Roberta Vinardi, sul filo del tempo

Roberta Vinardi, sul filo del tempo

“… Siamo qui per continuare a modo nostro quel tempo in cui le cose erano vere. Io canto ovunque sia rimasta la gente che  somiglia ai propri luoghi” (Da Canti della gratitudine di Franco Arminio)

 

Nasciamo, sbocciamo come fiori a primavera, cresciamo, ci rotoliamo nel verde dei campi. Poi restiamo ad occhi aperti per carpire tutta la bellezza del cielo. E ci accorgiamo che la felicità  non è soltanto toccare il cielo con un dito ma è cercare di abbracciarlo. Anche se ci passano le nuvole accanto, anche se ci coglie la pioggia o la tempesta improvvisa. Bisogna imparare a ballare tra la pioggia e il sole. E bisogna essere ottimi consumatori del tempo, del nostro spazio-temporale. Ognuno di noi ha il suo giardino dell’ anima a disposizione per cogliere quel fiore e posarlo tra i capelli. Perché il tempo non è tempo se non ha in sé gocce di felicità. Quindi non bisogna affaticarsi per inseguirlo, basta fermarsi a guardarlo e viverlo come si guarda un tramonto che scende al mare o in collina. Il tempo è dentro di noi, nella bellezza dello sguardo con il quale ci rivolgiamo al mondo. Libertà, bellezza e meraviglia dovranno contraddistinguere i nostri giorni. Come è accaduto a Roberta Vinardi, una donna in continuo divenire. Una donna che è sempre alla ricerca del bello perché ama emozionarsi per emozionare. Ama trovarsi in quel luogo dell’ anima, in quella casa lì dove il tempo l’ ha cresciuta insieme alle memorie familiari. Roberta è una creativa d’ eccezione poiché legata ai suoi luoghi, alle sue montagne, alle bellezze della natura della quale ama circondarsi. Roberta è originaria di Usseglio, l’ ultimo paese nelle valli di Lanzo, nell’arco alpino del torinese. Vive a Corio in provincia di Torino, insieme al suo compagno Gianni, apprezzato stilista e sua figlia Azzurra di due anni e mezzo. Supportata ed aiutata dal suo compagno nel proseguire il suo percorso creativo, Roberta Vinardi ha dato vita al suo brand dal nome curioso quanto significativo: La Muanda d’ tche, un nome che vuol dire “la baita del nonno” un nome  che è tutto un programma,  un nome che le appartiene  più da vicino perché ha a che fare con il suo percorso di vita e di lavoro. Nata in  una famiglia di gradi lavoratori, Roberta passava le ore a guardare sua nonna Matilde mentre ricamava tessuti preziosi del tempo. In quella che è una lettura antica e una geografia delle emozioni, Roberta ha sempre cercato di vivere sul filo del tempo e oggi proprio sul filo del tempo crea le sue fate -streghette con lana e filati attraverso la cultura del riciclo creativo. Sempre cresciuta tra le baite  e nei boschi, raccoglieva già legnetti perché già da bambina sentiva che avrebbe dato vita a qualcosa di speciale e di unico nel suo genere. E mentre si è lasciata cullare dalle memorie familiari, dall’ esperienza e dai ricordi dei nonni e dalla gente del luogo, ha iniziato quindi a creare delle bamboline con filati riciclati in lana e cotone ma anche con erbe aromatiche. “MascaLana” è il nome del caratteristico manufatto che in piemontese vuol dire strega. Molto affascinata quindi dalle antiche leggende e dai racconti dei nonni, Roberta Vinardi ha voluto conservare e proteggere insieme ai suoi paesaggi di montagna, gli usi e i costumi del suo territorio. E ciò è veramente da apprezzare in tempi odierni dettati dai rumori e dalla tecnologia incombente. Ritornare alle origini, all’ antico, nel silenzio e nel vento che muove le fronde degli alberi mentre ci si siede a riflettere  su ciò che siamo e ciò che eravamo…E anche lei, Roberta è così entusiasta della vita ma anche così sognatrice e romantica, di quel romanticismo antico.  Difatti ama apparire come una fata dei boschi;  è una donna versatile, libera e che ama raccontare il passato che si intreccia al presente. Ama raccontare agli altri anche il suo percorso creativo per regalare emozioni che nascono dalle sorgenti dei ricordi ed è molto grata a chi quel mondo ha saputo raccontarlo per poter poi tramandarlo. Sono atti d’ amore gli atti creativi ed è un continuo raccontare leggende e bellezza nel tempo. Ciò che di bello ha Roberta oltre alla sua bella presenza è la sensibilità, quella delle donne di una volta perché ribadisce più di una volta l’ importanza del lavoro delle mani, un lavoro attento, accurato, ricco di simboli e significati. Perché il tempo insieme al lavoro delle mani va fermato, creato, raccontato. Ecco, Roberta Vinardi ha saputo cogliere questa esigenza emotiva come quel pensiero felice che ti fa svegliare al mattino vedendo la luce anche quando non c’ è. Oltre a specchiarsi nei suoi luoghi del cuore, Roberta, nell’ energia della natura,  riesce a ricreare quell’ atmosfera giusta per collocare il suo lavoro delle mani, la sua fantasia, il sogno e il ricordo di quando si accendeva il fuoco nelle baite, di quando si raccontavano favole e di quando tutto era più semplice e più vero. Di quando si era felici con poco. Sul filo del tempo.

 

Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Sono cresciuta in una famiglia di grandi lavoratori, mio padre era un imprenditore, mia madre lavorava in uno studio notarile; da mia nonna Matilde ho ereditato tutto ciò che riguarda la creatività…Lei creava quel tipico ricamo cosiddetto “bandera”, un ricamo che riguardava poche persone…Passavo pomeriggi a guardarla ricamare, ricamava copriletti, cuscini, quadretti, paralumi…Nonna Maria era una sarta e aveva una sartoria, ha vestito molte persone della “Torino bene”. Vengo da una scuola alberghiera che però non mi è servita molto -sorride-; ho lavorato come commessa, poi per un periodo ho lavorato nell’ azienda di mio padre…Successivamente ho incontrato il mio compagno ed è nata mia figlia, per i primi tre anni sono rimasta a casa.

Quando nasce La Muanda d’ tche?

Nasce tutto per smorzare la noia del lockdown, ho voluto crearmi una nicchia creativa, ecco perché nasce La Muanda d’ tche che vuol dire “ La baita del nonno”…ed è questa la mia fonte di ispirazione. Sono stata allevata dai miei nonni e ho sentito l’ influenza positiva del mio paese: sono cresciuta nelle baite, adoro andare per i boschi, così come facevo da piccola quando raccoglievo legnetti per creare e costruire qualcosa…Sono cresciuta liberamente… La Muanda d’tche è un regalo che ho voluto fare a me stessa e agli altri. Nasce tutto con il riciclo creativo, dal restyling di mobili alle mie creazioni. Difatti ho ripreso i legnetti e ho cercato di creare abatjour  per dare luce alla mia vita e a quella degli altri.  Realizzo anche soprammobili, vasi…Ora come ora il mio pezzo forte è la “MascaLana”, una tipica bambolina che diventa una spilla, una collana e che nasce dalle miei origini piemontesi: “masca” in piemontese vuol dire strega…I nonni della montagna mi raccontavano fantastiche leggende. Erano donne guaritrici più che streghe, donne bravissime ad utilizzare piante ed erbe per curare, però non erano ben viste dalla gente cattolica… Sui comignoli venivano messe le pietre di quarzo per scacciare le streghe, una usanza folcloristica…nella mia bottega creativa unisco i miei luoghi, le origini, il folklore. Quindi le mie bamboline hanno i cappelli da strega o le ali…Sono molto incuriosita dalla storia di queste streghe, erano donne guaritrici ed io essendo poco tradizionalista, mi rispecchio nel lato migliore di queste donne…

Materiale di utilizzo?

Filati riciclati in cotone e lana, poi utilizzo anche piante colte nel mio giardino come il cotone, l’ erica, l’ alloro…

Che cosa ti piace di più della creatività?

L’ utilizzo delle mani perché apre al mondo…finchè la gente saprà utilizzare le mani, avremo modo di far conoscere più cose al mondo…

Prossimi progetti?

Ho in cantiere un libro, un’ autobiografia…poi mi piacerebbe realizzare laboratori manuali nella scuola dell’ infanzia.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi rasserena l’ amore per la famiglia e la semplicità, perché davvero bisogna cercare la felicità nella semplicità; d’ altro canto mi rattrista vedere come le nuove generazioni non abbiano il senso della creatività e  i ragazzi siano maggiormente entusiasti per la tecnologia e le varie novità del momento.

Un tuo motto di vita?

Il tempo è al nostro servizio e non il contrario.

 

 

Per info: 348-3778557; pagina facebook La Muanda d’Tche

 

 

 

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