Maria Grazia Carboneri, come il filo di Arianna

Maria Grazia Carboneri, come il filo di Arianna

Creare è dare una forma al proprio destino ( A. Camus)

 

C’ è sempre un suono che viene da lontano, un suono che va e che torna, c’ è sempre una campana che ti chiama e che ti suggerisce di andare in un verso o nell’ altro. Ma soprattutto ci sarà sempre qualcosa a parlare di noi perché saranno quelle impronte, quei segni, quelle trame a parlare di noi e a raccontare la nostra vita. E come il filo di Arianna, ci sarà sempre qualcosa che ci unirà alla nostra vita, un messaggio, un segnale che ci farà uscire dal labirinto dei nostri affanni, costrizioni, difficoltà, dolori.  E potrà salvarci davvero qualcosa come un gomitolo di lana? Sì, può succedere che ci salverà davvero. Così come una buona parola, un buon esempio, una carezza, un sorriso. Non siamo nati solo per soffrire e se anche questa sofferenza ci sarà perché sarà tutto compreso nel prezzo della vita, ci distinguerà quella forza d’ animo, quel voler andare avanti, costi quel che costi.  Perché la vita davvero riserva gioie e dolori, gioie immense come dolori immensi. E come fare per ritrovare la strada e non perdersi nel famoso labirinto? Bisogna costantemente ascoltarsi, costantemente avvertire che cosa può renderci felici anche con quel poco che poi è molto. Perché la felicità risiede davvero nelle piccole cose che poi diventano grandi sotto i nostri occhi perché saremo noi a trasformarle attraverso la nostra bellezza interiore.  Ecco, sì, sarà proprio la bellezza interiore a salvarci e a darci quel senso della vita che pesavamo di aver perduto. Ma proprio come il filo di Arianna, bisogna ritrovare il bandolo della matassa. Per vivere meglio, continuare ad andare avanti e, perché no?, sognare di più. Come è accaduto a Maria Grazia Carboneri, una donna solida, intensa, una donna che ha davvero tanto da raccontare. E dal suo racconto di vita, si possono davvero trarre spunti di riflessione. Maria grazia ha cinquantasette anni, è originaria di Genova e vive a Genova con suo marito Sandro, una persona altrettanto solida e collaborativa tant’ è che la supporta e aiuta nel suo mondo creativo. Maria Grazia ha una figlia, Ylenia di ventisette anni, oggi è impiegata come agente del settore marittimo portuale…una ragazza di cui andare fieri. Intanto Maria Grazia ha svolto varie mansioni nella sua vita, a partire dal lavoro nella azienda di componenti elettronici di suo marito fino a lavorare nei bar. Non si è mai data per vinta, non si è mai arresa e  soprattutto non ha mai perso il bandolo della matassa. Soprattutto quando si è ammalata di tumore e il mondo le è crollato addosso come un fulmine a ciel sereno, soprattutto, poi, quando si è ammalata di covid, anche se  in entrambi i casi ne è uscita vittoriosa riportando però cicatrici fisiche e psicologiche. Ma Maria Grazia ha saputo rimboccarsi le maniche e, per l’ ennesima volta, ha saputo guardare avanti, verso un orizzonte che le apparteneva da tempo e che poi si è formato tra le sue mani, sotto i suoi occhi e nel suo cuore. Durante il lockdown, periodo fertile per la creatività, Maria Grazia ha voluto dare forma alla sua inclinazione per l’ uncinetto o crochet, come dir si voglia. Ci confessa di essere stata sempre una creativa anche nel modo di essere e di vedere la vita. Ci racconta che le è sempre piaciuto disegnare, leggere, apprendere e confrontarsi. Galeotta è stata un’ azienda tessile del beneventano, la Tessiland, una realtà che le ha permesso di entrare nel suo mondo come Alice nel paese delle meraviglie. Tra lana e gomitoli di cotone, si è voluta letteralmente perdere e tuffare a capofitto. Ed intelligente, tenace e determinata qual è, ha subito riscontrato le sue buone attitudini e quelle capacità creative che ha tenuto nascoste  ma che poi ha voluto liberare come su ali di farfalla.  Perché la creatività è davvero così, è un volo, un battito d’ ali che ti restituisce il sorriso e il senso della vita. E Maria Grazia è riuscita a prendere in mano la sua vita, attraverso la sua passione per l’ uncinetto attraverso il quale è riuscita a sentirsi più se stessa, a volersi più bene… Borse, cappelli, maglie sono la sua specialità ma anche i suoi simpatici e teneri amigurumi. Maria Grazia ha iniziato lavorando un unicorno che poi le ha portato fortuna…Nel periodo di Natale, poi, entra nel suo mondo magico: casette, presine con Babbo Natale, tutti manufatti molto gettonati e apprezzati. Per non parlare delle sue caratteristiche borse alla Mary Poppins o in lurex. Le creazioni di Maria Grazia fanno sognare, danno quel brio in più, accendendo l’ immaginazione e la fantasia e creando quel comfortzone, quel senso di tenerezza e morbidezza di cui tutti abbiamo bisogno. In special modo le donne. Difatti noi donne, in maniera particolare, abbiamo bisogno di gentilezza e tenerezza perché si potranno fare  anche tutti i sacrifici del mondo ma poi una donna ha tutto il dovere di trovare la sua isola felice. Perché le donne sono così, hanno bisogno di un filo che le riporti in vita e che le aiuti ad andare avanti. Per ritrovare, come con il filo di Arianna, la strada maestra, quella che ti conduce verso la luce e la bellezza interiore.

 

Raccontati tra passioni, vita familiare, lavoro…

Ho sempre lavorato nell’ azienda di componenti elettronici di mio marito per tre anni, alternandomi tra casa e famiglia, poi è arrivata Ylenia, mia figlia. Prima ancora ho lavorato in una lavanderia industriale…Poi con l’ arrivo di mia figlia, mi sono occupata di lei e solo successivamente ho lavorato nei bar con orari più elastici… Poi all’età di trentasei anni mi sono ammalata di tumore ma l’ ho vinta io… Mia figlia aveva sei anni, è stato terribile ma sono ancora qui che ne parlo. Mia figlia è stata molto traumatizzata quando mi sono ammalata, poi si è ammalato anche mio padre di alzheimer e dopo un po’ è venuto a mancare, poi mi sono ammalata di covid ma anche qui ce l’ ho fatta! Si è trattato di una fase molto dura tant’ è che mi ha lasciato un piccolo danno cardiaco e lesioni ai polmoni. Ed ecco che qui poi mi sono voluta dedicare all’ aspetto creativo…per reagire e non darla vinta a niente e a nessuno.

Come e quando è iniziata quindi la tua passione per l’ uncinetto?

Intanto sono rimasta favorevolmente colpita dalla Tessiland, una ditta del beneventano, qui ho comprato della lana per fare un regalo: una coperta per un amico che ha utilizzato in barca, poi mi sono buttata sugli amigurumi, seguendo tutorial portoghesi, brasiliani e messicani… Ho iniziato con un unicorno, poi un gufo, poi una coccinella…poi c’ è stato il periodo delle borse, una mia amica mi ha commissionato la borsa di Mary Poppins, una borsa tutta realizzata con mattonelle all’ uncinetto e a forma di trapezio con manici in metallo antichizzato, poi ho realizzato borse in lurex…Per adesso mi sto concentrando sulle creazioni per il Natale…

Perché hai scelto proprio l’ uncinetto o il crochet?

Mia madre era una maglierista, anche lei è venuta a mancare troppo presto…Mi è rimasta però  quella spinta emotiva che mi ha permesso di realizzare molti manufatti con le mie mani.

Che cosa realizzi esattamente?

Borse, cappelli, maglie, maglioni e poi vestiti e poi gli amigurumi, in lana e cotone, dipende. Devo dire intanto che ho un ottimo collaboratore che è mio marito il quale, talvolta,  ritaglia e incolla i supporti per le mie creazioni.

Che cosa realizzi per Natale?

Il periodo natalizio è il boom per le mie creazioni di Natale, borse,  candelabri, presine con Babbo Natale e casette in cartone che poi vengono rivestite con l’ uncinetto.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe realizzare bomboniere, mi piacerebbe  creare altri cappelli, poi vorrei realizzare una coperta tridimensionale fatta a rombi…mi piacerebbe lavorare il chiacchierino.

Che cos’ è per te la creatività?

Mi fa stare bene nel vedere ciò che ho realizzato e modificare anche ciò che ho realizzato.

Il miglior complimento ricevuto?

Le mie creazioni piacciono per la precisione e siccome sono una disordinata cronica, mi fa piacere  quando lo dicono…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono determinata, caparbia, romantica, affettuosa…noi genovesi siamo chiusi, siamo gente di mare ma siamo anche persone forti e sensibili.

La tua fonte di ispirazione?

Mi ispiro alle tecniche sudamericane…

Altre passioni di vita?

Mi è sempre piaciuto disegnare, leggere, mi sono sempre piaciuti gli animali…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti fa star male e rattrista?

La falsità, l’ ipocrisia, la maleducazione, il non rispetto delle idee altrui, questo mi fa star male; la libertà, il rispetto, l’ essere di aiuto agli altri, questo mi fa star bene.

I tuoi colori e profumi preferiti?

Il profumo della gardenia è  il mio profumo preferito e il colore preferito è il nero insieme al rosso e al bianco, tinte forti che mi rappresentano…

Un tuo motto di vita?

Ce la devo fare a tutti i costi!

 

Per info: 388-6221114

 

Un pensiero riguardo “Maria Grazia Carboneri, come il filo di Arianna

  1. adorabile maria grazia siamo nate a distanza di un mese una dall’altra e le nostre madri si conoscevano da quando ci portavano in grembo,meravigliosa creaturadalle mani magiche!Provare per credere !Mettetela alla prova….

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