In natura, la luce crea il colore. Nella pittura, il colore crea la luce ( H. Hoffmann)
Abbiamo sempre un foglio bianco davanti a noi insieme a quella quiete che andiamo perennemente cercando. Abbiamo un foglio bianco per scrivere, per non sentirci soli, per abbracciare la vita e…una tela per rappresentarla, per fermare impronte di cielo e di terra. E abbiamo un modo personale, personalissimo, per ascoltare tutto quello che ci gira intorno. Perché non è importante soltanto vedere ma ascoltare, filtrare la luce quando è troppa, trovare quell’ equilibrio necessario a noi stessi. E la stessa luce che trascolora sulle cose viaggia con noi e diventa un tutt’ uno. Siamo ciò che ascoltiamo, ciò che speriamo, ciò che elaboriamo e realizziamo, sempre guardandoci dentro. E ancor meglio se seguiamo un nostro percorso e ci arriviamo con la nostra testa, le nostre mani e il nostro cuore. E c’è sempre tanta vita e tanta meraviglia in ogni cosa: in un lampione ricurvo in una serata di pioggia, in una finestra illuminata, in un fiore che sboccia, nello sguardo di un cucciolo di cane o nel sorriso di un bambino. Basta saper coglierne la magia, basta saper essere se stessi fino in fondo, e soprattutto basta sentirsi liberi di pensare ed agire con la propria testa. Come è libera, sensibile, determinata, aperta Silvia Serafini. Una donna che ha sentito da subito il profumo dell’arte e che ha seguito il suo istinto mentre il tempo le ha dato ragione. Perché tutto è tempo, arte e musica, soprattutto se si riescono a cogliere i particolari, e ancor meglio, se si riesce ad entrare nel tessuto sociale, storico e culturale della propria terra di appartenenza. E Silvia vive appieno la sua Firenze, lì dove sono le sue origini e radici e lì dove oggi vive e lavora. Dopo aver frequentato l’ Accademia di Belle arti di Firenze, ha iniziato subito a lavorare in uno studio di architettura, restando sempre affascinata dai preziosi particolari di facciate e basiliche che raffigura su tela e carta. Oggi realizza quadri in stile antico su commissione. Nel tempo, poi, ha affinato le sue tecniche, dalla pittura su carta, dal carboncino all’acquerello, alla pittura ad olio su tela. La sua determinazione unita alla sua stessa vocazione per il settore artistico, le ha permesso di vivere d’ arte, aprendo uno studio in pieno centro a Firenze. Uno studio d’ arte che oggi è anche una fucina per incontri culturali, per appassionati d’ arte e un luogo suggestivo per dare vita a nuove idee e a una progettualità diffusa. Silvia Serafini è una pittrice ed illustratrice di rilievo. Perché, poi, quando si vive d’ arte e se ne assorbe tutta l’ essenza, i confini sono davvero labili. Intanto i passaggi della sua carriera artistica sono costellati da incontri ed esperienze fortunate come l’essere diventata una delle pittrici della Fondazione Carlo Collodi per aver ancor prima illustrato Pinocchio a cura della Mandragora, nota casa editrice fiorentina. Ma anche per aver vinto il concorso per la realizzazione del drappellone del calcio storico fiorentino. Questo e altro ancora le ha permesso non solo di inserirsi ancor meglio nel tessuto sociale e storico della sua città ma di essere libera di far conoscere la sua arte pittorica. Tant’è che oltre ad essere pittrice di quadri antichi, si occupa anche di ritrattistica di animali, come cani e gatti, animali domestici che sicuramente arricchiscono la vita di ognuno di noi. Silvia Serafini riesce ad ascoltare la voce degli altri perché è una donna che si compenetra e che riesce a stabilire empatia con le persone; è una donna che sa analizzarsi, una donna versatile e lungimirante. E…come una finestra sul mondo, una di quelle finestre illuminate di sera dove circola dentro tanta vita e tanta storia, Silvia viaggia nella semplicità e nella bellezza, viaggia con la fantasia e l’ immaginazione, riuscendo ad essere sia razionale che irrazionale, sia aperta che introspettiva. Perché, per arrivare a dipingere impronte di cielo e di infinito, occorre anche affondare le proprie radici nell’ humus, alzando gli occhi al cielo e lasciandosi illuminare dalla luce mentre quella vibrazione che si avverte sulla pelle non segna altro che il nostro passaggio sulla terra. Nel silenzio del nostro cuore perché per creare e per creare meraviglie, bisogna saper ascoltarsi, bisogna capire quando fermarsi per poi ripartire, bisogna anche restar sospesi… Per creare e per creare arte, bisogna soprattutto ascoltare la voce che viene da ogni cosa e sentirsi davvero parte di un tutto. E ogni cosa andrà da sé, le mani scivoleranno sui colori, nella luce e sulla vita. Come una finestra sul mondo.
Raccontati tra studi, vita, passioni, lavoro…
Ho frequentato l’Istituto per l’arte ed il restauro “Palazzo Spinelli”, mi sono diplomata in grafica, disegno e pittura dal vero, poi ho studiato cinque anni presso l’ Accademia di Belle Arti di Firenze. Successivamente ho iniziato a lavorare presso uno studio di architettura, realizzando ambientazioni e oggetti di design ed è così che nel tempo ho imparato a realizzare quadri in stile antico…Questo mi ha permesso di vivere di pittura anche in età giovanile e di affinare le tecniche pittoriche: dal carboncino alla china all’ acquerello su carta alla tempera e alla pittura ad olio su tela. Oggi intanto insegno nell’ associazione Libere Arti di Firenze, insegno ad adulti over cinquanta affinchè si possa dare libera espressione all’ arte…a settembre inizierà un corso di linoleografia, una tecnica di stampa artistica diretta…
Come si è stabilito nel tempo il confine tra la pittura e l’illustrazione?
Provengo da studi di grafica pubblicitaria quindi sono rimasta affascinata dalla mostra per gli illustratori di Bologna, mi piacciono i libri di bambini con illustrazioni…Mi proposi alla Mandragora, nota casa editrice fiorentina. Qui, a loro volta, mi hanno proposto di illustrare Pinocchio che è stato tradotto in cinque lingue…E intanto sono diventata una delle pittrici della Fondazione Carlo Collodi e tutto ciò mi ha portato a proseguire nel mio cammino artistico.
Gli anni più formativi della tua carriera artistica?
Gli ultimi anni dove ho partecipato a tante mostre artistiche, sono stata a New York per lavoro…ma devo dire che ho avuto piena consapevolezza del mio percorso artistico soprattutto quando ho aperto il mio studio a Firenze…E poi, nel 2019, quando ho vinto il concorso per la realizzazione del drappellone del calcio storico fiorentino, questo riconoscimento mi ha dato la possibilità di rientrare nel tessuto storico e sociale della mia città. E questo a tutt’ oggi, fino all’ edizione 2022.
Di che cosa ti occupi attualmente?
Dipingo molto… e dal 2013 realizzo ritratti di animali, cani e gatti, ritratti che spedisco in tutta Italia…Rendo felici le persone e questo mi rende felice.
La tua fonte di ispirazione?
Le architetture, stralci di facciate e basiliche, le raffiguro su tela e carta…E poi mi piacciono le finestre, le finestre illuminate, mi piace immaginare le storie e la vita che vi scorre dentro…
Il tuo luogo del cuore?
Piazza Santo Spirito e la chiesa di Santo Spirito…
Che tipo di donna sei?
Solare e riservata, resiliente, determinata…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
L’ incomprensione che dà frustrazione, l’invidia mi rattristano…Mi rende felice la gratificazione lavorativa, l’ amicizia vera, la reciprocità dei sentimenti…
Un tuo motto di vita?
Cogli l’attimo e…segui l’ istinto!
Per info cell: 338-3731155; pagina facebook Silvia Serafini Pittrice