaella è “carpe diem”! Vivere alla giornata, ringraziare i giorni per il solo fatto di essere vivi e vedere spuntare il sole. Non c’è niente di più affascinante, non c’è niente di più vero e sensazionale per chi lo pensa davvero.
Di che cosa ti occupi precisamente?
Creo bambole di stoffa che poi dipingo per la felicità dei bambini e… dei più grandi. Inoltre sono specializzata anche in pittura materica: uso materiale come il gesso acrilico e la pasta modellabile. Ho realizzato diversi quadri con temi floreali ma anche astratti.
Quali gli studi intrapresi?
Ho studiato presso l’Istituto d’ arte di Oristano. E devo dire che gli studi artistici sono stati galeotti perché qui ho conosciuto mio marito Giampiero, molto bravo come artista del legno ma che adesso fa tutt’ altro: lavora in un’azienda occupandosi di logistica.
Entrambi artisti: in che cosa vi differenziate caratterialmente?
Vorrei sottolineare che siamo soprattutto molto complici, affiatati, ancora molto legati l’un l’altra… Stiamo insieme da trent’ anni, è il mio alter ego ma forse è più introverso di me, per il resto abbiamo gli stessi interessi e ci confrontiamo e consigliamo spesso.
Quando hai iniziato a confezionare queste bambole?
Da quando è nata la mia prima figlia Stefania…ho iniziato a crearle per lei e, poi, con il passare del tempo, seguendo il mio senso artistico che non mi ha mai abbandonata, mi sono accorta che avrei voluto farne un’attività…
I tuoi colori preferiti?
Adoro l’arredamento e i tessuti provenzali. Quindi i miei colori preferiti sono i colori pastello: dal rosa al verde all’azzurro provenzale. Quest’ anno, nel mese di luglio, andrò in viaggio in Provenza per ispirarmi e perché è una zona della Francia che si avvicina alla mia essenza romantica, dolce e creativa.
Anche la tua casa ti rispecchia in questo senso?
Sì, devo dire di sì, le case sono un po’ lo specchio della nostra anima. Ad esempio ho una forte inclinazione e gusto per gli oggetti antichi…
Quali oggetti antichi conservi ancora?
Beh, ad esempio, conservo gelosamente un cassettone di mia nonna Elide, una lampada antica e una vecchia Singer, la mitica macchina da cucire …
Come ti definiresti? Raccontati…
Sono una persona serena, o meglio, sono una persona che ha sempre tenuto alla propria serenità e a quella degli altri. Anche se ho vissuto passaggi dolorosi nella mia vita, come si suol dire, ho sempre voluto trovare un fiore nel deserto. Penso che già vivere, svegliarsi al mattino sia tanto. Mi piace stare a contatto con la natura, ho quattro cani e due gatti e raccolgo anche qualche amico a quattro zampe per strada… Mi appaga, poi, il mio essere artistico, la mia duttilità nei confronti della vita e…mi ha dato il via libera anche la mia tenacia… Questa sono io, più o meno…
Una bella persona, complimenti per la tua struttura interiore…
Grazie, ma sono semplicemente me stessa. Credo che per alcuni versi nasciamo con certe doti caratteriali: le migliori dovrebbero essere coltivate nel nostro giardino interiore…
Pensi di assomigliare caratterialmente a tua nonna Elide? Che cosa ti ha trasmesso?
Sì, penso di assomigliarle… Mia nonna Elide era una donna dolce e forte. Una donna di altri tempi. Mi ha trasmesso il valore dell’onestà, il senso del dovere e del sacrificio che, se è visto con amore, si trasforma in qualcosa di semplice e gratificante. Sento ancora il suo profumo, il suo calore, la vedo ancora in un angolo della casa a cucire le sue pigotte e regalarle alle bambine…Mia nonna mi ha allevato…Mi ha trasmesso tanto e fortunatamente penso di aver incarnato tratti della sua saggezza e dei suoi atteggiamenti nei confronti della vita. Le sono profondamente grata per avermi inculcato soprattutto la parola amore, con la a maiuscola…
Trasmetti questi valori anche ai tuoi figli?
Sì, sono una miniera inesauribile dalla quale attingo la mia forza…Cerco di inculcare questi valori ai miei figli Stefania, Federico e Matteo. Sono la mia vita, non potrei fare diversamente…Cerco di trasmettere loro in particolar modo i valori dell’onestà, giustizia e solidarietà.
La tua famiglia ti incoraggia ad andare avanti in questa attività?
Mio marito e i miei figli sono i miei primi fan, mi incoraggiano tantissimo…anche perché vedono quanta passione metto in quello che faccio…
Un motivo valido per acquistare le tue pigotte?
In esse si sentirebbe ancora il profumo di nonna Elide…
Un tuo sogno da voler realizzare in genere?
Mi piacerebbe mettere su un parco giochi per la gioia dei bambini… Mia nonna amava molto il mondo dell’infanzia e mi piacerebbe lasciare in questo modo un’ altra traccia d’amore per mia nonna e per i bambini…
Che cosa ti dà la tua terra sarda?
Ho vissuto per alcuni anni ad Olbia…dove attualmente tengo dei corsi di pittura… Ho girato in lungo e in largo la Sardegna e devo dire che è una terra affascinante e non lo dico perché ci sono nata e cresciuta e tuttora ci vivo. Adoro il mare soprattutto d’ inverno, con tutto il silenzio che lo circonda. Ogni tanto mi carico di pietre e legnetti per le mie creazioni…Intanto devo dire che il popolo sardo è un popolo accogliente, ospitale, meraviglioso…
Un messaggio che ti senti di dare agli altri, dati i tempi difficili che viviamo?
Mi sento di dire che oggi ciò che abbiamo perso di vista è la fede. Avere fede aiuta nei momenti difficili ma occorre che sia alimentata, che sia una fede vera. Ho letto la Bibbia e mi sono sentita salvata più volte da Qualcuno più grande di noi…questo sì, posso dirlo a voce alta: il Signore ci salva!
Per Info: troviamo Raffaella Stefania Lombardi sulla pagina Facebook: La casetta di nonna Elide