Essere donna è così affascinante. E’ un’ avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai ( Oriana Fallaci)
Siamo circondati da segni, segnali, tracce, colori, forme. Ma tutto avviene poi attraverso i nostri spazi e tempi personali. E tutto avviene anche quando si ha il coraggio di guardarsi dentro come in uno specchio che riflette non soltanto la nostra immagine ma il nostro vissuto, il tempo che fu, la nostra essenza, i nostri luoghi di appartenenza, le nostre radici. Perché noi siamo anche il prodotto di un vissuto, di un’ esistenza filtrata e dettata dalle nostre passioni e potenzialità interiori. Magari ci capiterà di fare cose che non pensavamo di fare, di pensare cose e di immaginarle ma tutto secondo una nostra personale visione. E sarà proprio questo a permetterci di librarci in volo. Perché tutti abbiamo ali per volare ma prima di farlo, abbiamo bisogno di conoscere noi stessi, di metterci alla prova, di cadere e rialzarci. E…perché no? Abbiamo bisogno anche di un’ ala di riserva, di andare oltre e di collegarci al nostro più intimo sentire. Istinto, passione, intuizione non sbaglieranno e delineeranno i nostri sentieri. Noi donne siamo così, un po’ curiose, poi sognatrici, delicate, forti con quell’ anima bambina da ricercare sempre. E abbiamo bisogno di trovare e ritrovare quel filo e quel bandolo della matassa, quella ragione di vita, quel quid che possa coniugare un po’ tutto, e che possa rimettere insieme il puzzle di una vita. Sandra Callegari ha sessant’ uno anni, è una donna matura non soltanto per la sua età ma per le sue molteplici esperienze di vita. Una vita avventurosa la sua, fatta di tanti colori e forme, tante emozioni che poi non si contano, quasi straripano e si ha bisogno di un contenitore, di uno spazio adatto per contenerle tutte. Sandra è originaria di Brescia, ha vissuto per un periodo a Pavia e oggi vive a Romano di Lombardia in provincia di Bergamo. Sandra ha frequentato le magistrali presso un istituto di suore ed erano anni dei quali serba ricordi buoni, come quando ricamava in una chiesetta privata insieme alle suore. Ricorda ancora il colore ambra della chiesetta… Qui si sentiva protetta come in un bozzolo, pur consapevole che di lì a poco sarebbe volata una bella farfalla colorata. E così è stato. Intanto Sandra è una donna con una spiccata personalità, una donna forte, sensibile, attenta ai suoi stessi passaggi interiori, versatile, intelligente, acuta, saggia. Di quella saggezza antica che è difficile da trovare in giro di questi tempi. Oggi è la sintesi delle sue stesse esperienze, paure, difficoltà superate e di quella vita vissuta in libertà attraverso le emozioni delle sue scelte. Perché al di là di ogni lavoro, di ogni incontro ed esperienza, Sandra ha scelto di essere una donna libera. E questo non sempre si può riscontrare perché le donne sono ancora incapsulate nei loro ruoli e difficilmente riescono ad essere libere sia economicamente che intellettualmente. Sandra sempre molto vicina e buona scrutatrice dell’ universo femminile, ha iniziato lavorando come socio operatore, un lavoro che l’ha appassionata molto ma che poi ha lasciato perché sentiva che non veniva rispettato più il valore intrinseco di un lavoro molto delicato lì dove vedeva qualcos’ altro che altri non vedevano. E così ha provato a lavorare anche in fabbrica. Grande viaggiatrice, è stata in nord Africa come in India e in Sudamerica sempre per provarsi e lanciarsi in nuove avventure e sempre dalla parte dei più deboli…Poi ha pensato di salvare anche un po’ se stessa riflettendo davvero su come poter dare una svolta alla sua vita. Ecco che poi le sono venute incontro le memorie del passato, le origini, la sua terra di appartenenza. Insieme alla sua stessa capacità di scindere e di filtrare il messaggio che la sua interiorità, le sue emozioni e percezioni, la sua anima le hanno inoltrato nel tempo. Ed è così che ha preso in mano il suo filo, il suo fil rouge, ha preso davvero in mano i suoi gomitoli per farne meravigliose borse con la tecnica del crochet. Ma non solo…anche in questo caso è voluta andare oltre creando e offrendo ad ogni donna un suo colore. Sandra ha ideato il brand Le S_cete che in bergamasco vuol dire ragazze e quindi si tratta di quelle ragazze che vogliono conservare le tradizioni come lo stesso lavoro all’ uncinetto. Un marchio pensato per le donne, un modo per dare voce alle donne di ogni età e di ogni ruolo sociale affinchè si possano sentire unite in nome delle loro origini, radici, arte, creatività. Sono borse in lana merinos e in cotone piemontese per la produzione estiva. Sandra Callegari crede immensamente in un progetto che ha la sua stessa immagine perché le sue borse sono anche il risultato della sua passione per l’ arte, in particolar modo per i pittori impressionisti. E la nostra creativa sceglie di estrarre la prevalenza del colore che domina e si riferisce ad ogni opera o l’ altra. Un lavoro ricco di fascino il suo perché non è soltanto un lavoro delle mani ma diviene anche un lavoro intellettuale, un modo per guardarsi dentro, per guardare al cuore delle donne, attraverso sfumature e colori. Perché davvero bisogna dare ad ogni donna il suo colore, un mezzo per salvarsi, per sentirsi unica al mondo e per lasciare un profumo, un ricordo, un pensiero, un sorriso, una traccia di sé.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
Ho studiato alle magistrali in un istituto retto dalle suore e qui devo dire che ho avuto una buona formazione che ancora mi accompagna, poi ho iniziato facendo lavori saltuari, ho lavorato, ho viaggiato molto…. Sono stata un operatore socio sanitario, ho lavorato in fabbrica; ho lavorato come operatore socio sanitario fino all’ anno scorso, poi non ce l’ ho fatta più anche perché è prevalso il mio istinto creativo…
Come nasce la tua passione creativa per le tue borse?
Intanto mi è sempre piaciuto dipingere con la tecnica dell’ acquerello e mi piace molto l’ arte in generale, vado per mostre a Parigi come a Vienna, mi piacciono pittori come Renoir, Van Gogh, Pissarro…Sono consapevole che per uscire dalle crisi personali, l’ arte sia uno strumento potente…Oggi lavoro al crochet e attraverso la palette dei colori riproduco nelle mie borse la prevalenza dei colori di riferimento dell’ opera che ho presente. Estraggo i gomitoli dei colori dell’ opera realizzando il bordo con il colore che prevale. Il crochet mi aiuta a distrarmi ma nello stesso tempo non ho voluto realizzare dei quadrotti a caso ma ho voluto far capire che siamo davvero influenzati da ciò che vediamo in giro come la natura e l’ arte…
Perché il nome Le S_cete?
Le cete sono le ragazze in bergamasco, sono quelle ragazze che vogliono conservare le tradizioni e le radici, per creare condivisione e per produrre insieme libertà economica ed intellettuale.
Come è stata la tua adolescenza?
Ero una ribelle, ho sempre vissuto libera, a quattordici anni leggevo Dostoevskij, Cassola, D’ Annunzio, Fallaci… avevamo accesso alla biblioteca dell’ istituto. Ho avuto la fortuna di avere ottimi insegnanti, la domenica si andava a ballare…
Che cos’ è l’ artigianato e la creatività per te?
Bisognerebbe dare maggiore valore all’ artigianato e al made in Italy, i comuni dovrebbero aprire i centri storici per fiere ed eventi legati all’ artigianato, bisognerebbe fare di più…cercherò di portare avanti questa causa e spero di riuscire a sensibilizzare le amministrazioni del mio territorio affinchè si possano creare gruppi del settore. Per quanto riguarda la creatività, devo dire che attraverso l’ estro creativo riesco a ritrovarmi, scegliendo colori, forme e tempi. Assisto alle emozioni delle mie scelte, ritrovo la libertà di un tempo…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Ho una personalità in divenire: le esperienze di vita, le prove di forza mi permettono di essere oggi una donna creativa e sicura di sé…
Che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi fa star bene la mia famiglia, fare le cose che mi piacciono, ho ritrovato le mie radici, la polenta, l’ Atalanta, la mia squadra del cuore…è un buon periodo di vita!
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito la frase di Bertold Brecht: “L’ unica certezza che abbiamo è il dubbio”.
Per info: 377-9789939; pagina facebook Le S_cete
Grazie Rossella davvero hai centrato il mio nucleo personale, mi hai emozionato, parlare con te è stato davvero un momento sereno di intimità come tra amiche da sempre ❤️❤️❤️❤️