Maria Rosa Sturli, ai confini del reale

Maria Rosa Sturli, ai confini del reale

Il senso della vita è divertirsi con la vita, e se la vita è troppo  pigra a noi non resta che darle una mano (M. Kundera)

 

La bellezza ci salverà. Ci sono volte che siamo invisibili a noi stessi per il semplice fatto di  voler  rinunciare a conoscerci fino in fondo. Passano le stagioni così come si arriva dall’ alba al tramonto, così come si arriva dal sorriso al pianto. E ci sarà quella foglia che cade dall’albero, quel guizzo di sole dietro le fronde degli alberi; ci saranno le gemme schiudersi e i peschi fiorire a primavera. E finchè noteremo un bambino che è preso per mano per imparare a camminare, finchè noteremo un tramonto che arriva all’ eternità, finchè non saremo mai stanchi di sorridere anche quando siamo stanchi davvero, saremo salvi.  Perché ci si salva soltanto attraverso la bellezza. La bellezza che ci circonda e la bellezza che noi diamo alle cose del mondo. Sarà sempre il nostro sguardo a cambiare la scena, sarà sempre il nostro sguardo vigile a permetterci di tirare un sospiro di sollievo sul mondo  per proseguire il nostro cammino. La bellezza ci salverà. Gli anni passeranno ma se riusciremo a trovare quello sguardo di bambino, quel “fanciullino” di pascoliana memoria, riusciremo a difenderci dagli attacchi del mondo esterno. Da un mondo tecnologico imperante che sovrasta la natura e brucia le ali e spegne il sorriso. Quel sorriso che viene da dentro e che puoi avere soltanto se ti liberi, nonostante tutto. Nonostante gli impedimenti, i condizionamenti. Nonostante gli stereotipi e i meccanismi malsani di uno spettacolo indegno di essere visto e vissuto appieno. Siamo tutti un po’ figli dei tempi e i tempi che viviamo non sono così limpidi, tutt’ altro, sono oscuri ed ambigui. Vorremmo davvero sentirci complici del nostro tempo, dando buoni consigli e suggerimenti anche alle nuove generazioni. Vorremmo sentirci serenamente perduti nel nostro tempo. E invece ci sentiamo stranamente e tristemente invischiati e coinvolti.  L’ era incombente che è appunto l’ era tecnologica insieme ai social network non hanno aiutato completamente. Talvolta hanno tolto invece che dato, hanno tolto quel profilo umano e i valori annessi.  Soprattutto quando non si riesce  a farne buon uso. Perché poi tutto dipende da quale angolazione si riesce a guardare il mondo. Maria Rosa Sturli è una scrittrice esordiente ma già un’ attenta conoscitrice dell’ animo umano e della condizione attuale votata al digitale che si frappone al mondo reale. Maria Rosa vive e lavora a Cosenza. Dalla sua ha grande sensibilità artistica e una grande passione per la scrittura che ha preceduto i suoi passi come una compagna di vita che ti accompagna nella danza. Come anche nelle notti più buie ed in quelle giornate nelle quali vorresti trovare un vero senso alle cose che ti appartengono e a quelle che non ti appartengono affatto. Ma soltanto trascorrendo delle ore anche  in compagnia di un dolore che ti porti dietro, ti accorgi di essere il vero amico di te stesso. Da un dolore personale Maria Rosa è riuscita ad emergere o perlomeno ci prova ogni giorno con coraggio unico ed intelligenza unica. Fino a dare alla luce un romanzo dal mood fantascientifico ma quanto mai attuale. Per quanto tempo ancora riusciremo a fare i funamboli, a tenerci in piedi tra mondo reale e mondo virtuale? Tra mondo reale, sensibile e mondo iperuranio, per dirla alla Platone? Ed ecco che arriva “Aurora e il simbolo di Babalon”, il romanzo di Maria Rosa Sturli, un modo per illuminare il nostro cammino e per riflettere sulle questioni odierne. Una ragazza coraggiosa Aurora, la protagonista, perché vuole rompere il silenzio e vuole gridare al mondo le sue perplessità, le sue preoccupazioni, le sue nostalgie… Aurora accompagnata da Giacomo fa un viaggio nel mondo virtuale  fino poi ad incontrare la dea Babalon che le permetterà  di rinascere se solo lo vorrà. Naturalmente passerà attraverso il mondo fatuo e abbagliante dei social che il più delle volte impongono più apparenza  e falsi miti che contenuto ed identità. Maria Rosa Sturli dà l’ opportunità di analizzare le nostre esistenze troppo spesso minacciate da un effimero lato oscuro.  Una corsa contro il tempo quella della protagonista Aurora che fa di tutto per immergersi nel mondo digitale, pur restandone distaccata per poterne analizzare ancor meglio meccanismi e dinamiche. Ricordiamoci di avere sempre la possibilità di prendere in mano il timone della nostra barca, di andare controcorrente, di riflettere prima di acconsentire, di rispettare il nostro credo, di sentirci liberi più dentro che fuori. Questo è il messaggio che inoltra Maria Rosa Sturli.  Un romanzo acuto e ben curato in tutti i suoi passaggi quello di Maria Rosa Sturli, un modo per cercare di arrivare alle radici profonde di un cambiamento epocale del quale non si conosce ancora il termine ultimo.  Ciò che è certo è che in molti di noi si fa strada il desiderio di arrivare ad un chiarimento, fino ai confini del reale. Con un passo indietro nel tempo per  capire che i fiori che raccoglieremo saranno davvero reali solo se lo vogliamo.

 

 

Raccontati tra lavoro, esperienze di vita, passioni…

Lavoro presso la banca BPER da sempre… mi sarebbe piaciuto essere un’ insegnante di scuole elementari. Ho la passione per la String Art, l’ arte dei ritratti al telaio; ho provato anche a suonare il pianoforte, la tromba, la chitarra. Ho la sclerosi multipla, non posso camminare da pochi anni. Lo dico così tra le righe perché fa tutto parte di me. La mente la occupo leggendo e scrivendo. Avevo tanto bisogno di scoprire cosa mi stesse succedendo e quando mi hanno dato la diagnosi, è stata una liberazione. Per me è stato importante conoscere il nome dell’ orco…Però penso che a tutto non si debba sopravvivere ma bisogna semplicemente vivere.

Ci parli del tuo primo romanzo Aurora e il simbolo di Babalon?

Ormai passo molte giornate guardando spesso i social, quindi mi è piaciuto analizzare ed esplorare ancor più il mondo digitale. Aurora è il nome della figlia che mi sarebbe piaciuto avere;  Babalon è la dea del caos e della rinascita femminile, un simbolo esoterico che ho collegato alla dimensione web.

Ci racconti un po’ la trama?

Giacomo era stato mandato nella dimensione reale per accompagnare Aurora nel mondo virtuale. Ed è così che Aurora incontra varie dimensioni virtuali con altrettanti personaggi virtuali…Mr Tuby, ad esempio,  è un capostazione che dà delle istruzioni nel mondo di Youtube;   Tik Tok è un teatro virtuale  con commedianti napoletani come Gino, Vincenzo, Melina…  Poi Aurora fa  un’ immersione nel dark web ossia il marcio del web, da questo viaggio Aurora ne uscirà tormentata. La dea Babalon dirà: “Non è tutto nelle nostre mani, però potete scegliere di non essere complici e di portare questa esperienza con voi e farne un motivo di cambiamento”.

Il tuo è un apporto prezioso in quest’ era digitale…che cosa resta ancora del nostro profilo umano e che cosa si può fare per risalire la china?

Intanto penso che nei social ci sia cattiveria gratuita: la società ci impone di essere in un certo modo,  il mondo web manipola moltissimo… Si è perso il vero piacere di stare insieme, si è perso il senso della famiglia, si è persa la privacy. Aurora fa un viaggio introspettivo, è consapevole di quanto le accade e vorrebbe uscirne… Come? Bisognerebbe farsi forte con dei valori come la lealtà, l’ amicizia, quella vera,  e bisognerebbe avere il coraggio di cambiare le cose.

Quanto sono importanti le passioni?

Tanto, bisogna sconfiggere la noia per uscire da questo circuito social e non solo, per imparare a guardarsi dentro.

Come ti definiresti ?

Mi ritengo dolce con pensieri affilati. Sono empatica, solare, molto permalosa sulle cose che secondo me non sono corrette. Penso di essere una persona lineare, coerente.

Che cos’ è per te la scrittura?

La scrittura per me è aria. Ho scoperto di amare la scrittura fin da bambina. Quando la maestra ha visto il commento alla canzone “In questo mondo di ladri” di Venditti, si è congratulata con me…da qui, incoraggiata, ho iniziato a scrivere un diario.

Un tuo motto di vita?

Non serve correre per andare lontano, serve crederci quando tutto sembra fermo.

 

 

 

Per info: pagina facebook Echi d’ Inchiostro Maria Rosa Sturli ; cell: 348-5525706

 

 

 

Un pensiero riguardo “Maria Rosa Sturli, ai confini del reale

  1. Cara Rossella,
    Desidero esprimerti il mio più sentito ringraziamento per l’intervista che mi hai dedicato. Le tue parole hanno saputo cogliere l’essenza del mio percorso e del mio libro Aurora e il simbolo di Babalon, restituendone la profondità con sensibilità e autenticità.
    È raro incontrare chi riesce a trasformare un dialogo in un racconto che vibra di verità e delicatezza. La tua capacità di ascolto e la tua penna hanno dato voce non solo alla mia storia, ma anche a quella di chi, come me, affronta quotidianamente sfide e cerca nella scrittura un rifugio e una rinascita.
    Grazie per aver condiviso il mio messaggio con il tuo pubblico. La tua attenzione ha illuminato il mio lavoro, e ne sono profondamente grata.
    Con affetto e stima, grazie.

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