Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se così fosse…mille volte vorrei nascere per mille volte ancora morire ( W. Shakespeare)
Ci sono storie che ti fanno venire i brividi al solo ascoltarle mentre quando provi a raccontarle, sei come inondato di una luce nuova, di qualcosa che ti sfiora come le ali di un angelo. Ognuno di noi ha il suo angelo e ci sono volte su questa terra che ti senti diviso dall’ oltre, da un’ altra vita ma è soltanto una strana sensazione. Quella vera, invece, è che la vita e la morte sono la faccia della stessa medaglia. E questo lo si può dire soprattutto quando c’ è stato amore, quando c’ è ancora amore. Quell’ amore cha va oltre il tuo stato attuale, quell’amore che ti conduce in altri orizzonti mentre alzi gli occhi al cielo e ringrazi Dio per avertelo mandato. Il vero amore è così, va oltre tutto, oltre il dolore, la malattia, lo sconforto, la paura. Poi c’ è chi ha una marcia in più e riesce anche a renderlo eterno grazie ad un approccio alla vita rispettoso e fiducioso, un approccio che ti educa alla bellezza, ai sentimenti e a quell’ ispirazione e istinto artistico che salvano e ti salvano la vita. Soprattutto, poi, quando tutto intorno a te sembra naufragare, c’è una forza speciale che ti tira su, un istinto primordiale, qualcosa che ha molto a che fare con l’ amore per sé e per gli altri. Ed è da questo stato d’animo che nascono meraviglie per la mente e per il cuore. Proprio quando si pensa di mollare tutto e di arrendersi, è lì, in quella fase intermedia di solitudine e ascolto con se stessi che si riesce a comprendere e a conoscere qualcosa in più di sé. E che sia amore e che sia dolore, siamo sempre noi al centro della scena di quel teatro chiamato vita. Ma piuttosto che recitare, si vive o si prova a vivere. Paride Reale ha cinquantadue anni, è originario di Iglesias, di quell’ angolo di Sardegna che si presenta da sé, bello e suggestivo qual è. Paride è oggi un appassionato artigiano, realizza meravigliose lampade in legno ma anche scacchiere e pirografie. La sua è una storia particolare, di come la vita ti lascia correre per poi spezzare quel filo che può sembrare invisibile ma che invisibile non è. Figlio di un falegname, ha iniziato ad apprendere i primi rudimenti nella falegnameria di famiglia, poi una volta chiusi i battenti, si è a lungo cercato per poi capire che sarebbe voluto andare oltre, dando un’ impronta precisa al suo operato. E così ha voluto un po’ distaccarsi dalle orme paterne per creare oggetti di artigianato. Di quell’ artigianato che sconfina nel design e in oggetti di arredo come possono essere le sue caratteristiche lampade. Oggetti davvero particolari perché accendono una luce nella propria vita e in quella degli altri. Questo perché Paride ha sofferto molto ma è riuscito a sublimare il suo dolore. Oggi è costretto su una carrozzina a causa di un infortunio sul posto di lavoro, poi ha dovuto sopportare il dolore più grande a causa della morte della sua cara moglie Lory…Tutto si è capovolto un anno dietro l’ altro, come un uragano, come qualcosa che passa e lascia solo detriti, brandelli di una vita che va a rotoli, inavvertitamente e incontrollabilmente. E bisogna tenersi fermi al timone e aspettare che l’ onda passi, farsi anche travolgere ma restare fermi ad aspettare un’ altra onda che possa lenire le nostre ferite. Non c’ è molto da fare. Bisogna solo aspettare qualcosa che possa passarti accanto e alleviarti la pena, come un angelo che ti tiene per mano. Sua moglie Lory è il suo angelo, Paride ci confessa di sentirne la sua presenza e tutto ciò è dettato da una fede incrollabile. Altrimenti non sarebbe diversamente. La storia di Paride può lanciare un messaggio, un grande spunto di riflessione perché la vita, si sa, non è rose e fiori ma purtroppo è anche costellata da eventi difficili, lì dove si lotta con se stessi per uscirne. E Paride ha trovato la sua ancora di salvezza grazie alle sue figlie Michela e Sara di ventidue e diciassette anni, figlie che educa con amore e con quei sani principi di una volta. Poi c’è la passione per quella che è la manualità, quel modo di esprimersi attraverso la materia scelta, incidendo e intagliando i propri stati d’animo, il proprio credo, la volontà di essere qui e altrove. Mentre sua moglie lo guarda da lontano attraverso quel tramite che è l’ amore, nel cielo che guarda la terra. Alla fine non saremo mai soli quando nella vita si è provato un amore, un amore grande. Perché anche quando respireremo, quando cercheremo qualcosa con le nostre mani, quando cercheremo anche di pregare a modo nostro e sapremo di esserci stati per qualcun’ altro, non avremo vissuto invano.
Raccontati tra passioni, vita, origini…
Mio padre era partito per lavorare in Corsica, poi ha incontrato mia madre a Genova, siamo stati in Sardegna per poi tornare di nuovo in Corsica e poi definitivamente in Sardegna. Qui ho iniziato a lavorare in falegnameria, ho frequentato un istituto professionale, adesso mi dedico esclusivamente a lavori di artigianato.
Come nasce questa tua passione per le lampade e altre creazioni?
Ho pensato sempre di voler creare qualcosa di unico, qualcosa con le mie mani, qualcosa che abbia la mia firma sempre per una questione di artigianato e di unicità. Ho sempre costruito mobili, contrariamente ai normali lavori di falegnameria. Ho sempre pensato di voler andare oltre e di voler esprimermi per un’ esigenza interiore. Mi fa piacere che le mie lampade siano abbastanza richieste, sono tutti pezzi unici, non creo mai una lampada uguale all’altra…Intanto continua la mia passione per l’ intaglio del legno e la pirografia, queste sono le tecniche che utilizzo….
Che cosa realizzi?
Nella “stanza dei miei pensieri”, così chiamo il mio laboratorio, realizzo scacchiere, pirografie, non solo lampade…
La tua fonte di ispirazione?
La natura poi spazio molto, dipende tutto dal mio stato d’ animo, quando ho disegnato il Cristo era per avvicinarmi a Dio…
Credi in Dio?
Sono devoto a Sant’ Antonio che dice: “Dio dammi la forza di credere quando ci sono i motivi per non credere in te”… Io ne avrei avuti tanti di motivi, oggi mi trovo su una carrozzina per una caduta sul posto di lavoro, nel 2014 ho avuto un tumore, mia moglie che era infermiera è stata con me notte e giorno… Alla fine ce l’ ho fatta ma l’ anno successivo la mia Lory si è ammalata di mieloma multiplo e non ce l’ ha fatta. Ma la mia fede mi ha salvato, diversamente non ce l’ avrei fatta a sopravvivere. Oggi sento la presenza di mia moglie che mi guida.
Complimenti per la tua capacità di reazione, non è da tutti …Parliamo della tua terra, quanta Sardegna c’ è in te?
Tanta… i miei luoghi del cuore sono Iglesias ma mi piace molto anche la Barbagia, poi ho Desulo nel cuore, qui ho conosciuto un pirografo che mi ha fatto appassionare al mondo della pirografia.
Che cos’ è per te l’ artigianato?
Per me è l’ espressione di quello che abbiamo dentro, un modo per esprimere il proprio stato d’ animo.
La fase di lavorazione che più ti affascina?
La fase intermedia ossia la fase di sviluppo dell’ opera…
Come ti definiresti?
Educato, sensibile, tenace, mi toccano molto le storie delle persone…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattrista l’ ipocrisia, invece mi rasserena pensare che ci sono persone che ci vogliono bene e ci rispettano.
Un tuo motto di vita?
Bisogna rispettare per farsi rispettare.
Per info: cell: 333-5698594; pagina facebook: Lampade Royal