Beti Cotic, lo specchio di Venezia

Beti Cotic, lo specchio di Venezia

 

Non c’ è arte senza coscienza di sé, e la coscienza di sé e lo spirito critico sono tutt’ uno ( Oscar Wilde).

Bisogna accettare di essere onda e tempesta, sole e pioggia… Bisogna ascoltarsi, ascoltare il proprio corpo che si muove ma anche il proprio battito, i propri passaggi interiori insieme a grovigli, nodi, fili e quella luce che trascolora sulle cose. Perché si ha bisogno di tutto, della luce come del buio per risalire, per conoscersi di più, per esserci di più. E bisogna affondare le mani nella storia come nella poesia: non si può vivere in superficie, bisogna immergersi in ciò che ci appartiene di più, nei substrati della vita che  ci vuole diversi, più consapevoli, più appartenenti alla vita stessa. E come si fa a seguire un percorso se pure umano o artistico? Bisogna appunto ascoltarsi e non fuggire da se stessi, dalle proprie esigenze interiori, dalle proprie potenzialità e intuizioni. Gli artisti, poi, si avvalgono maggiormente dei loro stati d’ animo, seguendo le onde dei loro pensieri, delle proprie percezioni e sensazioni ed emozioni ed è come se vivessero due vite, due percorsi che conducono alla bellezza, all’ introspezione, alla conoscenza di sé. Perché l’ arte è un po’ specchiarsi dentro di sé, dentro i meandri del proprio essere. E i luoghi del cuore e le persone non possono che  aiutarci a  proseguire il cammino. E poi ci sono luoghi che non possono che essere celebrati oltre che amati. Beti Cotic è un’ artista, una pittrice particolare con una storia altrettanto particolare e romantica. Originaria di Capodistria,  vive a Venezia. E all’ età di sessantuno anni, ha sentito il bisogno di raccontarsi, un po’ per rivedere le tappe della sua vita, un po’ per darsi quella spinta emotiva che è fondamentale nel settore dell’arte. Perché vivere d’ arte non è facile, bisogna entrare nei circuiti giusti e…E tutto ciò diventa davvero una sfida con sé e con la vita.  Ma Beti Cotic non demorde, ha fame e sete di conoscenza e soprattutto ha bisogno di ascoltarsi, di ripiegarsi su se stessa se occorre ma anche di continuare a sognare, così come quando ha intrapreso l’ Accademia di Belle Arti, ma poi per problemi economici ha dovuto smettere. E solo intorno ai cinquanta ha ripreso e nell’ anno dovrebbe ultimare i suoi studi. La pittura di Beti Cotic sa di bellezza, incanto e nostalgia. Dall’ acquerello, la sua tecnica pittorica preferita all’ olio al pastello, ciò che ama rappresentare sono le trasparenze. Attraverso lo specchio di Venezia, una città nella quale vive e che adora incondizionatamente. Una città che oggi presenta le sue contraddizioni, tanto bella, tanto diva, quanto tanto presa  d’ assalto dai turisti e poco ascoltata…Una personalità forte e fragile, impulsiva e riflessiva,  quella di Beti Cotic, un po’ complessa perché in continuo divenire. Attraverso riflessi, increspature, luci, movimenti dell’ acqua, la sua prima fase pittorica si caratterizza dalla “Fluidità”, un concept che le ha permesso appunto di ascoltarsi e di ascoltare Venezia. Una città unica  e di antico splendore. Dall’arte figurativa all’ astrattismo, Beti Cotic si esprime attraverso trasparenze prima e colori accesi poi. Difatti  sono due fasi che si contrappongono le sue, una più malinconica la prima ma anche più poetica e la seconda più irruente attraverso l’ esplosione di colori accesi. Una fase, quest’ ultima, da lei denominata “Intrecci contrastanti”. Questo a significare che bisogna prima aggrovigliarsi per poter sciogliere poi i nodi, bisogna arrivare lontano per ritrovarsi, bisogna osare e sfidare il tempo con tutte le sue insidie. Non a caso proprio durante il lockdown, è nato questo suo ultimo filone artistico, attraversando  un periodo difficile e buio un po’ per tutti, lì dove la luce si intravedeva a tratti. Ed è proprio questo divenire, questo alternarsi di luce e buio che affascina la nostra pittrice, molto probabilmente perché è un modo per acquisire più conoscenza di sé. Ma Beti è una donna che si è costruita poco alla volta e che porta con sé quel passato, frutto di esperienza che le ha permesso di ricostruire il suo presente. E gli incontri fortunati hanno fatto il resto…E i ricordi, poi,  non possono che andare agli anni nei quali ha vissuto come artista di strada, un’ esperienza che le è entrata dentro fino  a voler perfezionare sempre più la sua arte pittorica. Fino ad  amare Venezia ancora di più, sempre di più, con tutti i suoi contrasti, le sue luci, i suoi colori, le sue trasparenze, la sua acqua…Ed è così che diventiamo un po’ i luoghi che viviamo intensamente. E con quella luce che traspare nelle sue opere come nei suoi occhi, Beti Cotic dà la sensazione di diventare lei stessa lo specchio di Venezia.

 

Raccontati tra passioni, lavoro, esperienze di vita…

Già da bambina avevo sempre la passione sia per il disegno che per la danza: dipingevo, creavo, mi piaceva molto disegnare e avrei voluto essere seguita da qualcuno. E quindi dopo la scuola economica amministrativa, una scuola che non mi piaceva, mi sono iscritta all’ Accademia di Belle Arti di Venezia con l’intenzione di imparare a dipingere ma non ho potuto proseguire per problemi economici, poi intorno ai cinquant’ anni ho ripreso e nell’anno dovrei ultimare gli studi…Proprio per esigenze di lavoro, ho conosciuto degli artisti di strada ed è così che sono diventata anch’io un’ artista di strada…anche se poi ho dovuto smettere per darmi maggiormente all’ arte pittorica e intravedere altri percorsi…

Un incontro fortunato?

Emilio Vedova, un grande artista che mi ha dato gli input giusti…

Qual è la  tua tecnica e l’ arte pittorica?

Ho imparato a dipingere ad acquerello e ho iniziato a fare ritratti…Sono passata dall’ acquerello all’ olio al pastello. Ho prodotto anche installazioni-sculture con materiali alternativi, dalla plastica al filo di ferro. La mia è un’ arte figurativa perché a suo tempo ho realizzato ritratti ai turisti, adesso non si puo’ più andare in piazza San Marco per ritrarre… Ma devo dire che la mia è anche arte astratta per le mie ricerche personali attraverso un discorso introspettivo che ho iniziato da tempo.

La tua fonte di ispirazione?

Le trasparenze dell’ acqua, i riflessi…i canali di Venezia, le luci, le ombre…”La Fluidità” è il mio concept, quindi gioco con riflessi e movimenti e trasparenze dell’ acqua: su questo ho indirizzato la mia arte pittorica! Poi durante il lockdown, è cambiato qualcosa dentro di me, ho iniziato a dipingere quadri diversi con forti contrasti che ho espresso con colori accesi…Ho avvertito un malessere da voler esprimere,  e così sono passata agli “Intrecci contrastanti”, un altro concept che consiste nel voler rappresentare la luce che viene fuori dall’ oscurità. Mi sto soffermando su questa mia ricerca interiore, sono in un momento di mutamento, metamorfosi ed evoluzione.

Che cos’ è per te Venezia?

Un amore a prima vista, io ho il mal di Venezia come il mal d’ Africa…Piango per Venezia perché non è più come prima, il grande turismo di massa la destabilizza, prima Venezia era più autentica con artigiani e botteghe artigiane, c’era l’ impronta di una città vera, autentica che adesso non ritrovo completamente. Con tutto ciò amo Venezia…

Prossimi progetti?

Ho partecipato a varie mostre collettive sempre a Venezia e nel Veneto, intanto sto pensando di realizzare una mostra personale e di creare delle installazioni in vetro…

Che cos’ è l’ arte per te?

L’ arte per me è la vita perché mi dà vita,  linfa vitale…

I tuoi migliori di vita?

Gli anni nei quali ho conosciuto tanti artisti, come Arcangelo Esposito che mi ha illuminata e mi ha aiutata a tirare fuori la mia essenza…

Chi è per te un artista?

Un artista deve sapere di storia come di poesia per poter esprimere tutto nella sua arte…

Che cosa ti emoziona e ti fa star bene?

Mi fa star bene la natura, mi piace sentire i grilli di notte, ascoltare la pioggia e la voce del mare…

Un tuo motto di vita?

L’ arte è vita!

Per info: cell: 347-1111904;  Facebook, Instagram, Pinterest, You Tube: Beti Cotic Arte

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *