Ho pensato che l’ argilla deve sentirsi felice nelle mani del vasaio ( J. Ficht)
Voci, colori, suoni, profumi prima o poi ti entrano dentro e ci restano. Se poi parliamo di una città come Napoli, tutto questo diventa una regola, un mood, un modo di essere. Sì, perchè chi nasce e cresce a Napoli, ne sa qualcosa. Diventa parte integrante di una terra che è musica, colore, calore, vibrazione. Ne diventi parte e nemmeno te ne accorgi ma sai dentro di te che non potrai farne più a meno. Se pur attraverso le sue tante contraddizioni e complessità, parliamo di una città grande dal cuore grande e dall’ infinita tradizione popolare. Napoli parla, ascolta, recita, prega. Ecco perché ha mille volti, mille paesaggi umani, tante retrospettive. Una città come Napoli devi saperla guardare a fondo. Di questo e di altro ancora è convinta una napoletana doc come Morena Pedicino. Una donna che per prima si definisce un contrasto vivente. Proprio perché è una donna versatile che ama sperimentare e sperimentarsi e perché ha il coraggio di lanciarsi in nuove avventure. Proprio perché ama l’ arte e la creatività. In bilico tra perfezione ed imperfezione artistica. Ma nell’ arte ceramica ha trovato le sue risposte poiché sente plasmare la sua personalità insieme alla creta che lavora. In continuo divenire, con una continua sorpresa nelle mani ed in ciò che ne verrà fuori. Sì, perché è qui la sorpresa della materia, della creta, della terra. Perché poi il bello di ogni lavoro artigianale è la compiutezza dell’ opera che oscilla appunto tra perfezione ed imperfezione. Morena Pedicino è una bella e giovane donna. A soli trent’ anni ha già maturato un importante percorso di studi inerenti all’ arte e al design. Un percorso a sua volta indirizzato nella progettazione industriale. Morena vive a Napoli, nel bel cuore di una città fantastica. Da poco sposata con Simone, oggi lavora in un’ azienda che produce arredi per retail ( ndr i settori retail comprendono tutta la vendita al dettaglio di beni e servizi, dagli alimentari all’ abbigliamento). Ma scatta sempre qualcosa che vuole metterti maggiormente alla prova e che ti invita a connetterti con te stessa. Difatti Morena ha scoperto per puro caso il mondo dell’ arte ceramica e ne è rimasta talmente e favorevolmente colpita da voler cominciare a destreggiarsi tra creta e manualità. Sì, perché gli elementi principali che hanno attirato la sua attenzione sono proprio la terra da modellare nella quale immergervi le mani per trarne una forma. Ed è questo l’ incanto, la meraviglia e la sorpresa dell’ arte ceramica. Morena ritrova se stessa nella forma che dà alla materia. Ritrova la sua essenza, la sua terra e l’ antica tradizione ceramica. La nostra ceramista se pur lanciando uno sguardo al futuro, da buona napoletana, si tiene ben stretto il presente, nel rispetto della memoria passata. Anticonformista e tradizionalista nello stesso tempo, riflessiva ed impulsiva come ammette di essere, la sua ceramica rispecchia una personalità in continuo divenire. Un ‘ essenza alla ricerca di colori e forme che esulano dalla classica produzione ceramica. Questo perché hanno un quid di estemporaneità e leggerezza. Al di là dei cornetti rossi prettamente di tradizione ceramica partenopea. Ma Morena Pedicino ama distaccarsi dal contesto, ama liberarsi nella stessa forma che dà alle sue creazioni. Anche per sentirsi come la terra di Napoli. Un contrasto vivente, una contraddizione che però apre alla verità e alla bellezza. Quando sente di voler dire qualcosa, quando sente di voler completarsi, si rifugia nel suo angolo. Tra creta e colori. E si sente nel momento giusto al posto giusto. Tra la musica della quale non riesce a fare a meno e che fa da colonna sonora ai suoi manufatti, si sente plasmare insieme a vasi, brocche, piatti…Sente la vita scorrerle dentro ed il tempo fermarsi. Perché si può fare qualsiasi lavoro ma la passione è tutt’ altra cosa. Morena ha sempre amato il lavoro delle mani. E da qui il brand NAMORE. Una crasi, un mix tra la parola amore ed un falso anagramma del suo nome. Morena ha voluto così dare un nuovo input alla sua vita unendo tutto ciò che le sta a cuore. Come un tesoro da preservare nel tempo. Difatti la sua nuova avventura nel mondo dell’ arte ceramica è anche frutto di studi, emozioni, disegni scarabocchiati qua e là. Un po’ come il cielo che unisce il sole alle nuvole, sente di voler appartenere sempre più alla sua gente, al calore e al calore della sua gente. Sente di voler dare il suo contributo. Una forma di gratitudine attraverso un processo manuale ed artigianale riconosciuto dopo una fase di innamoramento. Fino a scoppiare in un grande passione.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho studiato al liceo scientifico, non per scelta ma perché ero brava in matematica. Ad Aversa ho frequentato la facoltà di design e comunicazione con l’ indirizzo di progettazione industriale. Si è trattato di un percorso accademico interessante… Dopodichè ho iniziato subito a lavorare. Ho lavorato a Latina in un’ azienda che progetta e produce poltrone ed interni per aerei. Poi, tornando a Napoli, ho lavorato in un’ azienda di cosmetici, però era un lavoro alienante, non mi stimolava. Invece adesso lavoro in un’ azienda che produce arredi per retail. Sono una disegnatrice tecnica…
Come nasce quindi la passione per la ceramica?
Sentivo la necessità di trovare la mia strada, sentivo dentro di me l’ esigenza di dedicarmi all’ arte manuale. Devo dire che è nato tutto per caso…ma sono sempre stata una che ha scarabocchiato, disegnato… Ho frequentato un workshop all’ aperto di una ceramista e devo dire che sono stata subito affascinata da questa tecnica antica. E non ho aspettato perché ho sentito il bisogno di mettermi in discussione. E così mi sono fornita di creta e strumenti vari. Ho iniziato così realizzando le bomboniere per il mio matrimonio, corni portaincenso, restando in tema partenopeo.
La tua fonte di ispirazione?
Mi lascio ispirare da tutto ciò che mi circonda…i colori, la natura, il mare che è un grande richiamo per me e con il quale ho un rapporto viscerale. La musica mi ispira totalmente, amo cantare, danzare…mi lascio ispirare anche dai miei stati d’animo.
Che cos’ è Napoli per te?
Napoli è una città complicata ma la si ama proprio per questo, perché ti dà e ti toglie in continuazione. Diventa una sfida continua. Sento di appartenere culturalmente a Napoli per l’ approccio alla vita e alle relazioni umane. La comunicazione è unica! Noi napoletani sappiamo vivere il presente: nel nostro dialetto, non a caso, il tempo futuro non si coniuga mai. Ciò proviene da una cultura antica partenopea, il tempo conta oggi!
Qual è la fase della lavorazione della ceramica che più ti affascina?
Quando dò vita ad una forma. Quando parto da un panetto di argilla per dargli forma, è qualcosa di magico…
In che modo ti influenza l’ arte ceramica?
La ceramica mi porta alla riflessione, mi permette di rispettare i tempi, mi esercita alla pazienza, è la terra che comanda…
Altre passioni di vita?
Deve c’ è arte, ci sono io, almeno ci provo.
Prossimi progetti?
Sto sperimentando il gioiello in ceramica.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
L’ empatia, il senso di giustizia, la sensibilità verso gli altri sono sentimenti che mi appartengono. Il contrario mi fa star male.
Un tuo motto di vita?
Vivi il presente con coraggio!
Per info: cell: 335- 1522509; Facebook NAMORE; Instagram namore_ceramics