Loredana Lottici, come la luna, come le donne, come la vita

Loredana Lottici, come la luna, come le donne, come la vita

Se c’è nella terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’ infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’ arte ( G. Flaubert)

 

Occorre la luce giusta per guardare e fotografare le cose del mondo. Ma solitamente la luce, ogni tipo di luce viene da dentro. Dopo un lungo scavare nella sorgente della nostra anima, dopo una particolare conoscenza e un lungo dialogo con se stessi. Occorre lasciarsi illuminare da sé, dagli altri, dalla luna, dalle stelle. Da tutto ciò che è natura e natura umana. Per arrivare a scoprire grandezza e bellezza. Occorre anche arrivare alla nostra parte bambina, riacquistare lo sguardo di un tempo, quello sguardo curioso, vivo e sincero della nostra fanciullezza. Perché si parte sempre da lì. Da chi eravamo, dalla nostra struttura interiore. E pur trovandoci a metà strada, tra il buio e l’ incertezza, dovremmo arrivare dall’ altra parte della riva, lì dove sorge il sole,  e lì dove sui colli si innalza la luna. Perché noi donne siamo così, siamo sole e luna, passione ed introspezione, tensione e distensione. E viaggiamo, viaggiamo sempre con il pensiero e con il cuore per arrivare ad essere fedeli a noi stesse, sempre più fedeli al nostro abito interiore. E per fare ciò ci scaviamo un varco nella roccia, scaviamo con le nostre mani nella terra per arrivare all’ arte e alla bellezza. Non ci sono modi migliori per conoscerci. Le donne, poi, sono capaci di grandi sofferenze ma anche di grandi amori, di grandi passioni e di grandi occhi per guardare il mondo. Loredana Lottici è una donna che ha in sé la luna e il sole, discreta e delicata come la luna e a tratti solare, di quella luce che passa tra le nuvole e le colora di sfumature rosate. Loredana Lottici è un’ artista poliedrica perché la sua fonte vitale è anche la creatività, quel voler trasformare le cose per riutilizzarle. Come quel lampadario che è stato concepito da un contenitore da cucina… Ed è da questo caos interiore che nasce sia il suo istinto creativo che artistico. Originaria di Lodi, oggi vive a Milano. Di mamma veneta e di papà per metà lombardo e tedesco, ha vissuto per qualche anno nella campagna vicino al fiume Adda. Innamorata della natura, del colore, di quel continuo e confidenziale dialogo con se stessa e con la bellezza della quale, quando può, ama circondarsi, non poteva che essere un’ artista. Perché l’ arte salva, purifica, rinvigorisce lo spirito. Alle spalle ha un curriculum di grafico freelance e una lunga esperienza di lavoro in una associazione di consumatori, poi è arrivato quel momento di trasformazione, quel momento nel quale senti di voler arrivare al tuo centro e alla tua essenza. Ed è così che Loredana ha voluto dare una svolta alla sua vita lavorativa, lasciando tutto e continuando a viaggiare nel mondo dell’ arte. Le sue opere che si legano ad un’ atmosfera onirica e surreale, si ispirano alla forza della natura e hanno radici profonde come gli alberi che si innalzano e guardano verso l’ alto. Difatti l’ artista Lottici  deve la sua vocazione artistica anche a suo padre Carlo che era un pittore generoso tant’ è che regalava i suoi quadri oltre a portare a casa romanzi italiani e inglesi perché lavorava nella Mondadori. Ed ecco che la nostra artista ha respirato cultura e colori fino poi a voler imprimere le sue emozioni e stati d’ animo nella sua produzione artistica oggi in continua evoluzione. Loredana  Lottici ammette di essere stata letteralmente salvata e protetta dall’ arte, da quel modo di vedere le cose da un altro punto di vista. Perché l’ arte raccoglie i pezzi che la vita disperde. E dopo un periodo buio dove ha toccato con mano le sue fragilità, è risalita a galla con maggiore consapevolezza e una maggiore conoscenza di se stessa e degli altri. Con pittura acrilica e ad olio, con vernici e smalti,  il suo voler dipingere inizialmente i suoi volti di donna a metà, dimostra la continua ricerca di se stessa e il continuo sforzo di introspezione. Oggi dipinge figure di donna nella loro interezza con quella punta di viola che resta sempre il suo colore preferito. E tutto diventa bellezza: come la luna, le donne, la vita. Oggi per Loredana è un momento di abbandono al mistero dell’arte che si inserisce costantemente nelle trame del tempo. E Loredana oramai viaggia accompagnata dall’ arte, dalla sua luce ed energia che le suggerisce dove andare e in quale giardino incantato sostare. Sì, perché Loredana non sa fare a meno di arte, bellezza e natura nella quale ama confondersi, succhiando il nettare e quella linfa vitale che la restituisce all’ infinito. Perché ogni vita ha il suo caos, il suo sipario da aprire e chiudere, i suoi tormenti e le sue rivoluzioni, i suoi passaggi più o meno obbligati. In quella complessità meravigliosa che è l’ essere donna e l’ essere artista.

 

Raccontati  tra lavoro, passioni, progetti…

Intanto i miei sono stati studi tecnici per diventare tecnico pubblicitario e poi grafico. Per dieci anni ho svolto la mansione di grafico freelance e ho partecipato anche a delle sfilate di moda come indossatrice dai venti anni ai ventotto anni circa. Ho lavorato poi per il Corrierino dei piccoli colorando le tavole dei fumetti, poi ha trent’ anni non mi piaceva più la pubblicità…E così ho studiato arte e scultura e  pittura presso una pittrice e ho lavorato poi  presso un’ associazione di consumatori e quindi sono andata avanti in questo lavoro che non amavo soprattutto negli ultimi anni. Sono andata via nel luglio dello scorso anno…  Non ce la facevo più, stavo facendo violenza a me stessa ed ero spesso triste, questo ha coinciso con la pandemia che ha permesso un po’ a tutti di analizzarsi e di pensare alla vita diversamente.

Come nasce la tua passione creativa e la passione per la pittura?

Nasce dal fatto che mio papà era un pittore e quindi ho respirato l’ aria artistica sin da subito, a tre anni ho cominciato a disegnare di tutto, dagli abiti alle piastrelle…Facendo grafica, mi sono evoluta, ho iniziato a dipingere ma devo dire che il mio è sia un istinto creativo che artistico: ho iniziato a creare anelli, collane, orecchini con materiale di recupero. Ho sempre avuto la predisposizione a guardare gli oggetti per nuove destinazioni d’ uso: un lampadario che deriva da un contenitore per cuocere verdure,  riutilizzo calze in microfibra, plastica. Mi piace anche il decoupage, dipingo mobili…

Come definiresti il tuo stile?

Espressionista, mi piacciono gli autori espressionisti come anche il dadaismo e il surrealismo, la pittura concettuale, l’ arte industriale.

Chi ti ha aiutato ad emergere in campo artistico?

Un artista dell’ Accademia di Brera, avevo quattordici anni…poi nel palazzo antico dove abitavo c’ era una galleria d’ arte…

La tua fonte di ispirazione?

Il colore vivo è fondamentale, il colore viola, il magenta è il mio colore, poi il rosso, il bianco, il nero…Amo i boschi e gli alberi, sono fonte di vita per me. Sono meravigliosi e si innalzano in cielo.  Traggo energia dalla natura,  da fiori e animali. Mi piace, poi, l’ universo femminile e i particolari, dipingevo i visi a metà perché ero in una fase di comprensione di me stessa…poi nel tempo mi sono risolta. L’ arte è anche introspezione e tormento, sono buddista,  mi ispirano sentimenti di amore, pace, armonia, condivisione.

Come ti definiresti come donna e come artista?

Una donna sempre in lotta con se stessa, profonda, determinata, socievole…in divenire.

Che cos’ è l’ arte per te?

Per me è linfa vitale, terapia, è curiosità che posso soddisfare, è un mondo di colori, di sfumature, l’ arte mi ha aiutato a capirmi e ad accompagnarmi.

Altre passioni di vita?

Per un periodo ero appassionata di politica, mi piace la musica, ballare, la lettura, viaggiare, andare per musei anche come guida museale…

Prossimi progetti?

Parteciperò al Miart dal 14 al 16 aprile, poi continuerò a fare arte… Ho esposto i miei quadri al MAPP,  un museo d’arte contemporanea situato nell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano. Qui si incontrano artisti famosi e  ci si occupa soprattutto di arteterapia.

Un tuo motto di vita?

Viva la vida, come dice Frida Kahlo.

Per info: pagina facebook LoLo

 

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