Elisa Ponti, una rosa tra le mani

Elisa Ponti, una rosa tra le mani

Non c’ è niente di più difficile per un pittore veramente creativo del dipingere una rosa, perché prima di tutto deve dimenticare tutte le altre rose che sono state dipinte ( H. Matisse)

 

Quando si vive la vita con creatività, non bisogna temere più di tanto la vita stessa poiché nel corso del tempo ci indicherà il cammino da seguire. Una persona creativa è sicuramente una persona con un quid in più, con una ragione di vita in più. In un’ epoca come la nostra con una tecnologia imperante e con la mancanza di valori, trovare gocce di creatività è come trovare uno scrigno prezioso in mezzo al mare. Trovare, poi, veri e propri sentimenti in una componente introspettiva ed emozionale nella stessa vena creativa, fa ancor più la differenza. Perché da sola la ragione non va da nessuna parte. E tutto ciò magari si capirà attraverso esperienze di vita, attraverso percorsi dolorosi, attraverso  scelte e decisioni,  attraverso segnali che seguiremo soprattutto quando riusciremo ad essere veramente noi stesse. Talvolta sembra che qualcosa esca da dentro di noi e si mescoli a tutto il resto, proprio come una goccia colorata si possa dissolvere nell’ acqua. Quando poi abbiamo un mondo dentro di noi, sembra che il mondo fuori sia stato appena creato. Questo è il potere della creatività, quella fatta con le proprie mani e la propria essenza vitale. L’ essenza di una donna, poi, si accompagna ad un universo nella sua totalità. I colori, le sfumature del proprio essere sono come quelle di un arcobaleno che filtra nella sua esistenza, come le prime luci del giorno filtrano dalla finestra.  Ma è proprio la donna, l’ esser donna una finestra aperta sul mondo. La donna è creatività. Poi quando ha una rosa tra le mani, la donna diventa poesia. Le mani di una donna hanno venature come quelle di una rosa, hanno rughe che sono frutto di esperienza di vita e…bisognerebbe accarezzarle sempre le mani di una donna.  Ecco perché  magari una donna può faticare di più ma può trovare anche di più la propria dimensione artistica e creativa oltre che umana. E quando la trova diventa una fata, così potente da scacciare insidie e paure. Sentimenti veri, semplici e puliti sono quelli di Elisa Ponti, una creativa bella dentro e fuori. Anticonformista sin da ragazzina, è originaria precisamente di Suvereto, piccolo borgo medievale in provincia di Livorno ma oggi vive a Piombino.  Di professione è un operatore socio-sanitario, professione che esercita con amore da quarant’ anni. Una donna intuitiva, diretta, ricettiva, sensibile, Elisa Ponti è arrivata in quell’ età matura dove non si può che dire tutto ciò che si pensa. Questo perché è mossa da un’ onestà di fondo e dall’ essersi costruita da sé, a poco alla volta. Quando poi riesci a seguire l’ istinto come nel caso di Elisa, non possono che accadere anche cose fuori dal comune.  Intanto Elisa Ponti ci rivela di aver ereditato la sua vena creativa dal papà  Enzo, una persona versatile, tant’ è che pur lavorando in un’ acciaieria, riusciva a dare il suo apporto, imbiancando la casa degli altri o facendo lavori in muratura, e anche quando si scrostava una pietra per strada,  c’ era lui a sostituirla. Era un grande papà e da lui ha ereditato il meglio perché per Elisa Ponti il meglio è appunto avere un’ essenza creativa. Si racconta con molto entusiasmo  poi quando descrive le fasi della lavorazione della pasta flessibile, prezioso materiale da lei lavorato anche per altre creative che lo richiedono.  Con la pasta flessibile  non a caso chiamata magic, riesce a dar vita alle sue rose, una specialità sulla quale si è soffermata e continua a ricercare con gli occhi e con il cuore. Sì, perché Elisa riesce ad ammirare il bello che c’ è in giro e riesce a fare tesoro di quanto impara con passione e dedizione. E quindi quando smette di lavorare come operatrice socio sanitaria, lavora alla sua pasta magica alla quale si dedica ugualmente con infinita dedizione. Elisa torna a casa e si immerge nel suo angolo creativo fatto soprattutto di sole rose. Rose dai colori e dalle venature diverse che riesce a realizzare ispirandosi alla natura stessa delle rose e cercando di avvicinarsi al realismo del fiore per eccellenza.  Elisa Ponti ammette di essere una donna generosa, una donna che ama il confronto e che è molto aperta al dialogo, soprattutto a quel dialogo costruttivo che mette d’ accordo la maggior parte delle sue colleghe creative. La creatività è stata la sua ancora di salvezza nei momenti difficili della vita, lì ha capito che avrebbe voluto fare altro e che sarebbe voluta andare oltre. Del mondo creativo le piace proprio il suo percorso infinito, il fatto  che non si è mai arrivati perché si sa quando si inizia ma non si sa quando si finisce.  Immergersi profondamente nella materia dove impastare i  sogni, significa anche provare emozioni da voler inoltrare. Perché poi non è vera emozione se non la si trasmette.  Ed è proprio questo suo entusiasmo che piace, questo voler dimenticare quanto è difficile e contorto ci sia nella vita per arrivare ad essere libera di esprimersi al meglio. Attraverso una rosa tra le mani.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Sono stata una ribelle sin dalla nascita, da ragazzina portavo una stringa di un colore  e una stringa di un altro, mi coloravo i capelli, prendevo le botte ma non cedevo…Ci fu un anno che c’ era la moda del nero, io invece mi vestivo con  abiti dai colori fosforescenti, ho sempre fatto il contrario di tutto, perché lo sentivo. Ho avuto un’ adolescenza turbolenta, sempre in guerra con i miei, avrei voluto frequentare il liceo artistico …poi c’ è stato un incidente dove mio fratello ha perso la vita…avrei potuto sprofondare ma invece ho sentito di voler rinascere. Da quarant’ anni sono un operatore socio sanitario, io per prima ho avuto un brutto intervento…e adesso sono felice quando posso aiutare le persone in difficoltà. Ma ho sempre avuto uno spirito libero e creativo, mi sono occupata anche di restyling di mobili fino a scoprire la passione per la pasta flessibile. Oggi i miei figli mi incoraggiano a proseguire…

Come nasce questa passione?

Mi sono sempre piaciute le rose e ho sempre sognato di realizzarle…ecco perché ho conosciuto sia la tecnica della porcellana fredda che della pasta flessibile, appassionandomi più a quest’ultima perché è morbida, non si getta via niente e si può rigenerare con l’ acqua.  Basta una girata al petalo di una rosa che  cambia la visione…Ho iniziato diciassette anni fa a creare, conoscendo prima la porcellana fredda, da qui poi mi si è aperto un mondo e ho voluto provare la pasta flessibile. Realizzo particolarmente rose sfumate dai colori diversi; questa pasta magica permette di realizzare vari fiori ma io alla fine riesco a fare soltanto rose.

Tecnica di utilizzo e… quale fase di lavorazione ti emoziona di più ?

Intanto c’è la pasta più adatta per i gambi, per le foglie; a seconda del fiore, ci sono varianti, ad esempio abbiamo la pasta vellutata per i petali: occorre la percentuale di una variante insieme ad un’ altra. Mi emozionano un po’ tutte le fasi di lavorazione:  si parte dal panetto, si stende la pasta, poi la misura deve essere giusta per inserirla nei “venatori” dove vanno lasciati i petali in una determinata posizione, poi si modellano in una fase successiva. Il risultato finale dà tanta gioia come sono contenta nel vedere le principianti creare e assistere alla loro gioia.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe organizzare dei corsi dal vivo…

Che cos’ è per te la creatività?

La creatività per me è vita, è un mondo infinito dove non sei mai arrivata.

Che cosa ti emoziona?

Mi emozionano le persone che hanno sentimenti, mi emozionano la tradizione, la famiglia…la famiglia e la gente del Sud.

Un tuo motto di vita?

Vivere con creatività!

 

Per info: 373-7259933

 

 

 

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