Giovanna Torchia, quel vento che scompiglia l’ anima

Giovanna Torchia, quel vento che scompiglia l’ anima

Essere donna è così affascinante. E’ un’ avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna… (Oriana Fallaci).

 

Oltre le nuvole c’ è sempre il sole…Ci sarà sempre una canzone che ci porterà lontano, sulle ali del sogno. E ci sarà sempre un cuore che batterà per noi e una mano che si stringerà alla nostra. Per noi donne è sempre un po’ più difficile trovare l’ equilibrio, cavalcare le onde tra sole e tempesta, grandine e pulviscoli di stelle. A noi donne si chiede di più forse proprio perché siamo qualcosa in più, un qualcosa che sa di duraturo, un qualcosa che sa di bellezza infinita, di sogno e creatività. Noi donne siamo esseri speciali, non riusciamo a stare bene se non vediamo che gli altri, le persone che ci circondano  possano stare bene. Noi donne siamo totali in tutto ciò che facciamo e amiamo. E quando ci accorgiamo che quella favola che speravamo arrivasse, non arriva, ce la inventiamo, sì, abbiamo proprio il coraggio di inventarcela. Perché siamo romantiche, sognatrici, pure e speciali. Sentiamo vibrazioni ovunque, ovunque si parli d’ amore, di tenerezza e bellezza.  E cerchiamo di tenere lontano il cattivo tempo e se proprio occorre, riusciamo anche a danzare sotto la pioggia, insieme a quel vento che scompiglia l’ anima. Perché siamo capaci di grandi sofferenze come di grandi gioie, di cose semplici e di grandi conquiste. Viviamo questo dualismo in maniera perfetta. Siamo rigore e passione, verità e rarità. E siamo quelle che alziamo gli occhi al cielo per contemplare la forma delle nuvole. Ci piace tornare bambine e non perdiamo occasione per farlo. Perché abbiamo capito che il segreto è tutto qui: tornare a vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Solo questo potrà salvarci dai pericoli e dalle negatività delle vita. Tutto questo e altro ancora è stato incarnato dalla personalità di una donna bella fuori quanto bella dentro. Giovanna Torchia ha cinquantasei anni, ha origini calabresi e vive a Platania in provincia di  Catanzaro, in collina, tra l’ incanto del monte Reventino che la sovrasta. Questo è il luogo del cuore di Giovanna, un luogo dove ama fermarsi per contemplarlo in tutta la sua bellezza. Giovanna è sposata con Mario, un imprenditore di autotrasporti. Ha quattro figli che sono la luce dei suoi occhi: Paola, Francesco, Stefano e Davide. Giovanna parla tanto dei suoi figli e la voce si incrina emozionandosi, perché ognuno di loro,  per una mamma come Giovanna, è una storia da raccontare. Difatti ha avuto la sua prima figlia già diciottenne e questo è  stato per lei un motivo di grande orgoglio. I suoi figli sono come perle di una collana infinita che vorrà tenere sempre con sé. Tra rinunce, sacrifici, vittorie e sconfitte che la  vita ci impone, Giovanna comunica tanta forza e coraggio di vivere. Lei che per prima ha gestito un impianto di carburanti per sette anni, ha sentito il bisogno di andare verso qualcosa di unico, di proprio… Verso un mondo nel quale riconoscersi, un mondo fatto di gentilezza, verso un mondo dove potesse rifugiarsi e sentirsi protetta. E proprio il suo  mondo sarà a sceglierla, il suo mondo creativo che l’ ha condotta sulle ali del sogno ad una realtà, ad un percorso creativo che ha sentito sin da subito. Perché la creatività è come l’ elettricità, si avverte, è nell’ aria, in qualche nuvola rosa che ti avvolge dalla testa ai piedi. Ed è così che si diventa persone speciali, persone straordinarie. Giovanna ha fatto di tutto per cucirsi e ricamarsi addosso il suo mondo fatato perché proprio di mondo fatato si tratta, di un mondo fatto di gnomi e di bambole, le sue. E davvero in queste sue creazioni sembra trasferire la sua anima, un’ anima che non vuole pensare al brutto della vita, piuttosto vuole tendere verso l’ infinito. Verso ciò che può fare stare bene un po’ tutti, dai grandi ai piccoli. E Giovanna si è fatta guidare dal suo istinto e l’ istinto delle donne, si sa, non sbaglia mai. E con quel vento che scompiglia l’ anima e che è impulso a creare, Giovanna cuce la sue bambole waldorf secondo lo stile stineriano che considera di vitale importanza l’ armonia e lo sviluppo della persona nella tripartizione tra corpo, anima e spirito.  E quindi l’ impatto con il mondo dei più piccoli non poteva che essere positivo come è stato positivo anche il riscontro nel mondo degli adulti. E tra le bellezze della sua terra e del suo amato monte Reventino, Giovanna cerca ispirazione e porta a passeggio i suoi gnomi che sono così espressivi che sembrano accompagnarla ovunque vada. E con i suoi gnomi e bamboline attraversa, in punta di piedi, i suoi stessi stati d’ animo e le sue stesse emozioni. Sì, perché Giovanna è una donna molto empatica, molto vera, sincera e diretta e si avvertono davvero emozioni sia attraverso le sue parole che attraverso i suoi manufatti. Le sue sono creazioni fatte  con la cura dei dettagli e con quell’ amore per l’ artigianato per il quale si batte tanto, nel quale crede ciecamente e vorrebbe tutelare perché patrimonio unico che sa di leggende e tradizioni antiche. Difatti solo se riusciamo a lanciare uno sguardo all’ unicità del passato, potremo scoprire l’ unicità del presente. Affinchè il lavoro delle mani possa durare per sempre. Come dura per sempre il sorriso di Giovanna, una donna che sa sorridere oltre gli ostacoli e le difficoltà, oltre quella vita che vuole metterti alla prova. Ed ecco che con l’ avvicinarsi del Natale, della festa più bella dell’anno, insieme a quel vento del monte Reventino che scompiglia l’anima, Giovanna comincia  a dar vita alle sue opere uniche come è unica lei che le cura con passione, dedizione e amore infinito.

Raccontati tra passioni, lavoro, famiglia…

Ho fatto sempre la casalinga, a diciotto anni ho già avuto la prima figlia, oggi ci scambiano per sorelle -sorride- e poi a trent’ anni ho chiuso il cerchio con un altro figlio…Per sette anni ho gestito un impianto di carburanti, poi ho sempre lavorato a maglia, all’ uncinetto…

Come nasce, quindi, la tua passione per il cucito creativo?

L’ anno scorso ho voluto provare a realizzare gnomi e bambole con il cucito creativo…Mi è sempre piaciuto  farmi circondare da un mondo magico e fatato, un modo per scacciare i brutti pensieri…Poi il mio paese mi ha ispirato e mi ispira tant’ è che agli gnomi ho voluto dare nomi e soprannomi di persone con nomi dialettali, tipo “Peppe unnestature”, l’ innestatore di alberi….

Qual è il tuo stile e il materiale da utilizzo?

Per le bambole  lo stile è waldorf secondo lo stile stineriano che prevede prodotti naturali che possano permettere un sano sviluppo del bambino, quindi io tengo presente questa filosofia e i miei sono tutti prodotti naturali: stoffe cinigliate,  pile,  cotone, materiali naturali riempiti con pura lana di pecora. Non utilizzo colla perché cucio tutto a mano, poi utilizzo la cera per decorare ed è tutto in uncinetto e cucito creativo. Ad esempio, mi sono stati regalati avanzi di pelliccia e così ho realizzato lo gnomo vescovo, una mia creazione che ho regalato al vescovo del mio territorio…Poi ho creato la linea per bambini Kalo kids in omaggio alla memoria di Frida Kahlo.

Come è stata la tua infanzia?

Da piccola mi inventavo  le bambole… non potendomi permettere bambole classiche, nelle maniche delle maglie, mettevo stoffa e gli davo la forma…La mia è stata un’ infanzia serena, ho vissuto con le mie nonne, Giovanna e Maria che lavoravano all’ uncinetto…Provo nostalgia per i tempi passati, quando vedevo le mie nonne chiacchierare fuori casa, d’ estate,  e lavorare all’ uncinetto sedute alle loro sedie… Ricamavano, scucivano vecchie maglie e le rifacevano, oggi c’è troppo spreco. Bastava poco per stare bene perché si era più sereni e più in armonia con se stessi e con gli altri…

I tuoi luoghi del cuore?

Il monte Reventino è il mio luogo del cuore, un luogo magico dove mi ritrovo a contatto con la natura, mi sembra di stare su una nuvola. Amo molto la solitudine per ritrovarmi e riprendermi…

Prossimi progetti anche per il periodo natalizio?

Vorrei realizzare i gringhi, questi elfetti dispettosi…e poi una bambola di settanta centimetri…

Che cos’ è per te il Natale?

Il Natale per me è una festa importantissima per tutta la famiglia, una festa ricca di tradizioni come la pignolata con il miele e altri dolci tipici insieme all’ aria di allegria che si respira…è tutto così magico…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una persona positiva, forte, empatica, sono una che non le manda a dire…dico ciò che penso, sono diretta, mi piace la spontaneità e l’onestà. Come creativa non mi piace perdere tempo, se vedo una cosa, la penso, la immagino e la creo…Sono diretta e impulsiva anche nella creatività…

Che cos’ è per te la creatività?

Per me è dare libero sfogo alle dinamiche interiori, in questo modo riesco a vedere le cose con gli occhi di un bambino, con uno sguardo puro e per quanto puoi essere adulta e aver sbagliato, ti resta la purezza che ti fa essere positiva e ti permette così di aiutare gli altri…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e che cosa ti fa star male?

Mi fa star bene la schiettezza, mi fa volare perché mi sento libera di esprimermi, l’ invidia e la competizione cattiva mi fanno star male…

Qual è la tua forza?

Credere in me e in Dio, ho fede in Dio e questo mi aiuta tanto…

Un tuo motto di vita?

Credi sempre in te stesso!

 

Per info: Giovanna Torchia cell: 327-7030151

 

 

 

 

 

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