L’arte è una ferita trasformata in luce ( G. Braque)
La realtà, si sa, è verità tangibile, la si conosce attraverso un contatto diretto, fisico, sensoriale. Ma anche la realtà da sola non basta perché ha bisogno di essere filtrata attraverso la propria percezione, attraverso personali stati d’ animo che riportano al nostro inconscio. Da qui nasce il senso dell’ arte stessa, ecco perché l’ arte non può essere spiegata ma vista attraverso la propria anima. In quella che è anche una sorta di responsabilità e di devozione verso la vita stessa. L’ arte dovrebbe alimentare anche l’ arte del vivere attraverso un modo di vedere le cose del mondo da un’ altra angolazione, senza filtri, in maniera totale e totalizzante. Ma come diceva Eraclito” Se non ci fosse un continuo gioco tra gli opposti, il mondo finirebbe”: bisogna difatti conoscere la vita per conoscere l’ arte e viceversa. E sarà proprio il gioco degli opposti a condurci al cambiamento. Accettando la realtà, si sarà in grado di trasformarla e di intenderla diversamente attraverso la massima espressione artistica. C’è un momento nel quale l’ occhio interiore come una sonda ferma la luce contro il buio. Ed è qui che ha inizio la prima tappa del divenire umano e del divenire artistico. Ci sono artisti che anche se non pensano di essere tali per onestà ed umiltà, per spiccata sensibilità, riescono a svelare il loro lato umano ed intimistico ancor prima di svelare le loro opere. Manuel Cristani ci tiene ad essere definito un pittore più che un artista e già questo depone a suo favore per la maturità che traspare e da un personale racconto umano e artistico, pur considerando la sua giovane età. Originario di Castenedolo nel bresciano, il suo è un percorso artistico frutto di responsabilità e devozione nei confronti di se stesso e dell’arte. Difatti dopo gli studi liceali e dopo aver frequentato l’ Accademia, attraverso fortunati incontri che l’ hanno indirizzato sulla retta via, Manuel Cristani si è poi fatto da sé evolvendosi di volta in volta. Dopo aver attraversato il tunnel della depressione, affetto da bipolarismo, una malattia che l’ ha tenuto imprigionato per un periodo della sua vita, oggi ne parla quasi come un passaggio obbligato che l’ ha poi condotto alla conoscenza di sè. Di socratica memoria, il “nosce te ipsum” è sempre di attuale importanza, passando appunto per contrasti e contraddizioni come dir si voglia. Non c’ è buio senza luce, non c’ è dolore senza la gioia di superarlo ma ciò che importa è arrivare alla conoscenza di sé. Manuel Cristani nella sua arte pittorica sembra celebrare una rinascita. Difatti ha avuto il coraggio di affrontare il suo male dell’ anima per arrivare a testimoniare come, attraverso una scrupolosa conoscenza di sé, si possa arrivare alla liberazione spirituale. Tutto ciò attraverso quello che definisce Realismo evocativo: un modo di guardare il mondo per evocare emozioni e stati d’ animo. In un sentiment che acquista il suo valore a contatto diretto con la tela, come con i paesaggi, la montagna, la natura. Ringraziando oggi un po’ quelle ferite dell’ anima che poi si sono rivelate un viatico per esplorare i meccanismi dell’ inconscio…Intanto Manuel Cristani vanta già un ragguardevole successo di pubblico anche perché riesce ad essere se stesso fino in fondo. Da Firenze a Cesenatico, da Forlì a Milano, a Parigi, le sue opere attraggono poiché opere di un giovane pittore che aspira a comprendersi e ad amare un mondo come quello dell’ arte che passa sempre e comunque per una condizione esistenziale. Oggi Manuel Cristani entra ed esce dal proprio bozzolo artistico con maggiore padronanza, fiero anche di conservare radici intatte, interiorizzando luoghi di appartenenza ai quali è particolarmente legato. In quella che è l’ arte ma anche l’ arte del vivere. Perché tutto scorre, tutto è un divenire nella nostra esistenza come nell’ arte. Attraversando se stessi fino ad essere se stessi.
Raccontati tra studi, lavoro, esperienze di vita…
Non provengo da una famiglia di artisti…forse sarei stato più agevolato, non saprei. Comunque sia, ho instaurato un buon rapporto con il mondo dell’arte sin da piccolo. Difatti dicevo anche a scuola di voler diventare un pittore. Dopo gli studi liceali in arti figurative, ho svolto il triennio di pittura alla Laba di Brescia per poi concludere con un diploma accademico di secondo livello all’ Aba di Verona. Per la mia crescita emotiva ed artistica non posso ricordare ed essere grato a due docenti come Rinaldo Turati e Daniela Rosi, rispettivamente insegnanti di pittura a Brescia e a Verona. Ricordo con affetto anche il prof di filosofia Pier Alberto Porceddu Cilione…Per quanto riguarda gli studi, devo dire che da Van Gogh a Cezanne, dall’ impressionismo all’ informale, è stato davvero un bel percorso!
La prima mostra d’ arte che hai visitato?
La mostra di Van Gogh al Santa Giulia a Brescia, avevo nove anni…sono rimasto estasiato.
Come è iniziato il tuo percorso artistico?
Ho iniziato con il figurativo, portavo il cavalletto un po’ ovunque, immergendomi nei paesaggi della Val Sabbia come nei pressi del lago d’ Idro: bastava veder passare una nuvola e la scena cambiava…Oggi trovo ispirazione anche a Brescia, presso il Parco delle Cave…ho bisogno della natura, qui raccolgo di tutto, frammenti di vetri, sabbia, foglie, rametti… Poi li incollo ai quadri passandovi spray acrilici, smalti all’ acqua e infine l’ olio puro.
Una definizione del tuo stile pittorico?
“Realismo evocativo”, questo è il mio stile pittorico, non è astrazione e non è realtà, è più un mettere in dubbio la realtà. Difatti parto dal reale e dal mio pensiero fino ad arrivare all’ inconscio e all’ emozione stessa che l’ inconscio procura.
Sono tante le opere da te realizzate…nell’ opera Sinestesia, ad esempio, che cosa hai voluto esprimere?
Intanto in quest’ opera celebro il mio amore…anche il colore viola è un colore nuovo che mi ha ispirato inconsciamente.
Prossimi progetti?
Sono vari e tanti…sarò dal 6 al 7 febbraio a Reggio Emilia per la formazione recovery star; dall’ 11 al 22 febbraio sarò presente all’ evento Artemida Art Expo al CMC a Milano; dal 14 febbraio al 2 marzo parteciperò con il Divulgarti all’ evento “Oltre la maschera, l’ arte del sogno e dell’ illusione”, durante il carnevale di Venezia. Dal 28 al 30 Marzo sarò a Forlì alla Fiera Vernice Art Fair con la galleria di Denis Romagnoli. Ad Aprile, poi, dal 17 al 20 sarò presente all’ asta mondiale con la Casa d’ Aste Archivio storico Ars Value a Dubai nella galleria Andakulova. Quest’ ultimo per me un grande riconoscimento!
L’ arte e il tuo impegno ti hanno salvato dalla depressione…
Si, la depressione è stato un modo per conoscermi, certamente è stato difficile all’ inizio ma penso che sia stato un messaggio che mi ha inviato il mio inconscio, una sorta di protezione. Oggi collaboro con l’ associazione CoLab Torre Cimabue di Brescia: si tratta di un progetto innovativo per la salute mentale che si svolge tra operatori e pazienti attraverso corsi, attività e incontri. Raccontando il mio vissuto, cerco di aiutare persone con problematiche psichiche.
Che cosa consiglieresti ai giovani che vogliono intraprendere la carriera artistica?
Consiglierei di studiare, di interrogarsi a fondo, e di andare incontro alle loro vere attitudini e passioni!
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito una frase di Stephen William Hawking: “Per quanto difficile possa essere la vita, c’ è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi”.
Per info: Instagram manuelcristani; facebook Manuel Cristani