Daniel Cuzzolin, un segno di noi nel tempo

Daniel Cuzzolin, un segno di noi nel tempo

La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo ciò che ha visto ( Pablo Picasso)

 

Ci vuole un magma per creare, una sostanza infuocata, un’essenza unica e la forza anche di uscire da ciò che si fa, dalle proprie opere per arrivare nel mondo. Per essere nell’ hic et nunc, nel  presente, in un presente che sa di futuro. Perchè fare bene ciò che si fa nel presente, è già futuro.  E tutto va seguito e inseguito come  quel sogno che all’ alba sparisce ma che ti fa restare immobile per riassaporarlo, con quel pensiero felice in testa e con quell’ energia che scorre tra le mani. Ed ecco che non sei più tu e vorresti vivere non una vita soltanto, non basterebbe per tutti i progetti e gli obiettivi. Vorresti però vivere sempre pensando, amando, creando.  Questa potrebbe essere quell’ unica, grande certezza. In un tempo infinito perché tempo interiore, tempo personale e unico come uniche possono essere le linee, i colori, i sogni, le idee. E si fanno mille esperienze nella percezione e volontà di arrivare ad inseguire non solo i propri sogni ma una propria identità che possa darti quella libertà di pensiero per aprirti nuovi orizzonti. E ti ritrovi così ad uscire fuori dal guscio, un guscio che può proteggere ma anche trattenere le emozioni ed ecco che verrà spontaneo voler osare, voler andare oltre, voler vedere il mondo con i propri occhi, soprattutto con i propri occhi. Daniel Cuzzolin ha trentun’ anni, è originario di Domodossola e vive a Piedimulera in provincia di Verbania, in un territorio ricco di bellezze paesaggistiche, tra le Alpi, il Lago Maggiore, il lago d’ Orta… Daniel dopo altre esperienze di lavoro, oggi è un grafico ma anche un artista.  Ha sempre disegnato, appassionandosi sia al disegno tecnico che al disegno artistico.  Ed è così che curioso, sensibile, attento osservatore qual è, ha voluto provarsi anche nel campo della pittura secondo uno stile astratto e figurativo che converge in quelli che sono gli stati d’ animo e l’ osservazione della realtà contemporanea. Colori accesi, brillanti, luminosi per una personalità giovane in continuo movimento di idee e definizione. Le sue opere vogliono essere una provocazione ad una società poco attenta ai valori, ad una società che tende all’ apparenza più che alla sostanza.  Una società che segue la moda del momento e che  ostenta la sua esteriorità a discapito di un disagio sociale che cova nelle pieghe del tempo. Ed è semplicemente da apprezzare che un giovane artista come Daniel Cuzzolin possa avvertire sulla sua pelle l’ esigenza di raccontare una società che, nella deriva dei sentimenti, va verso l’ omologazione e l’ appiattimento. Tutto ciò, si sa, non porta ad un miglioramento ma ad una sorta di rassegnazione. E invece bisogna trovare il coraggio di agire e reagire. Daniel, in primis, l’ha trovato cambiando il lavoro, prima lavorava nel settore dell’ impiantistica industriale, poi ha avvertito come un impulso nuovo a fare altro, a provarsi in un settore che sente più vicino alla sua essenza e che possa aiutarlo a crescere  soprattutto come persona. Perché al di là di tutto, della gloria, del lavoro, della soddisfazione personale, si ha bisogno di persone che sappiano credere in ciò che fanno e che siano entusiaste della vita stessa. Ed è proprio questo rinnovato entusiasmo che Daniel trasmette attraverso la sua pittura che gli ha permesso di esprimersi ancor meglio.  E come diceva Kierkegaard, solo scegliendo la propria strada, si riesce ad essere persone e ad avere quel profilo umano che possa connotare la nostra vera identità. E da qui il passo è breve, quando si sceglie di essere in quel luogo preciso per quel preciso lavoro, si può riuscire anche a fare dell’ altro, e ad essere persone autentiche, ad avere passioni autentiche e ad innamorarsi della vita come dell’arte. Perché, oggi, naturalmente, pervasi da un diffuso malcontento dovuto ad incertezze per il futuro,  è  più semplice innamorarsi dell’ arte. Perché poi l’ arte altro non è che una vita capovolta. E questo  Daniel l’ ha capito e l’ ha scoperto passo dopo passo. Lungimirante, dinamico, attento, acuto, di quel sarcasmo che ammette di avere ma che è solo un modo per smascherare le brutture e liberare la bellezza e il coraggio dell’ espressione, il coraggio della libertà, del colore, della vita. E ciò si nota nel suo lavoro artistico per come utilizza i colori accesi, brillanti con abbinamenti azzardati, creando quel contrasto che parla da sé e che ti scuote inducendoti alla riflessione. Colori carichi di stupore, simboli, segni, tracce che si intrecciano e incastrano ma sempre con occhio vigile, nello sforzo di sfatare la stereotipia per un’ esistenza che reclama maggiore verità e comprensione del suo tempo. Appassionato del cubismo, di Picasso e di Braque, di quell’ oggetto pittorico visto da più lati, in maniera tridimensionale e profonda, le opere di Daniel Cuzzolin attirano proprio perché vanno al di là della semplice prospettiva in uno spirito artistico che apre le porte ad uno spazio interiore. Perché solo conoscendosi  a fondo, si riuscirà ad andare lontano. E tutto ciò per avere un segno di noi nel tempo.

 

Raccontati tra passioni, lavoro, progetti…

Abito nella provincia di Verbania, ho studiato come perito geominerario perché vivo in una zona  piena di granito, pietre ornamentali, marmo…Poi ho lavorato nel settore dell’ impiantistica industriale in Italia e in Europa ma, lo scorso anno,  ho deciso di cambiare completamente settore, ho avuto quel pizzico di coraggio in più ma era anche un mondo che non mi apparteneva…Ho iniziato a studiare disegno 3d e ho iniziato a studiare grafica, oggi mi occupo di grafica aziendale, manualistica e quant’ altro.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Cambiando lavoro, ho iniziato a dedicarmi alla pittura…Ero uno di quelli che a scuola seguivo le lezioni disegnando, mi è sempre piaciuto disegnare e dedicarmi sia al disegno tecnico che al disegno artistico. Poi ho seguito tutorial nel web per dipingere su tela, è partito tutto così, ho comprato un kit e ho voluto provare a dipingere…

Qual è la tecnica pittorica e come definiresti il tuo stile?

Lo stile è astratto  e figurativo con la tecnica dell’ acrilico.

La tua fonte di ispirazione?

I quadri vengono fuori da uno stato d’ animo e da significati legati a disagi sociali, alle mode, all’ ossessione per il denaro e quant’ altro. La mia è una provocazione perché la superficialità e l’ omologazione sta imperversando e bisognerebbe tornare ai valori, a ciò che c’è di più autentico…

Quali sono le correnti artistiche di riferimento?

Il cubismo, Picasso, Braque con la sovrapposizione delle figure che disegna e che non hanno un ordine logico…Picasso con il Ritratto di Dora Maar, Mario Sironi con le sue figure antropomorfe…mi piace molto l’ opera La solitudine di Mario Sironi…

Come ti definiresti come persona e come artista?

Sono una persona curiosa, con quel pizzico di sarcasmo che utilizzo soprattutto quando non riesco a dire ciò che penso, sono impulsivo, cerco di essere gentile e pretendo lo stesso dagli altri, amo le sfide quotidiane e tendo al miglioramento…

I migliori riconoscimenti ricevuti?

Dicono che le mie opere comunicano un senso di modernità nei colori vivaci, nei segni, nel pensiero artistico…

Altre passioni di vita?

Le moto, le auto, vado per mostre e musei, leggo saggi di filosofia e psicologia, mi piace leggere le biografie degli imprenditori come quella di Leonardo Del Vecchio, fondatore della Luxottica.

Che cosa vorresti che si dicesse di te?

Vorrei che si dicesse che sono una persona che si è costruita con le sue mani e la sua testa e con qualcosa di unico su cui mettere la firma.

Che cosa ti fa stare bene e che cosa ti rattrista?

Mi fa stare bene avere degli obiettivi e produrre qualcosa di mio, mi terrorizza vivere a seconda del circuito lavorativo della società.

Un tuo motto di vita?

Conta quello che fai e non quello che vorresti fare!

Per info: cell: 347-5065752; instagram: daniel.cuzzolin_acrilicanvas

 

 

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