Stefania De Francesco, un soffio di vento in un soffio d’ arte

Stefania De Francesco, un soffio di vento in un soffio d’ arte

Non c’ è arte senza coscienza di sé, e la coscienza di sé e lo spirito critico sono tutt’ uno ( Oscar  Wilde).

 

Si cambia nel movimento del vento e della vita che è pneuma, soffio vitale. Si cambia perché la vita è movimento e si cambia soprattutto quando ci si fida della vita stessa e ci si lascia andare come un tuffo nel mare e come un raggio di sole nel cielo. Panta rei, tutto scorre, tutto è fluido come i giorni che passano ma, pur vivendoli, si aspira sempre a lasciare una traccia, un’ impronta di sé. Come una foglia che resta per terra, attaccata all’ asfalto in un giorno di pioggia, come colori per dipingere e argilla da modellare. Restando stretti alle nostre aspirazioni e vocazioni, ascoltandoci nel profondo, verremo a far parte di un tutto e ci sentiremo maggiormente noi in armonia e sintonia con la terra e le nostre radici. Saremo un soffio d’ arte in un soffio di vento. Perché ciò che conta davvero è essere se stessi fino in fondo, pur sacrificando qualcosa, essere veri e limpidi come l’ acqua di un fiume, come quel fiore di campo e quel frutto maturo. Dovremmo meravigliarci di questo, dell’ aspetto benefico della natura e dei modi naturali di stare al mondo. Così in maniera semplice, senza orpelli, tecnicismi, ridondanze. Perché la vita ci ricompenserà con maggiore serenità, con quella ulteriore conoscenza di sé e con quella luce negli occhi che non andrà più via. Perché avremo semplicemente trovato il canale giusto e sapremo come colmare gli spazi, come arricchire il nostro presente, come sentirci veramente a casa, in quel luogo sicuro che ci saremo costruiti con le nostre mani.  Ed è così che guarda la vita  Stefania De Francesco, una donna che è semplicità e libertà. Una donna che si è voluta conoscere così a fondo da lasciare tutto per inseguire nuovi orizzonti. Intanto trasmette tanta energia positiva ed è una forza della natura. Proprio perché è una donna che sa trasmettere emozioni pure con semplicità, gentilezza e verità di intenti. Originaria di Lecce dove vive, ama la natura e il mare della sua terra. Ama la sua terra tanto da volerla racchiudere in una forma d’ arte qual è l’ arte ceramica. Sua mamma è di origine ceca tant’ è che ama Praga come Lecce. E molto probabilmente le sue esperienze di vita insieme alle sue origini hanno forgiato quel carattere in continuo divenire. Dopo alcuni anni trascorsi a Pordenone, ha sentito forte il richiamo per la sua terra e ora non sa farne proprio a meno, nonostante siano state intense le sue esperienze di vita e di lavoro. Difatti Stefania ama molto viaggiare, confrontarsi, sperimentarsi. E questo lo fa con grande senso di responsabilità, pur essendo uno spirito libero. E proprio questo piace di lei, l’ essersi voluta conoscere così a fondo da cercare di unire i due aspetti della personalità, razionale ed irrazionale, solida da un lato e libera dall’ altro. Intanto Stefania De Francesco ha studiato restauro a Venezia alla Giudecca, poi si è spostata in giro per l’ Italia, partecipando ad importanti opere di restauro come quello della cattedrale di Noto, in Sicilia. Ha continuato a lavorare in questo ambito una volta tornata a Lecce, anche se non è stato facile l’inserimento dopo anni trascorsi al nord. Ma Stefania ha continuato ad ascoltarsi e ad entrare in empatia con cose e persone tant’ è che gli incontri fortunati hanno delineato, poi, un nuovo percorso, dando vita ad una nuova passione. Ed è proprio muovendosi e librandosi nell’ aria,  ascoltando le voci della natura che si riesce a sentire una magia, ad assistere ad un’ alchimia e a progettare nuovi orizzonti, nuovi scenari che possano dare quel senso a lungo cercato dentro di sé. Ecco Stefania si è fidata del suo istinto tanto poi da  appassionarsi all’ arte della ceramica, quest’ arte antica e affascinante tanto da voler creare un suo spazio e dedicarne parte della giornata e della sua vita. Sì, perché Stefania lavora in un call center per sostenersi e per sognare e liberare la sua passione, lavora allo spazio denominato “Per inciso”. E anche questo nome è tutto un programma perché la sua ceramica è davvero una ceramica incisa dal bisturi, una ceramica che si incide nei ricordi, nelle emozioni, sempre lasciandosi ispirare dalla natura rigogliosa della sua terra. E nell’ argilla modella anche se stessa, in una costante, continua volontà di conoscenza, lasciandosi stupire dalle forme, dai colori e da quel particolare modus operandi, in linea con la propria essenza di donna e di artista. Ecco perché in questo modo ci si sente davvero un soffio di vento in un soffio d’ arte.

 

Raccontati tra passioni, lavoro, filosofia di vita…

Nasco come restauratrice, ho vissuto sedici anni a Pordenone, perché mia mamma insegnava russo in un liceo scientifico…Ho studiato restauro alla Giudecca a Venezia, poi ho lavorato come restauratrice verso vari cantieri nel Friuli, a Torino, a  Roma, in  Sicilia… Intorno ai trent’ anni ero stanca di vivere al nord, mi mancava il mare e la mia terra, devo ammettere che ho avuto difficoltà a reinserirmi; ho faticato a ritrovarmi nello stesso ambiente, pur ritrovando gli ulivi, il mare, la campagna, ho continuato a lavorare nel campo del restauro ma  poi ho desiderato un’ altra dimensione artistica. Oggi lavoro in un call center ma mi occupo di ceramica e ho fondato il marchio “Per Inciso”. Ho comprato un forno, uno spazio, un laboratorio…

Come nasce precisamente la tua passione per la ceramica?

In modo molto naturale…ho lavorato come commessa in una bottega di ceramica a Torre Vado, in provincia di Lecce, devo dire che mettendo a posto i pezzi di ceramica e spolverandoli, ho sentito un impulso diverso, una voglia di sperimentare nuove forme d’ arte e così si è aperta una porta sul mondo della ceramica… e oggi mi sto appassionando sempre più.

Perché hai dato il nome Per Inciso alla tua ceramica?

Lavoro ad incisione, mi piace incidere la ceramica con il bisturi, mi piace incidere i pezzi, intagliare, anche per un senso di appartenenza alla mia terra e per lasciare una mia impronta, intanto tendo a svuotare più che a decorare…

Quale fase della ceramica ti affascina maggiormente?

Il modellare il manufatto con le mani, lo spugnare il pezzo per continuare a modellare…Sono tutti pezzi unici, non riesco a ripetermi all’ infinito, ho bisogno di movimento e di cambiamento.

Che cosa crei precisamente?

Vasi, decorazioni per arredo casa, tazze, lampade…

Prossimi progetti?

Vorrei creare delle luci da tavolo per bambini e per adesso mi dedico alle decorazioni natalizie…

La tua fonte di ispirazione?

Principalmente la mia terra, il mare, i pesci, la natura: dal melograno alle piante grasse alle foglie di fico, in natura, poi,  si trovano forme e colori diversi…

Che cosa provi quando crei la tua ceramica?

Tranquillità, libertà, è l’ unico momento nel quale resto in pace con me stessa.

I tuoi luoghi del cuore?

Lecce, le mie radici, e Praga con il ricordo vivo dei miei nonni, del  Natale, delle tradizioni.

Una delle più belle esperienze di vita a tutt’ oggi?

L’ esperienza di lavoro a San Paolo, in Brasile, qui ho lavorato l’ argilla ma con modalità diverse, dato il clima e la stessa  qualità dell’ argilla ma ho avuto modo di conoscere il luogo, la gente e il loro modo di vivere: è stato un viaggio che mi ha dato tanto e mi ha permesso di riflettere sulla vita.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una donna che ama la semplicità, la sincerità, il cambiamento e tendo a prendere la parte migliore di ogni esperienza.

Un tuo sogno?

Una casa in campagna con due asinelli, li adoro!

Un tuo motto di vita?

Provare ad essere migliori e a rispettare gli spazi liberi!

 

 

Per info: 333-4154048 ; instagram perincisoceramica; www.perincisoceramica.com

 

 

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