La grandezza di un’ opera d’ arte si misura dall’ effetto che produce sulla coscienza umana (Lev Tolstoy)
Creare è una necessità, un bisogno dell’ anima. Siamo nati per creare, per aggiungere qualcosa di bello e significativo alla nostra esistenza. Perché non si può vivere una vita ordinaria: occorre andare verso la straordinarietà delle cose. In questo modo sentiremo di essere al posto giusto nel momento giusto. Nell’ hic et nunc, nel presente, nella storia, e saremo protagonisti indiscussi dei nostri giorni e delle nostre leggende personali. Sentiremo tutta la vita scorrere come un ruscello e ci aggrapperemo alla luce, al tempo per succhiarne il nettare divino. In questo modo saremo unici al mondo perché la nostra unicità sarà dettata anche dalle tracce che intenderemo lasciare ai posteri. E dunque si avverte la necessità ancestrale di lasciare una traccia, un segno della nostra presenza nel mondo. E si ha bisogno di esserci e di dare il nostro apporto ad una umanità sempre più in declino. Mentre i nostri avi hanno combattuto per la libertà, affidandoci un mondo migliore attraverso principi e valori come quelli della dignità e della identità della persona, oggi si dovrà combattere strenuamente per arrivare alla bellezza e alla vera arte. In tempi bui come i nostri, oggi più che mai si avverte questa necessità di creare bellezza attraverso una nuova dignità e una nuova identità dell’ arte. Ma bisogna unirsi nell’ unicità di intenti e nella responsabilità. Una bella parola questa, che deriva dal latino respicere, guardare, guardare oltre. Oltre la nostra pelle, oltre i nostri sogni per arrivare ai sogni comuni e alle esigenze comuni. Cristiano Sandonà è un artista responsabile, una persona che riesce a dare più che a ricevere. Anche se sono stati numerosi i riconoscimenti nel campo dell’ arte. Cristiano Sandonà è originario di Caltrano, in provincia di Vicenza, poco lontano dall’ altopiano di Asiago. Oggi vive a Cogollo del Cengio, sempre in provincia di Vicenza. Una terra alla quale resta legato profondamente e dalla quale trae costante ispirazione. Non a caso da bambino ha iniziato ad impastare la creta lungo il torrente Astico…Ed ecco che si definisce un artista di pittura materica, nonché un artista concettuale, attraverso un bisogno di creare tra plasticità e tridimensionalità. La materia così riveste un ruolo fondamentale ma è essa sessa immagine. “ E’ solo quando l’ estetica si coniuga con un processo etico che cerca l’ espressione, che l’ opera d’ arte si manifesta”, è quanto afferma Cristiano Sandonà. Una profondità e una sensibilità fuori dal comune quella dell’artista che si pone degli obiettivi precisi attraverso una forma di coerenza reiterata nel tempo. Le sue opere sembrano aprirsi all’ infinito attraverso un cerchio, simbolo di eternità. Opere che, come frutti maturi, si squarciano fendendo lo spazio circostante a seminare antiche emozioni nella suggestiva riprova che niente andrà perduto se il nostro sguardo sarà capace di accoglierle. Come melagrane con i suoi chicchi rosso sangue che si disperdono nell’ universo, le opere di Cristiano Sandonà non si distinguono soltanto in originalità ed unicità ma per un bisogno di mutamento nella tecnica stessa, per una volontà intrinseca di ricerca, studio e dignità artistica. Valori che si stanno perdendo e che l’ artista tende a rinsaldare attraverso la sua arte materica. In coerenza con il suo modus operandi poiché ha sempre scelto la creta, la ceramica, la plasticità, la forma. Un modo per continuare ad impastare emozioni, un modo per essere nel presente storico e per poter elargire al prossimo valori e principi. Lanciando sempre uno sguardo al passato per poter guardare meglio al futuro, per poter combattere indifferenza e disumanità. Diventare umani, trasformarsi, divenire ma continuare a difendere una umanità in decadenza, questo è il messaggio che intende dare l’ artista Sandonà. Difatti sta dall’ altra parte della riva ossia dalla parte di chi continua a lottare per la sostanza, per il contenuto e il significato da apportare al mondo dell’ arte. Il suo non è soltanto un bisogno dell’ anima ma una missione. Personalità in continuo divenire, Cristiano Sandonà si fa portavoce di verità, bellezza e poesia. Quest’ ultima diventa ulteriormente una fonte di ispirazione poiché l’ arte richiede altra arte per sopravvivere ai contraccolpi della vita. Cristiano Sandonà scava nella storia, nella bellezza, nella natura, nell’ humus per trarne coerenza e dignità artistica. Dai più viene definito “un guerriero della verità e dell’ amore”. Nel silenzio del suo atelier d’ arte, diventa una persona nuova ogni giorno che passa e tutto ciò lo avverte nel corpo e nello spirito, donando alle sue opere forma, pathos e dignità artistica. Perché la dignità non è orgoglio, non è compromesso ma elevatezza dello spirito, rispetto, chiarezza di intenti. E l’ arte, la vera arte la contiene tutta.
Raccontati tra vita, passioni, lavoro…
La vita è una sfida continua, mi piace reinventarmi, crescere…I miei sono stati studi artistici, poi mi sono indirizzato verso la ceramica poiché mi è sempre piaciuta la creatività, la manualità, la plasticità. Da bambino impastavo creta presso il torrente Astico nella zona dove sono nato…Nel tempo ho avvertito un bisogno fisico di approcciarmi alla materia plastica. Oggi mi occupo di pittura materica. Per quanto riguarda le mie esperienze di vita, ho portato avanti l’ azienda di famiglia, per diversi anni sono stato in politica pensando di poter aiutare la mia gente ma non è andata proprio così…Ero per il parlar chiaro ma in politica questo non è apprezzato, non si pensa al bene comune ma ai propri interessi personali. La politica è un’ antitesi all’ arte che poi in me fortunatamente ha preso il sopravvento, ecco perché oggi mi ritengo una persona appagata. L’ arte mi ha preso per mano sin da piccolo conducendomi in spazi introspettivi dal valore universale.
Perché la scelta è caduta sulla pittura materica?
La mia è una tecnica mista materico-pittorica su vetro e cartoncino. Ho inventato qualcosa che non esisteva prima, quindi questa è una tecnica che ho brevettato. Utilizzo gesso-ceramico applicato su vetro mixando l’arte astratto-pittorica all’ arte materico-figurativa. La mia è un’ arte accessibile: data la tridimensionalità delle mie opere, mi rivolgo ai portatori di handicap come gli ipovedenti ai quali è data la possibilità di “vedere al tatto” e quindi di toccarle. Rappresento molto il cerchio che è simbolo di eternità e di infinito, accoglienza, condivisione, empatia.
La tua fonte di ispirazione?
Sono sempre alla ricerca di una forma di comunicazione che possa andare oltre l’ ordinario…Sono opere che nascono dalla lettura di una poesia ma anche la natura è la mia musa ispiratrice. Sono solito infilarmi nei sentieri di montagna per godere del profumo del muschio, del silenzio… Un’ opera realizzata è dedicata a madre terra che ci invita a vivere bene l’ ambiente che ci circonda…
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte per me è qualcosa di sacro, è una lettura dell’ anima, è ricerca, studio, cultura, storia. L’ arte non può essere soltanto estetica, deve tornare a comunicare, non si può assistere ad un appiattimento anche dovuto al fatto che l’ arte si stia vendendo al dio denaro. La funzione principale dell’ arte è quella di rappresentare la storia in un proprio contesto sociale e culturale. Bisogna ritrovare il lato buono dell’ umanità, la parte luminosa…
Prossimi progetti?
Dal 26 ottobre al 3 novembre parteciperò all’ evento “Artisti contemporanei su cui investire” a Jesolo e dal 9 al 19 novembre parteciperò a “ Venezia parla d’ arte”. Sarò a Barcellona alla Biennale d’ arte, poi sarò a Padova in occasione della “Mosta mercato d’ arte moderna e contemporanea”, a Vicenza, e se tutto andrà bene, a Napoli per dicembre.
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito l’ affermazione di Paul Klee: “ L’ arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.
Per info: pagina facebook Cristiano Sandonà ( Artista Materico)