L’ arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità ( P. Picasso)
Talvolta conviene fermarsi per trovare un proprio spazio interiore. Conviene cambiare, riprovare, sperimentare. Viaggiando, poi, con la forza del pensiero si arriva all’ emozione, all’ istinto, alla nostra parte primordiale. Abbiamo bisogno sì di fluidità, del panta rei ma anche di contrasti. Sì, perché è dai contrasti che si arriva alla verità delle cose. Se non ci fosse il freddo, non potremmo conoscere il caldo, se ci fosse soltanto il buio, non potremmo conoscere la luce. Ed è a questo che dovremmo tendere. Dovremmo arrivare a più colori possibili per capire quali saranno i nostri. Abbiamo bisogno di arrivare al centro del colore. Come la musica, anche il colore ha bisogno di ritmo, di comunicare il suo ruolo, la sua emozione. Così spontaneamente, senza molte congetture. Un po’ come dovrebbe essere l’ arte che dovrebbe arrivare a tutti, nella chiarezza di intenti, rispecchiandone il momento storico. Di questo è convinto Jacopo Rumignani, artista, scenografo, progettista versatile e lungimirante. Di origine pisana, oggi vive a Lignano Sabbiadoro. Con le sue opere, da Bibione a Venezia a Pietrasanta, ha riscosso un buon consenso di pubblico. Jacopo Rumignani ha avuto il suo particolare momento di riflessione, attraverso il quale, in una lenta metamorfosi, è arrivato a concepire una nuova forma artistica. Occupandosi generalmente di allestimenti e di progettazione scenografica, ha sentito poi l’ esigenza di dare vita ad una pittura su grande formato con colori ad effetto e con una maggiore potenza cromatica. Opere le sue che trasmettono immediatezza, tale ne è la forza emotiva che le caratterizza. La pittura rappresenta per l’ artista un’ essenza in movimento, una materia accesa e solo a tratti spenta per creare appunto quel contrasto che apre al confronto e alla verità. Definisce la sua arte pittorica con il termine di espressionismo cromatico. C’è chi ha definito invece il suo stile pittorico “non finito” poichè lascia fluttuare nello spazio parte delle sue figure non definendole appieno, non terminandone i tratti. Jacopo Rumignani ammette di avere la necessità del contrasto, in un gioco tra pieno e vuoto. Non tralasciando l’ aspetto iconico, difatti rappresenta personaggi importanti del panorama musicale. Ma anche animali come cavalli colorati, tori imbizzarriti e liberi come anche fenicotteri dello stesso colore di un tramonto. Poi corpi che galleggiano nello spazio… Jacopo Rumignani deve la sua ispirazione al mondo animale come alle stesse relazioni umane, al sentiment che le anima. Colori accesi, brillanti, fluorescenti sono il leit motiv che delinea le opere dell’ artista. Ponendo l’accento sull’ espressionismo, ha trovato il suo elemento primario attraverso la tecnica della spatola piuttosto che del pennello proprio per poter essere libero di dare vita al contrasto in maniera più istintiva. Nervi tesi ad incanalare stati d’ animo fluttuanti, in un’ abbacinante esplosione di colori. Una pittura quella di Jacopo Rumignani che non lascia molto spazio all’ immaginazione poiché è essa stessa spaziale nell’ estemporaneità del momento. Le sue opere sembrano calate nell’ hic et nunc. Ecco che l’ artista trasmette una contemporanea visione delle cose, dove non esiste necessariamente passato o futuro ma un presente comprensibile a tutti. I suoi corpi aggrovigliati, i suoi cavalli sciolti liberano sensazioni ed emozioni autentiche. Mentre i colori sembrano cascarti addosso come musica. Non c’ è bisogno, dunque, di elaborare o di interpretare più di tanto le opere di Jacopo Rumignani poiché oltre ad essere accessibili, limpide, vanno dritte all’ anima dello spettatore. Questo perché riesce ad aprire un dialogo, passando per il logos. Senza ripensamenti, i suoi colpi di spatola fanno parte di quella gestualità che rinfranca lo spirito. Imbrigliato e liberato dai suoi stessi colori, il suo è un inno alla vita, all’amore, ai sentimenti buoni. In una scena prima, in un atto unico. Nell’ introspezione del presente. Perché bisognerebbe trovarsi qui, al centro del colore e al centro dell’anima del mondo.
Raccontati tra esperienze di vita, lavoro, passioni…
La mia vita è stata un viaggio… Mio padre era un calciatore ed allenatore di calcio, quindi si andava un po’ in giro, dal Friuli alla Sicilia…Tutto questo è stato utile per la mia visione della vita e del mio senso artistico. Ho frequentato il liceo artistico a Venezia e devo dire che è stato il mio periodo formativo migliore. Dopodichè ho iniziato a lavorare in uno studio di progettazione specializzandomi in design e scenografia. Ho aperto poi un laboratorio di decorazione di interni e scenografia per piccoli parchi a tema. Mi sono sempre occupato di colori e di allestimenti, ancora oggi, è richiesto il mio apporto per la progettazione e scenografia dei percorsi del Parco Junior di Lignano Sabbiadoro. Per quanto riguarda le passioni, ho praticato tanti sport, dal calcio alla bici allo sci di fondo… Sono un appassionato di preparazione atletica.
Come nasce la tua arte pittorica?
Ho sempre dipinto, dalle scenografie, poi, il passo è breve. L’ occasione mi si è presentata con il periodo covid, così ho deciso di inforcare altri attrezzi. Come la spatola, perché, a differenza del pennello, attraverso una tecnica di sintesi, mi restituisce una rapidità gestuale che mi permette di arrivare ai contrasti…lavorando senza mezzi toni, giocando tra pieno e vuoto. Sono colori accecanti intorno ad un punto buio.
Come definiresti il tuo stile pittorico?
Mi sento un artista pop, il mio è un espressionismo cromatico. Punto alla sensazione, non mi interessa la perfezione, mi piace rompere gli schemi.
La tua fonte di ispirazione?
La musica, sono un musicista mancato. Dipingo lasciandomi guidare dalla musica. Mi lascio ispirare dalla natura, gli animali, le relazioni umane pur nelle loro difficoltà.
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte dovrebbe arrivare a tutti e lanciare un messaggio. Per me la forma d’ arte più interessante è la street art appunto perché arriva a tutti. La fruibilità e la comunicazione è un binomio imprescindibile per l’ arte stessa.
Artisti e correnti artistiche che nel tempo hanno attirato maggiormente la tua attenzione?
LeRoy Neiman, un artista americano, poi Paolo Uccello, Klimt…mi ispirano quei quadri d’ autore dove non leggi lo spazio ma entri nello spazio. Il dadaismo, il cubismo, il futurismo italiano sono correnti artistiche che hanno attirato la mia attenzione nel tempo.
Prossimi progetti?
Il 2026 vedrà un progetto insieme agli artisti Andrea Gatti e Claudiu Bellocchio. Lavoreremo con colori fluo e ci sarà una performance che prevederà una vera e propria immersione nella fluorescenza delle opere. Esporremo la prossima estate durante il periodo della Biennale di Venezia! Non dico altro…
Come ti definiresti come uomo prima e poi come artista?
Pragmatico nella vita ed istintivo come artista.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Tutto ciò che vien fuori dai rapporti umani come l’amicizia e la solidarietà mi rasserenano. Mi rattrista il contrario come anche l’ infanzia mancata.
Un tuo motto di vita?
Nessuno cammina da solo.
Per info: cell : 345-7751636; pagina facebook Jacopo – Rumignani Jacopo; instagram jrumignani