Fabio Saleri, nella buona educazione ai sentimenti

Fabio Saleri, nella buona educazione ai sentimenti

Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo ( Tiziano Terzani)

 

Il mondo cambia e noi cambiamo con il mondo. Anche se inavvertitamente, anche se precipitosamente, acquisendo linguaggi diversi e modi di pensare che si riflettono nella vita di tutti i giorni.  Perché noi siamo quello che facciamo e pensiamo.  Però tutto dovrebbe volgersi verso i buoni sentimenti, la buona educazione e quel vivere semplicemente con rispetto e con la giusta empatia. Perché poi è bello e salutare rapportarsi agli altri ma bisogna anche saperlo fare.   Confrontandosi e seguendo la scia di esperienze e di quei vissuti emozionali  che poi fanno la storia di ognuno di noi. Difatti c’è chi poi non riesce a vivere soltanto la sua storia di vita ma ha anche bisogno di raccontarla per quel surplus di emozioni in più. Ciò fa parte di una spiccata sensibilità ma anche di un modo di  voler vedere le cose con occhi diversi. Sottolineandone vantaggi e svantaggi, e lanciando messaggi che alle volte sfuggono poiché siamo sempre presi da una vita frenetica e non sempre ci accorgiamo chi abbiamo di fronte. Ci fermiamo spesso all’ apparenza ma oltre c’ è molto di più insieme sia ad aspetti sia positivi che negativi. Fabio Saleri è originario di Brescia e vive a Mazzano, in provincia di  Brescia. Ha sempre lavorato nella grande distribuzione organizzata e con questo si intende quel commercio a grandi linee come ingrossi, supermercati e grandi negozi. Per undici anni ha lavorato come vicedirettore assistent manager in un’ azienda di grande distribuzione con ritmi serrati. Talmente serrati poi da voler smettere come quando non riesci ad essere più te stesso e hai bisogno di evadere, di cambiare luogo e persone per ritrovare la tua propria dimensione. Anche se non soddisfatto ancora della sua posizione lavorativa, Fabio Saleri oggi è un magazziniere in un’ azienda di metalmeccanica. Un lavoro che ha scelto per staccarsi dal suo vecchio impiego e un po’ per scoprirsi diverso,  un po’ per ritrovarsi a capire realmente quale ruolo potesse appartenergli davvero. Pur aspirando ad essere un impiegato delle risorse umane. Fabio Saleri ha voluto ripercorrere tappe della sua vita lavorativa attraverso Racconti della GDO-Tra le Corsie della Vita, il suo primo esordio letterario. Il nostro scrittore esordiente, lavorando nella grande distribuzione, ha sentito come una forte esigenza emotiva di descrivere tempi, persone, emozioni. E…si è accorto  che dopo il periodo covid che ha tenuti tutti dentro casa, una volta  poi finita l’ emergenza, le persone non sono cambiate in meglio ma sono diventate più fragilmente arroganti, più prepotenti ed aggressive. Certamente non bisogna generalizzare ma nel suo testo d’ esordio, Fabio Saleri ha voluto proprio evidenziare come tra le corsie di un supermercato c’ è un mondo, ci sono persone con le loro storie che si riflettono in atteggiamenti e comportamenti talvolta esasperati da frustrazione e stress incombente.  Attraverso la sua scrittura, semplice, lineare ma anche molto efficace e diretta, Fabio Saleri ha voluto inoltrare un messaggio ai suoi colleghi ossia quello di essere superiori nelle varie circostanze e nei vari episodi che li vogliono a contatto diretto con il pubblico.  Invitandoli a resistere, si è venuti a conoscenza di un’ angolazione nuova, di una prospettiva che possa far riflettere su atteggiamenti del vivere quotidiano come appunto può essere fare la spesa in un supermercato. Azioni semplici ma anche complesse se si pensa di voler sfogare le proprie frustrazioni sugli stessi impiegati che cercano di espletare al meglio le loro mansioni. Fabio è una persona schietta, diretta, solare, tranquilla,  una di quelle persone che amano comunicare e amano essere in empatia e sintonia   con gli altri. Difatti ammette che, volendo, mascherarsi e far finta di niente sarebbe più semplice ma preferisce da sempre la trasparenza anche se per certi versi ci si espone maggiormente.  Un invito, dunque,  il suo ad appropriarsi della propria coscienza, di fare un passo indietro se necessario. Piuttosto che lasciarsi andare alla prepotenza e all’ arroganza, comportamenti impulsivi che certamente non ripagano e generano maggiore negatività. Bisogna invece avere il rispetto per il lavoro altrui e usare quella forma di empatia che oggi più che mai diventa necessaria se vogliamo capire gli altri e le loro esigenze. Affinchè il mondo diventi capace di relazionarsi con sincerità, solidarietà e vero senso di appartenenza. Perchè ogni luogo è veramente nostro se viene vissuto nel migliore dei modi, con rispetto, riconoscenza e quel saggio vivere comune, con quel senso civico che possa condurci verso una società libera ed in grado di interfacciarsi con il prossimo nel migliore dei modi.  Tutto nella buona educazione ai sentimenti.

 

Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…

Il mio è un percorso lineare …dopo un diploma in gestione aziendale, ho iniziato un percorso frequentando corsi di consulente commerciale. Ho lavorato poi in un outlet come commesso addetto alla vendita per diffusori audio; ho lavorato in un call center, successivamente per undici anni ho lavorato come vicedirettore assistent manager in un’ azienda di grande distribuzione. Ma ho lasciato poi questo lavoro per i ritmi troppo serrati… Oggi lavoro come  magazziniere in un’ azienda di metalmeccanica: è un lavoro manuale,  non è soltanto riempire scaffali ma è anche gestire un punto vendita…ma devo ammettere di non essere ancora completamente soddisfatto…

Che cosa ti piacerebbe fare in questo settore?

Mi piacerebbe stare dietro le quinte come impiegato nella gestione delle risorse umane.

Quando nasce la passione per la scrittura e l’ esigenza di scrivere Racconti dalla GDO?

Questo testo che ho pubblicato a maggio con self publishing di Amazon, nasce da un’ esigenza emotiva e dal voler raccontare la mia esperienza nella grande distribuzione organizzata. Volendo mettere fine ad un capitolo della mia vita, si tratta di una sorta di sfogo per informare anche su questo mondo attraverso un concentrato emozionale nel quale la clientela è la  protagonista indiscussa…La giornata cambia a seconda della persona, del cliente che hai di fronte. Occorre molta pazienza con la clientela…Quelli che elenco sono tutti episodi reali: si incontrano persone con problemi veri, con un modo di comunicare proprio che varia da persona a persona. Il supermercato difatti è un luogo dove si trovano persone di tutti i tipi: con alcune si riesce ad entrare in empatia, cdi  altre ne subisci l’ arroganza e la prepotenza.  Di certo non ci si può annoiare…

Un episodio che ricordi particolarmente?

Un giorno suonò l’ allarme perché non era stato disinserito, e un cliente arrogante sbottò  contro una collega che abbiamo difeso ma  poi il cliente si è avvicinato per alzare le mani e così è stato portato fuori dalle guardie…Poi naturalmente ci sono anche clienti gentili come un’ anziana signora che mi faceva complimenti dalla mattina alla sera e mi metteva di buonumore.

Un messaggio che vuoi inoltrare?

Vorrei far capire che alla base di tutto ci vuole rispetto…e quindi chi lavora nel supermercato va rispettato come chiunque altro… la nostra società è stressata: anche alle file o ai parcheggi succede di tutto. Non siamo robot ma persone con sentimenti… Ai colleghi vorrei dire di non lasciarsi sopraffare dagli eventi e di imparare a gestire la clientela esercitando la pazienza. Alle volte anche facendo un passo indietro che non vuol dire debolezza ma essere superiori ad atteggiamenti negativi… Intanto la clientela però dovrebbe imparare a comunicare e creare la giusta empatia in una presa di coscienza e in un’ analisi comportamentale che può far bene poi  in ogni ambito sociale.

Prossimi progetti?

Un sequel di Racconti della GDO.

Un tuo buen retiro?

Al lago d’ Idro in compagnia di amici…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi fa star male l’ ipocrisia, l’ egoismo, la maleducazione, la prevaricazione; mi fanno star bene sentimenti di condivisione, solidarietà, presa di coscienza sempre e comunque.

Che cosa ci vorrebbe secondo te per curare la nostra società compromessa da vari fattori ?

Ci vorrebbe un’ educazione ai sentimenti, un ritorno agli antichi valori, soprattutto per i giovani… bisognerebbe  ritornare a quel modo di vivere autentico lì dove non c’ era il cellulare e ci si incontrava tutti nel cortile, si parlava, si scherzava, insomma si viveva meglio in generale.

Un tuo motto di vita?

Vivere con il sorriso!

 

 

Per info: cell: 333- 2132736; Instagram saleri.fabio

 

 

 

 

 

 

 

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