Stefania Palella, come una candela e un soffio di vento

Stefania Palella, come una candela e un soffio di vento

C’ era una volta  un ubriaco che camminava tutta la notte per il paese. Toccava un albero, un muro, una finestra. Ogni cosa che toccava gli diceva una verità, la verità che le cose sanno di se stesse ( Da Caraluce di Franco Arminio)

 

Dove non arriviamo noi, arrivano le emozioni. Dove non arriviamo noi, arriva la vita. La vita ci aspetta, è paziente ma può anche ribellarsi se non seguiamo i suoi segnali, i suoi consigli e insegnamenti. La vita fa silenzio o rumore, dipende anche da noi. Dipende dal nostro sguardo sul mondo. Quante volte ci soffermiamo davvero a guardare un tramonto, a raccogliere un fiore per strada o a goderci semplicemente il silenzio che ci avvolge? Alzando semplicemente gli occhi al cielo, ci accorgiamo di poter essere qui ed ora. Nel famoso hic et nunc e già tutto questo dovrebbe portarci lontano… Oggi si ha bisogno di un ritorno all’ antico, alle cose semplici ma vere, alla sostanza più che all’ apparenza. La natura stessa è fatta di colori, profumi, suoni. Dal profumo acre del legno che brucia  al profumo  delle rose o dal colore di un campo di lavanda al sibilo del vento.  Tutto diventa un concerto, un quadro d’ autore,  solo se lo vogliamo, se accettiamo di conoscerci a fondo e accogliere tutto non soltanto fuori ma soprattutto dentro di noi. E c’è chi risulta essere più sensibile al richiamo della natura, ritrovandosi attraverso un vero e proprio percorso sensoriale. Ma per fare ciò, bisogna accettare di conoscerci a fondo, bisogna avere il coraggio delle proprie emozioni e…bisogna anche avere il coraggio di cambiare pagina. Come è accaduto a Stefania Palella, una giovane donna che si è riscoperta, si è analizzata e ha avuto il coraggio di cambiare stile di vita.  Perché davvero si brucia e ci si può spegnere quando si fa ciò per cui non si è portati, quando non si segue il proprio istinto e non si lascia spazio alla creatività, al nostro spirito creativo  che ne sa più di noi.  E arriveremo un giorno a guardare quella candela che resiste al soffio del vento, guarderemo quella candela ondeggiare piano…E sarà la luce, il brillio, una candela mossa dal vento a liberare le nostre emozioni, sensazioni e stati d’ animo. Stefania vive a Rescaldina, in provincia di Milano, in un quartiere periferico dove ha l’ opportunità di guardare crescere quel filo d’ erba, di respirare di più e di connettersi con il flusso magico della natura.  Questo sentiment ha concorso a chiudere una porta  ed aprirne un’ altra. Stefania avrebbe voluto studiare al liceo artistico ma all’ epoca le fu impedito per situazioni logistiche e familiari. Ma evidentemente c’ è sempre qualcosa che ci portiamo dentro, c’è sempre qualcosa che ci portiamo dietro come un bagaglio a mano. Un retaggio culturale,  un fiore lasciato essiccare tra i quaderni delle bambine che eravamo… E dobbiamo rivolgerci proprio a quel fanciullino di pascoliana memoria, perché, come è capitato a Stefania, la sua bambina interiore ha preso il sopravvento. E poco male. Perché oggi Stefania ha avuto il coraggio di lasciare il suo lavoro di impiegata per aprirsi una strada verso quella che è la creatività che salva, insegna e guarisce le ferite. Oggi Stefania crea meravigliose candele perchè ha la capacità di meravigliarsi ancora e dare forma ai sentimenti più autentici. Acquisendo una nuova entità interiore, è riuscita  a ricavarsi quello che poi ha definito Dolce Rifugio, il nome dato al suo brand di candele sensoriali. Sì, perché sono candele naturali e personalizzate a seconda della storia personale di chi le richiede. Stefania, sensibile ed emotiva qual è, lascia molto spazio alle  proprie emozioni e alle emozioni altrui.   Ed è questo che piace della sua personalità creativa che alla lunga premia. Diretta, spontanea, ammette però di avere una personalità chiaroscurale, ecco perché ha sempre bisogno di luce che possa illuminarle il cammino. Ha bisogno di quel colore giusto, di sentirsi a casa e di liberarsi attraverso le forme e i profumi delle sue candele. Tutte realizzate con cera di soia con l’ aggiunta di oli essenziali. Dalla lavanda all’ arancia dolce al sandalo sono candele che emanano serenità, leggerezza  e pace per il cuore e per la mente. E di questo ce n’è veramente bisogno oggi più che mai! Stefania Palella è una creativa in continuo divenire, una donna che ha saputo arrendersi alla bellezza, una donna che ha saputo pensarsi libera. E non può che essere un messaggio positivo quello che lancia Stefania che è riuscita a scoprire l’ incanto e la nostalgia, la bellezza e la verità in quell’ attimo fuggente che è lungo un sogno e il sogno di una vita. Siamo montagne da valicare, paesi da conoscere, orizzonti da esplorare. Ecco che se riusciremo a connetterci al nostro io interiore, riusciremo a scoprire anche la bellezza di una nuvola di passaggio, di un raggio di sole che ci accarezza la pelle, la bellezza dell’ alba come del tramonto. Riusciremo a cogliere la luce e la bellezza di… una candela e un soffio di vento.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

La mia vita è stata altalenante, ho studiato come perito aziendale ma avrei voluto fare tutt’ altro…i miei genitori  mi hanno praticamente obbligata  a intraprendere questo percorso di studio. Alle scuole elementari dipingevo, mi piacevano le nozioni di storia dell’ arte…ero creativa in genere, tant è che alle scuole medie mi ero ben classificata ad un concorso di poesia… Crescendo, sono stata anche una ballerina di danza caraibica. Intanto il mio profilo di studio mi ha portata ad essere contabile per cinque anni nelle scuole superiori, lavorando poi  come amministrativo contabile per diverse aziende multinazionali per dodici anni …Poi ho lasciato questo lavoro, non ce l’ ho fatta, mi sentivo imbrigliata in qualcosa che non mi apparteneva più e quindi è prevalso il mio spirito creativo. La mia bambina, Nicole, che oggi ha tre anni, mi ha dato  quella spinta interiore, difatti ho iniziato ad ascoltare la mia bambina interiore…

Quando nasce la tua passione per le candele sensoriali?

Lo scorso novembre ho iniziato con le composizioni floreali delle candele…mi sono sempre piaciutele le candele, le annusavo, le osservavo, mi danno calore e luce e così ho iniziato ad appassionarmi. Ogni candela ha un nome, una storia, un colore: Attesa, Fluo, Gioia,  tutte evocano sensazioni e ricordi… Poi c’è Biblo, candela dedicata agli amanti della lettura. Puff è la candela dedicata a mia figlia che ricorda il soffio, la nuvola…Mia figlia una volta mi ha detto: “Mamma, la rabbia la devi soffiare sulle nuvole…”

Qual è la caratteristica delle tue candele?

Utilizzo lo stoppino in legno perché mi ricorda il crepitio del fuoco e del camino…poi ogni candela si ispira al vissuto, alle storie personali, diverse le une dalle altre. Storie che emozionano  e mi ispirano insieme al silenzio e alla passione per la montagna e gli animali.

Come hai iniziato  a farti conoscere?

Ho partecipato ad un fiera in un castello visconteo a Milano…devo dire che sono stata contenta di riscuotere un certo successo di pubblico.

Materiale di utilizzo?

Cera di soia, oli essenziali a seconda delle creazioni: olio di cocco, lavanda, fragola, arancia dolce, sandalo…

Che cos’ è per te la creatività?

Un posto sicuro dove mi rifugio.

Prossimi progetti?

Parteciperò ad altre fiere ad aprile e maggio.

Altre passioni di vita?

Fare sport con il mio cane Teseo, poi adoro la montagna e quando posso ci vado.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono emotiva, trasparente, empatica, altruista; come creativa sono curiosa, mi piace confrontarmi e sperimentare.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi rasserena ogni forma d’ amore ma un sentimento che mi appartiene è la nostalgia; ciò che mi rattrista invece  è l’ assenza di sentimenti e l’ apatia!

Un tuo motto di vita?

Crederci sempre!

 

Per info: 346-8282787; pagina facebook Dolce Rifugio; Instagram dolce_rifugio;  www.dolce-rifugio.com

 

 

 

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