Anna Cannizzo, come un fiore di marzo

Anna Cannizzo, come un fiore di marzo

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare le proprie anime ( G. B. Shaw)

 

Siamo tutti bisognosi di pace, amore, comprensione e quando ciò non avviene o stenta ad arrivare, ci chiudiamo in noi stessi, sentendoci soli ed incompresi. Ma tutti abbiamo bisogno di un nostro posto nel mondo per sentirci più protetti e sicuri. La vita, poi, alle volte va dove vuole e non sempre riusciamo a tenere dritta la rotta. Siamo come barche in mezzo al mare e non riusciamo sempre a capire il mare, i suoi segreti, i suoi misteri, i suoi messaggi. Ma continuiamo a stare a galla, a barcamenarci appunto, fino a che troveremo quell’ onda amica che vorrà salvarci più che inghiottirci. E che cosa ci sveglierà e ci aiuterà a risalire la china? Alle volte basta ascoltarsi e far venir fuori le proprie risorse e potenzialità perché ognuno di noi è in grado di dire qualcosa e di fare qualcosa nella vita. Figuriamoci gli artisti e i creativi… Anna Cannizzo è una pittrice a tutti gli effetti ma è così umile e modesta che non si accorge fino in fondo del suo talento. O meglio, non tende ad esaltarsi perché sta sempre con i piedi per terra, è sempre guardinga perché la vita con lei è stata un po’ avara. E quindi ha bisogno di fidarsi ma non ha fiducia soprattutto nel genere umano e quindi si rifugia in se stessa fino a sentirne sofferenza e dolore e fino poi ad uscirne attraverso l’ atto artistico e la sua arte pittorica. Si ritiene una donna sensibile, ricettiva tanto da non riuscire a liberarsi dalle sue stesse catene se non quando dipinge rifugiandosi nei colori. Colori brillanti, solari, audaci a differenza della sua personalità più chiusa e riservata. L’ altro lato della medaglia è ciò che siamo e che riusciamo ad esprimere soltanto attraverso una nostra particolare passione. Attraverso la pittura, Anna Cannizzo aspira a conoscersi. Dopo aver frequentato il liceo artistico che le ha dato quegli input giusti, poi si è arenata per problemi familiari. Ha lavorato come collaboratrice domestica ma poi da un anno a questa parte ha sentito il richiamo dell’ arte, anche incoraggiata da persone che credono in lei come sua sorella Lorena e una signora per la quale ha lavorato. Anna trova intanto la sua fonte di ispirazione nella sua Sicilia e nella sua Catania, città nella quale è vissuta e cresciuta e che ama particolarmente. Come il mare che è la sua grande fonte di ispirazione, il mare con tutte le sue sfumature e poi c’ è la natura con i suoi animali preferiti come i cavalli, i cigni e le farfalle. Anna ha un’ anima candida, sembra che la sua personalità si divida a metà tra razionalità e irrazionalità e come tutti, per distaccarsi dai problemi quotidiani, ha bisogno di evadere e di volare nei colori. Difatti le sue opere trasmettono gioia, ma più per l’ arte che per la vita.  Non troviamo colori bui e anche se Anna ha incontrato il buio nella sua vita, ha voluto trasformarlo in luce. E questa è la sua forza e anche se timida qual è, non riesce a riconoscerla appieno, ammette  però che la sua è  una esperienza   emozionale nel campo dell’ arte. La sua prima opera realizzata rappresenta  un casolare di campagna di fronte casa sua, poi ha continuato il suo percorso artistico dopo una parentesi di distacco, rappresentando un quadro con le mimose. E si sente proprio  come la mimosa,  quel fiore timido di marzo, quel fiore che  compare tra fine inverno e inizio primavera. Questo perché si sente spesso a metà strada, tra gioia e dolore, tuffi al cuore e tuffi nella vita, fra delusioni e passioni. Non cerca lo slancio Anna, l’ affermazione personale, cerca solo se stessa in questo accavallarsi di sensazioni ed emozioni che la vita stessa elargisce ogni volta. Resta sempre un po’ sbalordita, un po’ sopraffatta poi riesce a capirsi, a stupirsi e ad accettare quel graffio che la vita ci procura, ben consapevole di continuare a sbocciare e a rinascere. Proprio come un fiore di marzo.

Raccontati tra sudi, passioni, lavoro…

Ho frequentato il liceo artistico ad indirizzo architettura, ero brava, avevo dei voti altissimi; sono stati anni belli e ho avuto le mie soddisfazioni ma tutto senza sforzo, mi riusciva bene qualsiasi lavoro…Avrei voluto continuare con l’ Accademia di Belle Arti, non ho potuto per problemi familiari. Sono cresciuta in fretta, sono la terza di otto figli… E così, stando molto tempo a casa, mi sono dedicata ai ritratti a matita e ad olio, poi ho lavorato in un laboratorio di bomboniere che decoravo, poi ho fatto qualsiasi tipo di lavoro, dalla badante alla collaboratrice domestica.

Chi ha riacceso in te la passione per la pittura?

Mia sorella Lorena mi ha  aiutata ad uscire dalla mia chiusura mentre la signora per la quale faccio la collaboratrice domestica mi ha dato una motivazione in più a quella che già avevo dentro… Ed è così che è riemersa in me questa passione, dandomi un input positivo,  ho iniziato a comprare il materiale e solitamente dipingo nel pomeriggio e nel fine settimana…Devo dire che fatico molto a staccarmi dai miei quadri dove c’ è tutta la mia passione e la mia essenza di donna.

Che cos’ è  l’ arte per te?

L’ arte per me è come una terapia, mi  astrae dai problemi, mi  piacerebbe fare della mia passione un lavoro. Per me la pittura è gioia, è un inno alla vita, il mio unico amore corrisposto -sorride-.

La tua fonte di ispirazione?

Il mare, adoro il mare e le spiagge come San Giovanni li Cuti e la Playa di Catania, dove andavo da bambina con la mia famiglia…Il mare mi dà un senso di pace e di paura quando lo vedo così esteso…Poi mi piacciono molto i cigni così eleganti con il riflesso che fanno nell’ acqua. Il cigno bianco rappresenta per me la dolcezza, la sensibilità; il cigno nero la ribellione  e la passionalità. Mi   piacciono i cavalli che rappresentano la libertà assoluta dell’ essere sia umano che animale, poi le farfalle, i fiori…Nel prossimo quadro ho in mente di rappresentare i fiori, forse i tulipani. Ho  ricominciato a dipingere con un quadro che rappresenta marzo con le mimose…

La tua primissima opera realizzata?

Avevo quindici anni e ho rappresentato un casolare in campagna di fronte casa mia.

I quadri  ai quali sei più affezionata?

I quadri che rappresentano sia il cigno nero che il cigno bianco.

Aria, acqua, terra o fuoco: qual è il tuo elemento naturale?

L’ acqua, decisamente.

Il tuo luogo del cuore?

Ognina, una zona di mare che amo molto…

Come ti definiresti come donna e come artista?

Sono una persona dolce e sensibile al dolore degli altri, sono altruista, a volte chiusa, a volte aperta, enigmatica…mi si deve conoscere approfonditamente.

Prossimi progetti?

Ho partecipato a delle estemporanee ma mi piacerebbe partecipare a concorsi e mostre.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?

Vorrei che nel mondo non ci fosse sofferenza, dolore, menefreghismo, al contrario, mi fa star bene l’altruismo e vedere che nessuno soffra più del dovuto.

Un tuo motto di vita?

Cercare sempre di riuscire a fare ciò che ci piace e amiamo!

 

Per info: pagina facebook Anna Cannizzo

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *