E allora…quello, esattamente, quello, finalmente, io lo so, sarà il posto in cui dovevo arrivare. Da lontano, da dovunque, io non ho fatto che camminare verso quel posto esatto, quel metro quadrato di legno posato sul fondo di un immenso bicchiere di vetro… (Alessandro Baricco)
Abbiamo bisogno di segni, di sfumature, di vita e di brillare nei segni, nelle sfumature e nella vita. Abbiamo bisogno di andare oltre, oltre il nostro sguardo, portando con noi le radici per esplorare ancor meglio il mondo. Noi siamo la vita che scegliamo di vivere, bella o meno bella, caotica o meno caotica. Siamo la nostra scelta e la nostra volontà di comunicare all’ altro le nostre esigenze d’ amore e la nostra creatività. Siamo le sfide che accettiamo, sempre e costantemente. Siamo la canzone che vogliamo cantare in autobus o sotto la doccia, siamo il libro che leggiamo, l’ importante è sentirsi sempre ed in compagnia di se stessi. Perché da noi stessi proviene la passione più grande, la spinta per andare avanti. Tutto secondo il nostro credo, le nostre personali opinioni e il nostro sguardo sul mondo. L’ importante, poi, è voler mettere in circolo la bellezza. Ed essere in grado di produrre in autonomia qualcosa di unico che possa darci una nuova identità. Le radici che mettiamo crescendo, ci renderanno più forti, più audaci, più autentici. L’ intelligenza che deriva dalla nostra manualità e viceversa, crea un legame con le nostre radici e con la nostra essenza più profonda. Ed è così che nascono nuove avventure, così, per caso, per passione…Pezzi di legno, nodi, segni, sensazioni, percezioni. Tutto ciò ci lega ad un presente in divenire, a qualcosa che possa essere solo nostro e imperturbabilmente nostro. Perché ognuno di noi ha la sua nicchia d’ autore, un mondo per ritrovarsi e cucirci addosso emozioni infinite. Come è successo a Roberto Marotta, una persona brillante, solida e sensibile nello stesso tempo. Una persona intellettualmente attiva alla quale piace sperimentare nuove forme creative in un contesto culturale che abbraccia anche la propria famiglia, come anche lo stesso oggetto di studio e ricerca. Trentanove anni, laurea in biologia, Roberto vive a Rescaldina in provincia di Milano. Lavora presso l’ ARPA ( Agenzia Regionale Protezione Ambiente) presso la sede centrale di Milano, un lavoro che ama particolarmente in un ambiente di lavoro altrettanto sereno e stimolante. Roberto avverte in sé la quintessenza della creatività perché crea per essere libero, non necessariamente per commissione ma per dare libero pensiero e azione alle sue idee e progettualità. Curiose sono le sue creazioni in cucito e ricamo fino ad approdare alle creazioni in legno, e questo sia sulla scia dei lavori di scultura di suo padre e sia sulla scia dei suoi lavori con supporto tecnologico o più puramente manuali. Che cosa ci permette di emozionarci alle cose del mondo? Sicuramente il nostro sguardo personale, personalissimo. Ecco, Roberto piace perché si stupisce della semplicità delle cose, lì dove non servono elucubrazioni mentali e algoritmi ma semplicemente essere se stessi insieme alla materia da plasmare. Roberto parla con entusiasmo del suo lavoro, della sua vita, delle sue piccole e grandi scoperte. Grande divoratore di libri, i suoi autori preferiti sono Fedor Dostoevskij e Oliver Sacks. Roberto ha avvertito l’ esigenza di individuare un percorso per arrivare agli altri e ascoltarne altrettante esigenze. Intanto si lascia ispirare dalla natura ma anche dalla cultura celtica, difatti realizza anche i cosiddetti “nodi celtici” oltre che particolari creazioni in legno e minisculture. In Roberto si avverte una volontà di aspirazione al bello attraverso il voler trovare armonia ed equilibrio nelle cose e quel senso che ci riannoda alla vita. Si sa, tutto poi è frutto delle nostre esperienze e del nostro voler conoscersi a fondo. E Roberto non si sottrae al confronto, all’ analisi, al voler trovare un centro utile per sé e per gli altri. Che cos’ è poi la creatività se non grandi ali di farfalla che ti conducono lontano dal caos?…”Caos calmo”, è questo l’ ossimoro con il quale si potrebbe definire la personalità creativa di Roberto. Una personalità che appare ferma e tranquilla se pur con guizzi di vivacità creativa. Perché in quel coacervo di emozioni che la vita ci riserva, abbiamo bisogno di filtrare i nostri sentimenti, il nostro profilo umano perché non sempre riusciamo a fermare il tempo. Ecco, la creatività è un modo per fermare il tempo. E poi..le cose belle, quelle realizzate con le proprie mani non hanno prezzo e arrivano dritte al cuore. Arrivano a trovare quel senso che ci riannoda alla vita.
Raccontati liberamente tra lavoro e passioni …
Iniziamo dal mio lavoro…sono un perito chimico, ho una laurea in biologia e oggi lavoro presso l’ARPA: mi occupo della parte informatica dell’operatività del laboratorio e della qualità del dato analitico di laboratorio. Mi piace molto il mio lavoro, l’ ambiente di lavoro è gratificante, si lavora bene. Per quanto riguarda il mio lato creativo, mi sono dedicato al ricamo prima e al cucito e oggi mi dedico soprattutto ai lavori in legno…leggo molto, mi piace passeggiare nella natura…
Quando e come inizia il tuo percorso creativo?
Nel periodo pre -covid avevo iniziato con il cucito, tipo a fare l’ orlo dei pantaloni -sorride-, poi mi sono lanciato con il ricamo e sono andato avanti ricamando su telaio…Ho sempre visto mia mamma cucire e fare maglioni di lana e così ho voluto provare a personalizzare il ricamo a modo mio, ricamando su cotone, tele da ricamo e su materiali di recupero come jeans e quant’ altro.
Per quanto riguarda invece le tue creazioni in legno, qual è il tuo modus operandi?
Le creazioni in legno sono arrivate dopo, ho acquistato una macchina per la lavorazione del legno e uno scanner: acquisisco la forma con la macchina e riesco poi a riprodurla. Mio papà è uno scultore e riprendo in legno ciò che crea. Questo è il mio primo filone. Poi segue il filone tecnologico per cui mi avvalgo della macchina e infine c’è l’ultimo filone che consiste nella parte manuale lì dove realizzo a mano i disegni che trovo, una rosa, una chiave di violino…
La primissima creazione realizzata e quella alla quale resti più affezionato?
Il ricamo di un cervo poligonale, mentre la rosa in legno è l’ opera alla quale resto più affezionato…
Prossimi progetti?
Non ho progetti, voglio essere libero di creare, penso di voler realizzare delle lampade, poi dei ciondoli a forma di testa di cervo… Mi piacerebbe andare nell’ Europa dell’ Est ed in Iran, dove ci sono scuole di lavorazione del legno.
Che cos’ è per te la creatività?
Un modo per liberarsi dai pensieri della vita quotidiana, un modo per ritrovare la serenità perché comunque è un’ attività che porto avanti per diletto, un modo per stare bene con me stesso.
La tua fonte di ispirazione?
I creativi del legno mi ispirano molto…poi la lettura, la stessa copertina di un libro, la natura, adoro i motivi floreali, la cultura celtica.
Gli ultimi libri letti?
“Se mi guardi esisto” e “Il numero più grande è due” di Fabrizio Caramagna.
Come ti definiresti come uomo e come creativo?
Pervicace, guidato o dominato da una cieca ostinazione, attaccato alle sue idee e progettualità.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?
Mi rattrista il consumismo verso gli oggetti come verso le persone, l’ egoismo imperante. Mi rasserena la comunicazione, la condivisione, spendersi per gli altri.
Un tuo motto di vita?
Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso ( F. Dostoevskij).
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