Gianni Nava, immagini di una geografia dell’ anima

Gianni Nava, immagini di una geografia dell’ anima

Per me fotografare è l’ arte dell’ osservazione. Si tratta di trovare qualcosa di interessante in un luogo ordinario. Ho scoperto che ha poco a che fare con le cose che vedi e tutto a che fare con il modo in cui le vedi. ( E. Erwitt)

 

Unitamente a quanto di bello e unico abbiamo coltivato nella vita, non ci resta che vivere di sane ed autentiche passioni. Nelle metamorfosi che il cielo ha voluto e che continua a volere per noi. Perché ogni giorno cambiamo come cambiano le sfumature del cielo e come cambiano le forme delle nuvole, come cambiano i volti della gente che si trasforma a seconda del proprio vissuto e del proprio vissuto emozionale. La nostra vita altro non è che una continua mappa geografica con luoghi segnati a matita per poi viverli di persona. Per vivere al massino, poi, dovrebbero farci da guida la passione, la fantasia, l’ immaginazione, l’ arte stessa. In quella che altro non è che una geografia dell’ anima. Non basta visitare luoghi. Occorre lasciare una traccia di sé nei luoghi scelti e talvolta predestinati, nei sentieri tracciati a metà. Il resto spetta sempre a noi.  Tra silenzio e parole, cielo e terra. Tutto scorre, tutto passa ma bisognerebbe fermare più  a lungo possibile la storia dei luoghi e di chi li abita. E …se si riesce ad andare per la propria strada, anche se si è uno tra tanti, anche se si va controcorrente perché animati da un proprio credo, si è comunque sulla strada giusta. Ognuno è come è ed è speciale per questo ma si diventa ancor più speciali quando si crede in ciò che si fa, seguendo il proprio istinto e la propria vocazione. E c’ è chi ha un compito diverso come quello dell’ artista che ha nella mente e nell’ anima il compito di fermare il tempo.  Fermarlo in un simbolo, in un’ immagine sacra, un significato, fermarlo in un pezzo di storia. Scrivendo, disegnando, dipingendo, scolpendo la propria esistenza e quella degli altri. Ma anche fotografando. Gianni Nava è sicuramente un fotografo d’ eccezione. Non soltanto per un excursus professionale di tutto rispetto  ed una vasta esperienza nel campo ma per essere diverso, per aver camminato un po’ in più alla ricerca della luce e delle ombre nella luce stessa. La sua è una fotografia che viaggia e che parla  e che emoziona.  In un continuo divenire storico, in espressività, gestualità e movimento interiore.  Gianni Nava  ci racconta tappe della sua vita con lo sguardo straordinario di un bambino in vena di esplorazione. La sua è una fotografia lucida, pulita, mai spenta. Neanche tra i chiaroscuri e le pieghe del tempo dal quale cerca di trarre sempre il meglio. Legato alla sua terra d’ appartenenza oggi vive a Cornate d’ Adda in provincia di Monza.  Gianni Nava basa il suo lavoro su una progettualità semplice quanto intensa e ricca di contenuto: il suo operato è chiaro ed aperto a  tutti.  Dinanzi ad un suo scatto fotografico non si può che riflettere, non si può che danzare con la luna, non si può che rallentare il ritmo e non si può che respirare bellezza. Vissuto a pane e fotografia, dopo aver maturato esperienza,  davanti ad un obiettivo fotografico, si sente sempre come la prima volta. Perché poi in effetti è così, ogni volta il cielo cambia e noi cambiamo insieme alla nostra fotocamera. Gianni Nava ha alle spalle trent’ anni di attività, ha esposto in numerose gallerie d’ arte, ha lavorato in ambito sportivo e vanta prestigiose collaborazioni come quella con Il Corriere della Sera. Fotoreporter in Italia e all’ estero, ritraendo personaggi della cultura e dello spettacolo, oggi è specializzato in ritrattistica, fotografia da cerimonia, newborn, maternità e famiglia. Molti i riconoscimenti e premi  ricevuti in campo fotografico,  Gianni Nava dalla grande sensibilità artistica, è un artista versatile, generoso, disponibile,  gentile. Di quella gentilezza d’ altri tempi. Non soltanto perché l’ arte in generale e l’ arte fotografica richiedono queste doti ma  in Gianni  Nava sono qualità innate,  intrinseche. E la sua fotografia non cattura soltanto l’ istante, l’ attimo fuggente ma sembra parlare al vento, ai luoghi, quando è natura; al cuore quando è famiglia, all’ immagine stessa quando è arte.  Intanto Street photography è un percorso fotografico di Gianni Nava. Un percorso che converge in  “Palcoscenico Italia”: un progetto fotografico in bianco e nero, un itinerario fotografico che  riprende le strade e i luoghi e i particolari, la gente, le curiosità del nostro bel Paese. Gianni Nava riesce  a cogliere particolari nuovi e sorprendenti. Come è sorprendente la fotografia, un’ arte vibrante di emozioni ed immagini per quella che è un’ identità sociale, storica e culturale. Un modo per fermare il mondo più da vicino, nelle sue pieghe, sfumature e colori. In quella luce giusta, in quelle immagini che sono una geografia dell’ anima.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Sono trent’ anni che faccio il mestiere di fotografo, ho girato tanto come fotoreporter in giro per il mondo, ho convissuto con chi ho dovuto fotografare. Sono partito dall’ analogico per poi maturare esperienza nel settore. Sono passato dalla fotografia in ambito sportivo per arrivare al reportage di vita reale. Ho viaggiato molto, dalla Turchia, all’ Ucraina al Pakistan. Ho collaborato con il Corriere della Sera magazine nel 2008-2009: ho ritratto personaggi importanti, da Renzo  Piano a Vittorio Sgarbi. Ne ho colto i particolari, ho ritratto curiosità, perché i personaggi sono prima delle persone…Sono un docente di fotografia nelle scuole superiori e dopo aver collaborato con riviste e giornali, sono un libero professionista. Oggi esprimo più liberamente la mia identità fotografica.

Qual è il messaggio che inoltri spesso ai tuoi allievi?

Attraverso il linguaggio fotografico insegno loro  non soltanto la tecnica ma ad avere contenuto. E… dico sempre di rispettare le persone davanti all’ obiettivo fotografico.

L’ esperienza  professionale più esaltante?

Pur non amando il cacio, devo dire che l’ esperienza più esaltante risale  al 2003 quando ho lavorato per più anni per il Milan. Attraverso questa collaborazione ho  imparato la comunicazione, il marketing, la storia, il raccontare con immagini, non solo documentandosi.

Come nasce in realtà la tua passione per la fotografia?

Il mio sogno era suonare la batteria- sorride-. Il mio è stato un percorso graduale che devo ammettere non mi sarei mai aspettato… ho sempre avuto una vena creativa, mi piaceva disegnare ma stavo spesso nel giardino di casa con una fotocamera di mio padre in mano… mi è sempre piaciuta la fotografia in termini di ricordi…

Che cos’ è la fotografia per te?

La fotografia è un prodotto materiale dove all’interno deve esserci storia,  comunicazione, identità per me e per gli altri. La fotografia è un riconoscersi, è un discorso interiore. Dietro ogni scatto, c’ è tanto studio;  la fotografia è la fine di ogni discorso, non è mai un inizio.

Un fotografo per eccellenza?

Caravaggio è il primo “fotografo” della storia: l’ arte è fotografia e viceversa.

Che cosa ti piace ritrarre e che cosa ti emoziona ?

Mi piace ritrarre le tradizioni, le funzioni religiose, soprattutto quelle del Sud. Ho ripreso la processione di Sant’ Agata a Catania, un momento religioso ma anche di folklore che è durato circa quindici ore.

Un tuo sogno-progetto?

Non i momenti di guerra in corso ma mi piacerebbe ritrarre la vita reale di Gaza,    questo per dare un mio contributo personale.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fanno star bene sentimenti di condivisione,  buona comunicazione e rispetto. L’ indifferenza e la mancanza di rispetto mi rattristano.

Un tuo motto di vita?

Cercare sempre di essere in pace con se stessi!

 

Per info: 338-8726560; www.photogianninava.com

 

 

 

 

 

 

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