Giovanna Miscali, lo specchio della vita

Giovanna Miscali, lo specchio della vita

La verità che difendiamo è quella che serve a pulire il cosmo. Il tuo racconto è un tergicristallo in un giorno di pioggia, tenerti è un miracolo come conservare un lampo in un armadio ( Da Studi sull’ amore di Franco Arminio)

 

Abbiamo bisogno di bagnarci i piedi nell’ acqua di un fiume, di vederci allo specchio dell’ anima, ma abbiamo bisogno anche di caos e magma per creare qualcosa che ci rappresenti e che ci curi lo spirito.  Abbiamo bisogno di aria come di acqua, terra e fuoco, di quel tutto per capire meglio la nostra natura e riconoscere il nostro stile e di vita e di pensiero. Dovremmo tendere ad essere unici ed incredibilmente veri perché è proprio la verità che muove il mondo in tutte le sue forme  e sfumature. C’è sempre, quindi, una verità da voler difendere, una verità che si porta dietro il nostro vissuto, le nostre radici, origini e la nostra storia familiare. E l’ arte è un po’ come la vita… Se si riesce ad approdare sulla spiaggia dell’ arte insieme alla luce che emana in tutto il nostro percorso interiore, si è veramente salvi e si  può vivere più a lungo. Attraverso il cammino dell’arte, si è più pronti anche ad individuare il nostro personale sguardo sul mondo, a decidere quali colori utilizzare, a decidere chi vogliamo essere e in che cosa vogliamo credere. Riuscire a cogliere il nostro sguardo sul mondo non è semplice, abbiamo bisogno di qualche elemento in più, di aria, acqua, terra e fuoco.  Intanto l’ elemento preferito dalla pittrice  e ritrattista Giovanna Miscali è sicuramente l’ acqua. L’ acqua che è lo specchio dell’ inconscio, della vita, l’ acqua che è liquido amniotico, l’ acqua che ci protegge e ci rende liberi di essere noi stessi fino in fondo. Fino in fondo al mare, ai sogni, ai fondali marini, altra cornice preferita dalla nostra pittrice insieme ai gigli, fiori preferiti dalla sua cara mamma.  Tutto insieme alla celebrazione della natura insieme ai soggetti femminili e soprattutto insieme al tema dell’ acqua che è elemento naturale dell’ artista sia dal punto di vista tecnico che tematico.  Giovanna Miscali  è originaria di Torino ma vive ad Abbasanta, un piccolo comune in provincia di Oristano. La sua specialità sono proprio gli acquerelli su carta e su tela di fine ramatura di cotone come anche l’ acrilico però molto diluito. Perché è proprio questa la sua caratteristica: diluire le cose del mondo per non immergersi totalmente nella realtà la quale, il più delle volte, fa male e ci fa soffrire. La pittura  come il disegno sono stati sempre la sua ancora di salvezza, sin da piccola.  Oggi la sua arte pittorica si divide tra uno stile realistico e onirico quanto surrealista. Proprio perché l’ artista Miscali è sempre in bilico tra un mondo onirico fatto di pennellate delicate e rarefatte e un mondo realistico che comunque vale la pena conoscere. I suoi dipinti parlano di tartarughe marine come  di mani che trattengono fiori, di conchiglie, di corpi di donne, bambini, ritratti familiari o meno. L’ artista Miscali dà l’ idea di una donna, questa volta con i piedi nell’acqua e lo sguardo rivolto al cielo, a qualcosa di ultraterreno, a qualcosa che sia sogno palpabile. Cosi eterei e nello stesso tempo tangibili sono i suoi volti e i suoi ritratti come quello dedicato alla cara madre, un ritratto molto espressivo e dal tocco antico e nostalgico. Tutto poi si riconduce alla personalità dell’ artista, una personalità delicata, eterea, distaccata e attaccata alle cose del mondo nello stesso tempo. Empatica ma anche riservata, sicuramente Giovanna Miscali è una donna e artista in continuo divenire. Ed è proprio questo suo dualismo che fa di lei una pittrice unica, senza fronzoli, essenziale perché palesa semplici bisogni dell’anima. Questo anche perché sa cogliere il lato introspettivo  attraverso tocchi realistici ma anche attraverso la bellezza del sogno che trascende la materia. Ecco perché sono apprezzate le sue opere e oltre  che dalla  recensione del poeta e critico Plinio Perilli, il suo percorso artistico, dall’ accademia in poi, è caratterizzato da pause significative come  anche da smottamenti,  attese, riprese. Ma certo è che il filo conduttore non si è mai perso tra i meandri di una vita che, talvolta, per fatiche e dolori,  ci distoglie dal nostro intimo sentire e dal faro della verità. Sta a noi riprendere in mano quel filo e immergere il nostro sguardo nel mondo per produrre arte e bellezza. Perché, poi, che cos’ è l’ arte se non lo specchio della vita?

 

Raccontati tra vita, studi, famiglia d’ origine…

Mi diletto con la pittura da sempre. Ho frequentato il Liceo artistico e l’ Accademia di Belle Arti a Torino. Sono figlia di emigranti sardi, mio padre si è trasferito a Torino nel boom economico della Fiat. All’ età di ventitrè anni siamo ritornati ad Abbasanta, il paese d’ origine e devo dire che non è stato tanto divertente, ho accusato molto il colpo perché mi ero ambientata molto bene a Torino. Ma il sogno di mio padre è sempre stato quello di ritornare nella terra natia e così è stato. I sardi hanno un amore esponenziale per la loro terra…Oggi i miei genitori non ci sono più ma posso dire di aver riversato su di loro tutto il mio amore e la mia protezione… Mi sono presa cura di mia mamma che si è ammalata gravemente, fino alla fine dei suoi giorni…

Come è nata la tua passione per la pittura?

La passione per la pittura è nata ed è cresciuta con me, disegnare come dipingere è sempre stato il mio rifugio; fin dalle elementari si intuiva questa propensione per il disegno… Poi, crescendo, ho iniziato a collaborare con negozi e corniciai e ho iniziato a realizzare ritratti per commissione in acquerello…Ho anche frequentato un corso di computer grafica come illustratrice sempre in ambito artistico. La mia strada si è delineata presto.

Come definiresti la tua pittura?

Una pittura delicata e realistica ma anche onirica e surrealista.

La tua fonte di ispirazione?

La natura, la donna, i bambini,  l’aspetto onirico, l’acqua, un elemento sempre presente, gli animali come il cavallo, le mani, i particolari in genere.

L’ ultima opera realizzata?

Una tartaruga marina nel suo habitat… invece adesso sto realizzando una libellula come segno di libertà e di speranza, dati anche i tempi che stiamo vivendo.

Un complimento ricevuto? Cosa dicono delle tue opere?

Delle mie opere dicono che trasmettono tendenzialmente dolcezza e delicatezza.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe partecipare a qualche mostra e propormi in qualche galleria d’ arte.

Che cos’ è l’ arte per te?

Partenza e ritorno…ritornare all’arte è significato sentirmi viva dopo un periodo di sofferenza. L’ arte è la mia linfa vitale, mi sento protetta e gratificata attraverso il mio mondo artistico.

Come ti definiresti come donna e come artista?

Come artista, ho tanto da imparare e da dare…Come donna, sono emotiva, sensibile, vulnerabile, pur sentendo di avere una certa forza d’ animo che attraversa la mia stessa fragilità. Mi sento in fase di evoluzione.

Quanto c’è di te nelle tue opere?

Molto, c’ è molto di me… basta pensare al ritratto dedicato a mia madre. La accudivo  e piangevo perché si era ammalata. Mi ero dedicata a questo dipinto come se non ci fosse più tempo. Ho visto la foto di quando era giovane e mi sono dedicata anima e corpo a questo ritratto, realizzato sia a matita che ad acquerello e il risultato ha dato vita a qualcosa di antico e nostalgico…  Inoltre ci sono io nella malinconia, nei gigli che piantava mia madre, nelle mani e negli occhi grandi che guardano il mondo.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

La mancanza di ascolto e di comprensione mi rattristano; mi rasserena l’ estate con le giornate assolate, il mare, l’ empatia, la sincerità.

Un tuo motto di vita?

La tua seconda vita comincia quando capisci che ne hai solamente una.

 

 

Per info: cell: 349-2951039;   YouTube Giovanna Miscali

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *