Beato chi nasce la vigilia della fine, chi ascolta l’ ultima melodia, e strappa l’ ultimo fiore al sentimento, l’ ultima luce al pensiero!( Jimenez)
Siamo all’ inizio e alla fine di tutto, ci troviamo sempre ad un bivio, nel bel centro della nostra storia e della nostra leggenda personale. Non sempre e subito troviamo la nostra strada, alle volte ci perdiamo, poi ci ritroviamo, poi ripartiamo. Ma cerchiamo sempre di esserci e di essere nel cuore di qualcosa e di qualcuno. Comunque sia, in qualsiasi modo, dobbiamo tendere in alto e cercare di diventare natura e insieme alla natura, arte. E…bisogna anche ritornare indietro per dare valore alle cose, tornare indietro per accarezzare un bambino, per sorridere, per trovare quella lettera nascosta dentro le pieghe dell’anima. E se occorre, bisogna soffrire, non aver paura di affrontare il dolore, questo per capire e capirsi e darsi di più alla vita e… riaversi come un dono ricevuto. E rialzarsi perché poi come dice il poeta Gibran: “Il vostro dolore è il rompersi del guscio che racchiude il vostro intendimento”. Talvolta il dolore è quel passaggio obbligato per arrivare a vette più alte, come l’ arte appunto. Per far ciò bisogna anche congiungersi a qualcosa che sia davvero più in alto di noi, a quella mano divina che si ricongiunge alle nostre vite e ci indica la strada. Quella mano divina che dopo un passaggio doloroso, ci permette poi di vedere la vita diversamente, più chiara, più colorata, più vera. E quella mano divina è anche quella matita per disegnare, quel pennello per dipingere e quell’ argilla da plasmare. E noi donne siamo davvero quegli esseri prescelti per creare meraviglie. Come è capitato a Stefania Pinna, pittrice e ceramista. Originaria del Sud Sardegna, il suo paese è Domusnovas, un angolo di Sardegna caratterizzata dalle grotte di San Giovanni, le seconde percorribili in tutta Europa. E della sua terra l’ artista sembra aver assorbito grazia e bellezza diventando un tutt’ uno con la sua pittura e la sua ceramica. Perché poi quando si vuole vivere di bellezza, il passo è breve e da un tratto di colore ne nasce un altro. Stefania durante la sua fanciullezza è stata incoraggiata da suo papà che le comprava le tele durante i suoi viaggi di lavoro. Gli studi artistici le hanno dato le basi per dipingere e lavorare l’ argilla ma sono stati anche gli episodi della sua vita a darle gli input giusti. Come un viaggio a Bergamo per poi visitare l’ azienda Thun, una realtà che fa sognare… E l’ aver contemplato i quadri nell’ ospedale di San Giovanni Rotondo. Difatti da qui ha iniziato a ritrarre volti di santi. Poi ci sono stati dei passaggi dolorosi nella sua vita come la morte del suo caro papà ma anche l’ amore da cui è rimasta ferita, perché l’ amore dà e toglie. Ma l’ artista Stefania Pinna si è ascoltata fino in fondo e deve ringraziare il suo rapporto viscerale con la pittura e l’ arte ceramica, due attività delle quali oggi non può fare a meno. Alternandosi tra l’ idea di un lavoro più tangibile come può essere l’ arte ceramica e la dimensione più onirica che invece regala l’ arte pittorica. Ciò che piace della sua personalità fragile e forte nello stesso tempo è la sua volontà di indagare l’ animo umano. Credente qual è, ammette che la fede l’ ha aiutata e l’ aiuta tanto nei passaggi più difficili della sua vita. Ecco perché ha sentito il bisogno profondo di realizzare ritratti di santi per il legame instaurato nel tempo con ognuno di loro. Ma non solo: le sue opere sembrano parlare perché sono pervase anche da un’ aura malinconica, ecco perché nei ritratti c’ è tutta se stessa. E se è vero come è vero che il dolore plasma come l’ argilla, l’ artista diventa tutt’ uno con l’ opera. Intanto sono stati vari i riconoscimenti e le partecipazioni ad eventi culturali ed artistici. Tra cui le tre mostre collettive tramite video-esposizione proposta dal periodico d’ arte Art Now di cui è promotore Sandro Serradifalco. Nel 2020 è presente al Palermo Artexpo; nel 2021 partecipa al Premio Internazionale Michelangelo con esposizione a Palazzo Velli a Roma con l’ opera dal titolo Sos Zigantes de Monte Prama: tema dedicato ai giganti di pietra ritrovati in Sardegna. Nel maggio 2021 partecipa al Parigi Artexpo presso la galleria Thuillier con l’ opera intitolata Stop. Un’ opera quest’ ultima che ha segnato un percorso umano oltre che artistico. Poi altre opere realizzate per la mostra sulle Miniere del Sulcis con la collaborazione del Liceo artistico Remo Branca/Asproni di Iglesias. Tanta arte davvero e tanto talento nelle opere e nell’ iter artistico di Stefania Pinna. Mentre ancora oggi è quella mano divina che guida il suo percorso di donna e di artista.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, pensieri…
Ho sempre avuto la vena creativa e artistica, mi occupo di pittura e ceramica, ma tempo fa sono stata nel campo della ristorazione con la mia famiglia…Sin da piccola mi è piaciuto modellare, mio papà all’ età di sette anni mi regalò due tele e pennelli. Mio papà faceva il commerciante e percorreva cinquanta chilometri per fare provviste e in ogni viaggio mi comprava le tele…
Come è nata la tua passione per la pittura?
Aiutando i figli a realizzare dei disegni, mi è tornata la passione per la pittura…poi mi sono iscritta al liceo artistico. E così ho iniziato a dipingere ad olio, ad acrilico e ancor prima con il carboncino e poi con il pastello che devo dire mi piace molto per la sua particolare resa realistica. Poi dopo la morte di mio padre ho avuto un momento di stasi ma con il tempo è subentrata la passione per la ceramica…
Che rapporto hai con la pittura e poi con la ceramica?
Mi ritrovo in pieno sia nella ceramica che nella pittura, ho un rapporto viscerale con entrambe le tecniche… mentre realizzo un ritratto mi ritrovo con le mani nell’ argilla o anche solo il decorare mi fa stare bene, nonostante tutto ho la necessità di cambiare e di passare dall’ una all’ altra tecnica.
La tua fonte di ispirazione?
Le persone nella loro totalità, lo sguardo in genere mi ispira molto ed essendo credente, ho sentito l’ esigenza di voler realizzare un ritratto di un santo o l’ altro perché con quel santo ho avuto un legame spirituale particolare nel corso del tempo…
Come definiresti il tuo stile in pittura?
Figurativo ma anche realista…
Che cos’è l’ arte per te?
Non posso vivere senza, è l’ aria che respiro, mi dimentico di me stessa e del mondo fuori.
Prossimi progetti?
L’ anno scorso ho intrapreso un corso propedeutico di iconografia cristiana, un corso che desideravo da tanti anni e che molto probabilmente cercherò di seguire nel tempo più che altro per un discorso spirituale… mi piace sempre tenermi attiva, quindi vorrei poter realizzare una personale dove poter esporre i miei dipinti ma anche la mia ceramica.
Come ti definiresti come donna e come artista?
Riservata, perseverante, sensibile, solidale, malinconica…mi dicono che c’ è una somiglianza tra me e ciò che realizzo…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattrista l’ ingiustizia in genere; mi rasserena guardare il volto di un bambino che sorride, la natura mi dà gioia. Davanti al mare sento sia gioia che tristezza. Comunque sia, preferisco la tranquillità al caos, mi ritrovo in luoghi tranquilli come nella mia stessa casa di campagna.
Un tuo motto di vita?
La perseveranza è la mia forza.
Per info: pagina facebook Annip_art
Conosco Stefania da quando eravamo bambini e confermo la sua vena artistica in cui scorre il sangue della passione per l’arte, alimentato da un cuore spirituale vivo che Le permette di Creare e rendere Manifesto ciò che è già dentro il suo Cuore! Buon proseguo Stefania e l’augurio che la via che segui possa sempre permetterti di seguire la vera Via!