Succede di voler sentirsi al riparo, di voler cercare protezione e conforto in qualcosa o qualcuno. Siamo sempre alla ricerca di una luna che ci accompagni di notte e di un raggio di sole che ci accompagni di giorno. Pur attraverso numerose esperienze di vita, ciò che ci accomuna è il voler dare un senso ai nostri giorni, cercandoci sempre più nelle pieghe del tempo. Intanto resta in noi questo ancestrale bisogno di conoscenza, resta in noi il bisogno di voler conoscerci a fondo. Ed intorno a questo bisogno di socratica memoria, si delineano e si aprono i confini verso mondi nuovi. Nella volontà costante di sperimentazione ed evoluzione. Ma fondamentalmente siamo portati a voler nutrirci di bellezza, circondandoci il più possibile di armonia ma anche di unicità. Sì, perché sentiamo spesso il bisogno di lasciare un segno, un’ impronta del nostro passaggio su questa terra. Ed è proprio questo passaggio che ci rende degni di viverla. Questo percorso sicuramente pone le sue radici nell’ infanzia, in quel modo e mondo magico e neutrale, in quel mondo puro dove tutto accede per caso e per mistero. Fin dall’ infanzia, proseguendo per l’ adolescenza, si percepisce dunque il bisogno di lasciare un segno. Mentre volano le idee, mentre si fabbricano sogni, mentre si insegue una passione. Come una farfalla in un prato a primavera. Come un figlio che ti cambia la vita…A vedere la vita con occhi sempre nuovi, con fame e sete di bellezza e verità è l’ artista Stefania Melis. Una donna che si distingue per il suo innato senso di libertà, per la spiccata sensibilità e per il dono della pittura che ha saputo coltivare nel tempo. Artista autodidatta, Stefania Melis ha saputo attraversare non soltanto il suo tempo tra esperienze di vita e di lavoro ma ha saputo attraversare il suo tempo interiore. Dotata di quell’ intelligenza emotiva che la contraddistingue, ha sentito di appartenere al mondo dell’ arte. E come spesso accade, si è ascoltata fino in fondo, tanto poi da voler escludere altri tipi di percorsi ed esperienze lavorative. Perché è così che sboccia una passione, così, dopo averla coltivata nel tempo, poiché senti di appartenerle e sei disposta a tutto. Sperando il più possibile di riuscire anche a congiungerti e a connetterti con la parte bambina. Stefania Melis è originaria di San Nicolò d’ Arcidano, in provincia di Oristano e vive a Bibione con suo marito Renato e con suo figlio Nicolò, oramai maggiorenne. La nostra artista ammette di essere un’ anima inquieta ma lo accetta con l’ intelligenza, la lungimiranza e l’ ironia che la contraddistingue. Tant’ è che nel tempo ha acquisito quella consapevolezza proprio attraverso la sua arte pittorica che è diventata una terapia, una consolazione, un consenso, una gratificazione, una condizione necessaria, un modo di stare al mondo. Avendo attraversato le sue turbolenze, Stefania Melis è diventata però amica della sua stessa ansia dalla quale dice di essere accompagnata. Ma d’ altronde l’ arte stessa non è contrassegnata da quel misterioso urto che spinge alla tensione per poi arrivare alla stessa distensione? Stefania Melis ha sentito dentro quel tumultuoso fuoco sacro dell’ arte alla quale oggi più che mai è completamente devota. Il seme che poi è germogliato in giovane età, l’ ha come risvegliata fino poi ad interrogarsi intorno alla sua essenza di donna e di artista. Sempre coerente con le sue scelte, ha respirato i colori ad olio di sua sorella pittrice e ha letto e ascoltato le poesie di suo papà… Difatti anch’ ella ha iniziato scrivendo poesie prima ancora di dedicarsi al campo dell’ arte. Ogni cosa l’ ha ricondotta a voler fare e circondarsi di arte. Ciò che piace della sua personalità è l’ essere rimasta intatta, così come era, irrequieta ma anche determinata a salvare ciò che di bello resta. Innamorata da sempre di fumetti e manga, il suo stile pittorico coincide con la pop art. Il suo modus operandi è unico. Le sue opere sembrano attraversare il colore, sembrano attraversare l’ infanzia. Quest’ ultima un porto sicuro nel quale si è sempre ritrovata attraverso gli affetti familiari, gli odori e i profumi di casa sua. Attraverso colori e stati d’ animo, si dipana il suo spirito irrequieto. Dalla sua stessa tensione al bello e al vero attinge per arrivare ai colori, ai soggetti e alle emozioni. Convinta che il bene si coltiva sfociando in bellezza e gentilezza, luce, armonia, musica, attraverso la sua arte pittorica trasmette sentimenti di positivi ritorni al passato per comprendere ancor meglio il presente. E nel continuo panta rei, in quel disordine armonico che tanto ama, riesce ad emozionarsi per emozionare. E… tutto questo per arrivare a quell’ invincibile essenza dell’ arte.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho vissuto a San Nicolò D’ Arcidano fino ai diciannove anni…Nel periodo adolescenziale ero molto irrequieta, al paese eravamo un gruppo di amici con il fuoco dentro, sempre alla ricerca di altri orizzonti… Appena finito il liceo classico, sono andata via… Sono stata per un breve periodo a Parigi, poi sono tornata perché Parigi era troppo grande per me in tutti i sensi e… ho iniziato a lavorare in Emilia Romagna, poi a Londra, poi in Trentino… Fino ad arrivare a Bibione dove ho incontrato mio marito, poi è arrivato mio figlio Nicolò…
Come nasce intanto la tua passione per la pittura?
Quando Nicolò era piccolo, disegnavo insieme a lui…Devo dire che la vera artista di casa era mia sorella Emanuela, dipingeva ad olio su tela…Attraverso lei, ho iniziato a percepire l’ importanza di una passione e ho voluto seguire le sue orme, fino poi a sentirmi anche più apprezzata in famiglia.
Quando hai pensato poi di voler dedicarti al mondo dell’ arte?
Nel 2024 mi sono iscritta ad un concorso-mostra a Venezia, vincendo un premio importante che davvero non pensavo di vincere. Realizzai l’ armatura di Kublai kan, famoso condottiero che aveva incontrato Marco Polo… Si trattò di un disegno di una complessità unica, davvero ci misi l’ anima per realizzarlo. E vincendo quel premio, iniziai ad organizzare la mia prima personale di pittura, acquisendo sempre maggiore consapevolezza e la volontà di esprimermi attraverso i soggetti, i colori, i disegni, le emozioni e la pittura stessa.
Qual è il tuo mezzo di utilizzo pittorico?
L’ acrilico.
Come definiresti il tuo stile?
Uno stile pop art. Il mio riferimento in assoluto è Andy Warhol.
La tua fonte di ispirazione?
Mi ispiro agli “anime” giapponesi ( n.d.r. qualsiasi tipo di animazione), secondo la tecnica del disegnatore manga Hayao Miyazaki. Realizzo manga e fumetti perché sono giocosi, allegri, immediati, mi ricordano l’ infanzia, anche da piccola disegnavo costantemente cartoni animati… erano la mia confort zone, un luogo sicuro. Personaggi come Heidi, Candy Candy che si facevano male ma non morivano, questo mi infondeva tranquillità.
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte è il mezzo più consono e sincero per me per riuscire a esprimermi completamente. La pittura per me è bellezza e verità. Mi sento bene ed in pace con me stessa. Mi piace trasformare un qualcosa in emozione. Attraverso la pittura, metto ordine in me.
Quando ti senti gratificata?
Quando mi dicono che il mio stile è riconoscibile.
Prossimi progetti?
Il venticinque marzo sarò a Venezia in una collettiva, poi continuerò con la mia produzione pop art e manga.
Un ricordo legato alla tua infanzia?
Mia nonna. Mia nonna vuol dire infanzia. Mia nonna si è presa cura di me quando i miei genitori partirono per Milano per lavoro…Ricordo che mi teneva sempre al sole sulle sue ginocchia, mi dava in mano cose semplici come un pomodoro… Vivevo all’ aria aperta, l’ odore di mia nonna mi rassicurava, era vestita sempre di nero, per me era un supereroe, era Batman…
Per info: cell: 392-0547868; Instagram iamstefaniamelis; www.stefaniamelis9.webnode.it
Ammirevole la costanza dedicata all’arte, la disciplina nel non arrendersi mai davanti agli ostacoli. Meticolosa nel rifinire le sue opere, e decisa nelle scelte dei soggetti da riprodurre. Devo proprio dire complimenti per la tua forza d’animo, sei la dimostrazione che volere è potere. Bravissima
Stefania la conosco da anni ed insieme abbiamo condiviso momenti diversi della vita, fasi in cui averla avuta al mio fianco è stata per me una crescita personale.
A parte l’affetto e la profonda stima che provo nei suoi confronti ciò che mi lega molto a lei è che è in grado di essere autentica in un mondo fatto perlopiù di maschere .